Ma il Progetto Fori è un’altra cosa

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In questi giorni si è tornati a parlare con insistenza di una sistemazione dell’area archeologica centrale di Roma. Si è svolto un concorso d’idee e sono intervenuti il soprintendente Francesco Prosperetti e l’assessore capitolino alla Cultura Luca Bergamo. Nelle parole di Prosperetti e Bergamo (come d’altronde nel programma elettorale di Virginia Raggi) circola un equivoco: pedonalizzare la via dei Fori imperiali o trasformarla in una specie di boulevard decorato dal verde sarebbe l’attuazione del Progetto Fori per il quale si batterono, a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, Antonio Cederna, Adriano La Regina, Leonardo Benevolo, Italo Insolera, Vezio De Lucia e l’allora sindaco Luigi Petroselli. Le idee di Prosperetti e Bergamo sono discutibili e andranno discusse quando e se diventeranno un progetto. Ma, allo stato, poco hanno a che vedere con il Progetto Fori. Di seguito pubblichiamo un breve estratto dal testo che l’Associazione Bianchi Bandinelli ha fatto pervenire nel novembre 2014 alla commissione mista, Mibact-Comune, incaricata di studiare l’assetto dell’area archeologica centrale di Roma.

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Difendiamo le professioni dei beni culturali

Pubblichiamo una lettera aperta inviata al ministro Dario Franceschini da diverse associazioni. 

Onorevole Ministro,

Le scriviamo perché, a giudizio delle nostre associazioni, è della massima rilevanza per il futuro del Mibact, e quindi del patrimonio culturale italiano, che si intervenga nell’attuale fase di modifica della disciplina della dirigenza pubblica per garantire la sopravvivenza dei ruoli tecnici già esistenti nel MiBACT.

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Dopo Amatrice, niente interventi a pioggia

di Roberto De Marco

Ancora una volta, dopo la tragedia di Amatrice, la TV e la rete sono sommerse di dichiarazioni del giorno dopo da parte di autorevoli fonti del governo e della politica sull’intenzione di mandare a definitiva soluzione il problema del “rischio simico”. Di fronte al piglio risoluto, decisionista, ormai consueto, con cui è proposto l’impegno, i cittadini sparsi lungo la penisola – ai quali l’ultimo disastro ha ricordato che dalle loro parti il terremoto tira – non possono che aprire una partita di credito.

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Ennesime delusioni? Probabilmente sì se si dovesse dar retta ai primi spartiti suonati sugli organi d’informazione: il libretto del fabbricato e il programma Casa Italia al quale un numero imprecisato di generazioni si dovrà dedicare per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano, ma anche affrontare il problema delle periferie, degli impianti sportivi e del risparmio energetico.

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Cederna, le mappe di una vita

 

Vent’anni fa, il 27 agosto del 1996, moriva Antonio Cederna. Per questa occasione è stata realizzata una story map, uno strumento che racconta la vita di Cederna utilizzando tanti materiali presenti nell’archivio depositato a Capo di Bove, sull’Appia Antica per iniziativa della Soprintendenza archeologica speciale di Roma. La story map si avvale di immagini, testi e video e consente di localizzare gli interventi e le battaglie condotte da Cederna. Il progetto è stato sviluppato per l’Archivio Cederna da TeamDev in collaborazione con Regesta.exe.

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Concorsi, banalità in tempi stretti

di Lucinia Speciale

La bonaccia di mezza estate è il momento ideale per discettare di Beni Culturali: i numeri da record dei Musei aperti a Ferragosto, nel 2014 i Bronzi all’Expo, un anno fa la riffa dei superdirettori, dei cui risultati aspettiamo con ansia un bilancio vero, non un comunicato stampa.

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Mibact, così si uccide l’antropologia

di Paola Elisabetta Simeoni

La riorganizzazione del Ministero ha stabilito nel numero di 32 le Soprintendenze per le belle arti e paesaggio, le quali hanno il compito di tutelare tra gli altri il patrimonio culturale immateriale demoetnoantropologico, e 17 sono i Segretariati regionali.

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Il dopo 7 maggio

di Vezio De Lucia, Rita Paris, Roberto Scognamillo e Lucinia Speciale

L’associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli è stata tra gli organizzatori dell’iniziativa “7 maggio. Emergenza cultura”, che ha visto la partecipazione di molte sigle preoccupate per lo stato di grave mortificazione in cui versano i beni culturali in Italia, e ha offerto diversi contributi all’incontro di studi che ha preceduto la manifestazione di piazza. Si ripropongono qui gli interventi letti nel corso dei lavori presieduti in apertura da Umberto D’Angelo.

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Un crowdfunding per Pietrabbondante

PietrabbondanteE’ stata appena avviata una campagna di raccolta fondi per proseguire gli scavi archeologici a Pietrabbondante, in provincia di Isernia. Gli scavi, diretti da Adriano La Regina, stanno dando eccellenti risultati, ma gli sforzi rischiano di essere vanificati dalla carenza di finanziamenti. Ecco il link per accedere al crowdfunding  https://igg.me/at/rocksamnium

Beni culturali, l’esercito nascosto dei professionisti

Nel luglio del 2015, in occasione della tavola rotonda “Occultati o respinti”, tenuta a Palazzo Massimo a Roma, l’associazione Bianchi Bandinelli ha presentato i risultati dell’autocensimento dei collaboratori esterni del MiBACT e degli enti locali, promosso attraverso il sito dell’associazione tra il gennaio e l’ottobre del 2014.

Costituito a partire da schede compilate su base volontaria, il rapporto offre uno spaccato di notevole interesse sul numero, la formazione, le tipologie di contratto che accomunano i “professionisti” dei Beni Culturali. Sebbene l’autocensimento si sia concluso poco più di un anno e mezzo fa, i dati dell’indagine restano attualissimi. È probabile che le opportunità e le condizioni di lavoro in questo settore siano addirittura peggiorate, considerato il massiccio e celebratissimo ricorso al ‘volontariato’.

Riproponiamo, in vista della manifestazione del 6 e 7 maggio, la relazione di Sara Parca, che ha coordinato il gruppo di lavoro.

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Concorso Mibact, quanti errori signor ministro

Pubblichiamo un documento dell’Associazione Bianchi Bandinelli

Valutando il testo definitivo del decreto interministeriale che fissa i criteri generali del Concorso per l’assunzione di 500 funzionari del MiBACT (GU n. 96 del 26.4.2016), si impongono prioritariamente alcuni interrogativi: all’interno di quale programmazione questo Concorso è stato deciso, con quale scadenza temporale è lecito prevedere un’ulteriore immissione in ruolo di funzionari tecnico-scientifici per il MiBACT? E ancora: in quale misura questa immissione sana le attuali carenze di organico, garantendo realmente le risorse professionali necessarie per un’azione di tutela, conoscenza, valorizzazione efficace e sostenibile? E, a monte di tutto, come è stato individuato questo organico, in rapporto alla recente riorganizzazione del ministero o non piuttosto a un assetto territoriale e funzionale superati?

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PER PAOLO ROSSI, 50 ANNI DOPO

Il 27 aprile 1966 Paolo Rossi, studente di architettura di 19 anni, veniva aggredito e picchiato brutalmente da un gruppo di fascisti davanti alla Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma mentre distribuiva volantini in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organismi rappresentativi studenteschi. Le operazioni di voto si stavano svolgendo tra tensioni e incidenti perché le organizzazioni democratiche come Ugi e Intesa cercavano di contendere alla destra il governo dell’Università romana. Qui dominava un clima di intimidazioni e di violenze perpetrate contro studenti e docenti democratici in un Ateneo tradizionalmente feudo delle destre. L’azione squadristica contro Paolo Rossi avviene sotto lo sguardo indifferente e complice della polizia, autorizzata dal Rettore ad entrare nella città universitaria; il giovane studente, stordito dalle percosse, cade dal muretto della scalinata e muore all’ospedale. La sera stessa, quando si diffonde la notizia della sua morte, la Facoltà di Lettere viene occupata spontaneamente dagli studenti, che hanno la solidarietà di molti docenti: la polizia interviene però subito sgombrando l’Ateneo.

L’assemblea che si svolge il giorno dopo vede l’adesione di molti deputati della sinistra e di significative personalità dell’antifascismo italiano. Nasce da qui una nuova occupazione che ha come obiettivo le dimissioni del Rettore Ugo Papi e lo scioglimento delle organizzazioni parafasciste di studenti universitari. Nonostante i tentativi di sviare le indagini attribuendo la morte di Paolo a precarie condizioni di salute, due anni dopo, grazie alla tenacia dei famigliari, degli avvocati, dei periti di parte civile e della straordinaria partecipazione di massa, si giunse alla sentenza di “omicidio preterintenzionale contro ignoti”.

Paolo Rossi è la prima vittima caduta per mano dei fascisti nel dopoguerra. La partecipazione ai suoi funerali il 30 aprile è enorme e in tutto il paese cresce un grande movimento di protesta che si estende anche a giovani fino ad allora estranei alla politica.

Il 1966, l’anno della morte di Paolo Rossi e dell’occupazione dell’Università di Roma, rappresenta il vero prologo della rivolta studentesca del 1968.

Oggi, a 50 anni di distanza, il rischio di dimenticare e di perdere la consapevolezza della nostra storia, rende necessario ricordare non solo quel giovane studente di Architettura ucciso dai fascisti ma anche il percorso difficile della democrazia italiana.

PER RICORDARE PAOLO ROSSI 50 ANNI DOPO

MERCOLEDI’ 27 APRILE 2016 DALLE ORE 10.00

L’IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza), LE

AMICHE E GLI AMICI DI PAOLO DI ALLORA E DI OGGI INVITANO QUANTI CREDONO NEI VALORI INTRAMONTABILI DELLA DEMOCRAZIA E DELL’ANTIFASCISMO A UN PRESIDIO SILENZIOSO INTORNO ALLA SCALINATA DELLA FACOLTA’ DI LETTERE E A UN INCONTRO ALL’INTERNO DELLA STESSA FACOLTA’ ALLE ORE 11.00.

Filmati, fotografie e canzoni accompagneranno le testimonianze e gli interventi storico-critici di due generazioni a confronto: quella che ha condiviso quella storia e quella che riflette oggi in una situazione politica completamente diversa.

Fino al 2000, ogni 27 aprile qualcuno deponeva un fiore davanti alla targa che ricorda Paolo Rossi. Da allora è subentrato il silenzio e l’oblio. Invitiamo ognuno a portare un fiore al presidio per trasformare un luogo negletto e inconsapevole in un tripudio di solidarietà, partecipazione e affetto.

30/04/1966 FUNERALI DI PAOLO ROSSI ALL'UNIVERSITA'

30/04/1966 FUNERALI DI PAOLO ROSSI ALL’UNIVERSITA’