19 febbraio 2014 – Comunicato dell’Associazione Bianchi Bandinelli sulla nomina di un nuovo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

19 febbraio, 2014

imagesLa rovina dei beni culturali e del paesaggio è in larga misura conseguenza del prolungato disinteresse dei governi e del mondo politico. Le stagioni dei ministri improvvisati, dei “giacimenti culturali” (con la sciagurata metafora dello sfruttamento petrolifero), la riduzione del dicastero a contentino, a ultima casella disponibile per collocare chi rimane alla fine dell’elenco, sono un’evidente manifestazione della più generale crisi della cultura politica italiana, e non ultima ragione del disastro economico che ci travolge.

L’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli ritiene perciò necessario un radicale cambio di prospettiva, e cioè la collocazione dei Beni culturali, del paesaggio, del territorio – e delle loro esigenze di tutela, di salvaguardia, di protezione – al vertice delle priorità e delle urgenze della politica governativa.



Una replica a “19 febbraio 2014 – Comunicato dell’Associazione Bianchi Bandinelli sulla nomina di un nuovo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo”

  1. E’ una necessità prioritaria e improrogabile. Forse una delle enunciazioni più stupide e miopi della nostra politica è stata che con la cultura non si mangi. Quando in realtà la cultura non solo è nutrimento della fibra identitaria di una nazione, ma anche un potenziale di volano economico – come è stato calcolato da autorevoli studi circa una consistente quota di Pil – nonché di ripresa morale, come immagine interna e internazionale, che vedrebbe l’Italia in prima fila grazie al suo immenso patrimonio, così maltrattato, e misconosciuto in termini di risorsa.