Concorso Mibact, quanti errori signor ministro

3 maggio, 2016

Pubblichiamo un documento dell’Associazione Bianchi Bandinelli

Valutando il testo definitivo del decreto interministeriale che fissa i criteri generali del Concorso per l’assunzione di 500 funzionari del MiBACT (GU n. 96 del 26.4.2016), si impongono prioritariamente alcuni interrogativi: all’interno di quale programmazione questo Concorso è stato deciso, con quale scadenza temporale è lecito prevedere un’ulteriore immissione in ruolo di funzionari tecnico-scientifici per il MiBACT? E ancora: in quale misura questa immissione sana le attuali carenze di organico, garantendo realmente le risorse professionali necessarie per un’azione di tutela, conoscenza, valorizzazione efficace e sostenibile? E, a monte di tutto, come è stato individuato questo organico, in rapporto alla recente riorganizzazione del ministero o non piuttosto a un assetto territoriale e funzionale superati?

Al di là delle attese di tanti giovani e non più giovani precari e disoccupati, che da anni aspirano a un lavoro stabile, al di là della propaganda e della demagogia, una volta di più sconcerta la mancanza di un disegno coerente e finalizzato, in questa come in tante altre scelte del ministro Franceschini.

Se è vero, d’altra parte, che nel decreto risultano corrette alcune forzature delle bozze precedenti, altre ne rimangono che è urgente denunciare. Per quanto concerne i requisiti di ammissione, per esempio, vedere finalmente riconosciuto come indispensabile per i candidati il livello post-lauream di formazione non impedisce di rimarcare l’iniquità, nei criteri di valutazione dei titoli, dell’attribuzione al diploma di dottorato di un punteggio maggiore di quello del diploma delle scuole di specializzazione, le uniche in Italia professionalizzanti in modo specifico, mentre il dottorato non lo è, e come quest’ultimo di durata triennale fino al 2006; per non dire del diploma di master biennale, riconosciuto  come requisito di ammissione a un concorso pubblico, benché conseguito senza alcuna prova selettiva pubblica iniziale.

Non meno iniquo il maggior punteggio riservato ai “tirocinanti del bando 2013” per un solo anno, appunto, di attività di tirocinio rispetto al minor punteggio riconosciuto per ogni anno di lavoro agli esperti collaboratori esterni del MiBACT, molti dei quali non incaricati ‘per chiamata diretta’, bensì in quanto inseriti in una graduatoria di merito. Illegittimo, infine, l’obbligo della conoscenza dell’inglese – verificata, tra l’altro, in dieci domande dei quiz preselettivi-, mentre l’accertamento della conoscenza di una lingua straniera dovrebbe avvenire tra quelle della Comunità Europea, come da DPR 487/1994 e s.m.

Non resta che chiedere, anzi esigere, un’immediata correzione di tiro, ove possibile attraverso i previsti bandi per i singoli profili professionali.

 



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