La ricostruzione dell’Aquila: un’occasione sprecata

27 Marzo, 2019

La ricostruzione dell’Aquila: un’occasione sprecata

Gran Sasso Science Institute
Sala conferenze
Viale Crispi, 7
L’Aquila

Giovedì 4 aprile, dalle ore 17:30 alle 20:00

Interventi di Roberto De Marco, Vezio De Lucia, Andrea Giura Longo, Monica Cerulli

 

L’Associazione Bianchi Bandinelli è stata presente a L’Aquila e per l’Aquila fin da subito dopo il terremoto del 2009 con varie iniziative e interventi, fra i quali il convegno tenuto il 10 dicembre 2009 presso la sala Bologna del Senato della Repubblica, i cui atti sono poi stati raccolti nel volume L’Aquila: questioni aperte. Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti, pubblicato dall’editore Iacobelli nel 2010.

L’attenzione nei confronti della ricostruzione e del patrimonio storico-artistico non è mai venuta meno nel corso degli anni e non poteva mancare una nuova presenza fra le iniziative per il decennale. Una presenza che non vuole essere comunque una commemorazione, ma un ulteriore momenti di riflessione critica e di proposte sulla gestione del dopo gli eventi catastrofici, purtroppo così frequenti nel nostro Paese ma che evidentemente poco insegnano.

I due interventi su cui si incentrerà la serata del 4 aprile, presso la sede del GSSI, saranno:

L’Aquila 2009. Se non allora quando?
Roberto De Marco

Dopo cento anni dalla tragedia di Messina un terremoto distruttivo ha colpito una città capoluogo, ha distrutto un importante centro storico. Si sarebbe dovuta dispiegare tutta la scienza e la conoscenza disponibile per affrontare l’emergenza, per lo sviluppo ulteriore di un “saper come fare” da utilizzare per i terremoti che sarebbero poi accaduti e per quelli che ancora verranno. Così non è stato.

Sempre più sparpagliata
Vezio De Lucia, Andrea Giura Longo, Monica Cerulli

L’Aquila è storicamente formata da un nucleo centrale circondato da decine di frazioni in un vastissimo territorio. Il carattere della città è stato esasperato dalla ricostruzione, a cominciare dalle cosiddette new town e successivamente dalla disseminazione di altri innumerevoli insediamenti che hanno portato a un’espansione patologica e irrimediabile.



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