Questa Giornata di incontro e di confronto – come l’abbiamo
voluta definire – cade in un momento molto grave per il destino del patrimonio
italiano. La decisione di organizzarla è solo di poche settimane fa e rientra
nella tradizionale azione dell’Associazione Bianchi Bandinelli, che, da quando
fu fondata da Giulio Carlo Argan nel 1991, opera con due diverse modalità:
quella dei “tempi lunghi” dello studio, della ricerca, dell’analisi dei
problemi, da proporre poi in pubbliche discussioni e da affidare alla
pubblicazione nelle nostre due collane e, viceversa, quella del “pronto
intervento”, quando scelte di politica culturale lo impongono e chiedono di
aprire un dialogo immediato e serrato con il mondo politico e con il Governo.
La legge Finanziaria approvata nell’estate scorsa con la
previsione di enormi tagli al bilancio del Ministero per i beni e le attività
culturali (tagli da completare in un triennio fino a raggiungere la cifra
impressionante di circa un miliardo di euro) aveva costituito già un segnale
molto allarmante per noi, ma a spingerci a costruire, a tamburo battente, questa
occasione, questo spazio libero di discussione e di proposta e prima ancora di
riaffermazione di principi che riteniamo pietre angolari della nostra cultura,
sono stati due fatti: da un lato l’emendamento – ritirato, ma che di nuovo
sembra essere in discussione al Senato, introdotto nello schema di decreto sul
federalismo fiscale in relazione ai fondi destinati a Roma Capitale (emendamento
che prevede la devoluzione della tutela di tutto il patrimonio artistico e
ambientale di Roma alla Soprintendenza comunale) –, dall’altro, la
consapevolezza dell’imminente ennesima riforma della struttura del Ministero,
che di fatto è stata presentata in forma di schema di decreto l’11 novembre ai
Direttori Generali centrali e regionali e che il Consiglio dei Ministri deve
approvare entro il 28 novembre. Lo schema di decreto prevede, come è noto,
l’istituzione di una nuova Direzione Generale per i musei, le gallerie e la
valorizzazione, con la parallela soppressione della Direzione per l’architettura
e l’arte contemporanea, che ha avuto breve vita. Il nome del supermanager
prescelto per dirigerla al di fuori dei ranghi e delle figure
tecnico-scientifiche dell’Amministrazione, è stato reso noto soltanto due giorni
fa con un Comunicato stampa del Ministro Bondi. Si tratta di Mario Resca,
esperto di catene di distribuzione alimentare, in particolare di McDonald’s, e
di gioco d’azzardo, come Presidente del Casinò di Campione.
Per riflettere e discutere di tutto questo avevamo invitato,
prima di ogni altro e come nostro interlocutore privilegiato, il Ministro Bondi,
che ha però declinato l’invito, così come i Presidenti delle Commissioni Cultura
di Camera e Senato. Viceversa, altre personalità politiche hanno chiesto di
intervenire, lo faranno nel corso della mattinata e naturalmente saranno le
benvenute, perché noi abbiamo bisogno di essere ascoltati da tutte le forze
politiche che si facciano carico dei problemi di cui parliamo. Aggiungo ancora
che è stato Stefano Rodotà a ricordare recentemente una convinzione più volte
ribadita dalla “Lady di ferro”, Margaret Thatcher: “La società non esiste,
esistono solo gli intrecci e i conflitti di interessi corporativi”.
Ebbene, l’adesione compatta delle associazioni per la tutela e
delle associazioni professionali del patrimonio a questa nostra iniziativa
dimostra proprio il contrario: la società esiste, e le nostre Associazioni
rappresentano la coscienza critica della società civile italiana, che chiede e
pretende di essere ascoltata; e nessuno dica che ciò è il risultato di una
spinta corporativa, anche perché il trattamento economico da difendere per chi
opera in questo campo è, per lo più, ben misera cosa. Piuttosto, ci spinge la
certezza condivisa che in gioco è la conservazione e la trasmissione di valori
di una civiltà millenaria che non intendiamo permettere a nessun governo di
svendere o dilapidare.