Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

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24 maggio 2005 - ore 9

Convegno: "Beni Culturali bilancio in rosso"

 

ASSOCIAZIONE BIANCHI BANDINELLI

Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

A un anno dal Nuovo Codice e dalla riforma del Ministero

BENI CULTURALI BILANCIO IN ROSSO

Martedì 24 maggio ore 9.00 - Sala delle Conferenze di Palazzo Marini

via del Pozzetto 158 (angolo piazza San Silvestro) - (per gli uomini è d’obbligo la giacca)

 

Programma in formato word (28 Kb)

 

MATERIALI

 

Testo dell'intervento di Maria Giovanna Sarti: Formazione e funzioni, le attese mancate (65 Kb)

Testo dell'intervento di Umberto D’Angelo: Le fondazioni (43 Kb)

Testo dell'intervento di Paola Elisabetta Simeoni: Il patrimonio immateriale (61 Kb)

Articolo di Maria Serena Palieri apparso su "L’Unità" del 25 maggio 2005

Testo del documento su Archivi e Biblioteche (60 Kb), relativo all'intervento di Anna Maria Mandillo: Deperimento delle strutture, blocco del personale, affidamento all’esterno : "Il documento, che si presenta in prima versione, esposto al convegno, è il risultato del lavoro di un gruppo di archivisti e bibliotecari, in particolare Mariella Guercio, Linda Giuva, Anna Maria Mandillo, Giovannella Merola, Lalla Sotgiu, e costituisce l'avvio di una riflessione sui problemi e le specificità dei due settori, soprattutto all'interno del Ministero per i beni culturali. Si spera che possa presto arricchirsi e progredire con i contributi di tutti coloro che vorranno contribuire con idee, suggerimenti e proposte di miglioramento".

 

PROGRAMMA

 

ore 9.00             Apertura dei lavori

 

                          Introduzione

                          Giuseppe Chiarante

 

ore 9.30             Relazioni

 

                          Amministrazione e tutela: una piramide rovesciata

                          Adriano La Regina

 

                          Quantità e qualità della spesa

                          Giovanna Grignaffini

 

                          Deperimento delle strutture, blocco del personale, affidamento all’esterno:

                          -      nel campo delle arti

                          Irene Berlingò e Lucinia Speciale

                          -      negli archivi e nelle biblioteche

                          Anna Maria Mandillo e Mariella Guercio

 

                          Formazione e funzioni, le attese mancate

                          Maria Giovanna Sarti

 

ore 11.00           Interventi tematici 

Le fondazioni (Umberto D’Angelo),

Arcus s.p.a. (Giuseppe Basile),

Le società   (Wanda Vaccaro),

Il patrimonio immateriale (Paola Elisabetta Simeoni)

ore 11.40           Discussione

 

ore 12.15           Tavola rotonda conclusiva

 

                          La cultura in pericolo, proposte per una svolta

Gaetano Benedetto, Giampaolo D’Andrea, Vittorio Emiliani, Vittoria Franco, Citto Maselli, Desideria Pasolini dall’Onda, Vincenzo Vita

                          moderatore Giuseppe Chiarante

 

 

Avanti, indietro o indietro tutta? Beni culturali, i dilemmi della sinistra
Maria Serena Palieri
L’Unità 25-5-2005, pag. 25

UN DIBATTITO ha fatto il punto sui guasti della politica del ministero. E ha cominciato a discutere su che cosa chiedere a un futuro governo di centrosinistra.
Un bilancio in rosso con meno fondi e mal distribuiti. E investimenti «singolari».
Certo l'Ulivo fece di meglio ma qualche guasto cominciò già allora

Che cosa chiedere a un futuro (auspicabile) governo di centrosinistra nei primi cento giorni, nel settore patrimonio storico-artistico-ambientale? Abrogare, sic et simpliciter, il Codice Urbani perché «ha fatto passare nell'opinione comune l'idea che i beni culturali si possano vendere» (Vincenzo Vita, Ds, assessore alla Cultura della Provincia di Roma)? Fare di più: rimettere in discussione, più indietro, la politica dello stesso centrosinistra per risalire al vero inizio della deriva mercantilistica, che sarebbe datata legge Ronchey del '93 e continuata negli anni dell'Ulivo (Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza, Irene Berlingò, Assotecnici, Desideria Pasolini dall'Onda, Italia Nostra, Citto Maselli, associazione Gulliver)? Oppure dirsi: il centrodestra ha messo le mani in un problema reale, il rapporto pubblico-privato, e non si può rispondere solo ripristinando il vecchio, ci vuole innovazione (Giampaolo D'Andrea', senatore Dl, Vittoria Franco, senatrice Ds)?
“Beni culturali: bilancio in rosso”, la mattinata promossa dall'Associazione Bianchi Bandinelli si chiude con una tavola rotonda che, su sprone del presidente Giuseppe Chiarante, risponde alla domanda: ok, questo governo è un disastro, ma poi che fare? E, a colpo d'occhio, ecco la divisione. Non è quella tradizionale, destra-sinistra, o meglio destra della sinistra-sinistra della sinistra. Perché, per dirne una, Italia Nostra in questo quadro non è collocabile. In realtà da un lato si schierano l'amministratore locale, l'archeologa che rappresenta le competenze tecniche del ministero e le associazioni che si battono per la tutela, dall'altro i due parlamentari. Volendo, da un lato chi ha le mani in pasta nel day-by-day, dall'altro chi lavora alla mediazione politica. Nella sala conferenze di Palazzo Marini (d'obbligo la giacca) i toni sono pacati, ma la polemica corre nervosa. Giacché, per l'appunto, sul piatto c'è un pezzo del programma con cui il centrosinistra si candiderà al governo nel 2006. Anzi, prima ancora c'è da capire se questo tema sarà, di quel programma, un capitolo, e quanto pesante: darà voce a chi in questi anni ha parlato di svendita del Bel Paese? La mattinata parte con una serie di relazioni - di Adriano La Regina, Giovanna Grignaffini, Irene Berlingò e Lucinia Speciale, Anna Maria Mandillo e Mariella Guercio, Maria Giovanna Sarti, Umberto D'Angelo, Giuseppe Basile, Wanda Vaccaro, Paola Elisabetta Simeoni - che, a un anno dalla «rivoluzione» - Codice e riforma del ministero - mettono sul tavolo d'anatomia la gestione Urbani. Parlano le cifre: 2001, la spesa del ministero, ultima finanziaria dell'Ulivo, è di 2386 milioni di euro; nel 2005 è scesa a 2227. Ma bisogna aggiungere la svalutazione dell'euro. E, aggiunge Chiarante, il fatto che la spesa non viene razionalizzata: quella corrente ne assorbe i due terzi e gli investimenti diminuiscono. Non solo: i soldi disponibili vengono accentrati al piano altissimo del ministero, il Segretariato Generale, che, dal 2003, dispone dell'80% dei fondi da investire. Mentre in periferia le soprintendenze sono alla canna del gas. A ciò, e su questo non si registrano divisioni, si aggiungono lo spoil system selvaggio che ha celebrato la nascita della gestione Urbani, la messa in sonno del Consiglio per i Beni Culturali, il combinato disposto Patrimonio spa, Infrastrutture spa, Scip, Arcus e nuovo Codice che hanno messo in liquidazione il «tesoro del Bel Paese».
In concreto, tutto questo cosa ha comportato? L'analisi di un comparto particolare, archivi e biblioteche, dice che per questo settore i tagli in Finanziaria sono arrivati fino al 25%; per un periodo il Tesoro ha addirittura requisito i fondi che derivavano dai servizi aggiuntivi: guardaroba, bar, fotocopie; le 47 biblioteche pubbliche statali hanno visto scendere i fondi per il funzionamento da 7.922.000 euro del 2001 ai 5.600.000 del 2005 e, per le utenze (leggi bollette) da 548.000 euro a 214.000, per l'acquisto libri nel solo anno 2003-2004 il taglio è stato dai 8.263.000 euro ai 6.198.000; quanto agli archivi, tagli del 40-60% sulle spese di funzionamento, sicché l'Archivio di Stato di Bologna ha interrotto l'apertura pomeridiana, la Soprintendenza archivistica per la Toscana s'è vista tagliare il telefono. Non è finita: dal 2004 le biblioteche sono escluse dall'utilizzo dell'8 per mille e dei fondi di Lottomatica. Il blocco del turn over fa sì che l'età media dei dipendenti sia 50 anni. Ma intanto si finanziano progetti speciali: 7 milioni di euro agli Archivi digitalizzati del Mediterraneo, 50 milioni di euro al Portale Cultura Turismo. Che il disastro sia in atto, tutti d'accordo. Ma prima l'Ulivo segnò un'età dell'oro? Si, per la prima volta un vice-premier fu ministro in via del Collegio Romano. Sì, per la prima volta il ministero sedette al Cipe. Sì, la spesa pubblica per la Cultura aumentò del 40%. Si, ci furono le riaperture di gallerie importanti, come la Borghese. Ma, gli «altri» dicono, lo spoil system fu introdotto già dalla legge Bassanini; la riforma del titolo V ha aperto un pasticcio nel rapporto tra Stato-Regioni; in Finanziaria 2000 parte del centrosinistra votò si all'emendamento leghista che apriva all'alienazione del patrimonio pubblico, poi esorcizzata in extremis col regolamento Melandri. Insomma, la filosofia per il Bel Paese a sinistra non è una sola. E, da qui al 2006, da questo passaggio stretto bisognerà passare.


Un esempio. È LA FONDAZIONE DELL'EGIZIO di Torino il progetto pilota per le altre che potrebbero gestire domani realtà cruciali: dalla Reggia di Caserta a Pompei-Ercolano, dagli Uffizi all'Accademia di Venezia. E come funziona? Soci, Ministero, Regione, Provincia, Comune, Compagnia di San Paolo e Cassa di Risparmio di Torino. Il Cda è per un terzo emanazione dell'ex ministro: presieduto da Alain Elkann, all'epoca della nomina consigliere di Urbani, vi siede, nei panni di direttore regionale per il Piemonte, Turetta, ex capo di gabinetto del medesimo, mentre l'altro nome espresso dal ministero è quello di un francesista, Sergio Zoppi. Manager ed espressione dell'amministrazione locale gli altri sei membri. Insomma, in Cda non c'è traccia di egittologi. Fior di studiosi in Comitato scientifico: Bresciani presidente, Roccati, Gallazzi, Al Gaballah, Arnold, Davies, Valbelle, dalle università d Roma e Milano, dal Cairo, Metropolitan e British Museum, Sorbona. Peccato che fornisca solo «pareri» a Cda. Quanto ai conti: per quadrarli Elkann prevede che i visitatori aumentino de 300.000 a 500.000 annui. Crescita del 67%. Ma gli ingressi nei musei dal 2003 a 2004 sono cresciuti, in realtà dell'8,3%.

(tratto da www.patrimoniosos.it)