Roma, 13 febbraio 2006
Alle amiche e agli amici
dell’Associazione
“Istituto di studi, ricerche
e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli”
Sono stata testimone e
partecipe fin dalla fondazione, nel 1991, della vita della nostra
Associazione, voluta da Giulio Carlo Argan, e sono quindi ben
consapevole dell’alta eredità culturale, etica e civile che assumo
insieme alla responsabilità della Presidenza, che avete voluto
affidarmi. Se l’ho accettata, pur conoscendo i miei limiti, è perché so
che non si tratterà di sostituire Giuseppe Chiarante, che l’ha guidata
dal 1993 con tanta autorevolezza, ma piuttosto di affiancarlo, per
moltiplicare le energie e ampliare quanto più possibile il nostro raggio
d’azione.
Abbiamo un Consiglio
Direttivo anche più ricco di competenze e potenzialità, un Comitato
Scientifico che, coordinato dallo stesso Chiarante, per le personalità
che accoglie sarà sicuramente fertile di stimoli e di idee per i nostri
progetti futuri. Possiamo contare inoltre su una Segreteria dinamica,
articolata in più funzioni, da quelle organizzative e di gestione a
quelle ormai irrinunciabili della comunicazione e del dialogo, sia con i
Soci sia con il mondo della cultura, delle Istituzioni e delle
Associazioni, grazie all’impegno di un gruppo di giovani studiosi a cui
dobbiamo, tra l’altro, la generazione del nostro sito
www.bianchibandinelli.it,
già noto e molto visitato.
Queste le linee-guida del
nostro programma:
-
dare piena attuazione a tutte
le finalità statutarie, ma soprattutto allo sviluppo dei rapporti tra
Università, luogo della ricerca e della formazione, e tutela;
-
assicurare continuità alla
tradizione di incisiva presenza dell’Associazione nella società e nella
cultura del Paese;
-
potenziare la nostra azione,
sviluppando ulteriormente le “due velocità” che hanno caratterizzato
sinora il nostro intervento, con le inchieste di più lungo periodo e le
iniziative d’indagine, documentazione e pubblicazione, da un lato,
dall’altro le denunce, le risposte e le proposte tempestive provocate
dall’attualità;
-
garantire la più ampia
espressione e opportunità di confronto a tutte le componenti
disciplinari e istituzionali presenti nell’Associazione.
Il momento che stiamo
vivendo, certamente tra i più critici della storia delle politiche di
tutela in Italia, richiede la massima vigilanza e prontezza propositiva.
Occorre l’impegno di tutti. E a nome di tutti ringrazio ancora Giuseppe
Chiarante, che dell’Associazione speriamo continui a essere il generoso
ispiratore.