Biblioteche ed archivi: una via
primaria di accesso all’informazione e alla conoscenza del passato,
presente e futuro
1. Le funzioni e i
servizi delle biblioteche e degli archivi nel programma per la cultura
Le biblioteche e gli
archivi, per la ricchezza del patrimonio librario e documentario che
conservano e rendono disponibile, sono uno strumento indispensabile e
una risorsa prioritaria per lo sviluppo della cultura e della
democrazia.
In Italia con la presenza di
oltre 12.000 strutture bibliotecarie, in gran parte collegate nella rete
pubblica del Servizio Bibliotecario Nazionale, le biblioteche :
- forniscono servizi a tutti
i cittadini, dai ragazzi agli studenti, dai pensionati ai
professionisti, dai ricercatori agli studiosi e favoriscono, quindi, la
crescita di una cultura di base diffusa, la coesione sociale e la
sicurezza;
- consentono un uso consapevole delle nuove
tecnologie;
- costituiscono le strutture per l’attuazione
di programmi per l’educazione permanente, per la formazione e la
ricerca, rendendo possibile creatività e innovazione;
- documentano nelle loro collezioni la memoria
storica e culturale per le generazioni presenti e a venire, mantenendo
viva l’identità culturale.
Gli archivi italiani
conservano uno dei patrimoni archivistici più ricchi al mondo: 1500
chilometri di fondi solo negli archivi di Stato, cui vanno aggiunti gli
archivi degli enti pubblici, degli enti locali, di istituzioni culturali
e fondazioni, ecclesiastici, di partiti politici e infine privati, di
famiglie, persone, imprese e aziende, per un totale di circa 150.000
archivi.
Il sistema archivistico:
- consente la conservazione
della memoria documentaria prodotta dalle pubbliche amministrazioni e
dai privati e la rende disponibile gratuitamente a tutti;
- contribuisce a garantire
la trasparenza e l’efficienza dell’azione pubblica grazie alla continua
azione di tutela sui documenti prodotti dalle amministrazioni;
- costituisce uno strumento
essenziale di salvaguardia delle memorie locali e nazionali;
- svolge un ruolo autorevole
nel processo di innovazione e informatizzazione della pubblica
amministrazione per quanto concerne la gestione dei documenti e
l’accesso ad archivi affidabili e autentici.
2. Finanziamenti e
organizzazione
Non è possibile garantire
servizi culturali continuando a comprimere la soglia dei finanziamenti
sotto il minimo: deve essere garantito il finanziamento
pubblico ordinario di livello adeguato, a garanzia della
conservazione delle memorie e del funzionamento dei servizi:
- perché l’apporto dei
privati non potrà mai garantire la copertura, la continuità e la
sicurezza delle spese ordinarie;
- perché non si può far leva
soltanto su progetti speciali o contare su forme di autofinanziamento
(book shop e simili).
La spesa deve essere inoltre
pianificata e controllata secondo criteri di razionalità, efficienza e
coerenza.
3. La cooperazione e le
tecnologie
Lo strumento principe di
una politica per le biblioteche e gli archivi sul territorio non può
essere che la cooperazione tra tutti i livelli istituzionali, dalle
regioni, province e comuni alle università, ipotizzando solo nel lungo
periodo e dopo un’accurata analisi, soprattutto, dopo la chiara e
condivisa definizione di competenze e attività, la costituzione del
“distretto culturale”.
In particolare, il livello
nazionale deve essere caratterizzato da una corretta pianificazione
con l’individuazione delle scelte prioritarie per biblioteche ed
archivi (istituzione di un’unica biblioteca nazionale, riorganizzazione
delle strutture, standard di qualità per i servizi, definizione di
responsabilità e strutture per la gestione e conservazione del
patrimonio documentario digitale).
Grande attenzione deve
essere rivolta alle tecnologie e al digitale, sia per la loro stessa
natura, sia perché la scarsezza delle risorse e la complessità dei
problemi richiedono coordinamento e strategia comune.
La digitalizzazione del
patrimonio culturale di biblioteche e archivi italiani e la loro
accessibilità in rete ha una grande rilevanza sociale, educativa ed
economica in quanto consente di diffondere servizi digitali con
rilevanti contenuti culturali e strumenti di immediato accesso ai
cittadini. Si rende in tal modo disponibile un patrimonio
straordinario di risorse che, tuttavia, devono essere correttamente
conservate ed utilizzate, sia per superare l’analfabetismo di base (digital
divide), sia per lanciare migliori servizi a valore aggiunto per
l’educazione, la ricerca, l’industria creativa e il turismo, sia
per valorizzare le identità locali e garantire la conservazione delle
memorie future.
4. Il Ministero per i
beni e le attività culturali
Il Ministero per i beni e le
attività culturali ha anche in questi settori un ruolo rilevante di
indirizzo e coordinamento. Quindi è necessario e urgente riformare le
strutture ministeriali per ridurre drasticamente gli apparati
burocratici, distribuiti in tutti i settori con criteri
scandalosamente discrezionali. L’attuale organizzazione a livello
centrale è elefantiaca, genera duplicazioni e conflitti di competenze
tra dipartimenti, direzioni generali e direzioni regionali; è costosa e
produce sprechi: in una parola il ministero è prossimo alla paralisi.
Oltre alla superfetazione dell’apparato amministrativo a scapito dei
tecnici, è venuto a mancare il necessario ricambio generazionale. Nella
legge istitutiva (1975) il MBAC, con le sue strutture tecnico
scientifiche e con gli organi consultivi e di indirizzo previsti,
disponeva del potenziale umano di professionisti ed esperti in grado di
garantire il raggiungimento dei propri obiettivi di diffusione,
conservazione, e crescita culturale. Occorre quindi al più presto - pur
nella prospettiva di una necessaria riflessione seria e approfondita
sulla struttura ministeriale che comunque non finisca, come purtroppo è
già avvenuto, per dar vita ad altri inutili organismi - restituire reali
competenze agli organi consultivi, ridare fiato alle strutture
tecnico-scientifiche: gli istituti centrali, le biblioteche
nazionali e quelle storiche, l’archivio centrale e la rete delle
soprintendenze archivistiche e degli archivi di stato, strutture che
sono oggi emarginate o ridotte a puri servizi di supporto delle
direzioni generali. Anche per la scarsezza dei fondi a disposizione, le
decisioni sono state di fatto trasferite dal livello tecnico a quello
burocratico, persino per quanto riguarda gli aspetti e le scelte
specificatamente scientifici.
E’ altrettanto urgente
provvedere a sbloccare i concorsi e curare l’aggiornamento professionale
del personale.
5. Iniziative normative
urgenti per la legislatura
Per biblioteche e archivi
occorre intervenire sul piano legislativo prioritariamente nei
seguenti ambiti:
- la legislazione sul
diritto d’autore perché garantisca con equilibrio i diritti economici di
autori ed editori ed i diritti pubblici di accesso per tutti i
cittadini;
- l’adeguamento delle norme
sul deposito legale;
- la predisposizione di una
legislazione tecnica realmente strategica in materia di produzione,
gestione e conservazione dei documenti digitali che includa la
definizione di responsabilità adeguate e lo sviluppo di politiche
concrete.