Lettera-Verbale
Roma, 19 marzo 2007
Promossa dall’Associazione Bianchi Bandinelli,
si è tenuta a Roma nella sede dell’Istituto di Archeologia e Storia
dell’Arte in data 1 febbraio 2007 una Giornata di studio dei direttori e
docenti delle Scuole di Specializzazione per gli operatori del
Patrimonio culturale, con la finalità di valutare il D.M. 31 gennaio
2006 (Suppl. Ord. n. 147 della G.U. 15 giugno 2006, n. 137)
Riassetto delle Scuole di specializzazione nel settore della tutela,
gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e di individuare
i principi guida comuni a cui ispirare i nuovi statuti e le nuove
strutture organizzative delle Scuole di Specializzazione, nonché le
procedure da seguire in ordine alla istituzione e all’attivazione delle
stesse presso le singole sedi.
I numerosi studiosi presenti rappresentavano
la quasi totalità delle Scuole di Specializzazione in Archeologia,
Archeologia orientale, Restauro dei monumenti, Storia dell’arte, Storia
analisi e valutazione dei beni architettonici e ambientali, Tutela e
valorizzazione dei beni culturali e la Scuola Speciale per archivisti e
bibliotecari, per lo più tuttora attive (ma in regime di prorogatio
dopo la soppressione prevista dal D.M. n. 509 del 1999) nelle Università
di Torino, Genova, Milano Statale e Milano Cattolica, Padova, Udine,
Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Siena, Napoli, Roma 1, Salerno, Lecce,
Bari, Cagliari, Catania, Viterbo.
Nel corso dei lavori si è riaffermata con
forza la necessità di assicurare continuità, pur nel rinnovamento, a
strutture formative che hanno garantito per oltre un secolo l’alta
qualificazione professionale e l’eccellenza degli archeologi (dal 1891),
degli architetti restauratori (dal 1956), degli storici dell’arte (dal
1901) italiani, riconosciuta a scala internazionale; queste strutture
costituiscono tuttora una risorsa peculiare e preziosa per il Paese,
commisurata all’unicità del patrimonio culturale, di cui preparano gli
addetti sia in ambito pubblico che privato.
Il terzo livello formativo delle Scuole di
Specializzazione, cui si accede per pubblico concorso e che da sempre
seleziona i giovani più preparati e più motivati per le istituzioni
della tutela dei beni pubblici, appare tanto più essenziale in relazione
alla insoddisfacente qualità attuale dell’istruzione universitaria, né
può essere confuso con quello dei Master, disomogenei per contenuti,
durata, finalità, mentre l’obiettivo delle Scuole di Specializzazione è
di garantire la stessa preparazione – conoscenze, competenze, abilità –
agli addetti di tutto il territorio nazionale, nelle istituzioni di
tutela dello Stato come degli Enti pubblici territoriali e nell’ormai
vasto e variegato mercato del lavoro privato. Sarebbe da focalizzare
piuttosto l’ipotesi di equiparare queste strutture formative a quelle
dei Dottorati, nella prospettiva di riforma attualmente allo studio per
questi ultimi, salvaguardandone comunque l’imprescindibile valenza
professionalizzante e facendone in certo modo dei Dottorati
applicativi, in quanto tali riconosciuti anche negli altri Paesi
europei.
Tema centrale della Giornata di studio sono
stati gli aspetti positivi e negativi, le opportunità e i limiti del
recente D.M. che consente l’istituzione e l’attivazione delle Scuole di
Specializzazione, sia delle tipologie tradizionali, sia di quelle di
nuova concezione, presso i diversi Atenei. La discussione, alla presenza
e con il generoso contributo di rappresentanti del MiBAC e del CUN,
nonché dei Presidenti delle Consulte Universitarie Nazionali dei settori
disciplinari interessati, si è conclusa con una risoluzione
unanimemente approvata, che prevede:
1)
la costituzione di un
Coordinamento Nazionale Permanente delle Scuole di Specializzazione per
il Patrimonio culturale, di cui è stata affidata la responsabilità a
un gruppo ristretto costituito da un rappresentante per ciascuna delle
tipologie previste (cfr. Allegato A).
2)
l’ottenimento in tempi rapidi
di una revisione migliorativa del D.M. 31 gennaio 2006, che lo
emendi subito dagli errori materiali di dettato e che corregga almeno le
incongruità più vistose, ad esempio per ciò che concerne i requisiti e i
titoli d’accesso di alcune tipologie di Scuola, nonché la misura dei CFU.
A questo fine tutti i colleghi sono invitati a far pervenire
tempestivamente al loro referente di settore nel Coordinamento Nazionale
Permanente segnalazioni, suggerimenti, richieste.
3)
la richiesta alla competente
Commissione del MIUR di definire i Requisiti minimi necessari per
l’attivazione delle nuove Scuole di Specializzazione nelle singole sedi,
dalla cui congruenza possa derivare l’inserimento delle Scuole di nuova
istituzione nella banca dati dell’Offerta formativa per l’a.a.2007-2008.
A questo proposito l’Ufficio competente del
MIUR ha precisato proprio in questi giorni che, essendo sospesa
momentaneamente l’attività della Commissione per i Requisiti minimi,
nella fase attuale è possibile prescinderne, attenendosi a quanto
indicato nel D.M. 31 gennaio 2006.
La procedura per chi intenda istituire
e attivare una Scuola di Specializzazione entro i 18 mesi previsti dalla
pubblicazione del D.M., sembra dunque la seguente: approvazione
dell’inserimento a statuto da parte della Facoltà di appartenenza
dell’ordinamento della specifica tipologia di Scuola (come da tabella
nel D.M.) e conseguente approvazione del Senato Accademico, quindi invio
al MIUR (anche per l’approvazione del CUN). L’alternativa è che, dopo
l’approvazione della Facoltà e del Senato Accademico, si possano
caricare direttamente gli ordinamenti sul sito del CINECA, visto che sta
per essere inviata a tutti gli Atenei la necessaria password, a
quanto assicurano gli Uffici competenti del MIUR. Ottenuta
l’istituzione, per l’attivazione si provvederà a predisporre il
Manifesto degli studi in base alla docenza e alle strutture disponibili.
4)
l’avvìo di una trattativa che
porti quanto prima ad un Accordo–quadro tra MIUR e MiBAC, tale da
favorire la collaborazione tra docenti dei due ministeri nella
progettazione, impostazione e gestione dell’attività didattica e di
ricerca delle future Scuole di Specializzazione, sulla base di
specifiche convenzioni e di modelli formativi condivisi, anche ai fini
dell’organizzazione dei tirocini degli allievi e del riconoscimento dei
titoli di studio.
5)
l’impegno per ottenere
l’approvazione degli ordinamenti delle nuove Scuole di Specializzazione
dalla Conferenza Stato-Regioni, con l’obiettivo di assicurare una alta
qualificazione professionale agli addetti alla tutela degli Enti
pubblici territoriali e a chi eserciti le stesse professioni in ambito
privato.
Con l’augurio a tutti di buon lavoro, il mio
saluto più cordiale
la
Presidente
dell’Associazione Bianchi Bandinelli
Prof.ssa
Marisa Dalai Emiliani
L'ALLEGATO "A", con i
membri del Coordinamento Nazionale Permanente, è disponibile
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