Al
Ministro per i beni
e le
attività culturali
On.
le francesco rutelli
roma
al
sottosegretario di stato
danielle gattegno mazzonis
roma
al
sottosegretario di stato
andrea marcucci
roma
al
segretario generale
dott.
giuseppe proietti
roma
On.le Ministro,
desideriamo esprimerLe tutto il nostro
sconcerto, e chiederLe un tempestivo intervento, sulla vicenda senza
precedenti dei due bandi di concorso emanati uno di seguito all'altro
dal Mibac per il reclutamento della dirigenza tecnica di seconda fascia,
cioè di archeologi, architetti, storici dell’arte, archivisti e
bibliotecari con future alte responsabilità nella salvaguardia del
Patrimonio culturale dell’intero territorio nazionale. Tali bandi, oltre
a modificare sostanzialmente i parametri di valutazione dei titoli
professionali, culturali e scientifici dei candidati, nonché il rapporto
fra i punteggi conseguibili con le prove di esame e il punteggio
relativo ai titoli - questi ultimi ora nettamente privilegiati e con un
elevato punteggio riservato agli incarichi di reggenza, notoriamente
attribuita fino ad oggi senza regole certe, e di docenza universitaria,
ma non ai titoli di servizio entro il Ministero, che non vengono affatto
considerati se non in quanto “speciali” -, prevedono infatti nuovi e
diversi requisiti di ammissione per la partecipazione al concorso,
assolutamente incongrui e inadeguati, a parere delle Associazioni che
firmano questo appello, rispetto all’elevata professionalità
tecnico-scientifica che da un secolo si richiede a tali figure.
Requisito di ammissione, in base
alla recente integrazione del bando di concorso, risulta essere infatti
il possesso non solo della laurea quadriennale di vecchio ordinamento o
della laurea magistrale quinquennale del nuovo ordinamento, come
contemplato dal primo bando pubblicato il 9 marzo scorso, ma
sorprendentemente la semplice laurea triennale. Tale richiesta, oltre a
risultare in contrasto con quanto stabilito dal Ministero per
l’Università e la Ricerca scientifica, che ha espressamente sancito
l’equipollenza della laurea quadriennale di vecchio ordinamento con la
laurea quinquennale magistrale, risulta fortemente lesiva dei diritti di
quanti sono in possesso di una laurea quadriennale di vecchio
ordinamento, equiparata dunque alla laurea triennale, mentre il
successivo biennio della laurea magistrale di nuovo ordinamento, a norma
dello stesso bando, risulta valutabile separatamente nella categoria dei
titoli culturali. Quanto ai diplomi di Specializzazione specifici e a
quelli di Dottorato di ricerca, conseguibili con percorsi formativi
post-lauream triennali a cui si accede per pubblico concorso, pur
configurando essi quel terzo livello post-lauream d’istruzione
universitaria imprescindibile in tutti gli altri paesi europei per chi
intraprenda le carriere della tutela, non vengono considerati dal bando
in oggetto che tra gli optional.
Facciamo notare che una simile
scelta appare in palese contrasto anche con le stesse norme previste per
il reclutamento dei funzionari tecnico-scientifici del Mibac (area C),
ai quali è richiesto, come requisito di ammissione ai concorsi per il
gradino iniziale della carriera (C1), il possesso della laurea
quinquennale magistrale: la paradossale conseguenza è che avremo
dirigenti culturalmente meno preparati degli stessi funzionari il cui
lavoro dovranno coordinare, seguire e indirizzare.
Nella convinzione che la
disposizione in questione non potrà che essere oggetto di ricorso da
parte dei candidati interessati, ed al fine di evitare ulteriori
rallentamenti nelle procedure concorsuali, essenziali per garantire il
corretto funzionamento di numerosi istituti centrali e periferici, anche
di grande rilevanza, da tempo privi di direzione o affidati con
contratti a termine a professionalità esterne all’Amministrazione
secondo l’opinabile criterio della reciprocità con la docenza
universitaria di seconda fascia, le Associazioni professionali e di
tutela Le chiedono di voler considerare, riformulando i bandi in
questione, il fatto che ai beni culturali del Paese, oggetto delle cure
del Suo dicastero, dovrebbe quantomeno essere assicurato lo stesso
livello qualitativo della dirigenza che la Pubblica Amministrazione
richiede ad altri comparti strategici come quello delle Forze Armate,
della Magistratura, della Sanità.
aib
anai
anastar
assotecnici
Associazione R. Bianchi Bandinelli