Senato: VII
Commissione istruzione e cultura, parere definitivo approvato il 4.10
2007.
Tutto il lavoro della
commissione sullo schema di regolamento del MiBAC si può leggere nel
sito del Senato, Commissioni, Commissione istruzione, resoconti sommari
a partire dal 26 settembre fino al 4 ottobre.
SCHEMA DI PARERE APPROVATO DALLA
COMMISSIONE
SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 157
" La Commissione,
esaminato,ai sensi
dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400, e dell'articolo 13, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59,
l'atto in titolo,
considerate le
finalità di razionalizzazione organizzativa indicate dalla legge
finanziaria 2007 alla luce del decreto-legge 3 ottobre 2006, che ha
articolato il Ministero in non più di 10 uffici dirigenziali generali
centrali e in 17 uffici dirigenziali generali periferici, coordinati da
un Segretario generale, nonché in 2 uffici dirigenziali generali presso
il Gabinetto del Ministro;
tenuto conto che
l'efficacia di tale nuova articolazione è subordinata all’adozione del
nuovo regolamento;
rilevato che:
- l'atto sancisce
l’articolazione del Ministero in 9 uffici dirigenziali centrali generali
e in 17 uffici dirigenziali periferici, coordinati da un Segretario
generale, nonché in 2 uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto
del Ministro,
- questa
riorganizzazione, superando lo schema dipartimentale e affidando il
ruolo di coordinamento alla figura del Segretario generale, tende ad
assicurare una maggiore efficienza gestionale anche attraverso le
funzioni di supporto di due Direzioni generali all’uopo istituite;
valutato
positivamente che attraverso le Direzioni generali centrali con compiti
tecnici si sia voluto dare adeguato rilievo alla tutela del paesaggio,
sovente oggetto di aggressioni nelle aree di maggiore valenza, e che,
nella distribuzione delle funzioni alle Direzioni generali centrali, la
nuova organizzazione si basi su un criterio diacronico ed un criterio
settoriale;
giudicato
favorevolmente il nuovo status dell'Opificio delle pietre dure;
manifestato
apprezzamento per l'attribuzione di autonomia speciale alle Biblioteche
nazionali centrali di Roma e Firenze e auspicato che analoghe misure
possano essere adottate anche per l'Istituto centrale per la
demoetnoantropologia;
espresso
compiacimento per l'unificazione delle soprintendenze speciali per i
beni archeologici di Napoli e Pompei;
considerato che:
- quanto alle
strutture periferiche, l’esperienza di questi anni ha fatto emergere
l’esigenza di delimitare in modo più puntuale gli ambiti di funzione dei
diversi uffici competenti, evitando una eccessiva compressione delle
prerogative delle Soprintendenze, le quali costituiscono secondo
tradizione gli effettivi ed insostituibili presìdi di tutela del
territorio,
- è inoltre emersa
l’esigenza di rivitalizzare ed adeguatamente disciplinare alcuni degli
uffici di maggiore tradizione e rilievo, anche attraverso il
riconoscimento di uno speciale regime di autonomia scientifica e
gestionale. Ciò, con particolare riferimento, da un lato, agli istituti
di ricerca applicata nel settore del restauro e, dall’altro, ad istituti
cui sono stati affidati compiti ulteriori rispetto a quelli tipici
provvedendo in alcuni casi ad una riunificazione del patrimonio
archeologico ingiustificatamente diviso o ad un riavvicinamento delle
Soprintendenze museali al territorio;
osservato che il
provvedimento ha riscontrato il parere favorevole del Dipartimento della
funzione pubblica e del Ministero dell’economia, mentre il Consiglio
superiore per i beni culturali ha prospettato alcune modificazioni sulle
competenze delle Direzioni generali;
preso atto che il
Consiglio di Stato, dopo un primo parere interlocutorio, a fronte delle
controdeduzioni rese dal Ministero, ha espresso un secondo parere,
favorevole con condizioni e osservazioni, ribadendo, in particolare,
l'opportunità di riunificare le Direzioni generali per il personale ed
il bilancio in un'unica struttura, nonché di procedere con atto
regolamentare alla individuazione anche degli uffici non dirigenziali.
esprime parere
favorevole con le seguenti osservazioni:
1.
nell'ambito della riorganizzazione del Ministero, si auspica l'effettiva
valorizzazione del ruolo e della professionalità tecniche degli storici
dell'arte, degli archeologi e degli etnoantropologi anche attraverso il
riconoscimento di incarichi di direzione degli istituti centrali e delle
Direzioni regionali;
2.
si ravvisa la necessità di una maggiore precisione nella individuazione
delle competenze dei tre livelli organizzativi e del rapporto gerarchico
conseguente, esprimendo una particolare preoccupazione per la
soppressione della Direzione generale per il patrimonio storico,
artistico ed etnoantropologico; nell'ambito di tale contesto, si ravvisa
anche l'esigenza di una ulteriore riflessione sulle competenze della
Direzione generale per i beni librari;
3.
giudicata con favore l'attribuzione di speciale autonomia alle
Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, si auspica che, nella
valorizzazione della loro specificità, sia realizzato un coordinamento
delle due Biblioteche centrali e dell'Istituto centrale del catalogo
unico ai fini del sostegno alla qualità del servizio bibliotecario in
tutto il territorio nazionale;
4.
si raccomanda che il Centro per il libro e per la lettura svolga
funzioni di coordinamento delle diverse competenze in materia di
promozione del libro e della lettura e delle relative attività di
sostegno e che venga dunque sottratto dal novero degli istituti centrali
al fine di evitare rischi di sovrapposizione di competenze;
5.
quanto alle condizioni poste dal Consiglio di Stato, si condivide la
necessità di identificare, nella prospettiva di un corretto rapporto tra
le fonti normative, il numero degli uffici di livello non dirigenziale,
rimettendo alla decretazione ministeriale la sola precisazione di
compiti delle unità organizzative in questione;
6.
si sollecita una tempestiva soluzione al problema del precariato
nell'ambito della definizione di una nuova pianta organica, tenendo
conto anche dell'esigenza di assicurare il ricambio generazionale e la
valorizzazione dei percorsi di formazione universitaria in materia di
beni culturali."