Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

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13 ottobre 2007 -  Regolamento di organizzazione del MiBAC: pareri definitivi delle Commissioni del Senato e della Camera

 

In relazione ai lavori delle due Commissioni di Camera (VII Commissione cultura) e Senato (VII Commissione istruzione e cultura) sul Regolamento di organizzazione del MiBAC, abbiamo raccolto i pareri definitivi del 4 e 10 ottobre. I pareri (soprattutto quello della Commissione della Camera dei Deputati) tengono in considerazione le Osservazioni espresse dai rappresentanti dell'Associazione Bianchi Bandinelli e di altre Associazioni nelle audizioni informali del 2 ottobre (Senato) e 10 ottobre (Camera). 

 

Pagina con le Osservazioni delle Associazioni del 2 ottobre 2007 

 


Senato: VII Commissione istruzione e cultura, parere definitivo approvato il 4.10 2007.

Tutto il lavoro della commissione sullo schema di regolamento del MiBAC si può leggere nel sito del Senato, Commissioni, Commissione istruzione, resoconti sommari a partire dal 26 settembre fino al 4 ottobre.

  

SCHEMA DI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 157

 

" La Commissione,

 

esaminato,ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell'articolo 13, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59, l'atto in titolo,

 

considerate le finalità di razionalizzazione organizzativa indicate dalla legge finanziaria 2007 alla luce del decreto-legge 3 ottobre 2006, che ha articolato il Ministero in non più di 10 uffici dirigenziali generali centrali e in 17 uffici dirigenziali generali periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in 2 uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del Ministro;

 

tenuto conto che l'efficacia di tale nuova articolazione è subordinata all’adozione del nuovo regolamento;

 

rilevato che:

- l'atto sancisce l’articolazione del Ministero in 9 uffici dirigenziali centrali generali e in 17 uffici dirigenziali periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in 2 uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del Ministro,

- questa riorganizzazione, superando lo schema dipartimentale e affidando il ruolo di coordinamento alla figura del Segretario generale, tende ad assicurare una maggiore efficienza gestionale anche attraverso le funzioni di supporto di due Direzioni generali all’uopo istituite;

 

valutato positivamente che attraverso le Direzioni generali centrali con compiti tecnici si sia voluto dare adeguato rilievo alla tutela del paesaggio, sovente oggetto di aggressioni nelle aree di maggiore valenza, e che, nella distribuzione delle funzioni alle Direzioni generali centrali, la nuova organizzazione si basi su un criterio diacronico ed un criterio settoriale;

 

giudicato favorevolmente il nuovo status dell'Opificio delle pietre dure;

 

manifestato apprezzamento per l'attribuzione di autonomia speciale alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze e auspicato che analoghe misure possano essere adottate anche per l'Istituto centrale per la demoetnoantropologia;

 

espresso compiacimento per l'unificazione delle soprintendenze speciali per i beni archeologici di Napoli e Pompei;

 

considerato che:

- quanto alle strutture periferiche, l’esperienza di questi anni ha fatto emergere l’esigenza di delimitare in modo più puntuale gli ambiti di funzione dei diversi uffici competenti, evitando una eccessiva compressione delle prerogative delle Soprintendenze, le quali costituiscono secondo tradizione gli effettivi ed insostituibili presìdi di tutela del territorio,

- è inoltre emersa l’esigenza di rivitalizzare ed adeguatamente disciplinare alcuni degli uffici di maggiore tradizione e rilievo, anche attraverso il riconoscimento di uno speciale regime di autonomia scientifica e gestionale. Ciò, con particolare riferimento, da un lato, agli istituti di ricerca applicata nel settore del restauro e, dall’altro, ad istituti cui sono stati affidati compiti ulteriori rispetto a quelli tipici provvedendo in alcuni casi ad una riunificazione del patrimonio archeologico ingiustificatamente diviso o ad un riavvicinamento delle Soprintendenze museali al territorio;

 

osservato che il provvedimento ha riscontrato il parere favorevole del Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell’economia, mentre il Consiglio superiore per i beni culturali ha prospettato alcune modificazioni sulle competenze delle Direzioni generali;

 

preso atto che il Consiglio di Stato, dopo un primo parere interlocutorio, a fronte delle controdeduzioni rese dal Ministero, ha espresso un secondo parere, favorevole con condizioni e osservazioni, ribadendo, in particolare, l'opportunità di riunificare le Direzioni generali per il personale ed il bilancio in un'unica struttura, nonché di procedere con atto regolamentare alla individuazione anche degli uffici non dirigenziali.

 

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

 

1.                  nell'ambito della riorganizzazione del Ministero, si auspica l'effettiva valorizzazione del ruolo e della professionalità tecniche degli storici dell'arte, degli archeologi e degli etnoantropologi anche attraverso il riconoscimento di incarichi di direzione degli istituti centrali e delle Direzioni regionali;

 

2.                  si ravvisa la necessità di una maggiore precisione nella individuazione delle competenze dei tre livelli organizzativi e del rapporto gerarchico conseguente, esprimendo una particolare preoccupazione per la soppressione della Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico; nell'ambito di tale contesto, si ravvisa anche l'esigenza di una ulteriore riflessione sulle competenze della Direzione generale per i beni librari;

 

3.                  giudicata con favore l'attribuzione di speciale autonomia alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, si auspica che, nella valorizzazione della loro specificità, sia realizzato un coordinamento delle due Biblioteche centrali e dell'Istituto centrale del catalogo unico ai fini del sostegno alla qualità del servizio bibliotecario in tutto il territorio nazionale;

 

4.                  si raccomanda che il Centro per il libro e per la lettura svolga funzioni di coordinamento delle diverse competenze in materia di promozione del libro e della lettura e delle relative attività di sostegno e che venga dunque sottratto dal novero degli istituti centrali al fine di evitare rischi di sovrapposizione di competenze;

 

5.                  quanto alle condizioni poste dal Consiglio di Stato, si condivide la necessità di identificare, nella prospettiva di un corretto rapporto tra le fonti normative, il numero degli uffici di livello non dirigenziale, rimettendo alla decretazione ministeriale la sola precisazione di compiti delle unità organizzative in questione;

 

6.                  si sollecita una tempestiva soluzione al problema del precariato nell'ambito della definizione di una nuova pianta organica, tenendo conto anche dell'esigenza di assicurare il ricambio generazionale e la valorizzazione dei percorsi di formazione universitaria in materia di beni culturali."

 


Camera dei Deputati: VII Commissione cultura, parere definitivo del 10 ottobre, da inviare alla I commissione Affari costituzionali alla quale è assegnato lo schema di regolamento e che deve emettere il parere finale.

Il lavoro della Commissione si può leggere nel sito Camera, Commissioni permanenti, VII Commissione, resoconti dal 9 al 10 ottobre  

 

ALLEGATO 5

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali. Atto n. 157.

RILIEVI DELIBERATI DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione,
considerato che:
la riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali deve informarsi a criteri di efficacia, semplificazione, eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e dei poteri, omogeneità delle competenze, decentramento e sussidiarietà verticale, al fine di portare le decisioni più vicine al territorio e alle competenze specifiche; nonché valorizzazione delle competenze stesse, definizione precisa dei poteri di ciascun organo al fine di evitare conflitti e duplicazioni, riduzione dei costi con particolare riferimento alle consulenze esterne;
le osservazioni espresse dai rappresentanti dell'Associazione Bianchi Bandinelli, dell'Associazione italiana biblioteche e dell'Assotecnici, nell'audizione informale del 10 ottobre 2007 svolta dalla Commissione cultura, nonché quelle fatte pervenire alla Commissione da altre associazioni, come la Associazione nazionale archivisti italiani (ANAI), nel corso della quale sono state evidenziate, tra le altre criticità, le gravi lacunosità dello schema di regolamento in esame, che non appare coerente con il riordino del complesso generale delle competenze del Ministero per i beni e le attività culturali;

DELIBERA DI TRASMETTERE I SEGUENTI RILIEVI


a) ferme restando le competenze delle diverse direzioni generali in materia di diritto d'autore, porre tale materia, visto il suo carattere intersettoriale, sotto il coordinamento del segretario generale;
b) nel rispetto del parere del Consiglio di Stato, valutare se l'attuazione delle competenze in materia di personale e di bilancio alla Direzione generale centrale per l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali ed alla Direzione generale centrale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure comporti duplicazioni, procedendo in tal caso all'unificazione;
c) una volta istituito per legge il Centro per il cinema e l'audiovisivo, proposte oggi all'esame del Parlamento, ricondurre ad un'unica Direzione generale centrale tutte le competenze in materia di spettacolo;
d) riconsiderare con attenzione l'opportunità di non procedere alla soppressione della Direzione generale centrale per il patrimonio storico-artistico ed etno-antropologico, data la necessità di specifiche competenze su tale patrimonio, quantitativamente e qualitativamente imponente nel territorio dello Stato;
e) potenziare le funzioni di coordinamento del Centro per la promozione del libro e della lettura, evitando duplicazioni di competenze con altri istituti, ferme restando evidentemente le specifiche competenze dell'Istituto di restauro, di cui all'articolo 15 dello schema di regolamento in esame; si dia compimento alla riforma delle biblioteche, dopo il positivo riconoscimento delle due Biblioteche nazionali di

 

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Roma e Firenze e dell'Istituto centrale per il catalogo unico, con la successiva istituzione di una Biblioteca nazionale italiana, con l'obiettivo di imprimere un maggiore sviluppo del servizio bibliotecario nazionale;
f) riguardo l'organizzazione periferica, dotare le sovrintendenze di maggiore autonomia, in ossequio alla sussidiarietà verticale, in particolare attraverso le seguenti modificazioni:
1) tenuto conto della specificità delle attribuzioni e delle attività svolte dagli archivi di stato e dalle biblioteche e musei, garantirne la loro piena autonomia e al tempo stesso incentivare e rafforzare la definizione di standards e parametri unitari a livello nazionale;
2) alla lettera a) comma 3 dell'articolo 17 dopo le parole «avocazione e sostituzione», aggiungere: «solo in caso di necessità e urgenza, informati il Direttore generale competente e il Segretario generale»;
3) si stabilisca che le direzioni regionali di norma deleghino le loro funzioni di cui alle lettere c), d), i), l), u), bb), cc) alle sovrintendenze, fatti salvi i progetti e le iniziative di rilevanza regionale ovvero intersettoriale;
4) rimarcare l'essenziale e rigorosa funzione di controllo da parte delle Direzioni regionali rispetto alle funzioni in materia di appalti;
5) riguardo le dotazioni organiche delle sovrintendenze, si preveda che le decisioni della Direzione regionale siano ratificate dalla Direzione generale centrale per l'organizzazione, sentito il parere vincolante delle Direzioni generali centrali competenti per materia; sia inoltre chiarito che riguardo gli istituti di speciale autonomia, la competenza della Direzione regionale è limitata all'espressione di pareri;
6) alle sovrintendenze, in particolare, possano essere assegnati, con delega, limitatamente alla competenza di settore e qualora non vi sia una competenza tra più sovrintendenze, i compiti di affidamento delle attività di valorizzazione dei beni culturali, di istruzione dei procedimenti inerenti i beni tutelati;
g) potenziare gli Istituti centrali dotati di autonomia speciale, di cui all'articolo 15, comma 3, prevedendo, per le materie di propria competenza, che essi esercitino progressivamente i poteri oggi attribuiti alle direzioni generali centrali, nella prospettiva di una riduzione sostanziale del numero di quest'ultime;
h) riguardo il Consiglio superiore per i beni culturali e artistici, introdurre la pronuncia dello stesso su richiesta del Ministro per le questioni di interesse di altre amministrazioni statali, regionali, locali, nonché di Stati esteri, concernenti la materia dei beni culturali o che comunque coinvolgano tali beni; si preveda inoltre la partecipazione delle organizzazioni sindacali nella discussione di provvedimenti che coinvolgano il personale;
i) in generale, si stabiliscano, per ciascun ruolo apicale, per i ruoli dirigenziali e consultivi assegnati alle scelte discrezionali del livello politico, la puntuale applicazione del decreto legislativo n. 165 del 2001 e del decreto ministeriale n. 16 del maggio 2007 in materia di requisiti professionali;
l) disporre, infine, un processo di valorizzazione delle professionalità e delle competenze interne al Ministero anche al fine di una significativa riduzione dei costi e delle consulenze esterne;
m) prevedere un coordinamento della programmazione con l'invio delle proposte delle Direzioni regionali al Direttore centrale di settore prima che lo stesso formuli le sue proposte alla Direzione generale del bilancio.