Il Diritto alla Città Storica

il-diritto-alla-citta-storicaL’Associazione Bianchi Bandinelli è lieta di invitarvi all’incontro IL DIRITTO ALLA CITTA’ STORICA, che si terrà a Roma il 12 novembre 2018, alle 10:30, nella sede di Palazzo Patrizi Clementi, Sala Conferenze, Via Cavalletti 2 (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale).

Alla fine della sessione mattutina, avverrà la consegna del Premio speciale Ranuccio Bianchi Bandinelli a Pierluigi Cervellati; alla fine di quella pomeridiana è prevista la partecipazione di Tomaso Montanari, Le pietre e il popolo. Per le conclusioni interverrà il Presidente Vezio De Lucia.

 

Scarica la locandina con il programma

 

Marcia per la pace Perugia Assisi

Marcia Perugia-Assisi

L’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli raccoglie l’invito del Tavolo per la Pace e aderisce
alla Marcia del 7 ottobre 2018 Perugia Assisi.

Il Presidente

Vezio De Lucia

 

Di seguto l’appello

 

Il 7 ottobre

tutti insieme per i diritti umani

Vieni anche tu alla Marcia PerugiAssisi!

Aggrediti per strada, insultati nel web, uccise in famiglia, morti sul lavoro, ammazzati in  guerra, annegati in mare, respinti  alle  frontiere, abbandonati alla  fame, torturati nelle  carceri… Quello che  sta  succedendo a tante donne e bambini,  giovani  e  anziani, fuori e dentro il nostro paese, è scandaloso.
Dov’è finita la nostra umanità? Dove sono finiti  il rispetto per l’altro, il sentimento della pietà, della compassione, il valore della solidarietà, la capacità di accogliere e condividere?

Dobbiamo reagire! Un clima di violenza e intolleranza diffusa ci sta soffocando.

Non si tratta solo della  nostra  umanità.
Alcune delle più importanti conquiste degli ultimi decenni rischiano di essere cancellate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità di ogni persona, il principio di uguaglianza e di giustizia, il dovere di soccorrere, il principio di non respingimento, la democrazia, l’Europa, l’Onu…

Dobbiamo reagire! Non possiamo essere complici!

Domenica 7 ottobre, partecipa alla Marcia dei diritti umani, della pace e della fraternità.
Vieni anche tu alla PerugiAssisi.

Coinvolgi i tuoi amici. Dobbiamo essere in tanti! Diciamo basta alla violenza, alle guerre, alle ingiustizie,  alle disuguaglianze, allo sfruttamento, alle discriminazioni, al la corruzione, al razzismo, all’egoismo, alle mafie, al bullismo, alle parole dell’odio.

La  negazione e il disprezzo della dignità e dei  iritti umani hanno già portato a terribili
atti di barbarie che non si devono più ripetere.

Il  riconoscimento della dignità e dei diritti di tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Domenica 7 ottobre, diciamolo tutti assieme, forte e chiaro: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali inndignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Assisi, 22 giugno 2018

Francescani del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
Tavola della pace
Rete della Pace
Coordinamento Nazionale delle Scuole di Pace

Questo appello è stato promosso dai partecipanti all’incontro degli operatori di pace che si è svolto il 22 giugno 2018 al Sacro Convento di San Francesco d’Assisi.

Invia  la  tua  adesione al: Comitato  promotore  Marcia  PerugiAssisi,  via  della  viola  1 (06122)   Perugia – Tel.   075/5736890 –
cell.   335.6590356 – fax   075/5739337 – email adesioni@perlapace.itwww.perlapace.it

 

Visita la pagina ufficiale della marcia PerugiaAssisi

14 maggio: incontro su “PATRIMONIO REALE E PATRIMONIO VIRTUALE: COMUNICAZIONE, PARTECIPAZIONE, CONDIVISIONE”

I lunedì dell’ABB

ORIZZONTI DELLA TUTELA E DELLA VALORIZZAZIONE

nuove generazioni a confronto

 

14 maggio 2018 – ore 16:00
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana – Sala Igea, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4

PATRIMONIO REALE E PATRIMONIO VIRTUALE: COMUNICAZIONE, PARTECIPAZIONE, CONDIVISIONE

La cultura come forma di partecipazione democratica e di dialogo tra i popoli. Le potenzialità e i rischi della comunicazione del patrimonio attraverso il web e i social network. Il problema della formazione e del reclutamento degli addetti alla comunicazione culturale.

 

Introduce e coordina: Stefania Ventra (Associazione Bianchi Bandinelli)

Intervengono:

Astrid D’Eredità (Archeologa esperta di comunicazione digitale, fondatrice di ArcheoPop)

Federico D. Giannini (Direttore responsabile di Finestre sull’Arte)

Erminia Sciacchitano (Commissione Europea – DG Istruzione e cultura)

 

Seguirà il dibattito con la partecipazione del pubblico e un piccolo rinfresco

Questo evento apre la serie di incontri che l’Associazione Bianchi Bandinelli ha organizzato per il 2018 , con studiosi, funzionari e liberi professionisti delle generazioni che più recentemente stanno cercando di dare risposte ai problemi e alle sfide attuali della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, senza minimizzare le gravi criticità ma anche senza farsi incatenare dal disfattismo.

Info: lunediabb@gmail.com

Pagina con il programma complessivo dei Lunedì dell’ABB

 

 

locandina-abb-14-maggio-2018

16 APRILE: INCONTRO SU “TURISMO, PATRIMONIO, TERRITORIO: UN’INTEGRAZIONE POSSIBILE”

I lunedì dell’ABB
ORIZZONTI DELLA TUTELA E DELLA VALORIZZAZIONE
nuove generazioni a confronto

 

TURISMO, PATRIMONIO, TERRITORIO: UN’INTEGRAZIONE POSSIBILE

La coabitazione tra turismo di massa e tutela del patrimonio come grande sfida culturale. La rete dei beni diffusi sul territorio. Associazionismo, partecipazione civica, educazione al patrimonio.

16 aprile 2018 – ore 16:00
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana – Sala Igea, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4

Introduce e coordina:
Paola Nicita (Associazione Bianchi Bandinelli)

Intervengono:
Simona Maggiorelli (Direttrice responsabile di LEFT)
Cristina Miedico (Direttrice del Civico Museo Archeologico e Museo Diffuso di Angera)
Isabella Ruggiero (AGTAR – Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma)

Seguirà il dibattito con la partecipazione del pubblico e un piccolo rinfresco

Questo evento apre la serie di incontri che l’Associazione Bianchi Bandinelli ha organizzato per il 2018 , con studiosi, funzionari e liberi professionisti delle generazioni che più recentemente stanno cercando di dare risposte ai problemi e alle sfide attuali della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, senza minimizzare le gravi criticità ma anche senza farsi incatenare dal disfattismo.

Info: lunediabb@gmail.com

Pagina con il programma complessivo dei Lunedì dell’ABB

Locandina

12 marzo: incontro su “Pubblico/pubblici: come conciliare quantità e qualità della fruizione museale?”

I lunedì dell’ABB
ORIZZONTI DELLA TUTELA E DELLA VALORIZZAZIONE
nuove generazioni a confronto

PUBBLICO/PUBBLICI: COME CONCILIARE QUANTITÀ E QUALITÀ DELLA FRUIZIONE MUSEALE?

La “tirannia dei numeri”. Le nuove forme di valorizzazione nei musei, la didattica e le modalità di coinvolgimento di più ampie fasce di pubblico. La questione delle profilature del pubblico dei musei: modalità di inclusione e di diversificazione dei livelli di fruizione.

26 febbraio 2018 – ore 16:00
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana – Sala Igea, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4

Introduce e coordina:

Giovanna Sarti (Associazione Bianchi Bandinelli)

Intervengono:

Paolo Giulierini (Direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Cristina Da Milano (Presidente ECCOM)

Sofia Bilotta (MAXXI – Ufficio educazione)

 

Seguirà il dibattito con la partecipazione del pubblico e un piccolo rinfresco

 

Questa tavola rotonda è il secondo degli incontri che l’Associazione Bianchi Bandinelli ha organizzato per il 2018 , con studiosi, funzionari e liberi professionisti delle generazioni che più recentemente stanno cercando di dare risposte ai problemi e alle sfide attuali della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, senza minimizzare le gravi criticità ma anche senza farsi incatenare dal disfattismo.

 

Pagina con il programma complessivo dei Lunedì dell’ABB

Programma in pdf – 12-marzo-2018

Locandina dell’incontro del 12 marzo

locandina-abb-12-marzo-2018

26 febbraio: incontro su “Teoria e pratica dei beni culturali: la formazione, la professione”

I lunedì dell’ABB
ORIZZONTI DELLA TUTELA E DELLA VALORIZZAZIONE
nuove generazioni a confronto

 

TEORIA E PRATICA DEI BENI CULTURALI: LA FORMAZIONE E LA PROFESSIONE

La crisi delle discipline, dei confini disciplinari e dei profili professionali. Il rapporto tra formazione teorica e acquisizione di competenze pratiche. Il punto sul riconoscimento e sugli elenchi dei professionisti previsti dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio.

26 febbraio 2018 – ore 16:00
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana – Sala Igea, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4

Introduce e coordina:
Claudio Gamba (Associazione Bianchi Bandinelli)

Intervengono:
Enrico Gullo (Dottorando – Università di Firenze)
Salvo Barrano (Presidente Associazione Nazionale Archeologi)
Emanuele Pellegrini (IMT School for Advanced Studies Lucca)

Seguirà il dibattito con la partecipazione del pubblico e un piccolo rinfresco

 

Questo evento apre la serie di incontri che l’Associazione Bianchi Bandinelli ha organizzato per il 2018 , con studiosi, funzionari e liberi professionisti delle generazioni che più recentemente stanno cercando di dare risposte ai problemi e alle sfide attuali della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, senza minimizzare le gravi criticità ma anche senza farsi incatenare dal disfattismo.

 

Pagina con il programma complessivo dei Lunedì dell’ABB

Programma in pdf del 26 febbraio

Locandina

Aggiornamento: link alla registrazione video dell’incontro

locandina-abb-12-marzo-2018

 

Centri storici a rischio

napoli-via_dei_tribunalidi Luigi De Falco

Il 14 dicembre l’ANCSA ha presentato a Roma la pregevole indagine, svolta dal Cresme, sullo stato dei Centri storici delle città capoluogo delle 109 provincie italiane. Esso espone e mette a confronto i dati censimentali raccolti nel 2001 e nel 2011 utili per comprendere l’evoluzione decennale dello stato dei nostri principali centri storici, sotto i vari aspetti commisurati all’andamento demografico e generazionale, occupazionale e strutturale. Alla presentazione del lavoro illustrato dal presidente Bandarin, hanno preso parte il ministro Franceschini, il presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Realacci, quello della Commissione Cultura, Nardelli, i sindaci dei comuni di Gubbio, Savona, Bergamo, Palermo, Lecce, Cosenza. Particolare utilità hanno rappresentato gli interventi dei sindaci che hanno riportato le esperienze dei loro territori. Ma particolare sconcerto ha provocato il sindaco di Cosenza che nulla ha riferito delle recenti dolorose vicende della sua città storica, dove proprio pochi mesi fa egli ha firmato le ordinanze di demolizione di sei edifici, aprendo una ferita lacerante nel cuore di un centro storico già minato da decenni di incuria e indifferenza politica, mostrando come anche l’attuale gestione politica della città, al sesto anno continuativo di governo, non sembra abbia sortito –sul centro storico- altri esiti all’infuori delle demolizioni effettuate e quelle ulteriori pure disposte e fortunosamente bloccate dalla presa di posizione della Soprintendenza, risvegliata dai giornali.

Il presidente ANCSA ha sottolineato quanto la politica di tutela dei centri storici in Italia risulti “polverizzata” nella miriade di politiche locali che trovano le più disparate espressioni nelle normative regionali e negli strumenti urbanistici comunali, anche per effetto dell’eccezionale eterogeneità dei nostri centri storici, tra nord e sud della Nazione.

Bandarin ha ricordato gli sforzi in atto in Francia o negli Stati Uniti per ridurre le pressioni del turismo sui centri delle città, disciplinando le nuove attività commerciali al fine di tutelare le tradizionali. A riguardo, è intervenuto il ministro Franceschini che ha ricordato le iniziative del Governo tese a offrire ai sindaci la facoltà di regolamentare i flussi turistici nelle città storiche (evitando l’introduzione di ticket a pagamento per l’accesso), individuando zone nei propri territori, dove disapplicare le norme di liberalizzazione del commercio, così arginando la proliferazione degli ambulanti o dei negozi di paccottiglie, dei venditori di souvenir di produzione asiatica, o ancora di b&b o case vacanza, che hanno determinato la crisi di settori dell’economia tradizionale all’interno delle città storiche.

Ulteriori vantaggi alle attività economiche storiche sarebbero costituiti, secondo Franceschini, dall’introduzione nella legge di bilancio, di una “tax credit” a favore delle librerie che prevede una detassazione tra 10 e 20 mila euro l’anno, per sostenere attività di grande importanza per la vita culturale delle città storiche.

A fronte di tali pur significative iniziative, va rilevata poi una temeraria dichiarazione del ministro per il quale la politica sarebbe così pervenuta ad assicurare la tutela diffusa dei centri storici e sarebbe quindi giunto il momento di lavorare alla loro valorizzazione. In tal senso, a suo dire, assumerebbe importante significato assicurare nuova architettura di qualità all’interno dei tessuti antichi delle città, superando un diffuso “tabù” che ha sinora impedito di garantire continuità al processo di stratificazione nelle città storiche, che per millenni ne ha caratterizzato il disegno.

Il ministro ha fatto l’esempio di 4 o 5 siti (senza dire quali) dove ben vedrebbe nuove architetture contemporanee, così colmando “significativi vuoti urbani” ed ha annunciato un programma teso a sperimentare nuove metodologie d’intervento di recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato, comprensivo della nuova edificazione, e di ridisegno dell’arredo e della scena urbana in una nuova chiave di valorizzazione dell’immagine storica delle città, da sperimentare su comparti individuati all’interno di altrettanti significativi centri storici del sud Italia.

La presidente della Commissione Cultura ha ribadito l’esigenza di “superare la logica della tutela a oltranza”, privilegiando invece nuovi processi di valorizzazione e fruizione delle città storiche che prevedano l’innesto di nuova architettura. Al principio si è associato il presidente del consiglio nazionale degli architetti, Cappochin, il quale ha illustrato una proposta tesa ad assicurare, con i concorsi di progettazione, la giusta qualità dei progetti.

Insomma, si stanno prefigurando nuovi preoccupanti scenari per le città italiane, che fanno sperare ben diversi e più qualificati metodi di approccio culturale al patrimonio edilizio storico, a tal punto conseguibili solo grazie a un forte rinnovamento delle rappresentanze politiche nazionali.

Tramontato illusoriamente l’incondivisibile modello culturale berlusconiano di sviluppo, risulta deludere la deriva dell’attuale sinistra italiana la quale giunge a far concludere che quella che rappresentava storicamente una sua prerogativa -ovvero la difesa del primato della corretta pianificazione e della tutela del territorio- debba risultare ormai solo prerogativa di poche e apparentemente anacronistiche “anime belle”.

Bono (e Nerone) al Colosseo

colosseokikkodi Sergio Rinaldi Tufi

Ranuccio Bianchi Bandinelli, quando voleva dare un’idea delle lacune della bibliografia scientifica nel campo dei Beni Culturali, enunciava una situazione paradossale: “Manca un’edizione scientifica del Colosseo”. Sul monumento più famoso non c’era una “editio princeps” come quelle di una volta, con foto, disegni e misure delle strutture e dei loro dettagli, catalogo dei reperti e così via. Tanti anni dopo, una pubblicazione del genere manca ancora, ma indubbiamente si sono moltiplicati gli studi di ogni tipo, dai sotterranei alla sommità della cavea, dai precedenti (lo stagno di Nerone, la Meta sudans…) alla fortuna storica del monumento dopo la fine del mondo antico..

Ma accennare alla bibliografia, per il Colosseo, ormai è un lusso: i problemi sono di altro tipo, e pesanti. Quasi a sommarsi a una riforma dei Beni Culturali già si per sé assai discussa, è stato creato fra mille polemiche un Parco archeologico comprendente l’Anfiteatro stesso, il Foro Romano, il Palatino, la Domus Aurea, la Meta Sudans. Ora il Parco ha un nuovo direttore generale, anzi una direttrice, Alfonsina Russo. Si tratta, per la verità, di una studiosa di alto profilo, come pure di alto profilo era la commissione di sette persone che ha selezionato, fra 78 concorrenti, una terna da sottoporre alla scelta del ministro Franceschini. A voler essere ipercritici, si potrebbe osservare che fra quelle sette persone c’era un solo archeologo, Luca Giuliani, che poi, per sua stessa definizione, è più “archeologo da museo” (di primissimo piano, aggiungiamolo noi) che archeologo operante sul terreno: ma andiamo oltre.

Il problema non è la direttrice, ma il clima in cui è chiamata ad agire. Anche su questo clima ovviamente non sono mancati interventi autorevoli, come quelli di Vittorio Emiliani. Ma si possono anche osservare con stupore, nei comportamenti del Ministro, un atteggiamento a dir poco schizofrenico: da un lato, enunciazione quasi trionfalistica di grandi cifre, a partire dai visitatori del Colosseo stesso; dall’altro, grande fervore nello scompigliare tutto il campo dei musei e dei parchi, con l’introduzione di super-direttori di nuovo tipo. Insomma, ci si può interrogare su che cosa si chiede alla nuova dirigenza generale, visto che il Colosseo era già ben tutelato come monumento (anche se purtroppo insidiato all’esterno dal degrado che investe da tempo l’intera città), e che la “vecchia” dirigenza promuoveva mostre, ricerche, iniziative editoriali e restauri di ogni tipo, mentre fra 2016 e 2017 si saliva da 6,4 a 7 milioni di visitatori, giungendo (secondo dati magnificati dallo stesso Ministro) a incassi di 60 milioni di euro. La direttrice Rosella Rea, l’architetto Pietro Meogrossi e i loro collaboratori davano dunque il massimo nella tutela, nella ricerca e nella valorizzazione: che ci si attende di più, ora, da parte dei promotori del nuovo assetto?

Il sospetto, confermato dal generale atteggiamento degli ultimi governi (Franceschini è fra i molti ministri del governo Renzi che fanno parte anche del governo Gentiloni), è che si voglia perseguire un ulteriore quasi sfrenato incremento della cosiddetta valorizzazione, che in questo caso assumerebbe una deriva preoccupante: “inventare” più iniziative e più eventi, rastrellare più introiti.

La nuova direttrice, nelle sue prime interviste, su alcuni aspetti sembra, in realtà, più prudente: parla di un monumento da restituire ai romani, che non bisogna spaventare favorendo interminabili code di visitatori. Sembra quasi di capire che questi debbano essere in qualche modo contingentati, e quindi non si debbano a ogni costo creare grandi numeri sia per il botteghino, sia per manifestazioni create per veicolare ulteriori incassi. Anzi, la dottoressa Russo dice di più:”Non mi piace la parola incassi, per me viene prima di tutto il valore culturale e scientifico, io sono e resto un’archeologa”. Una presa di distanza, dunque, dal nuovo corso del Ministero e del Governo?

Non proprio, perché quando parla di un luogo da restituire alla gente per vedere spettacoli come accadeva all’epoca dei Flavi, alla domanda “Chi le piacerebbe portare al Colosseo?” risponde: “Sarebbe bellissimo che potessero suonare prima o poi Sting e Bono Vox, anche per il loro impegno umanitario e sociale”.

Bono o Sting a Roma: sarebbe un’idea, anche se l’impressione è che siano due grandi nomi scelti quasi a caso nel panorama internazionale. Se si trattasse di cantare là, si potrebbe anche puntare più sommessamente, perché no?, sul nostro Antonello Venditti, che almeno la “maestà del Colosseo” l’ha evocata in un suo brano famoso. Per quanto, poi, lo spazio antistante il monumento sia stato già usato per ospitare grandi folle, bisogna ammettere che è davvero scomodo, irregolare nella forma e “frammentato” dalla presenza della Meta Sudans e della base del Colosso. Ben più logico sarebbe usare, come in effetti spesso si fa, il Circo Massimo, poche centinaia di metri più in là: il più grande edificio per spettacoli di tutti i tempi, dove (al di là della conformazione generale della valle) i veri resti di strutture antiche si limitano alla curva sud-orientale (e quindi il rischio di danni è relativo), mentre l’effetto scenografico è assicurato dalle rovine del Palatino, lassù in alto… Cose arcinote? Inutile lezioncina? Forse, ma in qualche modo bisogna pur dire che la proposta su quell’uso dell’Anfiteatro sembra poco meditata, per non dire (a fronte alla situazione della città) un po’ frivola. A meno che…

A meno che l’accenno all’uso del Colosseo come luogo di spettacoli non serva a introdurre il tema della ricostruzione dell’arena. Ma, a parte il fatto che mai e poi mai concerti di quel genere potrebbero svolgersi dentro l’Anfiteatro (scomparse le gradinate, nessuna pedana sarebbe sufficiente), è mai possibile che questo progetto continui a riproporsi? Gettato là quasi come provocazione, anni fa, da un famoso archeologo, è stato inaspettatamente preso sul serio a livello ministeriale e ora sembra che sia pronto un finanziamento, ed è questo forse che induce Alfonsina Russo a parlarne.

Ma qualcuno ha fatto esattamente i conti? Non solo con quei 18 milioni di euro  (tale l’importo annunciato, che certo non è poco, ma senza l’indicazione di un progetto di dettaglio non significa molto), ma con le difficoltà tecniche da affrontare: considerando che la nuova arena dovrebbe rischiosamente impiantarsi sui resti di quelle che erano le mirabili ma delicatissime strutture sotterranee dell’arena scomparsa e tenendo conto dell’abbondante circolazione di acque sotterranee, che talvolta rischiano di straripare (nel 2011 arrivarono al livello della cavea), quest’operazione richiederebbe un architetto che sia un po’ Apollodoro di Damasco,un po’ Michelangelo, un po’ Renzo Piano. Per fare che cosa, poi, visto che la capienza resterebbe comunque limitata? Sfilate di grandi stilisti per razzolare più fondi? Incontri di lotta greco-romana, come suggeriva un altro archeologo, anch’egli ben noto?

Alle domande su questi temi la direttrice avrebbe potuto elegantemente rispondere: “Valuteremo”, oppure “Vedremo di individuare le priorità”. Ha preferito invece prendere davvero in considerazione il progetto-arena, giungendo a dire che, se l’arena fosse già esistita, sarebbe stata questa la soluzione giusta per ospitare lo spettacolo pop-rock su Nerone che invece è andato in scena alcuni mesi fa sul Palatino. Su quella scena è rimasto molto poco, malgrado fosse stato “pompato” come grande evento anche da fonti ministeriali: e ora sembra davvero strano rammaricarsi che non sia stato possibile ospitarlo nell’Anfiteatro. Perché mai un flop su un’arena ricostruita dovrebbe essere preferibile a un flop su un celebre colle?

La Taranto di Alessandro Leogrande

 

leograndeIl 26 novembre è morto a Roma Alessandro Leogrande. Giornalista e scrittore, aveva dedicato molta della propria intelligenza alla sua città, Taranto. Nel gennaio del 2017 aveva contribuito alla realizzazione del convegno che l’Associazione Bianchi Bandinelli aveva dedicato alla città pugliese e al suo prezioso centro storico, tuttora minacciato di stravolgimento. Per ricordare Leogrande riproduciamo un articolo di Salvatore Romeo uscito sul sito Siderlandia e ne pubblichiamo uno di Stefania Castellana

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