Indici degli autori

 Annali e Quaderni dell’Associazione Bianchi Bandinelli

fondata da Giulio Carlo Argan

Indice alfabetico degli autori

I contributi di uno stesso autore sono ordinati per numero progressivo dell’Annale.

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ELENCO DEGLI AUTORI

ACCIARINI Chiara, ACIDINI LUCHINAT Cristina, ADAMO Giorgio, AGOSTI Maristella, ANDALORO Maria, ANGELI Ilaria, ARGAN Giulio Carlo, ASCIUTTI Franco, ASOR ROSA Alberto, AVIO Alberto, AYMONINO Carlo, BALDRIGA Irene, BALSAMO Isabelle, BARBATI Carla, BARRANO Salvo, BARRERA Pietro, BASILE Giuseppe, BASSANINI Franco, BATORI Armida, BELLINGERI Luca, BERLINGÒ Irene, BERLINGUER Luigi, BERNARDINI Carlo, BIANCA Cesare Massimo, BIETTI SESTIERI Anna Maria, BOBBIO Norberto, BODO Carla, BOLOGNA Ferdinando, BONAZZI Gianni, BONFATTI Marisa, BONSANTI Giorgio, BON VALSASSINA Caterina, BOREA Evelina, BORELLI Maura, BORGHETTI Livia, BORIONI Rita, BRACCO Fabrizio, BRANCHESI Lida, BRATINA Darko, BROGIOLO Gian Pietro, BUCCI Otto, BUONAZIA Irene, BUONOMO Gianni, CACITTI Remo, CAFFO Rossella, CALLARI GALLI Matilde, CALTABIANO Maria, CALVANO Teresa, CALVESI Maurizio, CAMPITELLI Alberta, CANTI Mario, CANTILENA Renata, CAPPELLI Rosanna, CARANDINI Andrea, CARBONARA Giovanni, CARERI Enrico, CARMINATI Marco, CARUCCI Paola, CASINI Lorenzo, CASTRONOVO Valerio, CAUSI Marco, CECCHI Roberto, CERASOLI Gianfranco, CERVELLATI Pier Luigi, CEVOLI Tsao, CHIARANTE Giuseppe, CHIARINI Marco, CHITI Vannino, CICERCHIA Annalisa, CIOFFI Rosanna, CIOFFI Sonia, CIPRIANI Angela, CLEMENTE Pietro, CONFORTI Claudia, CONFORTI Roberto, CONSERVA Rosalba, CONTARDI Bruno, CONTE Luigi, CORDARO Michele, CRASTA Madel, CRISPOLTI Enrico, CRISTOFANI Mauro, CRUPI Gianfranco, CURZI Valter, DALAI EMILIANI Marisa, D’AMICO Giovanni, D’ANDREA Gianpaolo, D’ANDRIA Francesco, D’ANGELO Umberto, DE BLASI Nicola, DE CASTRIS Pierluigi Leone, DE GREGORIO Vincenzo, DE LUCIA Vezio, DE MARCO Roberto, DE MARINIS Raffaele C., DE MARTINO Federico, DE MATTEIS Giorgio, DE ROSA Gabriele, DI COCCO Jacopo, DI GIUSTO Sergio, DI MACCO Michela, DI SIVO Michele, DONATI Pier Paolo, EINAUDI Giulio, EMILIANI Andrea, EMILIANI Vittorio, FABIANI Mario, FABJAN Barbara, FAVOTTO Francesco, FEDERICI Carlo, FELICIANI Enzo, FELICIATI Pierluigi, FERRARI Oreste, FERRUZZI Ferruccio, FESTA Guglielmo, FIORANI Donatella, FIORAVANTI Gigliola, FISICHELLA Domenico, FITTIPALDI Arturo, FOGLIENI Ornella, FOLENA Pietro, FONTANA Antonia Ida, FORLENZA Oberdan, FREEDBERG David, FROMMEL Christoph Luitpold, GAMBA Claudio, GATTEGNO MAZZONIS Danielle, GIANNETTO Marina, GIORDANO Tommaso, GIOVAGNOLI Annamaria, GIULIANI Roberto, GIUVA Linda, GONNELLI Paolo, GRAS Michel, GRAZIANI Pietro, GREGORY Tullio, GROSSI Roberto, GUERCIO Mariella, GUERZONI Guido, GUERZONI Luciano, GUIDOBONI Emanuela, GURRIERI Francesco, GUZZO Pier Giovanni, IMPERA Romina, ISGRÒ Simonetta, ITALIA Salvatore, JALLA Daniele, JAUBERT Alain, LACLOTTE Michel, LA REGINA Adriano, LATTANZI Marco, LATTANZI Vito, LA VOLPE Alberto, LEOMBRONI Claudio, LEON Paolo, LEONARDI Claudio, LEOPARDI Luisa, LOIERO Agazio, LOLLI GHETTI Mario, LOMBARDI SATRIANI Luigi M., LONDERO Igor, LOSAVIO Giovanni, LUISI Francesco, MADIA Marianna, MAINATI Luigi, MANACORDA Daniele, MANDILLO Anna Maria, MANGANI Elisabetta, MANGANO Concetta (Cettina), MANIERI ELIA Mario, MARABELLI Maurizio, MARINELLI Carlo, MARIOTTI Gianfranco, MARTELLOTTI Giovanna, MARTINES Ruggero, MASSABÒ Ricci Isa, MATTEINI Mauro, MAURI VIGEVANI Laura, MELANDRI Giovanna, MELONI Claudio, MEROLA Giovanna, MESSINA Maurizio, MEUCCI Renato, MEZZETTI Carlo Eligio, MONTELLA Massimo, NEGRI ARNOLDI Francesco, NICITA MISIANI Paola, NIGRO Radiana, OCCHETTO Achille, OREFICE Isabella, PADIGLIONE Vincenzo, PANZERI Matteo, PAOLUCCI Antonio, PAPAFAVA Francesco, PAPALDO Serenita, PARCA Sara, PARISE Stefano, PASOLINI DALL’ONDA Desideria, PASOLINI DALL’ONDA Niccolò, PASTURA Maria Grazia, PAVOLINI Carlo, PAVONE Claudio, PECERE Oronzo, PELAGATTI Paola, PERELMAN Marc, PEREZ SANCHEZ Alonço, PERINI Giovanna, PETRAROIA Pietro, PETRIOLI TOFANI Annamaria, PETROSINO Anna Maria, PETRUCCI Valeria, PINELLI Antonio, PINTO Sandra, PISAURI Nazzareno, PITTARELLO Liliana, PLACIDO Beniamino, POGGIALI Igino, PONTECORVO Clotilde, PRATESI Costanza, PREVITALI Giovanni, PROIETTI Giuseppe, RAGONE Giovanni, RECCHIA Antonia Pasqua, RECH Clara, RICCI Andreina, RODOTÀ Stefano, ROMANO Giovanni, RONCHEY Alberto, RUTELLI Francesco, SACCOMANO Lorenzo, SALVATORE Mariarosaria, SANTOLI Pasquale, SANTORO Marco, SARTI Maria Giovanna, SASSATELLI Giuseppe, SCALA Luciano, SCHIEßL Ulrich, SCOGNAMILLO Roberto, SENA CHIESA Gemma, SERIO Mario, SICILIA Francesco, SIMEONI Paola Elisabetta, SIMONICCA Alessandro, SOTGIU Maria Carla, SPADOLINI Giovanni, SPINI Valdo, STACCIOLI Sara, STOPPANI Claudio, STRAZZULLA Maria Josè, TANTILLO Alma Maria, TERENZONI Erilde, TOSCANO Bruno, TUMINO Franco, TRANFAGLIA Nicola, TREMAGLIA Marzio, TUCCI Roberta, TUSA Vincenzo, VACCARO GIANCOTTI Wanda, VAGHEGGI Paolo, VAIANO Diego, VALENTINO Pietro, VALERIO Valentina, VASARRI Sergio, VELTRONI Walter, VENTRA Stefania, VERTECCHI Benedetto, VESCI Maria Emanuela, VESENTINI Edoardo, VIROLI Giordano, VISSER Anna Maria, VITA Vincenzo Maria, VITALI Stefano, VOLPE Giuliano, ZAPPALÀ Pietro, ZIINO Agostino, ZOPPI Mariella.

Seguono le sezioni:

TAVOLE ROTONDE

LEGGI E DECRETI

DOCUMENTI

 



A



Acciarini Chiara

Tavola rotonda: Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?), ANNALE n. 16


Acidini Luchinat Cristina

Considerazioni sul futuro del patrimonio artistico statale a Firenze, ANNALE n. 02

Teoria e prassi nella formazione del restauratore, ANNALE n. 10


Adamo Giorgio

La trasversalità dei Beni musicali, ANNALE n. 14


Agosti Maristella

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Andaloro Maria

(Tavola rotonda “Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo”), ANNALE n. 20


Angeli Ilaria

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Argan Giulio Carlo

Il progetto di riordinamento della Galleria Estense di Modena

La proposta di legge del 1989 per l’istituzione di un’Amministrazione autonoma dei beni culturali e ambientali

Una battaglia per la cultura: gli ultimi articoli politici, ANNALE n. 12

Intervista sul Novecento (a cura di Marc Perelman e Alain Jaubert), ANNALE n. 17

Crisi dell’arte, crisi della ragione. Conversazione inedita con Giulio Carlo Argan, 1991 (a cura di Claudio Gamba), ANNALE n. 17

Discorsi parlamentari, ANNALE n. 17

Vi parlo di un nostro maestro. La milizia intellettuale di Ranuccio Bianchi Bandinelli, ANNALE n. 17


Asciutti Franco

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16


Asor Rosa Alberto

(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20


Avio Alberto

Le forme contrattuali del settore prima e dopo la “riforma Fornero” , ANNALE N. 23


Aymonino Carlo

Sindaco di Roma: i problemi del Centro Storico, ANNALE n. 12



B



Baldriga Irene

(con Clara Rech), Le proposte per la professione di insegnante di Storia dell’arte nella Scuola italiana, ANNALE N. 23


 

Balsamo Isabelle

L’esperienza francese della Scuola del Patrimonio, ANNALE n. 10


Barbati Carla

I manuali in materia di Beni culturali: riflessioni e interrogativi sul metodo, ANNALE n. 22


Barrano Salvo

(con Tsao Cevoli), Un’inchiesta sulla professione di archeologo, ANNALE N. 23


 

Barrera Pietro

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05


Basile Giuseppe

Conservazione e restauro degli strumenti musicali, ANNALE n. 14

Umbria 1997: professionalità e volontariato, ANNALE n. 21


Bassanini Franco

Archivi correnti e archivi storici, ANNALE n. 05


Batori Armida

Per un sistema integrato dei Beni culturali, ANNALE n. 07


Bellingeri Luca

(con Giovanna Merola) (Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22

Riflessioni di un bibliotecario, ANNALE N. 23


Berlingò Irene

Nuove norme per le concessioni, ANNALE n. 06

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16(Tavola rotonda “Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?”), ANNALE n. 20

Cosa cambia nel Ministero, QUADERNO n. 02

Sulle professioni, QUADERNO n. 03


Berlinguer Luigi

Come rompere (davvero) la gabbia burocratica, ANNALE n. 02


Bernardini Carlo

Studio della scienza e non ambiguità del linguaggio, ANNALE n. 04


Bianca Cesare Massimo

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Bietti Sestieri Anna Maria

Uno sforzo di realismo e flessibilità, ANNALE n. 06


Bobbio Norberto

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12


Bodo Carla

(indirizzi di saluto delle associazioni, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20


Bologna Ferdinando

Quale destino per il patrimonio storico-artistico?, ANNALE n. 21


Bonazzi Gianni

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Bonfatti Marisa

(a cura di) Formazione e albo dei restauratori di Beni culturali. Proposta dell’Associazione Bianchi Bandinelli, ANNALE n. 03

Una premessa sui beni ambientali, QUADERNO n. 02


Bonsanti Giorgio

Gli Uffizi e le strutture culturali fiorentine: autonomia e interdipendenza, ANNALE n. 02

Introduzione (Tavola rotonda: Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?), ANNALE n. 16


Bon Valsassina Caterina

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20

Conservazione e restauro, QUADERNO n. 03


Borea Evelina

I problemi di un nuovo ordinamento museologico, ANNALE n. 02


Borelli Maura

Sul profilo professionale del restauratore, ANNALE n. 10


Borghetti Livia

La Biblioteca Nazionale di Roma e le esperienze europee, ANNALE n. 07


Borioni Rita

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16(con Maria Emanuela Vesci) Proposta di un manuale propedeutico per l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Facoltà umanistiche, ANNALE n. 22

Guida allo studio della Legislazione dei beni culturali, QUADERNO n. 04


Bracco Fabrizio

L’impegno per una legge quadro, ANNALE n. 07


Branchesi Lida

L’insegnamento della Storia dell’arte nella scuola secondaria superiore in Europa, ANNALE n. 16(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22


Bratina Darko

La cultura e la lingua delle minoranze come componente del patrimonio culturale del paese, ANNALE n. 04


Brogiolo Gian Pietro

Tutela e ricerca, ANNALE n. 06


Bucci Otto

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05


Buonazia Irene

Verso un’architettura razionalista. L’esperienza di Argan con “Casabella”, ANNALE n. 17


Buonomo Gianni

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05



C



Cacitti Remo

«Reaedificabo illud sicut in diebus antiquis». Friuli 1976: le scelte per il patrimonio culturale e la ricomposizione del centro storico di Venzone, ANNALE n. 21


Caffo Rossella

Lo Stato e le Regioni nel sistema bibliotecario italiano, ANNALE n. 03


Callari Galli Matilde

Le prospettive di sviluppo nel settore, ANNALE n. 04


Caltabiano Maria

Interdisciplinarietà e Beni culturali «minori», ANNALE n. 06


Calvano Teresa

L’insegnamento della Storia dell’arte nella scuola in Italia, ANNALE n. 16


Calvesi Maurizio

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12


Campitelli Alberta

(indirizzi di saluto delle associazioni, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20


Canti Mario

Marche 1997: il ruolo degli Enti Locali per i beni culturali, ANNALE n. 21


Cantilena Renata

(con Giuseppe Sassatelli) Università e Soprintendenza: tutela, formazione, aggiornamento, professionalità, ANNALE n. 06


Cappelli Rosanna

Qualche considerazione e proposta per le professioni nel settore dell’Editoria. Solo il vecchio è buono? , ANNALE N. 23


Carandini Andrea

Il ruolo dell’Università, ANNALE n. 06

Riflessioni e proposte sulla formazione dell’archeologo, ANNALE n. 10

“Catalogo” e tradizione; “sistema informativo” e innovazione, ANNALE n. 18


Carbonara Giovanni

La specializzazione in restauro dei monumenti, ANNALE n. 10

Il restauro architettonico: formazione e lavoro, ANNALE N. 23


Careri Enrico

Tutela e consumo dei Beni culturali musicali, ANNALE n. 14


Carminati Marco

Catalogo o conta delle pecore? (Articolo-intervista a Oreste Ferrari, di Marco Carminati, 1992), ANNALE n. 18


Carucci Paola

Tradizione e innovazione nel ruolo dell’archivista oggi, ANNALE n. 05

Specializzazione e formazione professionale per gli archivisti, ANNALE n. 10

Relazione introduttiva, ANNALE n. 11

Proposte per la formazione scientifica degli archivisti, ANNALE N. 23

Modifiche in materia di Archivi, QUADERNO n. 03


Casini Lorenzo

(Tavola rotonda “Modelli organizzativi per i beni culturali”), ANNALE n. 19


Castronovo Valerio

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Causi Marco

Spesa pubblica e occupazione nei beni culturali in Italia, ANNALE n. 01


Cecchi Roberto

Introduzione ai lavori (“Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21


Cerasoli Gianfranco

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21


Cervellati Pier Luigi

Invece del riscatto, l’abbandono?, ANNALE n. 21


Cevoli Tsao

(con Salvo Barrano), Un’inchiesta sulla professione di archeologo, ANNALE N. 23


Chiarante Giuseppe

Presentazione, ANNALE n. 01

Impegno civile e criticità della ragione nell’opera di Giulio Carlo Argan, ANNALE n. 01

La tutela dei beni culturali fra centralizzazione e autonomia, ANNALE n. 01

Un nuovo rapporto tra pubblico e privato per l’incremento di investimenti e occupazione, ANNALE n. 01

Gli obiettivi del Convegno, ANNALE n. 02

Presentazione, ANNALE n. 02

Tre impegni da mantenere, ANNALE n. 02

Introduzione, ANNALE n. 03

Modernità di Antonio Cederna, ANNALE n. 03

Prefazione, ANNALE n. 04

Le prospettive legislative e istituzionali: alcune proposte concrete, ANNALE n. 04

Introduzione, ANNALE n. 05

La situazione legislativa, ANNALE n. 06

Prefazione, ANNALE n. 06

Apertura, ANNALE n. 07

Introduzione, ANNALE n. 07

Un intellettuale critico (e scomodo) nelle istituzioni della tutela, ANNALE n. 08 / 13

Introduzione a Testo unico, norme non abrogate e altre leggi sui beni culturali, ANNALE n. 09

Apertura della seconda giornata, ANNALE n. 10

Conclusioni: un tavolo comune tra Ministero, Università e Regioni, ANNALE n. 10

Introduzione, ANNALE n. 10

Premessa, ANNALE n. 10

Apertura dei lavori, ANNALE n. 11

Argan politico: gli anni del Senato, ANNALE n. 12

L’impegno in Parlamento: la tutela di un patrimonio di civiltà, ANNALE n. 12

Premessa della Presidenza dell’Associazione, ANNALE n. 12

I Beni culturali musicali nella legislazione di tutela e nell’organizzazione del Ministero, ANNALE n. 14

(Tavola rotonda su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”), ANNALE n. 14

Alle radici del paradosso scolastico, ANNALE n. 15

Autonomia e rigore scientifico nella politica della tutela: il progetto di Giulio Carlo Argan, ANNALE n. 15

Beni culturali, il Tesoro apre i saldi, ANNALE n. 15

Cultura, economia e politica nel secolo breve, ANNALE n. 15

Il “modello Italia” e la cultura della conservazione, ANNALE n. 15

Il Ministro delle “anime morte”, ANNALE n. 15

Introduzione, ANNALE n. 15

Introduzione alla lettura del Testo Unico delle norme sui beni culturali e ambientali, ANNALE n. 15

L’impazienza di Urbani e Tremonti, ANNALE n. 15

L’ordinamento centralista del nuovo Ministero per i Beni e le Attività culturali, ANNALE n. 15

Ma l’Italia è oggi più povera che a fine Ottocento?, ANNALE n. 15

Musei e Soprintendenze, le condizioni per un buongoverno, ANNALE n. 15

Un patrimonio inalienabile, ANNALE n. 15

Introduzione (Convegno “Lo storico dell’arte: formazione e professioni”), ANNALE n. 16

Premessa (a “Intervista sul Novecento” di Giulio Carlo Argan), ANNALE n. 17

Relazione introduttiva (convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19

(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20

Le ragioni dell’iniziativa, ANNALE n. 21

Introduzione (a “Legislazione dei Beni culturali”), ANNALE n. 22

Introduzione alla lettura del nuovo Codice, QUADERNO n. 02

(a cura di) Cura del volume dei quaderni giuridici “Beni Culturali. Nuovo Codice e riforma del Ministero”, QUADERNO n. 02

Introduzione alla lettura del Testo Unico (tomo I), QUADERNO n. 01

Presentazione (tomo II), QUADERNO n. 01

Presentazione (tomo III), QUADERNO n. 01

(con Umberto D’Angelo)  (a cura di) Quaderno giuridico “Beni Culturali e Paesaggio: la nuova versione del Codice” ,QUADERNO n. 03

(con Umberto D’Angelo)  Premessa “Beni Culturali e Paesaggio: la nuova versione del Codice”, QUADERNO n. 03


Chiarini Marco

Uffizi, Pitti, altri musei: un’unità culturale da non infrangere, ANNALE n. 02


Chiti Vannino

Il ruolo della Regione in un nuovo ordinamento dello Stato, ANNALE n. 02


Cicerchia Annalisa

Le proposte per le professioni del turismo, ANNALE N. 23


Cioffi Rosanna

Il ruolo dello storico dell’arte, ANNALE N. 23


Cioffi Sonia

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05


Cipriani Angela

(Tavola rotonda: Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?), ANNALE n. 16


Clemente Pietro

Beni culturali senza culture, ANNALE n. 04


Conforti Claudia

Alle origini degli Uffizi: la fabbrica dei XIII Magistrati, ANNALE n. 02


Conforti Roberto

Le esportazioni clandestine: come combatterle / Un anno dopo, ANNALE n. 01


Conserva Rosalba

L’insegnamento linguistico come fondamento di una educazione democratica, ANNALE n. 04


Contardi Bruno

Istituzioni culturali ed enti locali, ANNALE n. 03

Gli anni dell’insegnamento universitario, ANNALE n. 12


Conte Luigi

Bastano 200 miliardi in 10 anni per catalogare tutto il patrimonio. I “giacimenti” da soli ne hanno già spesi 600 (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte, 1988), ANNALE n. 18

Catalogo: il piano di Oreste Ferrari, che lascia la direzione (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte, 1990), ANNALE n. 18


Cordaro Michele

Il progetto Uffizi: metodologie e procedure, ANNALE n. 02

Riforma del Ministero e autonomia degli Istituti culturali, ANNALE n. 03

Archeologia: il luogo della ricerca, ANNALE n. 06

Alcuni problemi di metodo per la conservazione dell’arte contemporanea, ANNALE n. 08 / 13

Archeologia: il luogo della ricerca, ANNALE n. 08 / 13

Conoscenza, tutela e conservazione. L’Università e i beni culturali, ANNALE n. 08 / 13

Il «senso del lavoro comune» in Giovanni Urbani, ANNALE n. 08 / 13

Il cinema e le arti figurative, ANNALE n. 08 / 13

Il concetto di originale nella cultura del restauro storico e artistico, ANNALE n. 08 / 13

Il progetto Uffizi: metodologie e procedure, ANNALE n. 08 / 13

Il volo e i fili visibili. Considerazioni sul restauro di «Miracolo a Milano», ANNALE n. 08 / 13

Intervista sui Nuovi Uffizi, di Paolo Vagheggi, ANNALE n. 08 / 13

Intervista sul restauro in Italia, di Paolo Vagheggi, ANNALE n. 08 / 13

La concezione della storia dell’arte e gli strumenti della didattica, ANNALE n. 08 / 13

La conoscenza del patrimonio storico a rischio, ANNALE n. 08 / 13

La conservazione e il restauro del film, ANNALE n. 08 / 13

Materiali costitutivi e materiali di restauro vecchi e nuovi, ANNALE n. 08 / 13

Metodologie di restauro e formazione dei restauratori: problemi e prospettive, ANNALE n. 08 / 13

Procedure amministrative e controllo tecnico dei restauri, ANNALE n. 08 / 13

Quale futuro per la «Carta del Rischio»?, ANNALE n. 08 / 13

Riforma del Ministero e autonomia degli Istituti culturali, ANNALE n. 08 / 13

Sull’inutilità di una nuova carta del restauro, ANNALE n. 08 / 13

Teoria e pratica del restauro in Cesare Brandi, ANNALE n. 08 / 13

Teorie ed esperienze pratiche nella formazione professionale dei tecnici della conservazione delle opere d’arte, ANNALE n. 08 / 13

Una proposta per la conservazione dei beni culturali, ANNALE n. 08 / 13

Uso ed abuso delle indagini scientifiche, ANNALE n. 08 / 13

La storia dell’arte nella concezione di Argan, ANNALE n. 12


Crasta Madel

I servizi bibliografici, qualità e quantità, ANNALE n. 07

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Crispolti Enrico

L’attenzione per il contemporaneo nella formazione e nella tutela, ANNALE n. 10

Le Scuole di specializzazione e i Dottorati di ricerca, ANNALE n. 16


Cristofani Mauro

Un confronto sulla rivista «Prospettiva» (1976): Editoriale, di Mauro Cristofani e Giovanni Previtali; Una lettera di Oreste Ferrari, ANNALE n. 18


Crupi Gianfranco

Le Università tra sperimentazione ed esigenze di coordinamento, ANNALE n. 07


Curzi Valter

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22



 D



Dalai Emiliani Marisa

Il ruolo delle Scuole di specializzazione, ANNALE n. 06

La preparazione dello storico dell’arte, ANNALE n. 10

I Corsi di Laurea e di Laurea Specialistica, ANNALE n. 16

Introduzione (Annale sulla catalogazione), ANNALE n. 18Premessa (Annale “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19

(coordinamento scientifico Annale “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

(Tavola rotonda “Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?”), ANNALE n. 20

(Tavola rotonda “Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo”), ANNALE n. 20

Introduzione ai lavori (“Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

(indirizzi di saluto delle associazioni, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

(coordinamento scientifico Annale “L’aquila: questioni aperte”), ANNALE n. 21

Conclusioni (“L’aquila: questioni aperte”), ANNALE n. 21

(coordinamento scientifico Annale “Legislazione dei Beni culturali”), ANNALE n. 22

L’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle recenti riforme universitarie, ANNALE n. 22

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22

(coordinamento scientifico), L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione, ANNALE N. 23

(con Vezio De Lucia), Premessa, ANNALE N. 23

Dal tuttologo all’iper-specialista: le false prospettive della formazione universitaria negli ultimi trent’anni, ANNALE N. 23


D’Amico Giovanni

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21


D’Andrea Gianpaolo

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16


D’Andria Francesco

Due Ministeri che non comunicano, ANNALE n. 06


D’Angelo Umberto

(a cura di) Cura del volume dei quaderni giuridici “Beni Culturali. Nuovo Codice e riforma del Ministero”, QUADERNO n. 02

Presente e futuro delle istituzioni culturali, ANNALE n. 21

(con Giuseppe Chiarante) (a cura di) Quaderno giuridico “Beni Culturali e Paesaggio: la nuova versione del Codice”,QUADERNO n. 03

(con Giuseppe Chiarante) Premessa  “Beni Culturali e Paesaggio: la nuova versione del Codice”,  QUADERNO n. 03


De Blasi Nicola

La lingua della comunicazione di massa. Analisi e statistiche, ANNALE n. 04


De Castris Pierluigi Leone

(indirizzi di saluto delle associazioni, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20


De Gregorio Vincenzo

I lavori di riordino e di catalogazione della Biblioteca del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella in Napoli e del suo Archivio storico, ANNALE n. 14


De Lucia Vezio

(coordinamento scientifico Annale “L’aquila: questioni aperte”), ANNALE n. 21

(Contro) la rovina dell’Aquila, ANNALE n. 21

L’evoluzione della legislazione sul paesaggio, QUADERNO n. 03

(con Marisa Dalai Emiliani), Premessa, ANNALE N. 23


De Marco Roberto

Predire, prevedere, prevenire: dal terremoto dello Stretto all’Aquila, ANNALE n. 21


De Marinis Raffaele C.

Definizione degli obiettivi e libertà della ricerca, ANNALE n. 06


De Martino Federico

Risultati dell’inchiesta promossa dall’Associazione Bianchi Bandinelli: l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nei Corsi di Laurea (a.a. 2007/08), ANNALE n. 22

(con Claudio Gamba, Sara Parca), (a cura di), L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione, ANNALE N. 23

L’offerta formativa del settore nell’Università italiana: un’indagine quantitativa, ANNALE N. 23


De Matteis Giorgio

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21


De Rosa Gabriele

L’incerta condizione dei Beni librari, ANNALE n. 07


Di Cocco Jacopo

Specializzazione e unità di linguaggio, ANNALE n. 07


Di Giusto Sergio

(con Lorenzo Saccomano) L’Ufficio della Curia Arcivescovile di Udine per il recupero delle chiese danneggiate, ANNALE n. 21


Di Macco Michela

La formazione torinese e i primi anni di attività, ANNALE n. 12


Di Sivo Michele

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Donati Pier Paolo

La formazione per la tutela dei Beni musicali, ANNALE n. 14



 E



Einaudi Giulio

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12


Emiliani Andrea

Le campagne di censimento e la conoscenza per la catalogazione del patrimonio culturale (Bologna, Valle del Reno, del Setta e del Santerno, 1968-1971), ANNALE n. 18

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20


Emiliani Vittorio

La diffusione del libro e della lettura, ANNALE n. 04

(Tavola rotonda su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”), ANNALE n. 14

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20

L’informazione intermittente, ANNALE n. 21



F



Fabiani Mario

Il diritto d’autore, ANNALE n. 07


Fabjan Barbara

(Tavola rotonda “Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?”), ANNALE n. 20


Favotto Francesco

Programmazione e valorizzazione delle risorse, ANNALE n. 07


Federici Carlo

Conservazione e restauro, ANNALE n. 07

Le scuole di alta formazione per la conservazione e il restauro, ANNALE n. 10

Problemi di restauro: l’esperienza dell’Istituto di Patologia del Libro, ANNALE n. 14


Feliciani Enzo

Le professionalità dei beni culturali, ANNALE N. 23


Feliciati Pierluigi

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Ferrari Oreste

Dalle riforme del ‘39 agli anni del dopoguerra, ANNALE n. 12

1993 e oltre: qualche proposta per la catalogazione (1990), ANNALE n. 18

Bastano 200 miliardi in 10 anni per catalogare tutto il patrimonio. I “giacimenti” da soli ne hanno già spesi 600 (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte, 1988), ANNALE n. 18

Catalogazione e ricerca storica (1985), ANNALE n. 18

Cataloghi e inventari (1980), ANNALE n. 18

Catalogo e centro di documentazione come servizio pubblico (1977), ANNALE n. 18

Catalogo o conta delle pecore? (Articolo-intervista di Marco Carminati, 1992), ANNALE n. 18

Catalogo: il piano di Oreste Ferrari, che lascia la direzione (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte, 1990),ANNALE n. 18

Conoscere meglio per conservare meglio: i problemi della documentazione nel campo del restauro (1986), ANNALE n. 18

Considerazioni sulla catalogazione dei beni architettonici ed ambientali (1983), ANNALE n. 18

Due interventi sui progetti di automazione del catalogo (1978): (con S. Papaldo, A. P. Cuscito, D. R. Matteucci) Progetto di automazione del catalogo dei beni culturali in Italia; (con A. Cicinelli, S. Vasco Rocca) KWIC Index delle fotografie del Gabinetto Fotografico Nazionale, ANNALE n. 18

Esperienze e prospettive dell’automazione in rapporto all’attuale situazione del catalogo dei beni culturali (1975), ANNALE n. 18

I centri di documentazione come forma di cogestione del Catalogo dei beni culturali (1979), ANNALE n. 18

Il museo come polo della documentazione del territorio (1982), ANNALE n. 18

Il restauro immateriale: la catalogazione (1987), ANNALE n. 18

Informatica, programmazione e giacimenti culturali (1986), ANNALE n. 18

Introduzione alla tutela dei monumenti e delle opere d’arte (1966), ANNALE n. 18

L’inventario delle opere d’arte per l’Archivio diocesano e la catalogazione statale (1974), ANNALE n. 18

L’Istituto Centrale per il Catalogo e le Regioni (1978), ANNALE n. 18

La catalogazione dei beni archeologici e le tecnologie informatiche (1991), ANNALE n. 18

La catalogazione dei beni culturali (1972), ANNALE n. 18

La catalogazione. Innovazione di un processo permanente (1987), ANNALE n. 18

Lessici come strumento della catalogazione (1979), ANNALE n. 18

Ma importa ancora a qualcuno la catalogazione dei nostri beni artistici? (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Giordano Viroli, 1984), ANNALE n. 18

Qualche riflessione su questioni di censimento e conservazione del patrimonio storico fotografico (1988), ANNALE n. 18

Quale professione per gli addetti alla catalogazione? (1989), ANNALE n. 18

Ricerca e catalogazione della cultura popolare (1978), ANNALE n. 18

Temi problematici per la catalogazione delle armi antiche (1982), ANNALE n. 18

Un confronto sulla rivista «Prospettiva» (1976): Editoriale, di Mauro Cristofani e Giovanni Previtali; Una lettera di Oreste Ferrari, ANNALE n. 18


Ferruzzi Ferruccio

La proposta dei tecnici per un ordinamento autonomo, ANNALE n. 03

(indirizzi di saluto delle associazioni,  “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

L’Archivio di Stato dell’Aquila e il sisma del 6 aprile, ANNALE n. 21


Festa Guglielmo

Promuovere la cultura: figure professionali, autonomie locali, risorse, ANNALE n. 07


Fiorani Donatella

Conoscenza e progetto di restauro architettonico: il ruolo dell’Università, ANNALE n. 21


Fioravanti Gigliola

Formazione e profili professionali nella tutela del patrimonio archivistico italiano, ANNALE n. 05


Fisichella Domenico

(Tavola rotonda: Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?), ANNALE n. 16


Fittipaldi Arturo

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20


Foglieni Ornella

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Folena Pietro

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Fontana Antonia Ida

La Biblioteca Nazionale di Firenze, agenzia bibliografica nazionale, ANNALE n. 07


Forlenza Oberdan

Centro e periferia dell’amministrazione, ANNALE n. 07


Freedberg David

Per il futuro dell’inestimabile patrimonio artistico italiano (9 dicembre 2008), ANNALE n. 20


Frommel Christoph Luitpold

L’esperienza italiana in un’ottica internazionale, ANNALE n. 10



G



Gamba Claudio

Le radici del razionalismo di Argan: fasi e contesto della formazione preuniversitaria, ANNALE n. 12

(a cura di) Allegato: Docenti di Storia dell’arte nell’Università italiana, ANNALE n. 16

Crisi dell’arte, crisi della ragione. Conversazione inedita con Giulio Carlo Argan, 1991, ANNALE n. 17

(a cura di) cura complessiva dell’Annale: Oreste Ferrari, Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali. Scritti scelti (1966-1992), ANNALE n. 18

(a cura di) Appendice bibliografica e documentaria, ANNALE n. 18

Per un profilo bio-bibliografico di Oreste Ferrari, ANNALE n. 18

Cronologia: le principali tappe della catalogazione in Italia 1902-2007, ANNALE n. 18

(a cura di) Annale “Allarme Beni Culturali”, ANNALE n. 20

(con Federico De Martino, Sara Parca), (a cura di), L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione, ANNALE N. 23

Lavorare per i beni culturali: sbocchi professionali, modalità di accesso e paradossi del precariato, ANNALE N. 23

(con Cettina Mangano, Sara Parca), Presentazione a Storie e testimonianze di lavoro precario nel mondo dei beni culturali, ANNALE N. 23


Gattegno Mazzonis Danielle

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Giannetto Marina

Principi metodologici e deontologie professionali nel codice degli archivisti e degli storici, ANNALE n. 11


Giordano Tommaso

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Giovagnoli Annamaria

(con Maurizio Marabelli) Il ruolo del conservatore scientifico, ANNALE n. 10


Giuliani Roberto

Beni musicali: formazione e ricerca tra università e conservatori riformati, ANNALE n. 14


Giuva Linda

Gestione dei documenti, efficienza e trasparenza della Pubblica amministrazione, trasmissione della memoria, ANNALE n. 05

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Gonnelli Paolo

Relazione introduttiva, ANNALE n. 04


Gras Michel

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20


Graziani Pietro

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22


Gregory Tullio

(Tavola rotonda su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”), ANNALE n. 14


Grossi Roberto

Le biblioteche, un servizio pubblico, ANNALE n. 07

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16


Guercio Mariella

L’innovazione tecnologica nella gestione dei documenti archivistici, ANNALE n. 05

Aspetti innovativi della riforma nel settore dei Beni culturali, ANNALE n. 10

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Guerzoni Guido

I Master, ANNALE n. 16


Guerzoni Luciano

Scelte, obiettivi e presupposti della riforma universitaria, ANNALE n. 10


Guidoboni Emanuela

Terremoti e ricostruzioni: un nodo storico in Italia fra conservazione e abbandoni, ANNALE n. 21


Gurrieri Francesco

Presupposti e interrogativi per una progettazione consapevole, ANNALE n. 02


Guzzo Pier Giovanni

Analisi di un parco archeologico, oggi, ANNALE n. 06

Contro un nemico comune, ANNALE n. 06



I



Impera Romina

(a cura di) Allegato: Scuole di specializzazione dell’area storico-artistica attive nell’anno accademico 2003-2004, ANNALE n. 16


Isgrò Simonetta

(con Valentina Valerio) La catalogazione dei beni culturali nelle aree a rischio sismico, ANNALE n. 18


Italia Salvatore

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05



J



Jalla Daniele

Le società di servizi: profili professionali e standard qualitativi, ANNALE n. 16


Jaubert Alain

(con Marc Perelman, a cura di) Intervista sul Novecento a Giulio Carlo Argan, ANNALE n. 17



L



Laclotte Michel

L’esperienza del Beaubourg, della Gare d’Orsay, del Grande Louvre, ANNALE n. 02


La Regina Adriano

Roma: archeologia e sviluppo urbano, ANNALE n. 01

Autonomia delle Soprintendenze in rapporto alle funzioni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, ANNALE n. 03

L’integrazione possibile tra Soprintendenza e Università, ANNALE n. 06

Argan sindaco: il recupero delle antichità romane, ANNALE n. 12

(Tavola rotonda “Modelli organizzativi per i beni culturali”), ANNALE n. 19

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20


Lattanzi  Marco

Catalogo e innovazione tecnologica: le prospettive, ANNALE n. 18


Lattanzi Vito

Un punto di riferimento: il modello francese, ANNALE n. 04

(Tavola rotonda “Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo”), ANNALE n. 20


La Volpe Alberto

Intervento di saluto, ANNALE n. 05

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Leombroni Claudio

(Tavola rotonda “Modelli organizzativi per i beni culturali”), ANNALE n. 19

(indirizzi di saluto delle associazioni,  “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

Le prospettive dei servizi bibliotecari e il domani dell’Aquila, ANNALE n. 21


Leon Paolo

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Leonardi Claudio

Cataloghi di manoscritti e biblioteche specializzate, ANNALE n. 07


Leopardi Luisa

Un centro storico da salvare: la situazione normativa e finanziaria, ANNALE n. 21


Loiero Agazio

Il nuovo Ministero al centro dei cambiamenti, ANNALE n. 07


Lolli Ghetti Mario

Il restauro architettonico: stato dei lavori e ipotesi di prosecuzione, ANNALE n. 02


Lombardi Satriani Luigi M.

La specificità dei Beni demoetnoantropologici, ANNALE n. 04


Londero Igor

Partecipazione e volontariato nel Friuli del terremoto, ANNALE n. 21


Losavio Giovanni

Tutela, le funzioni dello Stato, ANNALE n. 03

(Tavola rotonda “Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale”), ANNALE n. 20


Luisi Francesco

Esperienze e prospettive della formazione universitaria, ANNALE n. 14

 



M



Madia Marianna

Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22


Mainati Luigi

La situazione nell’Italia settentrionale, ANNALE n. 06


Manacorda Daniele

Prospettive di cooperazione, ANNALE n. 06


Mandillo Anna Maria

Relazione introduttiva, ANNALE n. 07

La nuova legge sul deposito legale. Una riforma non solo per le biblioteche, ANNALE n. 14

La nuova legge sul deposito legale, QUADERNO n. 02

(con Giovanna Merola, a cura di) Annale “Archivi, Biblioteche e innovazione”, ANNALE n. 19

Relazione introduttiva (convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19

I beni librari nel nuovo Codice: ancora in lista di attesa?, QUADERNO n. 03


Mangani Elisabetta

Il rilancio delle competenze tecniche, ANNALE n. 03


Mangano Cettina (Concetta)

(con Paola Nicita Misiani, Sara Parca, Anna Maria Petrosino) Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo, ANNALE n. 18

(con Claudio Gamba, Sara Parca), Presentazione a Storie e testimonianze di lavoro precario nel mondo dei beni culturali, ANNALE N. 23


Manieri Elia Mario

Agro romano, periferia e centro storico nella politica culturale a Roma, ANNALE n. 01

Museo percorso e contestualità urbana, ANNALE n. 02

Il rapporto Stato-Comuni nella gestione progettuale del patrimonio culturale, ANNALE n. 03


Marabelli Maurizio

(con Annamaria Giovagnoli) Il ruolo del conservatore scientifico, ANNALE n. 10


Marinelli Carlo

Ricerca e teatro musicale, ANNALE n. 14


Mariotti Gianfranco

Musica e Beni culturali musicali: l’esperienza di Pesaro, ANNALE n. 14


Martellotti Giovanna

Le prospettive per la professione di restauratore, ANNALE N. 23


Martines Ruggero

Il processo formativo dei professionisti della tutela, ANNALE n. 06

Competenze disciplinari e compiti tecnico-amministrativi, ANNALE n. 10


Massabò Ricci Isa

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05


Matteini Mauro

Università e istituti centrali: un’indispensabile convergenza, ANNALE n. 10

Ricerca scientifica e storia dell’arte, ANNALE n. 16


Mauri Vigevani Laura

L’educazione alla cultura musicale, ANNALE n. 14


Melandri Giovanna

Un obiettivo di alta qualificazione, ANNALE n. 10


Meloni Claudio

Una nuova politica per il MiBACT: analisi e proposte sui cambiamenti organizzativi, ANNALE N. 23


Merola Giovanna

Prospettive del Servizio bibliotecario nazionale, ANNALE n. 07

La formazione nel settore della catalogazione, ANNALE n. 10

(con Anna Maria Mandillo, a cura di) Annale “Archivi, Biblioteche e innovazione”, ANNALE n. 19

(con Luca Bellingeri) (Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Messina Maurizio

Biblioteche di base e istituzioni nazionali, ANNALE n. 07


Meucci Renato

Gli strumenti musicali antichi e la loro tutela nelle collezioni pubbliche italiane . Appendice www e bibliografica. Indice topografico, ANNALE n. 14


Mezzetti Carlo Eligio

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Montella Massimo

(Tavola rotonda “Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?”), ANNALE n. 20

 



N



Negri Arnoldi Francesco

Oreste Ferrari, un servitore dello Stato, ANNALE n. 18

Catalogo, documentazione e ricerca, ANNALE n. 18


Nicita Misiani Paola

(con Concetta Mangano, Sara Parca, Anna Maria Petrosino) Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo, ANNALE n. 18

(a cura di) Annale “L’aquila: questioni aperte”, ANNALE n. 21


Nigro Radiana

Lingua e nuova immigrazione, ANNALE n. 04

 



O



Occhetto Achille

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12


Orefice Isabella

(Tavola rotonda: Per una gestione integrata degli archivi), ANNALE n. 05

 



P



Padiglione Vincenzo

(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20


Panzeri Matteo

Modelli dei dati e specificità dei sistemi: note dall’esperienza del censimento dei beni culturali mobili della Chiesa italiana,ANNALE n. 18


Paolucci Antonio

Il cammino dell’autonomia, ANNALE n. 02


Papafava Francesco

I servizi per il pubblico, ANNALE n. 02


Papaldo Serenita

Oreste Ferrari, ANNALE n. 18


Parca Sara

(con Concetta Mangano, Paola Nicita Misiani, Anna Maria Petrosino) Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo, ANNALE n. 18

(con Federico De Martino, Claudio Gamba), (a cura di), L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione, ANNALE N. 23

(con Claudio Gamba, Cettina Mangano), Presentazione a Storie e testimonianze di lavoro precario nel mondo dei beni culturali, ANNALE N. 23

(con Stefania Ventra), Intervento letto alla manifestazione “500 NO al MiBACT” dell’11 gennaio 2014, ANNALE N. 23


Parise Stefano

Il riconoscimento della professione bibliotecaria: un percorso in salita, ANNALE N. 23


Pasolini dall’Onda Desideria

L’iniziativa di Italia Nostra per la conservazione dei Beni musicali, ANNALE n. 14

Saluto della Presidenza di Italia Nostra (Convegno “Lo storico dell’arte: formazione e professioni”), ANNALE n. 16


Pasolini dall’Onda Niccolò

Alcune considerazioni di diritto comparato, ANNALE n. 01


Pastura Maria Grazia

(Tavola rotonda “Modelli organizzativi per i beni culturali”), ANNALE n. 19


Pavolini Carlo

Formazione ed esperienza di scavo, ANNALE n. 06


Pavone Claudio

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Pecere Oronzo

La cooperazione come principio per un sistema di qualità, ANNALE n. 10


Pelagatti Paola

(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20


Perelman Marc

(con Alain Jaubert, a cura di) Intervista sul Novecento a Giulio Carlo Argan, ANNALE n. 17


Perez Sanchez Alonço

L’esperienza del Prado: autonomia museale e potere politico, ANNALE n. 02


Perini Giovanna

(Tavola rotonda: Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?), ANNALE n. 16


Petraroia Pietro

Le condizioni concrete per un’effettiva autonomia dei Musei e delle Soprintendenze, ANNALE n. 02

Semplificazione amministrativa e funzionalità della spesa, ANNALE n. 03

L’iniziativa della Regione Lombardia, ANNALE n. 10

Tutela / valorizzazione del patrimonio culturale e governo del territorio: ritornando all’idea di catalogo di Oreste Ferrari,ANNALE n. 18

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19

(Tavola rotonda “Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione”), ANNALE n. 20

Un vincolo per la rinascita, un impegno per tutti, ANNALE n. 21

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22


Petrioli Tofani Annamaria

La vicenda del progetto Grandi Uffizi, ANNALE n. 02


Petrosino Anna Maria

(con Concetta Mangano, Paola Nicita Misiani, Sara Parca) Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo, ANNALE n. 18


Petrucci Valeria

Patrimonio etnico-linguistico e Beni culturali, ANNALE n. 04

Una proposta per una commissione, ANNALE n. 04


Pinelli Antonio

La storia dell’arte nella società contemporanea, ANNALE n. 16


Pinto Sandra

Musealizzare la propria storia, ANNALE n. 02


Pisauri Nazzareno

La strada in salita dell’autonomia: l’esempio dell’Emilia Romagna, ANNALE n. 07

L’esperienza della Regione Emilia Romagna, ANNALE n. 10


Pittarello Liliana

Per una consapevole cultura del territorio, ANNALE n. 03

(Tavola rotonda “Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?”), ANNALE n. 20


Placido Beniamino

La comunicazione di massa: tendenze del giornalismo e della televisione, ANNALE n. 04


Poggiali Igino

Autonomia di gestione e qualificazione professionale, ANNALE n. 07


Pontecorvo Clotilde

Linguaggio e pensiero: il contributo della psicologia, ANNALE n. 04


Pratesi Costanza

(indirizzi di saluto delle associazioni, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20


Previtali Giovanni

Un confronto sulla rivista «Prospettiva» (1976): Editoriale, di Mauro Cristofani e Giovanni Previtali; Una lettera di Oreste Ferrari, ANNALE n. 18


Proietti Giuseppe

Requisiti professionali e reclutamento, ANNALE n. 06

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16

(Tavola rotonda “Modelli organizzativi per i beni culturali”), ANNALE n. 19

Saluto del Segretario Generale del MiBAC, ANNALE n. 20

 



R



Ragone Giovanni

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Recchia Antonia Pasqua

(Tavola rotonda “Scelte tecniche e politiche per il futuro”), ANNALE n. 19


Rech Clara

(con Irene Baldriga), Le proposte per la professione di insegnante di Storia dell’arte nella Scuola italiana, ANNALE N. 23


Ricci Andreina

Percorsi formativi e profili professionali, ANNALE n. 06


Rodotà Stefano

Lo stato giuridico del bene culturale, ANNALE n. 01

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Romano Giovanni

Confronto e collaborazione fra più discipline, ANNALE n. 10


Ronchey Alberto

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12


Rutelli Francesco

(intervento, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20



S



Saccomano Lorenzo

(con Sergio Di Giusto) L’Ufficio della Curia Arcivescovile di Udine per il recupero delle chiese danneggiate, ANNALE n. 21


Salvatore Mariarosaria

(Tavola rotonda “Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo”), ANNALE n. 20


Santoli Pasquale

Le teche della RAI, ANNALE n. 14


Santoro Marco

Percorsi formativi per i bibliotecari, ANNALE n. 10


Sarti Maria Giovanna

Il settore pubblico: lo Stato, ANNALE n. 16

(a cura di) Allegato: Organico del Ministero per i Beni e le Attività culturali, ANNALE n. 16

(a cura di) Annale “Legislazione dei Beni culturali”, ANNALE n. 22

Risultati dell’inchiesta promossa dall’Associazione Bianchi Bandinelli: l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Scuole di Specializzazione dell’area umanistica (a.a. 2008/09), ANNALE n. 22


Sassatelli Giuseppe

(con Renata Cantilena) Università e Soprintendenza: tutela, formazione, aggiornamento, professionalità, ANNALE n. 06

La formazione dell’archeologo, ANNALE n. 10


Scala Luciano

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Schießl Ulrich

La formazione del restauratore in Germania, ANNALE n. 10


Scognamillo Roberto

L’ultimo concorso del Ministero per i Beni culturali, ANNALE n. 07


Sena Chiesa Gemma

Conclusioni, ANNALE n. 06


Serio Mario

L’impegno del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ANNALE n. 02

Al centro delle strutture di tutela: il rapporto con Bottai, ANNALE n. 12


Sicilia Francesco

L’attività dell’Ufficio centrale, ANNALE n. 07

(Tavola rotonda su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”), ANNALE n. 14


Simeoni Paola Elisabetta

Introduzione (a La lingua come bene culturale – Il patrimonio demoetnoantropologico), ANNALE n. 04

(con Roberta Tucci) La catalogazione dei beni demoetnoantropologici: radici e attualità, ANNALE n. 18


Simonicca Alessandro

Lo iato tra formazione e professioni del demoetnoantropologo, ANNALE N. 23


Sotgiu Maria Carla

I documenti audiovisivi, ANNALE n. 07

La Discoteca di Stato e il Museo dell’audiovisivo, ANNALE n. 14

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Spadolini Giovanni

Saluto del Presidente del Senato, ANNALE n. 12


Spini Valdo

Al di là del fiorentinismo, ANNALE n. 02


Staccioli Sara

(Traduzione dal francese di) “Intervista sul Novecento a Giulio Carlo Argan, rilasciata a Marc Perelman e Alain Jaubert”,ANNALE n. 17


Stoppani Claudio

Giulio Carlo Argan ispettore alla Galleria Estense, ANNALE n. 12

(a cura di) Allegato: Master universitari nel settore dei beni culturali e ambientali. Rilevamento dei dati relativi all’anno accademico 2004-2005, ANNALE n. 16


Strazzulla Maria Josè

La formazione degli archeologi, ANNALE n. 06



T



Tantillo Alma Maria

Il quadro organizzativo e didattico dell’Istituto Centrale del Restauro, ANNALE n. 10


Terenzoni Erilde

(Intervento convegno “Archivi, Biblioteche e innovazione”), ANNALE n. 19


Toscano Bruno

Le strutture di tutela sul territorio, ANNALE n. 03

(Tavola rotonda “Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo”), ANNALE n. 20


Tumino Franco

(Tavola rotonda: Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato), ANNALE n. 16


Tranfaglia Nicola

(Intervento su “La storia e la privacy”), ANNALE n. 11


Tremaglia Marzio

Il metodo della programmazione negoziata, ANNALE n. 07


Tucci Roberta

(con Paola Elisabetta Simeoni) La catalogazione dei beni demoetnoantropologici: radici e attualità, ANNALE n. 18


Tusa Vincenzo

(Testimonianza su Argan), ANNALE n. 12



V



Vaccaro Giancotti  Wanda

Note critiche a Testo unico, norme non abrogate e altre leggi sui beni culturali, ANNALE n. 09

La riforma universitaria e i beni culturali: aspetti giuridici, ANNALE n. 10

(a cura di) Testi e commento dei tre volumi del quaderno “Il nuovo sistema giuridico dei beni culturali”, QUADERNO n. 01

I beni, le cose e il paesaggio (tomo I), QUADERNO n. 01

La riforma amministrativa nel campo dei beni culturali (tomo II), QUADERNO n. 01

Avvertenza (tomo III), QUADERNO n. 01

Il principio di autonomia fra Testo Unico e Codice Urbani, QUADERNO n. 02

L’autonomia che non c’è: riflessioni e proposte, QUADERNO n. 03


Vagheggi Paolo

(Intervista a Michele Cordaro sui Nuovi Uffizi), ANNALE n. 08 / 13

(Intervista a Michele Cordaro sul restauro in Italia), ANNALE n. 08 / 13


Vaiano Diego

(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22


Valentino Pietro

La produzione dei nuovi servizi, ANNALE n. 07


Valerio Valentina

(con Simonetta Isgrò) La catalogazione dei beni culturali nelle aree a rischio sismico, ANNALE n. 18


Vasarri Sergio

La salvaguardia del patrimonio culturale immateriale: rapporti fra normativa nazionale e convenzioni Unesco, QUADERNO n. 03

L’istruzione professionale di competenza regionale. Il caso dell’IFTS e degli ITS: una programmazione senza ratio, ANNALE N. 23


Veltroni Walter

Promozione della cultura e dei Beni culturali, ANNALE n. 03

Archivi e riforme del Ministero, ANNALE n. 05


Ventra Stefania

(con Sara Parca), Intervento letto alla manifestazione “500 NO al MiBACT” dell’11 gennaio 2014, ANNALE N. 23


Vertecchi Benedetto

Scuola e nuovo analfabetismo, ANNALE n. 04


Vesci Maria Emanuela

La leva fiscale per la conoscenza e la tutela, ANNALE n. 01

Problemi e urgenze nazionali ed internazionali, ANNALE n. 03

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21

(con Rita Borioni) Proposta di un manuale propedeutico per l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Facoltà umanistiche, ANNALE n. 22

Guida allo studio della Legislazione dei beni culturali, QUADERNO n. 04


Vesentini Edoardo

Indirizzo di saluto, ANNALE n. 10


Viroli Giordano

Ma importa ancora a qualcuno la catalogazione dei nostri beni artistici? (Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Giordano Viroli, 1984), ANNALE n. 18


Visser Anna Maria

Il settore pubblico: le Autonomie locali, ANNALE n. 16(Tavola rotonda “L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte”), ANNALE n. 22

Prospettive per la professione di museologo, ANNALE N. 23


Vita Vincenzo Maria

(intervento, “Allarme Beni Culturali”), ANNALE n. 20

(Tavola rotonda “Oltre il terremoto”), ANNALE n. 21


Vitali Stefano

(Tavola rotonda “Rapporti tra servizi culturali ed economia”), ANNALE n. 19


Volpe Giuliano

Le proposte per la professione di archeologo, ANNALE N. 23



Z



Zappalà Pietro

I fondi musicali in archivi e biblioteche, ANNALE n. 14


Ziino Agostino

Per i beni musicali, ANNALE n. 14

(Tavola rotonda su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”), ANNALE n. 14


Zoppi Mariella

Grandi Uffizi e centro storico, ANNALE n. 02




 

 



 

Tavole rotonde



 

– Tavola rotonda

Per una gestione integrata degli archivi: amministratori, archivisti e formatori a confronto (Isa Massabò Ricci, Pietro Barrera, Otto Bucci, Gianni Buonomo, Sonia Cioffi, Salvatore Italia, Isabella Orefice), ANNALE n. 05

 

– Tavola rotonda

Riforma del Ministero, programmazione concertata, modifiche normative (Giuseppe Chiarante, Marzio Tremaglia, Francesco Sicilia, Gabriele De Rosa, Fabrizio Bracco, Oberdan Forlenza, Mario Fabiani, Pietro Valentino, Guglielmo Festa, Igino Poggiali), ANNALE n. 07

 

– Tavola rotonda

Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali (Giuseppe Chiarante – Vittorio Emiliani – Tullio Gregory – Francesco Sicilia – Agostino Ziino), ANNALE n. 14

 

– Tavola rotonda

Quale futuro per la storia dell’arte in Italia? (Giorgio Bonsanti, Domenico Fisichella, Chiara Acciarini, Angela Cipriani, Giovanna Perini), ANNALE n. 16

 

– Tavola rotonda

Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato (Vittorio Emiliani, Irene Berlingò, Roberto Grossi, Franco Asciutti, Giuseppe Proietti, Rita Borioni, Franco Tumino, Gianpaolo D’Andrea), ANNALE n. 16

 

– Tavola rotonda

Rapporti tra servizi culturali ed economia (Introduce e coordina Paolo Leon, Ilaria Angeli, Pietro Folena, Carlo Eligio Mezzetti, Giovanni Ragone, Luciano Scala, Maria Carla Sotgiu, Stefano Vitali), ANNALE n. 19

 

– Tavola rotonda

Modelli organizzativi per i beni culturali (Introduce e coordina Adriano La Regina, Lorenzo Casini, Claudio Leombroni, Maria Grazia Pastura, Giuseppe Proietti), ANNALE n. 19

 

– Tavola rotonda

Scelte tecniche e politiche per il futuro (Introduce e coordina Linda Giuva, Maristella Agosti, Tommaso Giordano, Mariella Guercio, Pietro Petraroia, Antonia Pasqua Recchia, Danielle Gattegno Mazzonis), ANNALE n. 19

 

– Tavola rotonda

Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale (Andrea Emiliani, Arturo Fittipaldi, Caterina Bon Valsassina, Giovanni Losavio, Michel Gras, Adriano La Regina), ANNALE n. 20

 

– Tavola rotonda

Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione (Vittorio Emiliani, Giuseppe Chiarante, Pietro Petraroia, Alberto Asor Rosa, Paola Pelagatti, Vincenzo Padiglione), ANNALE n. 20

 

– Tavola rotonda

Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione? (Irene Berlingò, Massimo Montella, Liliana Pittarello, Barbara Fabjan, Marisa Dalai Emiliani), ANNALE n. 20

 

– Tavola rotonda

Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo (Bruno Toscano, Mariarosaria Salvatore, Vito Lattanzi, Maria Andaloro, Marisa Dalai Emiliani), ANNALE n. 20

 

– Tavola rotonda

Oltre il terremoto (Vesci Maria Emanuela, Roberto Cecchi, Gianfranco Cerasoli, Giovanni D’Amico, Giorgio De Matteis, Vincenzo Vita), ANNALE n. 21

 

– Tavola rotonda

L’insegnamento di legislazione dei beni culturali: esperienze e proposte (Marisa Dalai Emiliani, Luca Bellingeri, Lida Branchesi, Valter Curzi, Pietro Graziani, Marianna Madia, Pietro Petraroia, Diego Vaiano, Anna Maria Visser), ANNALE n. 22

 

 



Leggi e decreti



 

– Leggi e decreti

 

Istituzione del Ministero per i Beni e le Attività culturali (d. Iegisl. 368/1998), ANNALE n. 06

Le competenze dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali (d. legisl. 112/1998), ANNALE n. 06

Documentazione legislativa e regolamentare: Legge 9 maggio 1989, n. 168 (Istituzione del Ministero per la ricerca scientifica e tecnologica) Art. 6; Legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari) Artt. 6 (commi 1, 3 e 4), 8, 11; Legge 13 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa) Art. 17 (comma 95); Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali) Artt. 149 (commi 1, 2 e 4), 132433, ANNALE n. 10

Documentazione legislativa e regolamentare: Dichiarazione della Sorbona: armonizzazione dell’ordinamento dei sistemi di istruzione superiore in Europa; Legge 3 luglio 1998, n. 210 (Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo) Art. 4; Decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali) Artt. 2 (comma 2, lettera e), 9; La formazione universitaria per i Beni culturali e ambientali, Mozione del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambientali 2 marzo 1999; Decreto ministeriale 30 aprile 1999, n. 224 (Regolamento recante norme in materia di dottorato di ricerca) Art. 4; Lo spazio europeo dell’istruzione superiore. Dichiarazione congiunta dei Ministri Europei dell’Istruzione Superiore, Bologna, 19 giugno 1999; Proposta per le scuole di alta formazione. Documento della Commissione per le scuole di alta formazione istituita dal Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambientali, 22 luglio 1999; Decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 (Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei); Legge 23 febbraio 2001, n. 29 (Nuove disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali) Art. 6, ANNALE n. 10

Documentazione legislativa e regolamentare: Decreto ministeriale 4 agosto 2000 (Determinazione delle classi delle lauree triennali); Decreto ministeriale 28 novembre 2000 (Determinazione delle classi delle lauree specialistiche), ANNALE n. 10

 

Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, “Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica”, ANNALE n. 11

 

Istituzione della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale (DPR 2 luglio 2009, n. 91, art. 1, 1.h),ANNALE n. 20

 

Avviso pubblico per la selezione di cinquecento giovani laureati da formare, per la durata di dodici mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali – Testo del decreto direttoriale 6 dicembre 2013 coordinato con le modifiche apportate dal decreto direttoriale 16 dicembre 2013, ANNALE N. 23

Legge 22 luglio 2014, n. 110 (G.U. Serie Generale, n. 183 dell’8 agosto 2014) “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professionisti dei beni culturali, e istituzione di elenchi nazionali dei suddetti professionisti”, ANNALE N. 23

Decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, cosiddetto Art Bonus, convertito in legge, con modificazioni, il 29 luglio 2014, n. 106 (G.U. Serie Generale,175, 30 luglio 2014), “Disposizioni urgenti per la tutela del Patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, Art. 8, ANNALE N. 23

 

 

– Leggi e decreti

TOMO I

DECRETO LEGISLATIVO 29 OTTOBRE 1999, n. 490, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352

QUADERNO n. 01

 

– Leggi e decreti

TOMO II

Regolamento 2 ottobre 1911, n. 1163 (Regolamento per gli Archivi di Stato). Artt. 1, 65-71, 73-75, 77-78, 81, 84, 90-91, 93, 95-96, 99-117, 126

Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363 (Regolamento di esecuzione delle leggi 20 giugno 1909, n. 364, e 23 giugno 1912, n. 688, per le antichità e le belle arti). Artt. 3-8, 11-13, 15, 21-22, 29,31-34,36-41,44,31-52,56-63,74-76,78-86,90, 94-116, 119, 121-138, 140-147, 151, 154-163, 165-166, 170-173, 175-177

Decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza). Artt. 126, 128

Regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357 (Regolamento per l’applicazione della legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali). Artt. 1-12, 15-16, 18-23, 25, 28-33

D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 (Norme relative all’ordinamento e al personale degli Archivi di Stato). Artt. 1-4, 6, 9, 14-17, 19-20, 26, 31, 44, 54-58, 73 (comma 2)

Legge 30 marzo 1965, n. 340 (Norme concernenti taluni servizi di competenza dell’amministrazione statale delle antichità e belle arti). Art. 2

** Legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore di mutilati e invalidi civili). Art. 27

Legge 20 novembre 1971, n. 1062 (Norme penali sulla contraffazione od alterazione di opere d’arte). Artt. 8 (comma 2), 9

* – Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3 (Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di assistenza scolastica e di musei e biblioteche di enti locali e dei relativi personali ed uffici). Artt. 7-11

– Legge 1° marzo 1975, n. 44 (Misure intese alla protezione del patrimonio archeologico artistico e storico nazionale). Artt. 5-9, 11, 22

* Decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805 (Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali). Artt. 3, 8, 12-29, 33

* – D.P.R. 30 dicembre 1975, n. 854 (Attribuzioni del Ministero dell’interno in materia di documenti archivistici non ammessi alla libera consultabilità). Artt. 1-7

– D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382). Artt. 1, 4, 6-7, 11, 47-49, 81 (commi 1, 4-6), 82 (commi 1-2)

Legge 2 agosto 1982, n. 512 (Regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale). Artt. 1-10

* Legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell’accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma, il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al concordato lateranense dell’il febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede). Art. 12

* Legge 27 giugno 1985, n. 332 (Interventi per la ristrutturazione e l’adeguamento degli edifici adibiti a musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato e modifiche alla legge 23 luglio 1980, n. 502). Artt. 2-3

Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431 (Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale).  Artt. 1-ter, 1-quinquies

* Legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale). Artt. 3, 6

** Legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Artt. 10, 17

Legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati). Artt. 4, 5 (comma 1)

* Legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi). Artt. 12, 14-14-quater, 16-17, 19-25

* Legge 28 marzo 1991, n. 112 (Norme in materia di commercio su aree pubbliche). Art. 3 (comma 13)

** Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate). Art. 24 (commi 1-2)

* – Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada). Art. 23 (commi 3-4, 12-13)

* Legge 14 gennaio 1993, n. 4 (‘Misure urgenti per il funzionamento dei musei statali — Disposizioni in materia di biblioteche statali ed Archivi di Stato). Artt. 1-2, 3 (commi 1-bis, 2, 2-bis), 4 (commi 1, 2, 4, 5-bis)

Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale). Artt. 1-3

*, Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici). Art. 19

* Decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1996, n. 371 (Esecuzione della intesa fra il Ministro per i beni culturali e ambientali ed il Presidente della Conferenza episcopale italiana firmata il l3 settembre 1996, relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni ecclesiastiche). Artt. 1-8

Legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti locali per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa). Artt. 1-21

* Legge 25 marzo 1997, n. 78 (Soppressione della tassa di ingresso ai musei statali). Art. 1

Legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo). Artt. 12 (commi 1, 2, 6, 6-bis), 13, 17 (comma 131)

* Legge 8 ottobre 1997, n. 352 (Disposizioni sui beni culturali). Arti. 1-2, 4, 7, 9-13

Legge 30 marzo 1998, n. 88 (Norme sulla circolazione dei beni culturali) Art. 19 (comma 2)

* Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59). Arti. 148-157

QUADERNO n. 01

 

– Leggi e decreti

TOMO IIII

Beni culturali nella Costituzione (Artt. 9, 114, 116 -120, 127)

Funzioni e compiti dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali (Decreto legislativo 31 marzo 1998,n. 112 artt. 148-157)

Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali (Decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368)

Riforma dell’organizzazione del Governo (Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 artt. 1-8, 52-55)

Trasferimento di funzioni in tema di diritto d’autore e proprietà letteraria (Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 art. 10)

Istituzione del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti con temporanee di nuovi musei (Legge 12 luglio 1999, n. 237)

Riordinamento degli enti pubblici nazionali (Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 artt. 1-5, 7-8, 11)

Delega per la riforma dell’organizzazione del governo (Legge 6 luglio 2002, n. 137 artt. 1, 10)

Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441)

— Istituzione della soprintendenza archeologica autonoma di Roma (Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 27 maggio 2001)

— Istituzione e soppressione di soprintendenze (Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 11 dicembre 2001)

Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le attività culturali (Decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307)

Dismissione di beni pubblici (Legge 23 dicembre 1998, n. 448 artt. 19,32,33,44)

Dismissione di beni pubblici del Ministero della difesa (Legge 23 dicembre 2000, n. 388 art. 43)

Dismissione di aree di interesse paesaggistico (Legge 23 marzo 2001, n. 93 art. 8)

Scuole di specializzazione nelle discipline dei beni culturali (Legge 23 febbraio 2001, n. 29, art. 6)

Dichiarazione di emersione e tutela ambientale (Legge 18 ottobre 2001, n. 383 art. 2)

Privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico (Legge 23 novembre 2001, n, 410 artt. 1-4)

Legge obiettivo in materia di infrastrutture (Legge 21 dicembre 2001, n. 443 art. 1)

Legge finanziaria 2002: affidamento di servizi culturali (Legge 28 dicembre 2001, n. 448, artt. 33, 35)

La cartolarizzazione dei beni pubblici (Decreto legge 15 aprile 2002, n. 63 convertito con modificazioni nella legge 15 giugno 2002, n. 112, artt. 7, 8 e 9, co. 1)

Alienazioni di beni immobili del demanio storico e artistico (Decreto del Presidente della Repubblica, n. 7 settembre 2000, n. 283)

Concessioni e locazioni di beni dello Stato dismessi a favore di enti pubblici privati e istituzioni ecclesiastiche. (Decreto del Ministro delle Finanze 8 gennaio 2001, n. 41)

Costituzione e partecipazione dello Stato a fondazioni culturali (Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 27 novembre 2001, n. 491)

La Convenzione Unidroit (Legge 7 giugno 1999, n. 213)

Tutela del patrimonio storico della prima guerra mondiale (Legge 7 marzo 2001, n. 78)

Legge di tutela dei Beni culturali del Vaticano (Legge 25 luglio 2001 dello Stato della Città del Vaticano)

La tutela dei dati personali (Legge 31 dicembre 1995, n. 675, art. 1)

Trattamento dei dati personali per finalità storico – scientifiche (Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281)

Protezione del diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633)

Nuove norme di Tutela del diritto d’autore. (Legge 18 agosto 2000, n. 248)

QUADERNO n. 01

 

– Leggi e decreti

La legge delega Legge 6 luglio 2002, n. 137

Il codice dei beni culturali e del paesaggio Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 41

Riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali Decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3

Ordinamento del Ministero per i Beni e le Attività culturali Testo coordinato

Regolamento di organizzazione del Ministero Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2004, n. 173

Verifica dell’interesse culturale Art. 27 della Legge 24 novembre 2003, n. 326 Decreto 6 febbraio 2004

Appalto di lavori pubblici concernenti i beni culturali Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 30

Deposito legale dei documenti di interesse culturale Legge 15 aprile 2004, n. 106

QUADERNO n. 02

 

– Leggi e decreti

Codice dei beni culturali e del paesaggio Testo coordinato, QUADERNO n. 03

Regolamento del Ministero: D.P.R. 26 novembre 2007 n. 233 e proposte di modifica approvate dal Consiglio dei Ministri del 18 dicembre 2008, QUADERNO n. 03

 

 



Documenti



 

Contro la dequalificazione dei concorsi e delle carriere, ANNALE n. 01

Disegno di legge d’iniziativa dei senatori Chiarante, Nocchi, Alberici, Bucciarelli e Pagano, ANNALE n. 01

Perché siamo contro il condono edilizio, ANNALE n. 01

Ripensare la politica dei beni culturali. Le proposte dell’Associazione Bianchi Bandinelli, ANNALE n. 01

Sì all’autonomia, no alla privatizzazione dei musei e beni culturali, ANNALE n. 01

 

Regolamento per l’individuazione delle funzioni dirigenziali presso il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (8 gennaio 1996), ANNALE n. 02

 

Proposte per la riforma del Ministero per i Beni culturali e ambientali elaborate dalle associazioni dei tecnici, ANNALE n. 03

Formazione e albo dei restauratori di Beni culturali. Proposta dell’Associazione Bianchi Bandinelli a cura di Marisa Bonfatti, ANNALE n. 03

 

La formazione universitaria per i Beni culturali e ambientali. Mozione del Consiglio nazionale per i Beni culturali e ambientali, ANNALE n. 06

 

Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici, 28 febbraio 2001, ANNALE n. 11

Raccomandazione del Consiglio di Europa No. R. (2000) 13, del 13 luglio 2000, ANNALE n. 11

 

La proposta di legge del 1989 per l’istituzione di un’Amministrazione autonoma dei beni culturali e ambientali, ANNALE n. 12

 

I fini della tutela: cultura, non economia, ANNALE n. 15

Poli museali e Soprintendenze territoriali, ANNALE n. 15

Un Ministero a rischio, ANNALE n. 15

 

Mozione conclusiva del Convegno “Lo storico dell’arte: formazione e professioni”, ANNALE n. 16

 

Appendice bibliografica e documentaria, a cura di Claudio Gamba. Materiali: 1) Relazione della Commissione incaricata dalla Direzione generale delle Antichità e Belle Arti e dal CNR dello studio di nuove metodologie per l’attività di catalogo (1967); ANNALE n. 18

2) Documentazione legislativa: Istituzione dell’Ufficio Centrale del Catalogo (O.M. 19 maggio 1969); Nuovo ordinamento delle Soprintendenze alle opere di Antichità e d’Arte (D. 31 dicembre 1972, n. 3164, art. 31); Organizzazione del ministero per i Beni Culturali e Ambientali (D.P.R. 3 dicembre 1975; articoli sugli Istituti centrali); Ordinamento interno dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (D.M. 20 luglio 1977); ANNALE n. 18

3) Elenco delle circolari in materia di Catalogo e Documentazione 1969-1990; ANNALE n. 18

4) Elenco delle missioni effettuate da Oreste Ferrari tra il 1977 e il 1983 come direttore dell’ICCD; ANNALE n. 18

5) Cronologia: le principali tappe della catalogazione in Italia 1902-2007, ANNALE n. 18

 

Documento delle Associazioni sulla riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (28 marzo 2007),ANNALE n. 20

Appelli e comunicati sui provvedimenti di riforma e riorganizzazione del MiBAC (2008-2009), con l’Appello del 17 novembre 2008 che ha raccolto 7.000 adesioni da ogni parte del mondo, ANNALE n. 20

Selezione dalla rassegna stampa (novembre-dicembre 2008), ANNALE n. 20

 

Mozione del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici (14 dicembre 2009), ANNALE n. 21

 

 

Profili professionali nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, determinati nel 2010 in occasione del rinnovo del contratto nazionale di lavoro con validità triennale (ma tuttora vigenti), ANNALE N. 23

S.O.S. Patrimonio culturale. Un mondo a parte: i Beni Culturali in Sicilia (2013), ANNALE N. 23

Relazione sul precariato MiBACT, Roma 4 ottobre 2013, ANNALE N. 23

Associazione Bianchi Bandinelli (Sara Parca, Stefania Ventra) Intervento letto alla manifestazione “500 NO al MiBACT” dell’11 gennaio 2014, ANNALE N. 23

Autocensimento online dei precari del MiBACT e delle istituzioni culturali degli Enti locali, ANNALE N. 23

 

Audizione dell’Associazione Bianchi Bandinelli alla Commissione Istruzione e cultura del Senato, 31 gennaio 2006,QUADERNO n. 03

Appello al Presidente del Consiglio: per la rapida approvazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, “la Repubblica” 10 gennaio 2008, QUADERNO n. 03

 



ANNALE n. 23 (2014): L’Italia dei beni culturali. Formazione senza lavoro, lavoro senza formazione

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli n. 23 – 2014

Annale 23 copertina

 

L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione

Atti del convegno tenuto a Roma il 27 settembre 2012 con un’appendice di Documenti e Materiali (2010-2014)

a cura di Federico De Martino, Claudio Gamba, Sara Parca

coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani

Collana Annali dell’Associazione «Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli fondato da Giulio Carlo Argan», n. 23, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2014

Atti del convegno promosso da Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli.                 Hanno aderito all’iniziativa:

Associazione delle Biblioteche Ecclesiastiche Italiane (ABEI)

Associazione Italiana Biblioteche (AIB)

Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (AICI)

Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata (AIDA)

Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI)

Amici di Città della Scienza

Associazione Nazionale Archeologi (ANA)

Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI)

Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte (ANISA)

Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali (ANMLI)

Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS)

Archivio internazionale per la storia e l’attualità del restauro – Per Cesare Brandi

Associazione Restauratori d’Italia (ARI)

Associazione amici di Cesare Brandi

Associazione culturale Silvia dell’Orso

Associazione per l’economia della cultura

Associazione Nazionale dei Tecnici per la Tutela dei Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici (ASSOTECNICI)

Associazione nazionale urbanisti e pianificatori territoriali e ambientali (ASSURBANISTI)

Comitato per la bellezza

Confederazione Nazionale Artigianato (CNA) – Unione Artistico e Tradizionale

Centro europeo per l’organizzazione e il management culturale (ECCOM)

Eddyburg

Federazione Servizi Pubblici Cultura Turismo Sport Tempo Libero (FEDERCULTURE)

Forum PA

Associazione Italiana delle Biblioteche, Archivi e Centri di documentazione musicale (IAML-Italia)

International Council of Museums-Italia (ICOM-Italia)

PatrimonioSOS

Associazione Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA)

 

Sommario del volume

PREMESSA

Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia

PARTE PRIMA

FORMAZIONE COME DIRITTO NON COME CONDANNA I DIRITTI NEGATI DELLE PROFESSIONI PER IL PATRIMONIO

Marisa Dalai Emiliani (Associazione Bianchi Bandinelli), Dal tuttologo all’iper-specialista: le false prospettive della formazione universitaria negli ultimi trent’anni

Federico De Martino (Associazione Bianchi Bandinelli), L’offerta formativa del settore nell’Università italiana: un’indagine quantitativa 

Sergio Vasarri (FORMEZ, Associazione Bianchi Bandinelli), L’istruzione professionale di competenza regionale. Il caso dell’IFTS e degli ITS: una programmazione senza ratio

Claudio Gamba (Associazione Bianchi Bandinelli), Lavorare per i beni culturali: sbocchi professionali, modalità di accesso e paradossi del precariato

Tsao Cevoli, Salvo Barrano (Associazione Nazionale Archeologi – ANA), Un’inchiesta sulla professione di archeologo

Alberto Avio (Università degli Studi di Ferrara – Facoltà di Giurisprudenza), Le forme contrattuali del settore prima e dopo la “riforma Fornero”

PARTE SECONDA

STORIE E TESTIMONIANZE DI LAVORO PRECARIO NEL MONDO DEI BENI CULTURALI

Presentazione a cura di Claudio Gamba, Cettina Mangano, Sara Parca

Raccolta di testimonianze

PARTE TERZA

PER UN DIVERSO RAPPORTO FORMAZIONE/LAVORO UNA STRATEGIA PER IL CAMBIAMENTO È POSSIBILE?

Luca Bellingeri (Direttore della Biblioteca Estense di Modena), Riflessioni di un bibliotecario

Rosanna Cappelli (Direttore area Musei e mostre ELECTA Mondadori), Qualche considerazione e proposta per le professioni nel settore dell’Editoria. Solo il vecchio è buono?

Giovanni Carbonara (Direttore della Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti – Sapienza Università di Roma), Il restauro architettonico: formazione e lavoro

Paola Carucci (Sovrintendente Archivio Storico della Presidenza della Repubblica – Vicepresidente ANAI), Proposte per la formazione scientifica degli archivisti

Annalisa Cicerchia (ISTAT-DCSA/UO e Associazione per l’Economia della Cultura), Le proposte per le professioni del turismo

Rosanna Cioffi (Presidente della Consulta Universitaria Nazionale degli Storici dell’Arte – CUNSTA), Il ruolo dello storico dell’arte

Enzo Feliciani (Segretario nazionale UILPA – Beni e attività culturali), Le professionalità dei beni culturali

Giovanna Martellotti (Conservazione Beni Culturali – CBC), Le prospettive per la professione di restauratore

Claudio Meloni (Coordinatore nazionale FPCGIL MiBACT), Una nuova politica per il MiBACT: analisi e proposte sui cambiamenti organizzativi

Stefano Parise (Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche – AIB), Il riconoscimento della professione bibliotecaria: un percorso in salita

Clara Rech, Irene Baldriga (ANISA Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte), Le proposte per la professione di insegnante di Storia dell’arte nella Scuola italiana

Alessandro Simonicca (Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici – Sapienza Università di Roma), Lo iato tra formazione e professioni del demoetnoantropologo

Anna Maria Visser Travagli (ICOM-Italia/ANMLI e Università degli Studi di Ferrara – MuSeC), Prospettive per la professione di museologo

Giuliano Volpe (Rettore dell’Università degli Studi di Foggia), Le proposte per la professione di archeologo

PARTE QUARTA

DOCUMENTI E MATERIALI (2010-2014)

Profili professionali nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, determinati nel 2010 in occasione del rinnovo del contratto nazionale di lavoro con validità triennale (ma tuttora vigenti)

S.O.S. Patrimonio culturale. Un mondo a parte: i Beni Culturali in Sicilia (2013)

Relazione sul precariato MiBACT, Roma 4 ottobre 2013

Avviso pubblico per la selezione di cinquecento giovani laureati da formare, per la durata di dodici mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali Testo del decreto direttoriale 6 dicembre 2013 coordinato con le modifiche apportate dal decreto direttoriale 16 dicembre 2013

Associazione Bianchi Bandinelli (Sara Parca, Stefania Ventra) Intervento letto alla manifestazione “500 NO al MiBACT” dell’11 gennaio 2014

Autocensimento online dei precari del MiBACT e delle istituzioni culturali degli Enti locali

Legge 22 luglio 2014, n. 110 (G.U. Serie Generale, n. 183 dell’8 agosto 2014) “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professionisti dei beni culturali, e istituzione di elenchi nazionali dei suddetti professionisti”

Decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, cosiddetto Art Bonus, convertito in legge, con modificazioni, il 29 luglio 2014, n. 106 (G.U. Serie Generale,175, 30 luglio 2014), “Disposizioni urgenti per la tutela del Patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, Art. 8

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Premessa

Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia*

L’Associazione “Ranuccio Bianchi Bandinelli” dedica questo volume alla memoria di Giuseppe Chiarante, scomparso nel 2012. Aveva fondato l’associazione insieme allo storico dell’arte Giulio Carlo Argan nel 1991 e aveva voluto e saputo farne uno strumento di intervento nel dibattito politico sul patrimonio, sulla cultura e le sue istituzioni, ma soprattutto uno strumento critico, di denuncia tempestiva quando era necessario, ma anche di riflessione e costruzione di consapevolezze attraverso la ricerca, i convegni, i seminari e la pubblicazione delle due collane dei Quaderni giuridici e degli Annali. È stato Presidente dell’associazione fino al 2006, continuando però fino all’ultimo a orientarne le scelte e l’azione. L’Associazione gli ha dedicato recentemente una giornata di studio e di rilancio delle sue idee nell’Italia contemporanea, i cui atti verranno pubblicati quanto prima in questa stessa collana.

Il convegno che dà il nome a questo volume è stato tra le prime iniziative realizzate senza di lui, il primo non introdotto da una sua lettura insieme culturalmente densa e politicamente illuminante delle questioni da affrontare. Eppure si può dire che l’architettura di quella giornata “di confronto, protesta e proposta”, riflessa qui nel sommario, è in certo modo lo specchio dei grandi temi su cui Chiarante si è impegnato durante tutta lasua vita di intellettuale e politico, come esponente di primo piano della sinistra, ma di una sinistra critica. Quali i temi? La formazione dei cittadini, per cui ha seguito da vicino e ha dato un contributo importante ai processi di riforma della Scuola italiana fin dagli anni Sessanta del Novecento; quindi, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, diventato senatore, si è dedicato alle politiche per il Patrimonio culturale, fino all’esperienza particolarmente incisiva nel ruolo di vice-presidente del Consiglio Nazionale dei Beni culturali, esperienza conclusa con le amare e sacrosante dimissioni rassegnate al ministro Giuliano Urbani e al suo sottosegretario Vittorio Sgarbi, che stavano per varare la sciagurata operazione Patrimonio S.P.A., cioè la svendita del patrimonio culturale pubblico.

Su un aspetto del sistema della tutela in Italia ha costantemente insistito Giuseppe Chiarante nei suoi progetti e disegni di legge, pensati per ridargli efficacia e slancio: l’alta qualificazione, attraverso una formazione e specializzazione adeguate, per chi assume la responsabilità diretta del destino dei Beni culturali, cioè il personale tecnico-scientifico delle soprintendenze come dei musei, delle biblioteche, degli archivi, sia statali che locali. E vogliamo ricordare a questo proposito almeno il convegno internazionale che organizzammo in collaborazione con l’Accademia dei Lincei nel 2000, dedicato alla formazione degli addetti al Patrimonio culturale in Europa e in Italia, con l’intento di orientare per questo specifico ambito la riforma universitaria allora in corso. Ma oltre ai contenuti, vorremmo sottolineare quanto questa iniziativa deve alla lezione di Chiarante anche sul piano del metodo e della strategia: costruire ponti tra il mondo dell’Università, cioè della ricerca e della formazione, da un lato e, dall’altro, il mondo della tutela attiva, abbattendo steccati e pregiudizi, è stata la missione dell’Associazione “Ranuccio Bianchi Bandinelli” fin dall’origine, ma ancor più lo è stato il dialogo cercato sempre, un dialogo diretto e senza compromessi, con chi aveva e ha responsabilità di governo in ordine alle politiche per l’istruzione, la ricerca e la salvaguardia del Patrimonio. È questo il modello che ci ha guidati nel disegnare il progetto per il convegno di cui si presentano ora gli atti, riprendendo una delle idee guida di Chiarante negli ultimi anni: quella di unire le forze delle Associazioni che si ispirano all’articolo 9 della Costituzione.

L’adesione delle Associazioni di tutela e professionali a questa nostra iniziativa è stata davvero imponente, a riprova della gravità del problema del precariato intellettuale e dell’urgenza di studiare e adottare misure di contrasto. Desideriamo ringraziarle tutte. Ma vogliamo sottolineare con forza che i problemi di cui qui si discute sono trasversali, comuni pur nella peculiarità di ogni settore. Siamo convinti che la prospettiva in cui affrontarli non può essere settoriale, meno che mai corporativa, ma deve essere espressione di una visione davvero unitaria.

* Presidente Onoraria e Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

Scarica il pdf annale23_italia Beni culturali_sommario-premessa

Collegamento alla pagina dedicata al convegno “L’Italia dei beni culturali. Formazione senza lavoro, lavoro senza formazione”

ANNALE n. 22 (2010): Legislazione dei Beni culturali: quale insegnamento nell’Università italiana?

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Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 22 – 2010

Legislazione dei Beni culturali:

quale insegnamento nella Università italiana?

a cura di Maria Giovanna Sarti

coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani

Atti del Convegno tenuto a Roma il 19 giugno 2009

Interventi di Carla Barbati, Luca Bellingeri, Rita Borioni, Lida Branchesi, Giuseppe Chiarante, Valter Curzi, Marisa Dalai Emiliani, Federico De Martino, Pietro Graziani, Marianna Madia, Pietro Petraroia, Maria Giovanna Sarti, Diego Vaiano, Maria Emanuela Vesci, Anna Maria Visser.

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 22, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2010

20 aprile 2011: E’ uscito in nuovo Annale ABB “Legislazione dei beni culturali”

Nella collana degli Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli è uscito un nuovo volume, il numero 22, che contiene gli Atti della Giornata di discussione sul tema “Legislazione dei Beni Culturali: quale insegnamento nella Università italiana?”. La Giornata si era tenuta a Roma, presso la Sala Santa Marta al Collegio Romano, il 19 giugno 2009 ed era frutto di un accurato lavoro preliminare di indagine sulla situazione degli insegnamenti universitari di Legislazione dei beni culturali, si terrà a Roma. Il volume è a cura di Maria Giovanna Sarti, sotto il coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani, e contiene interventi di Carla Barbati, Luca Bellingeri, Rita Borioni, Lida Branchesi, Giuseppe Chiarante, Valter Curzi, Marisa Dalai Emiliani, Federico De Martino, Pietro Graziani, Marianna Madia, Pietro Petraroia, Maria Giovanna Sarti, Diego Vaiano, Maria Emanuela Vesci, Anna Maria Visser. Nella scheda è possibile leggere l’introduzione di Giuseppe Chiarante. Il volume viene inviato gratuitamente a tutti i soci in regola con le quote associative.

Scheda sul volume  –  Pagina sull’iniziativa 

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Legislazione dei Beni culturali:

quale insegnamento nella Università italiana?

Nota

Questo volume raccoglie una serie di scritti che riprendono, con integrazioni ed arricchimenti di analisi, gli argomenti trattati nel Convegno “Legislazione dei Beni culturali: quale insegnamento nella Università italiana?” svoltosi a Roma, presso la ex chiesa di Santa Marta, il 19 giugno 2009.

La giornata è stata organizzata da un gruppo di lavoro (Luca Bellingeri, Rita Borioni, Valter Curzi, Marisa Dalai Emiliani, Federico De Martino, Maria Giovanna Sarti, Maria Emanuela Vesci) che ha prodotto un’inchiesta sistematica sull’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Università italiane in riferimento agli anni accademici 2007/08 (per le Classi di laurea, a cura di Federico De Martino) e 2008/09 (per le Scuole di Specializzazione, a cura di Maria Giovanna Sarti). I risultati dell’inchiesta sono consultabili nel sito dell’Associazione Bianchi Bandinelli: www.bianchibandinelli.it, nelle pagine dedicate al convegno.

 

 

Sommario del volume

 

INTRODUZIONE

p. 7 Giuseppe Chiarante

L’INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI: UN BILANCIO

p. 13 Marisa Dalai Emiliani

L’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle recenti riforme universitarie

p. 19 Federico De Martino

Risultati dell’inchiesta promossa dall’Associazione Bianchi Bandinelli: l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nei Corsi di Laurea (a.a. 2007/08)

p. 27 Maria Giovanna Sarti

Risultati dell’inchiesta promossa dall’Associazione Bianchi Bandinelli: l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Scuole di Specializzazione dell’area umanistica (a.a. 2008/09)

p. 41 Carla Barbati

I manuali in materia di Beni culturali: riflessioni e interrogativi sul metodo

p. 53 Maria Emanuela Vesci – Rita Borioni

Proposta di un manuale propedeutico per l’insegnamento di Legislazione dei Beni culturali nelle Facoltà umanistiche

Tavola rotonda

L’INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI: ESPERIENZE E PROPOSTE

p. 61 Marisa Dalai Emiliani

p. 63 Luca Bellingeri

p. 69 Lida Branchesi

p. 79 Valter Curzi

p. 85 Pietro Graziani

p. 89 Marianna Madia

p. 93 Pietro Petraroia

p. 99 Diego Vaiano

p. 103 Anna Maria Visser

 

_______________________

Introduzione

Giuseppe Chiarante

Associazione Bianchi Bandinelli

Questa iniziativa sull’insegnamento della Legislazione dei Beni culturali

nelle Università italiane si richiama al progetto iniziale dal quale è sorta la

nostra Associazione, ossia al progetto di cui il promotore principale fu Giulio

Carlo Argan. Io ricordo molto bene che quando Argan propose a me e ad

alcuni altri amici e compagni, in parte parlamentari, in parte docenti universitari,

oppure funzionari dell’amministrazione dei beni culturali, di discutere

insieme la costituzione di una nuova associazione, uno dei temi sui quali

pose con particolare forza l’accento fu la necessità di superare il distacco tra

l’Università e la gestione della tutela, che avvertiva come un fatto particolarmente

negativo: e lo avvertiva, ci diceva, sulla base della ormai lunga esperienza

che lo aveva visto prima funzionario dell’amministrazione di tutela

nella quale aveva operato sino a svolgere un ruolo molto rilevante, come

quello di partecipare all’elaborazione della legge 1089 e di promuovere

insieme a Cesare Brandi iniziative molto qualificate come la costituzione

dell’Istituto centrale del restauro, e altre ancora, e poi docente universitario

a Palermo e a Roma, e quindi sindaco di Roma e infine senatore. Alla luce

di questa esperienza, che lo aveva portato ad impegnarsi nei più diversi campi

ma sempre con una attenzione dedicata soprattutto alle questioni del patrimonio

culturale, Argan rilevava che mancava un canale organico che funzionasse

da collegamento e che fosse capace di assicurare una più stretta collaborazione

fra i diversi soggetti interessati a una buona politica del patrimonio

culturale. In particolare rilevava la necessità di colmare il distacco tra

coloro che erano impegnati soprattutto sul terreno degli studi, della ricerca,

dell’insegnamento, particolarmente a livello universitario, e coloro che operavano

con delicate responsabilità all’interno dell’amministrazione,

nell’azione pratica di conservazione e di tutela del patrimonio, e infine coloro

che invece avevano soprattutto una responsabilità in Parlamento, nelle Commissioni

Cultura innanzitutto, ed erano chiamati sia a un’azione di vigilanza

e di controllo sulla situazione del patrimonio culturale del Paese, in rapporto

anche all’impegno stabilito dall’articolo 9 della Costituzione, sia alla elaborazione

legislativa e alla determinazione delle norme che regolano la tutela.

Argan rilevava come questo distacco si fosse fatto sentire fortemente in molte

situazioni. Teniamo conto che eravamo allora, parlo della fine degli anni ‘80

– inizi anni ‘90, non molto lontani dalla chiusura dell’esperienza della commissione

parlamentare che dal nome del suo presidente è rimasta nota come

Commissione Franceschini. Questa commissione si era dedicata con molto

impegno al lavoro che le era stato affidato dal Parlamento di svolgere una

riflessione sull’ordinamento del patrimonio culturale, sullo stato dell’amministrazione

e sulla normativa che riguardava la conservazione e la tutela, e

aveva sollevato un problema di grande rilievo: quello se una struttura di tipo

ministeriale, anzi un’appendice di un Ministero come era allora la Direzione

generale Antichità e Belle arti del Ministero dell’Istruzione, fosse la struttura

più adeguata per provvedere all’opera di tutela del patrimonio culturale, o se

invece non fosse opportuna un’impostazione molto diversa, un’impostazione

che puntasse su un’amministrazione autonoma dei beni culturali e ambientali,

qualcosa di simile a ciò che era il CNR nel campo delle scienze, con una

forte responsabilità di elaborazione e di determinazione della politica da svolgere

affidata al personale scientifico, e un ordinamento che facesse capo a un

Consiglio formato da rappresentanti eletti dal mondo dell’Università e

dell’amministrazione della tutela. Quel problema restava ancora vivo, anche

se già ci si era avviati su un’altra strada con l’iniziativa di Spadolini della

costituzione di un Ministero cosiddetto “atipico”. Argan avvertiva l’opportunità

di rimettere in discussione il complesso dei temi di una possibile

riforma, non limitandosi alla elaborazione svolta dai parlamentari o dagli

uffici studi dei partiti, ma creando un canale di collegamento più diretto con

il mondo dell’Università e con quello dell’amministrazione della tutela, e

operando per un più stretto collegamento tra questi due mondi.

È chiaro che nel prospettare in questo modo i caratteri e gli scopi della

nuova associazione, che sarebbe stata intitolata a Ranuccio Bianchi Bandinelli,

veniva posta in evidenza la tematica relativa alla legislazione dei beni

culturali, alla rilevanza che questa legislazione doveva avere e che invece non

aveva a quel tempo nell’insegnamento universitario, nonché l’esigenza sia di

un più diretto contributo del mondo delle conoscenze al lavoro del Parlamento

sia di una maggiore rilevanza della tematica della legislazione nella

formazione del personale che avrebbe avuto il compito di operare per la tutela

del patrimonio culturale.

Perciò nel programma dell’Associazione l’approfondimento intorno ai

temi legislativi della tutela fu indicato fin dall’inizio come uno degli obiettivi

fondamentali. È anche per questo che la nostra Associazione si è venuta

caratterizzando per la collana di pubblicazioni nella quale accanto agli Annali

dedicati a singoli temi, o anche a raccogliere gli atti dei principali convegni

da noi svolti, si pensò di dare vita ai Quaderni Giuridici, con lo scopo che

credo sia stato assolto in modo abbastanza soddisfacente di fornire con volumi

di agile consultazione il complesso della legislazione di tutela, nonché gli

aggiornamenti che la legislazione stessa ha avuto nel corso di questi anni.

Nel pubblicare i Quaderni non abbiamo voluto limitarci ad una semplice raccolta

di norme legislative o paralegislative e di tipo organizzativo come quelle

che riguardano l’ordinamento del Ministero, ma ci siamo proposti di accompagnare

costantemente la pubblicazione delle norme con interventi di analisi

critica, anche per materie o per gruppi di materie (ad esempio nell’ultimo

volume che abbiamo pubblicato, gli interventi sulle questioni del paesaggio,

sui temi del restauro, sui beni librari o sugli archivi, cioè una serie di interventi

per materie), allo scopo di analizzare criticamente l’evoluzione della

legislazione e mettere in luce i problemi che restano aperti sia ai fini applicativi

sia anche ai fini di un eventuale, ulteriore intervento di correzione legislativa.

In questo modo in tutti i nostri Quaderni abbiamo cercato di fornire

un commentario adeguato alla complessità della legislazione. Penso in particolare

ai tre volumi che riguardano il sistema giuridico dei beni culturali,

che sono in un certo senso una novità in quanto in quei tre volumi si recupera

tutta le legislazione tuttora vigente in quanto non modificata e non soppressa.

Alla legislazione in quei Quaderni si accompagna un ricco commentario

critico elaborato da Wanda Vaccaro, che è stata anche responsabile scientifica

della collana dei Quaderni. Siamo giunti a circa una decina di volumi

di questa collana, oltre a una ventina di quella degli Annali, e credo che in

questo modo abbiamo svolto un’opera utile non solo per la diffusione di questa

materia, ma anche per porre a disposizione di coloro che operano concretamente

nell’insegnamento, e quindi per la formazione dei nuovi addetti, o

di coloro che direttamente sono impegnati nell’azione di tutela, strumenti

indubbiamente efficaci.

Nello sviluppo di questa iniziativa già da un po’ di tempo avvertivamo

però l’esigenza di cercare di compiere un esame del rilievo crescente che l’insegnamento

della Legislazione dei beni culturali è venuto assumendo nell’Università

italiana, ma anche dei tanti problemi che si presentano per quel che

riguarda l’organizzazione di questo insegnamento. Perciò abbiamo deciso di

promuovere un’indagine conoscitiva che può servire – e in quest’opera non

vogliamo essere i soli naturalmente, anzi ci auguriamo di non essere i soli –

a stabilire un raccordo con le molte altre iniziative intorno ai temi della Legislazione

dei Beni culturali che si sono venute sviluppando nelle diverse sedi

universitarie. Va infatti tenuta presente la varietà delle situazioni, determinata

dal motivo che oltre alla normativa nazionale, in applicazione di ciò che

dispone la Costituzione, c’è ora anche la normativa regionale, e quindi in

molte sedi universitarie ci si è dedicati a un esame analitico della legislazione

prodotta in questi anni dalle differenti Regioni. Credo che un raccordo tra i

diversi centri di iniziativa su questa materia, tra coloro che nelle varie Università

dedicano particolare attenzione a questi temi sia molto importante.

Questa giornata di studi vuole essere dunque un’occasione di incontro ma

anche di apertura del dibattito su quello che ulteriormente può e deve essere

approfondito o modificato. Proprio per il tema che ci proponiamo di affrontare

in questa giornata dispiace molto a tutti noi che non possa esser presente

per ragioni di salute Andrea Emiliani, che per l’attenzione dedicata ai

bandi, alle leggi, ai provvedimenti legislativi dei vecchi Stati preunitari, e

per quel prezioso libro che ha pubblicato a questo riguardo1, è stato un po’

maestro per noi che a vario titolo, con varie collocazioni, ci siamo occupati

della legislazione dei beni culturali. Rivolgiamo perciò ad Andrea gli auguri

più vivi affinché possa riprendere in pieno la sua attività che è stata ed è di

tanto valore.

 

ANNALE n. 21 (2010): L’Aquila: questioni aperte. Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti,

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Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 21 – 2010

L’AQUILA: QUESTIONI APERTE

Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti

Atti del Convegno tenuto a Roma il 10 dicembre 2009

a cura di Paola Nicita

coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 21, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2010

Presentazione del volume

Giovedì 3 giugno, alle ore 15, sarà presentato a L’Aquila il nuovo Annale dell’Associazione Bianchi Bandinelli, che raccoglie gli Atti del Convegno sul tema “L’AQUILA: QUESTIONI APERTE. Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti”, a cura di Paola Nicita, coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia. La presentazione si terrà presso la Carispaq – Auditorium Elio Sericchi, Centro Direzionale “Strinella 88”, via Pescara 4. Modererà Giuseppe Caporale, interverranno Eugenio Carlomagno, Mauro Chilante, Vezio De Lucia, Ettore Di Cesare, Ferdinando Di Orio, Gaetano Fontana, Mario Lolli Ghetti, Valentino Pace, Antonio Perrotti, Vladimiro Placidi, concluderà Marisa Dalai Emiliani. Sarà presente Roberto Cecchi, Segretario Generale del Ministero per i beni e le attività culturali.

Invito alla Presentazione (PDF)  |  COMUNICATO STAMPA (WORD)  |  Pagina sul convegno

20 ottobre 2010 – Alla Biennale un nostro video su “L’Aquila. Un terremoto post-moderno”

L’Associazione Bianchi Bandinelli si è ripetutamente occupata del terremoto dell’Aquila, estendendo lo sguardo critico dalle responsabilità in materia di beni culturali a tutti i profili della catastrofe. L’Associazione ha quindi raccolto l’invito della Biennale di Venezia, partecipando con il Power Point dal titolo “Un terremoto post-moderno”, curato da Umberto D’Angelo, Vezio De Lucia, Roberto De Marco e Paola Nicita. In poche immagini è esposta una storia del terremoto molto diversa da quella raccontata dai TG e dalla maggior parte dei giornali. La storia di una non ricostruzione, perfettamente rappresentata dalla scelta delle new town aquilane: una città surrogata da 19 periferie. In definitiva, la ricostruzione è stata affrontata esclusivamente come questione edilizia, mentre sono in rovina il centro storico e l’insieme di un importante patrimonio d’arte, di storia e di cultura.

Il Power Point sarà proiettato fino al 21 novembre all’interno del progetto “E-PICENTRO” (12° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia).

Guarda il Power Point in formato video su YOUTUBE  (Link esterno)

Abstract di presentazione PPT (PDF)

Il progetto E-PICENTRO alla Biennale (PDF)

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L’AQUILA:

QUESTIONI APERTE

Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti

 

 

Atti del Convegno tenuto a Roma il 10 dicembre 2009

Associazione Bianchi Bandinelli

in collaborazione con

Associazione Amici di Cesare Brandi, Associazione Italiana Biblioteche, Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Assotecnici, Centro Studi sulla Civiltà artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali”, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, PatrimonioSOS

 

Testi di

Giuseppe Basile, Ferdinando Bologna, Remo Cacitti, Mario Canti, Roberto Cecchi, Gianfranco Cerasoli, Pier Luigi Cervellati, Giuseppe Chiarante, Marisa Dalai Emiliani, Giovanni D’Amico, Umberto D’Angelo, Vezio De Lucia, Roberto De Marco, Giorgio De Matteis,  Sergio Di Giusto, Vittorio Emiliani, Ferruccio Ferruzzi, Donatella Fiorani, Emanuela Guidoboni,  Claudio Leombroni, Luisa Leopardi, Igor Londero, Pietro Petraroia, Lorenzo Saccomano, Maria Emanuela Vesci, Vincenzo Vita

 

 

Sommario del volume

 

INTRODUZIONE

 

Giuseppe Chiarante

Le ragioni dell’iniziativa

 

  

I. GLI STRUMENTI DELLA RICERCA E DELL’INFORMAZIONE

 

Emanuela Guidoboni

Terremoti e ricostruzioni: un nodo storico in Italia fra conservazione e abbandoni

 

Roberto De Marco

Predire, prevedere, prevenire: dal terremoto dello Stretto all’Aquila

 

Vittorio Emiliani

L’informazione intermittente

 

  

II. NON MODELLI MA ESEMPI

 

Igor Londero

Partecipazione e volontariato nel Friuli del terremoto

 

Sergio Di Giusto e Lorenzo Saccomano

L’Ufficio della Curia Arcivescovile di Udine per il recupero delle chiese danneggiate

 

Remo Cacitti

«Reaedificabo illud sicut in diebus antiquis». Friuli 1976: le scelte per il patrimonio culturale e la ricomposizione del centro storico di Venzone

 

Mario Canti

Marche 1997: il ruolo degli Enti Locali per i beni culturali

 

Giuseppe Basile

Umbria 1997: professionalità e volontariato

 

  

III. L’AQUILA: COME COSTRUIRE IL FUTURO

 

Ferdinando Bologna

Quale destino per il patrimonio storico-artistico?

 

Umberto D’Angelo

Presente e futuro delle istituzioni culturali

 

Claudio Leombroni

Le prospettive dei servizi bibliotecari e il domani dell’Aquila

 

Ferruccio Ferruzzi

L’Archivio di Stato dell’Aquila e il sisma del 6 aprile

 

Pietro Petraroia

Un vincolo per la rinascita, un impegno per tutti

 

Donatella Fiorani

Conoscenza e progetto di restauro architettonico: il ruolo dell’Università

 

Vezio De Lucia

(Contro) la rovina dell’Aquila

 

Luisa Leopardi

Un centro storico da salvare: la situazione normativa e finanziaria

 

Pier Luigi Cervellati

Invece del riscatto, l’abbandono?

 

  

Tavola rotonda

OLTRE IL TERREMOTO

 

Introduce e coordina Maria Emanuela Vesci

 

Roberto Cecchi

 

Gianfranco Cerasoli

 

Giovanni D’Amico

 

Giorgio De Matteis

 

Vincenzo Vita

 

  

CONCLUSIONI

 

Marisa Dalai Emiliani

 

  

APPENDICE

 

Mozione del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici (14 dicembre 2009)

 

  

ILLUSTRAZIONI

 

 

_____________________

Le ragioni dell’iniziativa

Giuseppe Chiarante

Associazione Bianchi Bandinelli

Ritengo non vi sia bisogno di molte parole per chiarire le ragioni che ci

hanno indotto a promuovere questa giornata di studi sulla situazione

dell’Aquila e dell’Abruzzo dopo il terremoto, con particolare riferimento ai

problemi della salvaguardia e del recupero del patrimonio storico e culturale.

Infatti, chiunque conosca l’attività dell’Associazione Bianchi Bandinelli,

come certamente la conoscono i presenti, sa bene che sin dalla sua costituzione

agli inizi degli anni Novanta la nostra Associazione ha concentrato

il suo interesse e la sua iniziativa sui temi riguardanti la conservazione e la

tutela – così come è prescritto dalla Costituzione – del patrimonio storicoartistico

e del paesaggio italiano: considerando non isolatamente i singoli

beni di rilevanza culturale e ambientale, ma ponendo in primo piano

l’intreccio che storicamente si è determinato tra i monumenti, le opere

d’arte, i centri storici maggiori e minori, le testimonianze archeologiche e

storiche, l’ambiente naturale e paesistico, intreccio che qualifica i singoli

beni e che nel suo complesso costituisce il patrimonio che caratterizza

l’identità storica e culturale del nostro paese. È in questa prospettiva che

abbiamo valutato la gravità dei danni che l’evento sismico ha arrecato ai

beni storico-artistici e al patrimonio culturale e naturale dell’Aquila e del

territorio abruzzese; ed è in questa luce che ci è parso opportuno convocare

un incontro di studi in una giornata come quella di oggi, quando cioè è

possibile cominciare a tracciare un bilancio dei danni provocati dal terremoto

e dei risultati ottenuti con gli interventi d’emergenza e al tempo

stesso si tratta di iniziare a discutere in modo più articolato i problemi

della ricostruzione alla quale si deve ormai dare avvio.

Senza dunque insistere ulteriormente sulle ragioni dell’iniziativa, mi

pare invece che convenga dire qualcosa di più sul modo in cui abbiamo

lavorato per preparare questo incontro e, di conseguenza, sul programma

che abbiamo proposto per la giornata odierna. Non posso non ricordare, a

questo proposito, l’indicazione che Giulio Carlo Argan volle particolarmente

sostenere quando, con un ristretto gruppo di compagne e compagni,

decidemmo, nel 1991, di dar vita a questa Associazione. Argan, che

veniva da un’attività politica – quella di sindaco di Roma e poi di senatore

– che si era sovrapposta a quella di studioso, di funzionario scientifico

del Ministero, di docente universitario, motivava la sua proposta di costituire

una nuova associazione con la necessità, che dichiarava di aver avvertito

fortemente nel corso della sua esperienza, di creare una sede permanente

e qualificata di confronto critico, di cooperazione, di collaborazione

che “impegnasse” in un lavoro comune – superando anacronistiche separazioni

– il mondo degli studi, della formazione, della ricerca, operante

soprattutto nelle università, il mondo dei funzionari tecnico-scientifici ai

quali è direttamente affidata l’opera di conservazione e di tutela e che in

realtà attraverso quest’opera recano un contributo decisivo anche all’avanzamento

delle ricerche o delle conoscenze, e infine il mondo dei politici e

degli amministratori che nelle istituzioni nazionali e locali sono chiamati

ad assumere, con le decisioni in materia di legislazione, di finanziamento,

di programma, le scelte necessarie affinché sia attuato in modo coerente e

corretto il principio costituzionale della salvaguardia del patrimonio storico

e artistico della nazione.

A queste indicazioni di Argan si è rigorosamente attenuto lo stile di

lavoro che la nostra Associazione ha seguito in questi anni; e anche in questa

circostanza abbiamo operato in modo da assicurare la convergenza in un

impegno comune delle diverse capacità, competenze, intelligenze di questo

settore. Consideriamo perciò molto positivo che abbiano accettato di

promuovere insieme a noi questa giornata di studi, come risulta dal programma,

altre importanti Associazioni di tutela e le Associazioni di categoria

dei vari settori dei beni culturali, nonché ben noti docenti e studiosi.

Al tempo stesso ringraziamo gli amministratori e i politici che hanno aderito

all’invito di partecipazione alla tavola rotonda finale, che avrà per

oggetto sia una messa a punto sul complesso dei danni provocati dal terremoto,

sia la prospettiva della ricostruzione e della rinascita dell’Aquila e

del territorio circostante.

A questa premessa sul metodo di lavoro seguito nel preparare questa

giornata voglio però aggiungere che proprio nella fase preparatoria, discutendo

sui temi da affrontare e porre in discussione nel corso dell’incontro,

ci siamo resi conto che un intervento sulla situazione creata dal terremoto

e tanto più l’opera di ricostruzione pongono problemi di grande rilevanza

non solo economica e materiale ma anche culturale e scientifica, che non

possono perciò essere affrontati positivamente senza quella stretta cooperazione

fra il mondo degli studi e della ricerca, gli operatori scientifici e tecnici

dell’amministrazione della tutela, i responsabili politici e amministrativi

che Argan auspicava.

Indico in modo molto sintetico alcuni di questi problemi, a partire da

quello – decisivo – della prevenzione.

Abbiamo voluto ricordare, già nel titolo dato a questa iniziativa, che

l’Italia è “paese di terremoti”; ma è anche paese molto esposto ai danni provocati

da altri eventi, come hanno dimostrato nelle ultime settimane le

frane, i nubifragi, le alluvioni che hanno provocato diverse vittime e non

pochi danni sia in Sicilia (particolarmente a Messina) sia in varie zone della

Campania e della Calabria.

È chiaro che così nel caso dei terremoti come in quello dei danni provocati

dagli agenti atmosferici, la gravità dei guasti è determinata innanzitutto

dall’entità dei fenomeni sismici o atmosferici che si sono verificati;

ma molto spesso è amplificata dalle condizioni di dissesto del territorio,

dalla precarietà degli edifici e delle opere pubbliche, dal mancato rispetto

di norme essenziali in materia di centri storici, di tutela dell’ambiente, di

amministrazione del suolo.

Non a caso quando in questi anni si sono verificati in Italia eventi di

questo tipo, è stata, con fondate ragioni, chiamata in causa la responsabilità

di una scarsa coscienza civica e di una cattiva politica del territorio,

troppe volte negativamente caratterizzata da una sregolata cementificazione,

da un disboscamento di colline e montagne che ha contribuito a rendere

rovinose frane e alluvioni, da un’espansione edilizia che, dominata da

una logica speculativa, ha sin troppo spesso travolto ogni seria regola di

razionalità e anche solo di prudenza urbanistica, e ha fatto scempio di

ambiente, paesaggio, parti rilevanti di centri storici maggiori e minori. I

casi limite sono le costruzioni effettuate in zone dichiaratamente sismiche

senza tener adeguato conto delle regole fondamentali della normativa urbanistica

e antisismica e l’edificazione dissennata in zone franose e alluvionali

dove facilmente si sono ripetuti disastri che avrebbero potuto essere evitati.

Perciò quando catastrofi e disastri si verificano anziché ricercare alibi di

comodo nella sin troppo facile affermazione che i terremoti e gli agenti

atmosferici di carattere catastrofico sono imprevedibili, occorre porre come

premessa di ogni nuovo intervento la consapevolezza – che è scientifica e

insieme politica – del valore essenziale dell’opera di prevenzione e quindi

di una razionale politica urbanistica, di un uso assennato del territorio, del

rispetto rigoroso di tutte le norme di tutela. È questa consapevolezza che

deve essere alla base di ogni programma di ricostruzione.

Ma anche per quel che riguarda l’impostazione della ricostruzione ci

sono interrogativi, al tempo stesso politici e culturali, ai quali occorre pregiudizialmente

dare risposta per evitare un’edificazione che finisca con

l’avere un’impostazione essenzialmente speculativa. Nella documentazione

raccolta in preparazione del Convegno vi è uno studio elaborato dal Comitatus

Aquilanus, coordinato da Vezio De Lucia che ha un titolo molto significativo:

Non si uccide così anche una città? Questo titolo, che fa riferimento

a quello di un ben noto film americano – Non si uccidono così anche i cavalli?

di Sydney Pollack (1969) – denuncia un pericolo molto concreto: ossia che

la sorte dell’Aquila come città, nonostante le molte promesse governative

e nonostante le indubbie buone intenzioni di molti operatori, sia praticamente

segnata in senso negativo e ciò per l’orientamento in qualche misura

già in atto verso un’espansione edilizia perlopiù di basso livello culturale

fuori del centro storico, in direzione delle cosiddette nuove città costruite

dopo il terremoto all’esterno del vecchio perimetro urbano; sia per una tendenza,

che ne sarebbe incrementata, all’abbandono da parte degli abitanti

delle parti più degradate della città vecchia, dove molte delle vecchie case,

una volta abbandonate, diventerebbero oggetto di una speculazione edilizia

con una nuova destinazione abitativa (case alloggio per professori e studenti,

seconde case, residenze turistiche, ecc.). Congiungendo questa tendenza

con quella di parte degli abitanti del centro storico che in questi

mesi hanno dovuto abbandonare le loro case per il momento inagibili, a

rendere permanenti i nuovi insediamenti in cui si sono provvisoriamente

trasferiti (per lo più sulla costa o in altre parti della Regione), è fuori dubbio

il rischio di un sostanziale abbandono dell’Aquila come città storica.

Ciò che si è sinora fatto per avviare la ricostruzione (troppo poco per il centro

storico della città) non contrasta affatto questa ipotesi.

Sarebbe in sostanza il trionfo di una modernità senza storia e senza cultura.

Al contrario è nostra convinzione che proprio perché l’Italia è terra di

terremoti, è un’area sismica dove questi fenomeni si sono continuamente

succeduti, ma al tempo stesso un paese la cui identità è rappresentata da

un patrimonio storico che si è stratificato e accumulato nel corso dei secoli,

è nostra convinzione che la scelta pregiudiziale deve essere, all’opposto,

quella di conservare, al massimo, l’identità culturale della città e del territorio

che la circonda. Per questo la salvezza e il recupero del centro storico

con le sue caratteristiche identitarie e con le sue funzioni storicamente

acquisite, deve essere realizzato nel rispetto di quella Carta per la tutela e

il risanamento dei Centri storici elaborata a Gubbio nel 1964, che oltretutto

è proprio un prodotto della cultura italiana e deve essere – a nostro

avviso – l’obiettivo prioritario dell’opera di ricostruzione. In questo quadro

saranno considerati come altrettanto essenziali il recupero e il restauro dei

beni culturali in senso stretto – i palazzi, le chiese, le opere artistiche, gli

istituti culturali – così come essenziale è garantire il funzionamento dei

servizi culturali per la popolazione, che costituiscono il ruolo fondamentale

di una città storica. Un quadro della situazione che si presenta a questo

riguardo, e degli interventi indispensabili, verrà fornito nelle relazioni e

negli interventi che ascolteremo nella giornata di oggi.

Ci è parso opportuno, in relazione alla complessità dell’opera di ricostruzione,

utilizzare questa giornata di studi per riflettere sull’esperienza

compiuta in altre regioni italiane che recentemente hanno dovuto affrontare

i guasti determinati da gravi eventi sismici, come è accaduto in Friuli,

nell’Umbria e nelle Marche. Abbiamo perciò dedicato una sezione

dell’odierno convegno alla documentazione e all’analisi di come è stata

affrontata la fase del post-terremoto in queste regioni, chiamando a dare un

loro contributo non solo urbanisti e operatori dei beni culturali, ma anche

amministratori a livello comunale, provinciale, regionale.

C’è infine un ultimo problema che mi pare opportuno sottoporre

all’attenzione e al dibattito dei partecipanti al Convegno: è il problema

dell’autorità che dovrebbe essere chiamata a dirigere il complesso degli

interventi, per quel che riguarda l’insieme del patrimonio culturale, in una

situazione in cui si tratta di coordinare capacità e competenze molteplici

come accade dopo un terremoto.

Ho ricordato all’inizio che Giulio Carlo Argan, al cui insegnamento e

alla cui esperienza la nostra Associazione si è costantemente attenuta, insisteva

particolarmente nel sottolineare il primato che doveva essere assicurato

al momento conoscitivo e scientifico in ogni intervento riguardante il

patrimonio culturale.

Per questo Argan riteneva (e a questa sua posizione ispirammo la proposta

di legge che presentammo insieme al Senato) che non fosse opportuno

dare all’amministrazione dei beni culturali e ambientali una struttura di

tipo ministeriale, inevitabilmente destinata ad essere caratterizzata da una

logica burocratica e facilmente sottoposta ai condizionamenti del potere

politico e alle pressioni degli interessi economici, e che convenisse invece

puntare, come del resto già aveva proposto la Commissione Franceschini, su

un’amministrazione autonoma dei beni culturali, che unificasse le strutture

di tutela di carattere territoriale e gli Istituti centrali eminentemente scientifici

e che facesse capo a un Consiglio nazionale elettivo, espressione degli

studiosi e dei ricercatori sia delle università sia delle istituzioni di tutela.

È chiaro che se si fosse dato vita a un’amministrazione di questo tipo,

nella situazione di emergenza creata dal terremoto sarebbe stato del tutto

naturale affidare a tale amministrazione – che avrebbe avuto al suo interno

il nucleo fondamentale delle capacità e delle competenze necessarie per

intervenire per la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale – i

poteri straordinari di carattere commissariale che sono stati invece affidati

alla Protezione civile: della quale non intendiamo certamente contestare le

capacità per l’esecuzione di interventi di emergenza, ma che invece è inevitabilmente

costretta a far ricorso a competenze esterne per tutto ciò che

riguarda il patrimonio culturale.

L’irrazionalità di questo affidamento alla Protezione civile è già apparso

evidente in questi mesi anche all’Aquila e sarà certamente documentato

anche negli interventi che ascolteremo nella giornata di oggi. Oltretutto è

paradossale – anche se la strada prescelta non è stata l’attuazione della proposta

di Argan dell’amministrazione autonoma – che pur essendo stato

creato un Ministero specifico per i beni culturali non si sia fatto ricorso per

il terremoto d’Abruzzo alla soluzione più semplice, quella di affidare a un

direttore di tale ministero, i poteri e le funzioni del commissario, come era

stato fatto per i terremoti in Umbria e nelle Marche, quando commissario

era stato nominato, con risultati complessivamente soddisfacenti, il direttore

generale Mario Serio.

La situazione che si è creata, con gli inconvenienti che anche la discussione

di oggi metterà certamente in luce, all’Aquila e in Abruzzo, conferma

in sostanza la tendenza a svuotare l’amministrazione dei beni culturali di

funzioni e competenze, trasferendole ad altri poteri dello Stato. Ma questa

è una ragione di più perché ci si torni a domandare se questo ordinamento

non debba essere modificato e se non sia da prendere in considerazione la

maggiore validità di una soluzione quale quella proposta dalla Commissione

Franceschini e poi ripresa da Giulio Carlo Argan, ossia quella di organizzare

la gestione e la tutela dei beni culturali e ambientali in un’amministrazione

autonoma di carattere eminentemente scientifico, che abbia il

suo vertice in un Consiglio elettivo espressione del mondo della cultura.

ANNALE n. 20 (2009): Allarme Beni Culturali. Conoscenza, Tutela, Valorizzazione

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Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 20 – 2009

Allarme Beni Culturali.

Conoscenza, Tutela, Valorizzazione a 60 anni dall’entrata in vigore della Costituzione (1 gennaio 1948) e a 70 anni dal Convegno dei Soprintendenti (4-6 luglio 1938)

a cura di Claudio Gamba

coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani

Atti della giornata tenuta il 17 novembre 2008 con un’appendice di documenti e materiali 2007-2009

«Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli», n. 20/2009, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2009.

AllarmeBC

Pagina sulla Giornata “ALLARME BENI CULTURALI”:

17 novembre 2008: giornata  di confronto sul futuro dei beni culturali

MOZIONE CONCLUSIVA

Appello contro la nomina di un super-manager dei musei e la nuova Direzione generale

ALLARME BENI CULTURALI

Conoscenza, Tutela, Valorizzazione

a 60 anni dall’entrata in vigore della Costituzione (1 gennaio 1948) e

a 70 anni dal Convegno dei Soprintendenti (4-6 luglio 1938)

17 novembre 2008

Roma, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa

Sala dello Stenditoio

Giornata di confronto promossa da

Associazione Bianchi Bandinelli

con l’adesione di

Assotecnici

Associazione per l’Economia della Cultura

Comitato per la Bellezza

Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI)

ICOM Italia (International Council of Museums)

Italia Nostra

PatrimonioSOS

Associazione Italiana Biblioteche (AIB)

Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI)

Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte (ANISA)

Associazione Italiana per le Scienze Etnoantropologiche (AISEA)

Consulta Nazionale Universitaria per l’Archeologia del Mondo Classico Consulta Nazionale Universitaria per la Storia dell’Arte

Società Italiana per i Musei e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA)

_________________

 

Sommario del volume

 

 

Parte prima

ATTI DELLA GIORNATA DI CONFRONTO

“ALLARME BENI CULTURALI”

APERTURA DEI LAVORI E INTRODUZIONI

11 Saluto del Segretario Generale del MiBAC, Giuseppe Proietti

12 Marisa Dalai Emiliani

14 Roberto Cecchi

INDIRIZZI DI SALUTO DELLE ASSOCIAZIONI

19 Costanza Pratesi

21 Carla Bodo

23 Alberta Campitelli

24 Ferruccio Ferruzzi

27 Claudio Leombroni

28 Pierluigi Leone De Castris

29 Marisa Dalai Emiliani

INTERVENTI POLITICI

31 Vincenzo Maria Vita

33 Francesco Rutelli

TAVOLA ROTONDA

Il modello italiano di tutela del patrimonio culturale

Interventi di

40 Andrea Emiliani

42 Arturo Fittipaldi

46 Caterina Bon Valsassina

49 Giovanni Losavio

54 Michel Gras

56 Adriano La Regina

TAVOLA ROTONDA

Il sistema della tutela: né centralismo, né devoluzione, né burocrazia, né privatizzazione

Interventi di

60 Vittorio Emiliani

62 Giuseppe Chiarante

66 Pietro Petraroia

74 Alberto Asor Rosa

76 Paola Pelagatti

79 Vincenzo Padiglione

TAVOLA ROTONDA

Quali risorse, quale gestione, quale personale, quale valorizzazione?

Interventi di

86 Irene Berlingò

90 Massimo Montella

93 Liliana Pittarello

100 Barbara Fabjan

104 Marisa Dalai Emiliani

TAVOLA ROTONDA

Ricerca e conoscenza a fondamento della tutela: lo strumento del catalogo

Interventi di

106 Bruno Toscano

110 Mariarosaria Salvatore

113 Vito Lattanzi

117 Maria Andaloro

121 Bruno Toscano

122 Marisa Dalai Emiliani

Parte seconda

DOCUMENTI E MATERIALI 2007-2009

127 Documento delle Associazioni sulla riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (28 marzo 2007)

146 Appelli e comunicati sui provvedimenti di riforma e riorganizzazione del MiBAC (2008-2009), con l’Appello del 17 novembre 2008 che ha raccolto 7.000 adesioni da ogni parte del mondo

171 Selezione dalla rassegna stampa (novembre-dicembre 2008)

201 David Freedberg, Per il futuro dell’inestimabile patrimonio artistico italiano (9 dicembre 2008)

205 Istituzione della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale

(DPR 2 luglio 2009, n. 91, art. 1, 1.h)

 

 

_____________________

 

“Questa Giornata di confronto si tiene a settant’anni dal memorabile Convegno dei Soprintendenti, che preparò le leggi e provvedimenti di tutela del 1939, e a sessanta dall’entrata in vigore della nostra carta costituzionale, che pose la tutela del patrimonio e del paesaggio con lo sviluppo della cultura tra i suoi principi fondamentali (art. 9). L’iniziativa, che fa seguito a quelle già dedicate al patrimonio archivistico e librario, intende riproporre con forza l’interrogativo sul futuro delle strutture di salvaguardia del patrimonio italiano (in particolare sul destino delle Soprintendenze e sul drammatico decurtamento delle risorse), sul recupero possibile dei nessi vitali tra conoscenza, conservazione, tutela, valorizzazione, fruizione dei beni culturali, sulle forme auspicabili di reperimento delle risorse finanziarie e della loro gestione, sulle figure professionali della tutela e sulla loro formazione. In particolare si affronterà la questione dell’assetto del Ministero per i beni e le attività culturali e del sistema della tutela, ponendo a confronto le diverse posizioni in merito alle proposte di decentramento, ai rischi di privatizzazione e svendita del patrimonio, al contrasto tra l’originaria vocazione tecnico-scientifica degli organi di tutela e la loro progressiva burocratizzazione. Si tenterà di rilanciare la proposta di una struttura autonoma, agile, efficiente, in grado di coniugare le attività di ricerca con quelle di salvaguardia e valorizzazione” (dalla Presentazione dell’iniziativa).

Gli Atti riportano gli interventi pronunciati durante la Giornata, mantenendone sostanzialmente la successione e il tono discorsivo; in alcuni casi gli stessi autori hanno provveduto ad apportare modifiche e integrazioni ai testi. Le istituzioni che qualificano i relatori si riferiscono alla data dell’incontro.

 

________________

 

Dall’intervento di Marisa Dalai Emiliani (Associazione Bianchi Bandinelli):

 

Questa Giornata di incontro e di confronto – come l’abbiamo voluta definire – cade in un momento molto grave per il destino del patrimonio italiano. La decisione di organizzarla è solo di poche settimane fa e rientra nella tradizionale azione dell’Associazione Bianchi Bandinelli, che, da quando fu fondata da Giulio Carlo Argan nel 1991, opera con due diverse modalità: quella dei “tempi lunghi” dello studio, della ricerca, dell’analisi dei problemi, da proporre poi in pubbliche discussioni e da affidare alla pubblicazione nelle nostre due collane e, viceversa, quella del “pronto intervento”, quando scelte di politica culturale lo impongono e chiedono di aprire un dialogo immediato e serrato con il mondo politico e con il Governo.

La legge Finanziaria approvata nell’estate scorsa con la previsione di enormi tagli al bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali (tagli da completare in un triennio fino a raggiungere la cifra impressionante di circa un miliardo di euro) aveva costituito già un segnale molto allarmante per noi, ma a spingerci a costruire, a tamburo battente, questa occasione, questo spazio libero di discussione e di proposta e prima ancora di riaffermazione di principi che riteniamo pietre angolari della nostra cultura, sono stati due fatti: da un lato l’emendamento – ritirato, ma che di nuovo sembra essere in discussione al Senato, introdotto nello schema di decreto sul federalismo fiscale in relazione ai fondi destinati a Roma Capitale (emendamento che prevede la devoluzione della tutela di tutto il patrimonio artistico e ambientale di Roma alla Soprintendenza comunale) –, dall’altro, la consapevolezza dell’imminente ennesima riforma della struttura del Ministero, che di fatto è stata presentata in forma di schema di decreto l’11 novembre ai Direttori Generali centrali e regionali e che il Consiglio dei Ministri deve approvare entro il 28 novembre. Lo schema di decreto prevede, come è noto, l’istituzione di una nuova Direzione Generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione, con la parallela soppressione della Direzione per l’architettura e l’arte contemporanea, che ha avuto breve vita. Il nome del supermanager prescelto per dirigerla al di fuori dei ranghi e delle figure tecnico-scientifiche dell’Amministrazione, è stato reso noto soltanto due giorni fa con un Comunicato stampa del Ministro Bondi. Si tratta di Mario Resca, esperto di catene di distribuzione alimentare, in particolare di McDonald’s, e di gioco d’azzardo, come Presidente del Casinò di Campione.

Per riflettere e discutere di tutto questo avevamo invitato, prima di ogni altro e come nostro interlocutore privilegiato, il Ministro Bondi, che ha però declinato l’invito, così come i Presidenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato. Viceversa, altre personalità politiche hanno chiesto di intervenire, lo faranno nel corso della mattinata e naturalmente saranno le benvenute, perché noi abbiamo bisogno di essere ascoltati da tutte le forze politiche che si facciano carico dei problemi di cui parliamo. Aggiungo ancora che è stato Stefano Rodotà a ricordare recentemente una convinzione più volte ribadita dalla “Lady di ferro”, Margaret Thatcher: “La società non esiste, esistono solo gli intrecci e i conflitti di interessi corporativi”.

Ebbene, l’adesione compatta delle associazioni per la tutela e delle associazioni professionali del patrimonio a questa nostra iniziativa dimostra proprio il contrario: la società esiste, e le nostre Associazioni rappresentano la coscienza critica della società civile italiana, che chiede e pretende di essere ascoltata; e nessuno dica che ciò è il risultato di una spinta corporativa, anche perché il trattamento economico da difendere per chi opera in questo campo è, per lo più, ben misera cosa. Piuttosto, ci spinge la certezza condivisa che in gioco è la conservazione e la trasmissione di valori di una civiltà millenaria che non intendiamo permettere a nessun governo di svendere o dilapidare.

 

ANNALE n. 19 (2008): Archivi, biblioteche e innovazione

 

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Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli

n. 19 – 2008

ARCHIVI, BIBLIOTECHE E INNOVAZIONE

a cura di Anna Maria Mandillo e Giovanna Merola

Atti del Seminario tenuto a Roma il 28 novembre 2006

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 19, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2008.

Comitato scientifico e organizzatore del Seminario: Linda Giuva, Mariella Guercio, Anna Maria Mandillo, Giovanna Merola, Maria Carla Sotgiu, Vittoria Tola

Pagina sul Seminario  –   Pagina con il Documento finale

Pagina sulla presentazione del volume (25 settembre 2008)

Per scaricare il Documento riassuntivo sullo stato delle Biblioteche italiane (presentato il 9 luglio al Direttore generale per i beni librari), clicca qui

Qui di seguito riportiamo il Sommario del volume e anticipiamo la Premessa di M. Dalai Emiliani e le due Relazioni introduttive di A. M. Mandillo e G. Chiarante.

 

 

Sommario del volume

 

Premessa

Marisa Dalai Emiliani

 

Relazioni introduttive

Anna Maria Mandillo

Giuseppe Chiarante

 

Tavola rotonda

Rapporti tra servizi culturali ed economia

Introduce e coordina Paolo Leon

Ilaria Angeli

Pietro Folena

Carlo Eligio Mezzetti

Giovanni Ragone

Luciano Scala

Maria Carla Sotgiu

Stefano Vitali

 

Tavola rotonda

Modelli organizzativi per i beni culturali

Introduce e coordina Adriano La Regina

Lorenzo Casini

Claudio Leombroni

Maria Grazia Pastura

Giuseppe Proietti

 

Tavola rotonda

Scelte tecniche e politiche per il futuro

Introduce e coordina Linda Giuva

Maristella Agosti

Tommaso Giordano

Mariella Guercio

Pietro Petraroia

Antonia Pasqua Recchia

Danielle Gattegno Mazzonis

 

Interventi

Luca Bellingeri e Giovanna Merola

Gianni Bonazzi

Madel Crasta

Michele Di Sivo

Pierluigi Feliciati

Ornella Foglieni

Erilde Terenzoni

 

 

Premessa

Marisa Dalai Emiliani

Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

 

Un saluto dall’Associazione Bianchi Bandinelli all’istituzione che ci ospita, a tutti i partecipanti a questo incontro e in particolare ai rappresentanti del mondo politico che saranno con noi in queste ore di confronto e discussione. Siamo grati in particolare al Sottosegretario del MiBAC, Danielle Mazzonis, che ci raggiungerà nel pomeriggio e ai Presidenti delle Commissioni Cultura della Camera, Pietro Folena e del Senato, Vittoria Franco.

Il significato degli incontri promossi dall’Associazione Bianchi Bandinelli scaturisce proprio dal dialogo ravvicinato e, auspicabilmente, fruttuoso fra il mondo della cultura, delle istituzioni culturali e il mondo della politica. Nel corso della sua operosa esistenza l’Associazione, voluta e fondata da Giulio Carlo Argan nel 1990, presieduta per alcuni anni da Argan stesso e quindi dal senatore Giuseppe Chiarante, che oggi abbiamo l’onore di avere con noi, ha individuato la sua missione nell’intervenire tempestivamente nel corso delle scelte di politica culturale, con contributi di riflessione spesso alimentati da ricerche e indagini di più lungo respiro e con la speranza di poter contribuire ad orientare quelle scelte, animando comunque il dibattito intorno ad esse. Questo Seminario risponde alla stessa logica e si colloca in una linea di continuità con la nostra esperienza associativa.

Archivi e biblioteche non sono sotto il fuoco dei riflettori come i musei, che continuano invece ad esserlo, anche e soprattutto nel loro rapporto pervicacemente perseguito con i fattori di sviluppo economico; costituiscono tuttavia una parte essenziale dell’architettura e delle dinamiche culturali di un Paese. Sono le istituzioni della memoria scritta e la loro relazione sia con la crescita culturale della società civile, sia, in particolare, con il mondo della ricerca e della formazione, dell’Università, è assolutamente vitale.

Non possiamo dunque che essere grati al gruppo attivissimo e molto combattivo dei membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione Bianchi Bandinelli — Linda Giuva, Mariella Guercio, Anna Maria Mandillo, Giovanna Merola, Maria Carla Sotgiu, Vittoria Tola —, che anche in questa circostanza si sono impegnate a fondo per la costruzione dell’ossatura scientifica di questa giornata, per tessere cioè quella rete di contatti e di rapporti che sottende sempre la progettazione e realizzazione di un’iniziativa come questa. Grazie di cuore a loro e grazie anche al gruppo dei più giovani Soci — ricordo almeno Claudio Stoppani, Claudio Gamba, Giovanna Sarti — che generosamente si sono prodigati sul piano organizzativo.

Do la parola ad Anna Maria Mandillo, che disegnerà la traccia dei contenuti scientifici e politici dei nostri lavori. Interverrà quindi per un breve saluto il senatore Giuseppe Chiarante.

Relazione introduttiva

Anna Maria Mandillo

Vice Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

 

L’Associazione Bianchi Bandinelli ha voluto organizzare questo Seminario per stimolare nel contesto mutato dall’innovazione e dalle tecnologie un costruttivo confronto tra i tecnici dei due settori, archivi e biblioteche, con esponenti delle forze politiche, amministratori, docenti, professionisti, imprenditori ed esperti. I temi che saranno trattati non possono essere esauriti ovviamente in una giornata e spero vivamente che ci saranno altre occasioni per continuare a confrontarci su di essi.

Il principale obiettivo che ci poniamo è quello di far tornare biblioteche e archivi nell’agenda politica italiana e nella giusta prospettiva di ruolo, risvegliando l’attenzione finora poco più che episodica che la classe politica ha avuto verso queste istituzioni. Pur sapendo di non avere attualmente il potere di immagine di altri settori dei beni culturali, riteniamo necessario lavorare per questo obiettivo, perché è emerso ormai con chiarezza, anche in sede europea e internazionale, che lo sviluppo ed il buon funzionamento della rete delle biblioteche e degli archivi contribuisce in maniera significativa alla crescita culturale, sociale ed economica di un paese.

La speranza di un cambiamento di rotta dunque non abbandona l’Associazione: nel 2005 abbiamo presentato un dossier di analisi (disponibile sul sito all’indirizzo: www.bianchibandinelli.it) della situazione degli archivi e delle biblioteche ad un anno dalla riforma del Ministero, operata dal precedente governo, e dalla presentazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, emanato con il decreto legislativo n. 42 del 2004. Oggi abbiamo organizzato questo Seminario avvalendoci, durante la sua preparazione, della preziosa collaborazione di numerosi colleghi e di esperti che vogliamo qui ringraziare.

Non è facile indubbiamente dare risposte soddisfacenti ai molti problemi che biblioteche ed archivi devono affrontare, diventati sempre più complessi anche a causa di riforme insufficienti e superficiali, dettate più da esigenze di burocrazia interna che dal desiderio di risolvere i nodi della tutela/conservazione e della valorizzazione/organizzazione dei beni e dei servizi dei due settori. Non ci conforta, poi, l’annunciato impianto della prossima ed ennesima riforma del MiBAC che non sembra ispirata a criteri di alleggerimento delle strutture centrali a favore dell’autonomia scientifica ed amministrativa delle strutture tecniche sul territorio, come avremmo desiderato. Temiamo che l’ipotesi di accorpamento e rafforzamento di competenze a livello burocratico finisca per andare a detrimento delle componenti tecniche del Ministero in un processo di mortificazione e di perdita di valore delle competenze e dei saperi tecnico scientifici che da alcuni anni sembra inarrestabile.

Il mondo degli archivi e delle biblioteche è posto oggi, come è noto, di fronte a sfide nuove per fronteggiare la crescita della società dell’informazione e della conoscenza e le trasformazioni a questa connesse: le reti e le tecnologie caratterizzano ormai ovunque le funzioni ed i servizi delle istituzioni della memoria; i meccanismi culturali di accesso alle informazioni e alla conoscenza si sono modificati; le possibilità di fruizione dei documenti sono di gran lunga aumentate. Occorre provvedere, oltre che alla gestione memoria/passato, a quella presente/futuro, e quindi sviluppare le potenzialità offerte dalle tecnologie sia per conservare “i contenuti”, sia per fornire una mediazione di qualità su documenti certificati e organizzati in modo tale da offrire servizi integrati ad ogni tipologia di utenti, anche remoti.

In questo scenario archivi e biblioteche corrono il rischio di non avere più il ruolo significativo di mediazione a lungo esercitato in altre epoche e di venire quindi emarginati, anche in ambito europeo, se non verrà loro riservata da parte del mondo politico l’attenzione necessaria e verranno di conseguenza fatte scelte politiche adeguate. Finanziamenti regolari e continuativi, ad esempio, ne costituiscono una parte prioritaria. Fino ad oggi i fondi destinati a questi settori sono stati caratterizzati dalla straordinarietà da una parte e dalla riduzione dei bilanci ordinari dall’altra: negli ultimi quattro anni abbiamo infatti assistito a decurtazioni progressive e molto pesanti che hanno toccato il culmine nel 2006, vero annus horribilis per i nostri settori ai quali, a guardare le cifre riguardanti, ad esempio, il Dipartimento per i beni archivistici e librari, sono stati fatti tagli superiori al 50%. Attualmente, dalle ultime notizie che ci sono giunte, sembra che alcune inversioni di tendenza si stiano manifestando: ad esempio nel testo della finanziaria sono previsti consistenti incrementi di fondi sia per interventi di tutela e valorizzazione, sia per vari altri interventi in materia di beni culturali. Ma i finanziamenti sembrano, come al solito, straordinari e gestiti dall’amministrazione centrale. Allora non possiamo non chiedere: quale parte di questi finanziamenti sarà destinata ad archivi e biblioteche? Ma soprattutto, nel provvedimento finanziario in discussione, non si vede la previsione di quella crescita regolare e continua del bilancio annuale, da noi sempre auspicata, che potrebbe assicurare un finanziamento sicuro nel tempo, per il complessivo settore dei beni culturali e che per archivi e biblioteche risulterebbe necessaria per:

• impostare una coordinata e solida politica degli acquisti e dell’accesso a fonti diverse di informazione e di conoscenza;

• organizzare e gestire servizi innovativi (on e off line), rivolti a molteplici tipologie di utenti, nel rispetto dei diritti di autori, editori, produttori (politica di accordi e di licenze);

• gestire le attività di tutela e conservare nel tempo i documenti, soprattutto quelli digitali, avvalendosi delle tecnologie che hanno, purtroppo, costi rilevanti.

Gli appelli in questa direzione non mancano: voci autorevoli del mondo della cultura e della ricerca si sono espresse a favore della necessità di finanziamenti pubblici regolari specialmente per questi settori. Nello stesso documento, finora conosciuto nell’elaborazione pubblicata dal Giornale dell’Arte (ottobre 2006), della Commissione di esperti chiamata dal ministro Rutelli e dal ministro Padoa Schioppa a stendere un piano per incentivare il sostegno finanziario privato per il patrimonio culturale e lo spettacolo, si pone nelle premesse la “imprescindibilità dell’intervento pubblico nel settore della cultura” e si mette in evidenza un “forte arretramento della spesa del Ministero per i beni culturali rispetto al 2001” per cui “la riduzione della spesa pubblica, tra il 2001 e il 2005, si colloca ad una media annua del 2% a prezzi correnti ed al 4,7% in termini costanti”.

In questa cornice di riferimento e nella linea di intervento culturale tradizionalmente seguita dall’Associazione Bianchi Bandinelli, il Seminario odierno è articolato in tre momenti di approfondimento giudicati tra i più importanti e strategici, in questo momento, per archivi e biblioteche.

Le motivazioni della prima tavola rotonda sono state dettate dalla necessità, a nostro parere, di individuare i termini del rapporto tra cultura, ricerca, innovazione ed economia per poter compiere scelte corrette sulla quantità e qualità delle risorse finanziarie, sulla loro destinazione e sulla successiva puntuale verifica della spesa. Sull’argomento dell’economia della cultura negli ultimi mesi del 2006 ci sono stati o sono programmati in tempi molto ravvicinati più di dieci incontri promossi da diversi organismi ed associazioni nei quali emergono e vengono affrontati i problemi e gli aspetti socioeconomici soprattutto delle istituzioni museali dei beni culturali, ma non delle istituzioni archivi e biblioteche. L’idea di forza nell’uso della tecnologia in rapporto all’economia sta, a nostro parere, nell’integrazione di nuovi servizi non solo fra archivi, biblioteche, musei, ma anche fra questi e le istituzioni della formazione e della ricerca, la pubblica amministrazione, l’industria culturale (l’editoria soprattutto), le aziende, l’industria delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Dall’analisi dei cambiamenti introdotti dalle tecnologie discende la necessità di individuare i temi importanti che toccano tutti gli attori del processo di produzione e diffusione dei contenuti digitali: l’individuazione dei nuovi compiti di ognuno; la necessità di far crescere la consapevolezza dello stretto rapporto tra gli investimenti nella cultura e la crescita sociale del paese; l’analisi e la ricerca di soluzioni per la gestione dei diritti di tutti i soggetti, quelli degli autori, editori, produttori da una parte e quelli degli utenti dall’altra, costruendo le necessarie alleanze tra tutti gli interessati alla filiera della produzione editoriale culturale e scientifica.

Per la seconda tavola rotonda siamo partiti dall’esigenza che l’innovazione richiede di rivedere i ruoli e i rapporti tra le istituzioni: è necessario e urgente pertanto ripensare la struttura organizzativa di archivi e biblioteche e indirizzarli sempre di più verso modelli di cooperazione, coordinamento, concertazione fra Stato, Regioni, Enti locali, Università. In questo ambito una particolare attenzione abbiamo voluto dedicare alla necessità di ripartire compiti e funzioni, confermando allo Stato, e quindi ai servizi nazionali, il ruolo dell’indirizzo tecnico scientifico e del coordinamento metodologico. Per quanto attiene il Ministero per i beni culturali è prioritaria la cura dei servizi bibliotecari e archivistici di ambito nazionale: quei servizi cioè che costituiscono l’ossatura del sistema delle biblioteche e degli archivi di un paese e la cui organizzazione facilita, in cooperazione tra diversi istituti, lo sviluppo delle collezioni, il potenziamento dei servizi di informazione e di comunicazione, l’attività di tutela e conservazione, la promozione di censimenti del materiale antico, la politica della digitalizzazione e soprattutto la definizione e la diffusione di standard di settore.

Abbiamo invece affidato alla terza tavola rotonda gli argomenti che possiamo sintetizzare nel termine governo dell’innovazione. Siamo convinti che l’innovazione tecnologica non sia soltanto una scelta tecnica, ma che strettamente connessa a questa è l’innovazione delle istituzioni da operare attuando un impianto metodologico di sistema, mediante la promozione di forme sempre più solide di coordinamento, cooperazione, concertazione. Ma è necessaria anche un’analisi puntuale dell’utilizzo delle risorse economiche (scelta dei contenuti e verifica dei risultati, manutenzione ed evoluzione dei prodotti), perché l’innovazione tecnologica comporta una serie di processi e di verifiche che devono tener conto della ricerca e della sperimentazione per poter far crescere il livello dei servizi e renderli adeguati in qualità e quantità alle esigenze della società della conoscenza. All’innovazione tecnologica deve essere legata infine una costante opera di formazione e aggiornamento professionale degli operatori che potrà consentire, tra l’altro, all’Italia di tornare ad essere presente nelle sedi internazionali di elaborazione tecnico-scientifica dei temi di interesse per archivi e biblioteche.

Ci aspettiamo che dal Seminario escano proposte innovative e coraggiose e vengano individuati, in un ottica multipolare, percorsi e metodologie realizzabili sia nel breve sia nel lungo periodo. Intanto ringrazio tutti i presenti e in particolare coloro che hanno accettato di partecipare alle tavole rotonde: un particolare ringraziamento va al sottosegretario Danielle Mazzonis che ha mostrato grande interesse ai temi del Seminario. Desidero infine rivolgere un invito alle associazioni professionali dei due settori perché si possano concordare al più presto occasioni di incontro per esaminare insieme i risultati di questa giornata e proseguire nell’opera comune di sensibilizzazione del mondo politico. Siamo convinti infatti che per portare avanti la “riscossa” di archivi e biblioteche, prendendo il termine usato dal FAI per il patrimonio culturale italiano nel recente convegno nazionale di Roma, è necessario l’impegno e la collaborazione di tutti coloro che hanno a cuore le istituzioni della memoria.

Relazione introduttiva

Giuseppe Chiarante

Coordinatore del Comitato Scientifico e Presidente Onorario dell’Associazione Bianchi Bandinelli

 

Io mi limiterò davvero a un breve saluto, non solo perché condivido pienamente l’analisi che Anna Maria Mandillo ha tracciato nella sua relazione e che riassume in modo molto efficace gli orientamenti che sono emersi dal Gruppo di ricerca sui temi degli archivi e delle biblioteche che ha lavorato in questi mesi, potremmo dire in questi anni, presso l’Associazione Bianchi Bandinelli, ma anche perché non voglio portar via troppo tempo alle tavole rotonde e a coloro che debbono intervenire e che certamente hanno una conoscenza e una competenza su questi temi che è molto superiore alla mia.

C’è un solo punto che vorrei sottolineare: quando si denuncia giustamente — lo ha fatto anche Anna Maria in modo documentato, ma è cosa che abbiamo ripetuto più volte — la marginalità che nell’ambito della politica per la cultura, anch’essa non sempre al centro dell’attenzione dei governi che si sono succeduti in questo Paese, viene data ai settori archivistici e bibliotecari, si incontra una tendenza diffusa a ritenere che tale sottovalutazione sia soltanto il risvolto negativo del fatto che altri settori dei beni culturali, in particolare il ricchissimo patrimonio artistico di cui indubbiamente dispone il nostro Paese, attraggono maggiori cure, per cui altri settori vengono inevitabilmente marginalizzati. Credo che se ci si accontenta di questa spiegazione non si va al nodo del problema.

Il nodo è un altro, è più sostanziale, sta in una visione economicistica che purtroppo è prevalsa e continua a prevalere da parte della nostra classe dirigente nel guardare ai problemi della cultura e, in particolare, dei beni culturali. Cioè la tendenza a impostare una politica in questo campo dando un primato a una considerazione di più o meno immediata redditività dei beni, in termini direttamente finanziari, in rapporto agli investimenti che si richiedono: una convinzione che abbiamo sentito ribadire più volte e che porta a danni anche nel settore specifico della conservazione del patrimonio artistico; si pensi per esempio al privilegio dato ai cosiddetti eventi (le mostre, gli interventi di restauro di grande rilievo, la promozione dei complessi monumentali di maggiore importanza) rispetto a quello che è in un paese come l’Italia il compito primario, di tutelare cioè un tessuto complessivo, tutelarlo a partire dalla prevenzione, con la cura costante, con la manutenzione, con l’azione di restauro, ma privilegiando quello che è un contesto ed è la vera fonte anche del rendimento economico, di quel richiamo turistico che il nostro Paese esercita per i suoi aspetti artistici e le sue bellezze naturali, purtroppo in molti casi irreparabilmente compromesse. Una visione economicistica che dunque produce scompensi ed errori anche sul piano specifico della salvaguardia del patrimonio artistico, ma tanto più li produce per settori come archivi e biblioteche dove evidentemente fare un calcolo di redditività in termini finanziari è da considerare una linea del tutto sbagliata. Qui la redditività è di tutt’altra natura: sta nel fornire ai cittadini, agli studiosi, con le possibilità e le prospettive che le tecnologie possono offrire, le basi fondamentali di conoscenza e di informazione, i materiali per la ricerca, che è assolutamente indispensabile per lo sviluppo di un paese civilmente ed anche economicamente avanzato.

Io credo che questo occorre sottolineare: c’è qui un punto di battaglia politica che non bisogna stancarsi di condurre; battaglia politica che riguarda proprio l’impostazione delle scelte per la cultura e per il patrimonio culturale, battaglia politica per combattere la miopia di voler misurare la redditività economica in termini immediatamente ed esclusivamente finanziari, per intendere invece che c’è un patrimonio di conoscenze (e anche qui il nostro Paese, pensiamo al patrimonio archivistico, dispone di ricchezze straordinarie) che deve essere conservato non solo per quello che è l’interesse nostro, ma anche in rapporto al ruolo che l’Italia ha sul piano internazionale. Con apprensione, parlando con gli amici delle biblioteche, ho sempre sentito denunciare il rischio di ritardi pericolosi del nostro Paese nello stabilire collegamenti col complesso di un sistema bibliotecario ormai di carattere internazionale, collegamenti che sono assolutamente indispensabili se vogliamo assicurare le condizioni per quell’avanzamento della ricerca che giudichiamo così importante.

Questo è il punto che a me pare essenziale sottolineare. Perché è da una visione rozzamente economicistica che derivano poi tutte le conseguenze che sono state indicate. Credo, e chiudo il mio saluto, che l’importante sia che un convegno come questo metta in luce le possibilità e le prospettive che le nuove tecnologie aprono, ma anche i problemi che esse pongono per la gestione migliore del patrimonio bibliotecario e archivistico; faccia emergere come questo patrimonio sia un fattore essenziale della vita di questo Paese e debba dunque ritornare giustamente nell’agenda politica con una posizione che corrisponda all’importanza di questi beni e di queste istituzioni, una posizione che consenta di porre fine a quella sottovalutazione che tanto danno produce anche tra coloro che operano in questo settore, ma tanto danno produce soprattutto in generale alla realtà e all’immagine del nostro Paese.

Molti auguri per il convegno.

ANNALE n. 18 (2007): Oreste Ferrari, Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali

Annali_18_ferrari

 Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 18 – 2007

Oreste Ferrari

CATALOGO, DOCUMENTAZIONE

E TUTELA DEI BENI CULTURALI

Scritti scelti (1966-1992)

a cura di Claudio Gamba

con un Forum sul presente e futuro della catalogazione

 

Scritti di Andrea Carandini, Marisa Dalai Emiliani, Andrea Emiliani, Simonetta Isgrò, Marco Lattanzi, Cettina Mangano, Francesco Negri Arnoldi, Paola Nicita Misiani, Matteo Panzeri, Serenita Papaldo, Pietro Petraroia, Anna Maria Petrosino, Sara Parca, Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci, Valentina Valerio

 

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 18, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2007.

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Comunicato stampa

 

È uscito il volume n. 18 della collana «Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan». Il libro, edito da Iacobelli, è costituito da una raccolta di scritti di Oreste Ferrari (Roma, 5 aprile 1927 – 16 novembre 2005) sul tema “Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali” usciti tra il 1966 e il 1992, cioè negli anni che coincidono con l’incarico di direttore dell’Ufficio Centrale del Catalogo (1969-1975) e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (1975-1990); la scelta dei testi segue un ordine cronologico, a partire dal testo programmatico uscito sul «Bollettino d’arte» nel 1972 e dall’intervento presentato nello stesso anno al Convegno d’Arte Sacra di Pisa (pubblicato nel 1974); seguono le relazioni sui temi dell’automazione del Catalogo e dei Lessici (il convegno di Roma promosso dall’Inforav del 1975 e quelli di Pisa e di Cortona del 1978-79) e gli interventi che riguardano il rapporto con il territorio, le Regioni, la creazione dei centri di documentazione, il museo, il restauro (usciti tra il 1977 e il 1987). Il successivo gruppo di testi è legato alle vicende del 1986-87 (i cosiddetti “giacimenti culturali” e la risposta ministeriale di Memorabilia) e del 1989-90 (le iniziative avviate in vista dell’apertura delle frontiere dei paesi della CEE nel 1993). Accanto a questi testi se ne pongono altri che esemplificano tematiche specifiche dell’opera di catalogazione (la cultura popolare, le armi antiche, il patrimonio storico fotografico, i beni archeologici, i beni architettonici ed ambientali). Di seguito, in una sezione a parte, sono state raccolte una lettera del 1976 apparsa sulla rivista «Prospettiva» (in risposta a un Editoriale dei direttori Cristofani e Previtali) e quattro interviste che permettono di seguire gli eventi e le polemiche dell’ultimo periodo della direzione di Ferrari (tra il 1984 e il 1990, anno delle dimissioni, con un bilancio finale rilasciato nel 1992). I testi sono corredati da note esplicative e sono seguiti da due profili di Oreste Ferrari scritti da Francesco Negri Arnoldi e Serenita Papaldo, e da un’ampia Appendice curata da Claudio Gamba con materiali bio-bibliografici sull’opera di Ferrari e con materiali documentari e legislativi utili alla ricostruzione della storia della catalogazione dei beni culturali in Italia.

La raccolta degli scritti di Ferrari è preceduta da una introduzione di Marisa Dalai Emiliani e da un Forum sul presente e futuro della catalogazione (con interventi e saggi di eminenti studiosi e di giovani ricercatori: Andrea Carandini, Andrea Emiliani, Simonetta Isgrò, Marco Lattanzi, Cettina Mangano, Francesco Negri Arnoldi, Paola Nicita Misiani, Matteo Panzeri, Pietro Petraroia, Anna Maria Petrosino, Sara Parca, Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci, Valentina Valerio).

Complessivamente il volume è di 320 pagine.

 

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Sommario del volume

 

Marisa Dalai Emiliani

Introduzione

 

 

FORUM:

Punti di vista sul presente e futuro della catalogazione dei beni culturali in Italia

 

Andrea Emiliani

Le campagne di censimento e la conoscenza per la catalogazione del patrimonio culturale (Bologna, Valle del Reno, del Setta e del Santerno, 1968-1971)

 

Francesco Negri Arnoldi

Catalogo, documentazione e ricerca

 

Andrea Carandini

“Catalogo” e tradizione; “sistema informativo” e innovazione

 

Pietro Petraroia

Tutela / valorizzazione del patrimonio culturale e governo del territorio: ritornando all’idea di catalogo di Oreste Ferrari

 

Marco Lattanzi

Catalogo e innovazione tecnologica: le prospettive

 

Matteo Panzeri

Modelli dei dati e specificità dei sistemi: note dall’esperienza del censimento dei beni culturali mobili della Chiesa italiana

 

Concetta Mangano, Paola Nicita Misiani, Sara Parca, Anna Maria Petrosino

Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo

 

Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci

La catalogazione dei beni demoetnoantropologici: radici e attualità

 

Simonetta Isgrò, Valentina Valerio

La catalogazione dei beni culturali nelle aree a rischio sismico

 

 

Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali

Scritti scelti di Oreste Ferrari

 

Nota ai testi

 

Introduzione alla tutela dei monumenti e delle opere d’arte (1966)

La catalogazione dei beni culturali (1972)

L’inventario delle opere d’arte per l’Archivio diocesano e la catalogazione statale (1974)

Esperienze e prospettive dell’automazione in rapporto all’attuale situazione del catalogo dei beni culturali (1975)

Due interventi sui progetti di automazione del catalogo (1978):

O. Ferrari, S. Papaldo, A. P. Cuscito, D. R. Matteucci

Progetto di automazione del catalogo dei beni culturali in Italia

O.Ferrari, A. Cicinelli, S. Vasco Rocca

KWIC Index delle fotografie del Gabinetto Fotografico Nazionale

Lessici come strumento della catalogazione (1979)

Ricerca e catalogazione della cultura popolare (1978)

Temi problematici per la catalogazione delle armi antiche (1982)

Catalogo e centro di documentazione come servizio pubblico (1977)

L’Istituto Centrale per il Catalogo e le Regioni (1978)

I centri di documentazione come forma di cogestione del Catalogo dei beni culturali (1979)

Cataloghi e inventari (1980)

Il museo come polo della documentazione del territorio (1982)

Considerazioni sulla catalogazione dei beni architettonici ed ambientali (1983)

Catalogazione e ricerca storica (1985)

Informatica, programmazione e giacimenti culturali (1986)

Conoscere meglio per conservare meglio: i problemi della documentazione nel campo del restauro (1986)

Il restauro immateriale: la catalogazione (1987)

La catalogazione. Innovazione di un processo permanente (1987)

Qualche riflessione su questioni di censimento e conservazione del patrimonio storico fotografico (1988)

Quale professione per gli addetti alla catalogazione? (1989)

1993 e oltre: qualche proposta per la catalogazione (1990)

La catalogazione dei beni archeologici e le tecnologie informatiche (1991)

 

Chiarimenti e polemiche: dalla nascita del Ministero ai “giacimenti culturali”. Un confronto e quattro interviste

Un confronto sulla rivista «Prospettiva» (1976):

Editoriale, di Mauro Cristofani e Giovanni Previtali

Una lettera di Oreste Ferrari

Quattro interviste:

Ma importa ancora a qualcuno la catalogazione dei nostri beni artistici?

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Giordano Viroli (1984)

Bastano 200 miliardi in 10 anni per catalogare tutto il patrimonio. I “giacimenti” da soli ne hanno già spesi 600

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte (1988)

Catalogo: il piano di Oreste Ferrari, che lascia la direzione

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte (1990)

Catalogo o conta delle pecore?

Articolo-intervista di Marco Carminati (1992)

 

 

Su Oreste Ferrari

Francesco Negri Arnoldi

Oreste Ferrari, un servitore dello Stato

 

Serenita Papaldo

Oreste Ferrari

 

 

Appendice bibliografica e documentaria, a cura di Claudio Gamba

Per un profilo bio-bibliografico di Oreste Ferrari

Bibliografia degli scritti di Oreste Ferrari in tema di tutela, catalogo e documentazione dei beni culturali

Materiali:

1) Relazione della Commissione incaricata dalla Direzione generale delle Antichità e Belle Arti e dal CNR dello studio di nuove metodologie per l’attività di catalogo (1967)

2) Documentazione legislativa: Istituzione dell’Ufficio Centrale del Catalogo (O.M. 19 maggio 1969); Nuovo ordinamento delle Soprintendenze alle opere di Antichità e d’Arte (D. 31 dicembre 1972, n. 3164, art. 31); Organizzazione del ministero per i Beni Culturali e Ambientali (D.P.R. 3 dicembre 1975; articoli sugli Istituti centrali); Ordinamento interno dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (D.M. 20 luglio 1977)

3) Elenco delle circolari in materia di Catalogo e Documentazione 1969-1990

4) Elenco delle missioni effettuate da Oreste Ferrari tra il 1977 e il 1983 come direttore dell’ICCD

5) Cronologia: le principali tappe della catalogazione in Italia 1902-2007

 

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Introduzione

 

Marisa Dalai Emiliani

Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

Oreste Ferrari (1927-2005), noto storico dell’arte, è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli nel 1991 e tra i più attivi membri del Direttivo nei suoi primi anni di lavoro, che ne hanno segnato la vocazione di spazio aperto alla ricerca e alla riflessione critica sui problemi via via più urgenti della tutela del patrimonio culturale. Basterebbe questo a dare ragione di un numero degli Annali (18/2007) dedicato ai suoi contributi più incisivi sulle questioni della catalogazione e documentazione dei beni culturali, come si era fatto per gli Scritti scelti (1969-1999) su Restauro e tutela di Michele Cordaro (Annale 8/2000), volume tra i più apprezzati e richiesti della collana.

Restauro e Catalogo, le due funzioni istituzionali primarie dell’Amministrazione della tutela: della seconda, si può ben dire che Oreste Ferrari sia stato protagonista di primo piano per almeno vent’anni, direttore dapprima del rifondato Ufficio Centrale per il Catalogo del Ministero della Pubblica Istruzione, tra 1969 e 1974, quindi a capo del prestigioso ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, dall’istituzione del Ministero per i Beni culturali e ambientali nel 1975 fino alle amare dimissioni dall’incarico, alla fine del 1990. Rileggere in sequenza i suoi interventi, fortemente connotati in senso teorico-metodologico ma sempre consapevoli dell’importanza istituzionale e quindi civile di ogni scelta, è ripercorrere da un osservatorio privilegiato speranze, vittorie e sconfitte dell’azione di salvaguardia del patrimonio in Italia: un’azione tecnico-scientifica raffinata e aggiornata, in inevitabile dialettico rapporto con decisioni politiche troppo spesso inadeguate, quando non attente all’interesse privato ben più che all’utile pubblico. Dopo i primi scritti che hanno il respiro di veri e propri manifesti programmatici — da segnalare per lucidità e lungimiranza Catalogo e centro di documentazione come servizio pubblico (1977), ma anche, a distanza di un decennio, La catalogazione. Innovazione di un processo permanente, contributo essenziale al valore della ricerca —, i nodi cruciali affrontati sono quelli tuttora in parte irrisolti dell’informatizzazione (o automazione, come si preferiva dire allora), con la questione collegata dei lessici tecnici e storici e, d’altro lato, della cooperazione con le Regioni. Ma non mancano contributi peculiari e tuttora pregnanti sul piano del metodo, in riferimento alla catalogazione delle armi antiche piuttosto che delle testimonianze di cultura popolare, dei beni architettonici e ambientali come del patrimonio storico fotografico o dei beni archeologici, o ancora correlati al restauro, o al ruolo del museo come archivio di documentazione del territorio. La voce si fa più diretta e risentita nelle interviste rilasciate a periodici, che ci è sembrato giusto non tralasciare: e il tema scottante è qui quello dei “giacimenti culturali”, dello spreco di danaro pubblico per un’iniziativa di stampo prettamente politico, condotta nell’assenza di qualsiasi garanzia scientifico-istituzionale e affidata all’improvvisazione di ditte private del settore informatico.

Si deve a Claudio Gamba, autore del progetto e responsabile delle ricerche per questo volume, la sua ricchezza di apparati: non soltanto l’ampia bibliografia specifica e l’apporto di elementi significativi al profilo biografico, disegnato dalle testimonianze dei due studiosi che a Oreste Ferrari furono più vicini nell’impegno istituzionale e che hanno generosamente acconsentito a pubblicarle anche in questa sede, Serenita Papaldo e Francesco Negri Arnoldi; i rari materiali documentari proposti in appendice, dagli stralci di decreti istitutivi alle relazioni di Commissioni di studio fino all’ampia cronologia degli avvenimenti, tessono d’altra parte un contesto intorno alla figura del protagonista e ci restituiscono, anche attraverso il linguaggio asciutto delle circolari a sua firma, la complessità e la densità di un lavoro di alta responsabilità, che si è sviluppato nell’arco di due decenni, sempre in prima linea.

L’importanza nodale e in più casi l’attualità dei problemi messi a fuoco, che si situano alle radici delle scelte, e anche delle non scelte, per la tutela del patrimonio culturale di oggi, ci hanno suggerito di provare a riaprire un dibattito, qui e ora, sul presente e sul futuro della catalogazione in Italia. La speranza è che altre voci si uniscano a quelle generose e molto consapevoli che hanno dato vita a questo FORUM, altri temi assenti s’impongano all’attenzione, per riaffermare la centralità di una delle funzioni cardine dell’opera di salvaguardia — basti pensare ai primi programmi dell’Italia unita —, perché fondata sulla ricerca e sulla conoscenza.

 

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Dall’Appendice bibliografica e documentaria del volume, riproduciamo – senza l’apparato di note – il breve profilo di Oreste Ferrari.

 

Per un profilo bio-bibliografico di Oreste Ferrari

di Claudio Gamba

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La morte di Oreste Ferrari, avvenuta a Roma il 16 novembre 2005, è passata un po’ in sordina, discreta come fu la sua vita; solo qualche stringato necrologio, pochi ricordi commossi e il tacito rimpianto degli amici, dei colleghi, degli allievi. Eppure con Ferrari scompare uno degli ultimi rappresentanti di quella generazione irripetibile che si era affacciata al mondo degli studi subito dopo la seconda guerra mondiale, di quella scuola di storici dell’arte dagli interessi multiformi, che andavano dalla riscoperta di settori inesplorati della storia dell’arte fino alla militanza nella creazione artistica contemporanea, e in cui ancora potevano conciliarsi l’intelligenza critica con l’attivismo nella tutela.

Nato a Roma il 5 aprile 1927, Oreste Ferrari si era infatti formato alla scuola di Lionello Venturi (appena reintegrato alla cattedra romana), dal quale discendevano la centralità assegnata alla storia della critica d’arte e l’attenzione verso gli artisti contemporanei, cui Ferrari dedicò alcuni interventi dalla fine degli anni Cinquanta a tutti i Sessanta (partecipando al fertile clima del napoletano “Gruppo 58” fino all’esperienza della neoavanguardia del “Gruppo 63” e del “Marcatrè”): la storia dell’arte era qualcosa che continuava nel presente e si poteva fare storia anche per le correnti più recenti come si poteva essere militanti studiando i fenomeni del passato; c’era in arte una linea di modernità che non si era affatto esaurita: non si trattava solo di affermare che per capire il presente era necessaria una piena coscienza del passato, ma soprattutto che non si dava piena coscienza critica alla propria condizione intellettuale senza una presa di posizione sui fenomeni che continuavano nella flagranza dell’oggi.

Accanto all’insegnamento venturiano vi era stata la lezione di Mario Salmi, che l’aveva illuminato sulla non marginalità degli studi dedicati alle arti decorative: «Ho ancora ben vivo — ha scritto Ferrari — il ricordo dello sgomento che colse, con me, altri allievi della Scuola di perfezionamento in Storia dell’arte dell’Università di Roma quando […] Mario Salmi ci assegnò le tesine annuali, tutte su argomenti relativi alle arti cosiddette decorative. […] Quella di Salmi era, comunque, una indicazione essenzialmente di metodo di ricerca e di metodo operativo, stimolante anche per la pratica della catalogazione, nell’intendimento che questa fosse quanto più possibilmente esaustiva, completa e non selettiva, non limitata alle “cose di rilevante interesse”». Da questi insegnamenti derivarono le molte pubblicazioni che Ferrari dedicò allo studio delle arti applicate e alle classi tipologiche di oggetti. Come non esisteva una superiorità del passato rispetto al presente così non esisteva una superiorità delle arti “maggiori” rispetto alle cosiddette “minori”: il giudizio critico andava verificato di volta in volta nella dinamica tra intenzionalità e risultati artistici, nel confronto tra le poetiche e la coerenza del fare. Ma soprattutto andava recuperata l’interezza del contesto, la complessità dell’interrelazione dei fenomeni, che non possono essere intesi isolatamente ma solo in un sistema stratificato di relazioni che finisce col coinvolgere l’intera storia della città. A questo approccio arrivava anche grazie alla lezione di Giulio Carlo Argan, che conobbe «sullo scorcio degli anni Quaranta grazie a Lionello Venturi»; di Argan seguì «uno dei primi corsi che egli tenne come libero docente, quando cominciava ad attendere al libro su Walter Gropius che sarebbe uscito nel 1951». E Argan coinvolse poi Ferrari nella Enciclopedia Universale dell’Arte, affidandogli tra l’altro il coordinamento di una delle voci più vaste e complesse, quella su “Strutture, elementi e tipi edilizi”.

Da subito, all’impegno critico si era affiancato quello pratico nel Ministero, grazie proprio all’incontro con Argan: «fu così che Argan mi fece assumere nel 1949, ben prima che io conseguissi la laurea, nella amministrazione delle Antichità e Belle Arti, con la qualifica di operaio temporaneo e destinazione alle Soprintendenze alle Gallerie di Venezia prima e di Napoli poi: affinché, proseguendo gli studi, subito cominciassi a far pratica negli organismi di tutela; affinché insomma lo studio, la ricerca, l’indagine storica subito si temprassero sul concreto, a volte oscuro e faticoso ma sempre appagante, esercizio dei compiti della cura del patrimonio».

A Napoli si legò al Soprintendente Bruno Molajoli, a Ferdinando Bologna e Raffaello Causa; con loro collaborò alla preparazione di alcune mostre, curandone i repertori bibliografici, che sono tra i suoi primissimi titoli, insieme ad alcuni articoli che pure sono frutto dell’esperienza napoletana. Da quella esperienza sarebbe scaturita la fondamentale monografia su Luca Giordano, condotta insieme con Giuseppe Scavizzi e uscita nel 1966; alla ricostruzione della produzione giordanesca avrebbe continuato a lavorare tutta la vita. Da quel vasto lavoro sarebbero poi venuti fuori i molti contributi alla ricostruzione dell’arte “barocca”, fino al volume sui bozzetti e al corpus delle sculture del ’600 a Roma, firmato con Serenita Papaldo e pubblicato nel 1999. Molti dei saggi apparvero sulla rivista «Storia dell’arte», fondata da Argan nel 1969 e della quale Ferrari fu infaticabile redattore.

Fu sempre Argan che lo coinvolse nella commissione di studio sui problemi della catalogazione costituita dal CNR d’intesa col Ministero della P.I. (1964-67), da cui sarebbe nato nel 1969 l’Ufficio Centrale del Catalogo (diventato nel 1975, con la nascita del Ministero dei Beni Culturali, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), che Ferrari diresse alacremente per oltre vent’anni, fino al 1990.

oreste_ferrari_1984,intGdATutta l’opera di Oreste Ferrari è stata tesa a dimostrare, non solo teoricamente ma nei fatti, cioè attraverso l’indagine conoscitiva, che non esiste una gerarchia tra filologia analitica e catalogo sistematico, che l’una non viene prima dell’altro, che studiare e tutelare sono parte di un unico e inscindibile processo: non si salva ciò che non si conosce, non si conosce ciò che non si individua, non si individua ciò che non si sottrae alla distruzione, alla dispersione e all’oblio. L’Istituto Centrale del Catalogo non era un concorrente, né una premessa o una conseguenza, dell’Istituto Centrale del Restauro, come non lo era della ricerca scientifica condotta nelle Università. Anche il catalogo, come il restauro, è prima di tutto un atto critico, cioè un’indagine scientifica, che deve essere affidata a personale altamente qualificato: «la catalogazione — ha scritto — non è un fatto meramente strumentale, non è meramente finalizzata solo ai compiti di tutela, ma è un’attività d’indagine e di ricerca […] Attraverso la catalogazione si stabilisce quel patrimonio di conoscenze tecniche e storiche che possono essere, insieme a quel patrimonio di esperienza e di previsionalità, la sola garanzia dell’autonomia scientifica degli organi tecnici. Un’autonomia che non vuole essere astrattezza o separatezza dai problemi, ma possibilità di relativa indipendenza e opportunità di incidere sopra gli altri poteri o interessi che pure esistono».

La dimestichezza con l’indagine capillare sui contesti e su quei materiali anche apparentemente minori non gli faceva comunque mai perdere di vista il problema dell’individuazione del valore dell’opera d’arte, così importante per tutta la generazione che si era formata, attraverso Venturi e lo storicismo crociano fino all’approdo fenomenologico, sul rigetto di un miope e asfittico positivismo. Catalogare non era, non è, un’operazione burocratica e meccanica, sebbene Ferrari abbia sempre insistito sulla necessità di criteri omogenei e sull’applicazione dei sistemi informatici che man mano si rendevano disponibili agli studiosi; non si può infatti catalogare senza una piena padronanza della storia e della cultura. Non a caso uno dei temi a lui più congeniali è stato quello del rapporto tra arte e letteratura: sebbene non possa stabilirsi una semplice equivalenza, come fossero frutto di un unico “spirito del tempo” che informa e condiziona ogni cosa, tuttavia la comprensione dell’opera d’arte, sia dei manufatti che dei testi letterari, non è possibile senza far interagire ogni informazione che la riguarda, dalle tecniche al contesto culturale.

Alieno da vane e astratte disquisizioni metodologiche, Oreste Ferrari non è stato comunque un empirico ricercatore di dati e notizie ma propriamente uno storico, che ha restituito al catalogo lo statuto di una piena dignità scientifica. Oggi che viviamo una parcellizzazione degli studi sempre più accentuata e che quegli Istituti centrali — che dovrebbero costituire la punta più avanzata, insieme della conoscenza e della tutela — stanno vivendo un periodo di continui attacchi alla loro autonomia tecnico-scientifica, la lezione di Oreste Ferrari mirante a coniugare il rigore filologico, l’acribia del catalogatore e l’intuizione del critico, non dovrebbe essere dimenticata.

ANNALE n. 17 (2005): Giulio Carlo Argan Intervista sul Novecento

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Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 17 – 2005

Giulio Carlo Argan

Intervista sul Novecento

rilasciata a Marc Perelman e Alain Jaubert

traduzione dal francese a cura di Sara Staccioli

PRIMA EDIZIONE ITALIANA

Nella seconda parte

Conversazione con Claudio Gamba e altri scritti di e su Giulio Carlo Argan

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 17, Graffiti editore, Roma 2005.

24 marzo 2006 – Presentazione dell’Annale: Giulio Carlo Argan, “Intervista sul Novecento”

Il 24 marzo si terrà a Roma la presentazione del volume: Giulio Carlo Argan, “Intervista sul Novecento”, uscito nella collana “Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli”.  Programma: Saluti del Sindaco di Roma, Walter Veltroni; Interverranno: Gianni Borgna, Giuseppe Antonio Chiarante, Enrico Crispolti, Marisa Dalai Emiliani, Antonio Debenedetti, Adriano La Regina, Antonio Pinelli; Parteciperà Paola Argan. Venerdì 24 marzo 2006, ore 17,30,  Sala Pietro da Cortona, Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio, 1.

Per aprire e stampare l’invito (necessario per l’accesso alla sala dei Musei Capitolini), clicca qui

 

L’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

invita alla presentazione del libro

Giulio Carlo Argan. Intervista sul Novecento

rilasciata a Marc Perelman e Alain Jaubert

Saluto del Sindaco di Roma, Walter Veltroni

Interverranno:

Gianni Borgna, Giuseppe Antonio Chiarante, Enrico Crispolti, Marisa Dalai Emiliani, Antonio Debenedetti, Adriano La Regina, Antonio Pinelli

Parteciperà Paola Argan

Venerdì 24 marzo 2006, ore 17,30

Sala Pietro da Cortona, Musei Capitolini

Piazza del Campidoglio, 1 – Roma

Comunicato stampa

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E’ uscito il nuovo volume della collana “Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli”: Giulio Carlo Argan, Intervista sul Novecento. Il volume, edito da Graffiti, contiene la prima edizione italiana di una lunga intervista rilasciata da Argan nel 1991 a due studiosi francesi, Marc Perelman e Alain Joubert (il testo fu pubblicato solo in Francia nel 1999 per Les Editions de la Passion); il testo è stato tradotto dal francese per cura di Sara Staccioli.  Completano il volume: una conversazione inedita che Claudio Gamba ebbe con Argan sempre nel 1991 sul tema “Crisi dell’arte, crisi della ragione”; un saggio di Irene Buonazia (che collaborò all’edizione francese) su “L’esperienza di Casabella”; il testo deiDiscorsi parlamentari di Argan, pubblicati dal Senato nel 1994 in un volume da tempo esaurito; un articolo, mai più riedito, di Argan su Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Per aprire o scaricare il comunicato stampa completo (in formato word), clicca qui

Sommario del volume

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Giuseppe Chiarante, Premessa

PRIMA PARTE

Marc Perelman e Alain Jaubert

Intervista sul Novecento a Giulio Carlo Argan

Traduzione dal francese a cura di Sara Staccioli

SECONDA PARTE

Claudio Gamba

Crisi dell’arte, crisi della ragione. Conversazione inedita con Giulio Carlo Argan, 1991

Irene Buonazia

Verso un’architettura razionalista. L’esperienza di Argan con “Casabella”

Giulio Carlo Argan

Discorsi parlamentari

    [per vedere l’elenco dei Discorsi, clicca qui]

Giulio Carlo Argan

Vi parlo di un nostro maestro. La milizia intellettuale di Ranuccio Bianchi Bandinelli   

    [per andare alla pagina con questo articolo, clicca qui]

Nota editoriale: La revisione complessiva dei testi e la cura editoriale del volume sono a cura di Umberto D’Angelo.

Premessa
di Giuseppe Chiarante

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L’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli ha il piacere di pubblicare in questo volume dei suoi “Annali” – per gentile concessione degli autori e dell’editore francese – la prima traduzione italiana di una lunga intervista che qualche tempo prima di morire Giulio Carlo Argan rilasciò a due studiosi d’Oltralpe, Marc Perelman e Alain Jaubert.

L’intervista fu realizzata, come spiegano i due autori nella prefazione dell’edizione francese, il 6 e 7 maggio 1991 nella casa di Argan a Roma, per iniziativa della rete televisiva francese FR3. In Francia è stata pubblicata da Les Éditions de la Passion, nel dicembre 1999, come prima parte e nucleo fondamentale di un volume intitolato Giulio Carlo Argan (1909 – 1992). Historien de l’art et maire de Rome, di cui figurano come autori Irene Buonazia e Marc Perelman. Il volume comprende infatti, oltre all’intervista, un saggio di Irene Buonazia sul metodo critico di Argan, il testo di una conferenza di Marc Perelman, una bibliografia degli scritti di Argan e su Argan curata da Irene Buonazia e (in parte) da Bruno Contardi. A proposito della realizzazione dell’intervista – che nella versione italiana ci è parso opportuno intitolare Intervista sul Novecento perché i temi trattati da Argan riguardano molteplici aspetti e problemi della vita artistica, culturale e civile dell’intero secolo – nella premessa dell’edizione francese gli autori precisano che Giulio Carlo Argan, benché molto affaticato, dedicò molte ore all’incontro e che tutta la conversazione si svolse in francese, lingua che lui conosceva molto bene e amava parlare “non sans un certain humour”.

La trascrizione proposta – proseguono gli autori riferendosi ovviamente alla versione originale francese – si è attenuta al criterio di “riprodurre il più fedelmente possibile la lingua parlata di Argan”, limitando perciò gli interventi alla correzione di qualche imperfezione linguistica o agli adattamenti imposti dalla necessità di tradurre in un testo scritto un colloquio orale svoltosi del tutto spontaneamente. A parte queste correzioni (e qualche taglio imposto da ragioni tecniche), la scelta è stata in sostanza “di mantenere il carattere spontaneo dell’intervista piuttosto che privilegiare un rimaneggiamento che avrebbe fatto perdere accenti di verità alle parole dello storico dell’arte”.

Questo stesso criterio di aderenza al testo francese è stato rigorosamente seguito nella traduzione in italiano che qui proponiamo e che è stata operata da Sara Staccioli. Questo criterio è parso doveroso pur tenendo conto che in una conversazione in francese e nella successiva trascrizione è certamente andata perduta più di una sfumatura del pensiero di Argan (che lui solo, però, avrebbe potuto restituirci nella sua compiutezza e originalità); e pur essendo ben consapevoli che in un’intervista rilasciata ormai 15 anni fa vi sono certamente affermazioni che debbono considerarsi in qualche maniera “datate”. Ma l’interesse di questa pubblicazione sta anche nel suo carattere di documentazione storica.

È bene inoltre aggiungere che da una lettera di Marc Perelman e da successivi contatti telefonici abbiamo appreso che dalla lunga conversazione era stato tratto un documentario televisivo, della durata di un’ora e mezza, che almeno sino a qualche tempo fa non era però andato in onda. Quanto al libro in cui è stata pubblicata, in francese, l’intervista di Argan, è stato edito con il concorso della Scuola di Architettura di Paris – Villemin.

Ringraziamo vivamente Marc Perelman, Alain Jaubert, la casa editrice Les Éditions de la Passion e, con particolare affetto, Paola Argan, per averci dato la possibilità di ricordare anche con questa pubblicazione il grande studioso che è stato il fondatore della nostra Associazione; e, soprattutto, di offrire ai lettori italiani un testo di Argan ancora inedito in Italia.

Questo volume degli Annali non si esaurisce, però, con la versione italiana dell’intervista realizzata da Perelman e Jaubert. Abbiamo infatti colto l’occasione per pubblicare un altro inedito: ossia il testo di una conversazione che, nello stesso periodo, l’anziano Professore ebbe con Claudio Gamba (allora giovane studente del

Liceo Artistico, oggi storico dell’arte) sul tema “Crisi dell’arte e crisi della ragione”. La conversazione era destinata a un giornale che gli studenti del Liceo avevano in programma di pubblicare, ma che non vide mai la luce. Gamba, che è anche membro del Direttivo della nostra Associazione, ha messo a disposizione il testo per questa pubblicazione. Lo ringraziamo, tanto più per il fatto che, da un lato, l’argomento della conversazione si congiunge perfettamente con i temi trattati nell’intervista e, d’altro lato, essa è una significativa testimonianza dell’attenzione che l’anziano Professore dedicava al rapporto con i giovani e con gli studenti.

Infine, pubblichiamo nell’Appendice un saggio di Irene Buonazia sull’esperienza di “Casabella” (che riproduce, rivedendolo, parte del testo da lei scritto per l’edizione francese dell’intervista); i testi dei Discorsi parlamentari di Argan, tratti dal volume pubblicato dopo la sua morte dal Senato e ormai da tempo esaurito; il testo di un articolo di Argan su Ranuccio Bianchi Bandinelli, che apparve su “l’Unità” e successivamente non è stato più ripubblicato. Come Presidente dell’Associazione sono particolarmente lieto dell’occasione che ci è offerta di pubblicare in questo quaderno degli Annali, a fianco delle due interviste inedite di Argan, il suo ricordo di Bianchi Bandinelli: congiungendo così idealmente, in questa iniziativa, i due grandi studiosi ai quali la nostra organizzazione si richiama.

Desidero infine ringraziare vivamente Umberto D’Angelo, membro del Direttivo e dell’Esecutivo dell’Associazione, che con il suo consueto impegno ha curato, sotto il profilo editoriale, la pubblicazione di questo volume.

 

 

Elenco dei “Discorsi parlamentari” di Argan presenti nel volume

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– Sul nuovo ordinamento della scuola secondaria superiore (1985)

– Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale (1985)

– Nuove norme a tutela della libertà sessuale (1986)

– Sul trasferimento dei soprintendenti di Salerno-Avellino e di Venezia (1987)

– Sulle celebrazioni del IX centenario dell’Università di Bologna (1987)

– Interventi urgenti per immobili destinati a musei, archivi e biblioteche e a sostegno delle attività culturali (1987)

– Sulla legge finanziaria 1989 (1988)

– Sugli interventi urgenti per la torre di Pisa (1990)

– Ancora sugli interventi urgenti per la torre di Pisa (1990)

– Finanziamento di progetti per il recupero, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali (1984)

– Sul finanziamento della Biennale di Venezia, della Triennale di Milano e della Quadriennale di Roma (1984)

– Ancora sui finanziamenti della Biennale di Venezia, della Triennale di Milano e della Quadriennale di Roma (1984)

– Istituzione dell’Istituto nazionale per la numismatica (1984)

– Provvedimenti per la tutela della città di Urbino (1985)

– Sulla biblioteca di Palazzo Venezia (1986)

– Norme sulla Scuola archeologica italiana in Atene (1986)

– Contributo all’Accademia Nazionale dei Lincei (1988)

– Inventariazione e catalogazione dei beni culturali (1990)

– Contributo all’Università di Ferrara (1991)

– Celebrazioni del cinquecentenario di Piero della Francesca e di Lorenzo il Magnifico (1991)

– Ancora sulle celebrazioni del cinquecentenario di Piero della Francesca e di Lorenzo il Magnifico (1991)

Rassegna stampa

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Antonio Debenedetti, in “Corriere della Sera”, Cronaca di Roma, 11 gennaio 2006:

MEMORIE

Argan: «Roma? Città eterna… La sua decadenza non avrà fine»

 «Amo Torino come una madre e Roma come un’ amante. Roma è una città alla quale si può perdonare tutto disposti a essere cornuti pur di restare con lei» scherzava ma non troppo Giulio Carlo Argan dopo aver parlato della difficoltà di governare una città millenaria e diversa da tutte. «Roma è eterna, la sua decadenza non avrà mai fine» Giulio Carlo Argan, memorie di un sindaco comunista stimato da Andreotti.

SEGUE DALLA PRIMA È il maggio 1991. Per iniziativa d’ una rete televisiva francese, Marc Perelman e Alain Jaubert intervistano il grande studioso nella sua casa di Monteverde vecchio. Là, a due passi da villa Sciarra. Provato nel fisico ma non nella mente, lucidissimo dunque anche se prossimo alla morte, Argan ormai ottouagenario ricapitola i suoi anni giovani nella Torino gobettiana, le tappe della sua lunga carriere scientifica, i memorabili incontri con Matisse o con Picasso e con altri numi dell’ arte, della critica e delle letteratura. Per l’ occasione, però, Giulio Carlo si sofferma in modo particolare e nuovo, come mosso dall’ urgenza di mettere a fuoco un capitolo diverso ma importante della sua esistenza, sulle esperienze vissute come intellettuale imprestato alla politica e soprattutto come primo cittadino della Capitale. «Sono stato sindaco di Roma perché i partiti della sinistra erano persuasi dell’ importanza di avere, in Campidoglio, uno storico dell’ arte» dichiara a un certo punto, mettendo il suo mandato in relazione alla necessità di difendere il centro storico della nostra città. Questa e altre dichiarazioni rese nel maggio di quindici anni fa, adesso opportunamente tradotte dal francese, danno vita a uno smilzo ma denso, utile libretto intitolato «Intervista sul Novecento». Lo edita, con una breve premessa di Giuseppe Chiarante, l’ Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli (pp. 124, 15,00). Sfogliamo qualche pagine, spigolando, così da isolare un paio o tre momenti più significativi di questo inedito. Ecco quanto Argan riferisce sul suo vicinato politico col Vaticano e con quel tormentato, intelligentissimo papa che fu Paolo VI: «Devo dire che ho avuto con lui rapporti di profondo rispetto nonché, devo ripeterlo, di comprensione profonda. Ma non sono religioso, sono comunista. Ebbene, devo riconoscere che aver incontrato quest’ uomo di grande spiritualità è stato per me qualcosa di importante. Come avessi incontrato un grande scienziato, per esempio Einstein. Così è per me stato importante aver incontrato scrittori come Thomas Mann, grandi architetti come Walter Gropius… è stato importante per me conoscere grandi pittori e grandi fisici o grandi scrittori, e anche un grande Papa». Quanto ai rapporti di quell’ incrollabile laico che fu Argan col mondo cattolico, ecco un altro passaggio interessante. Avendogli Perelman e Jaubert domandato come mai la Democrazia Cristiana, al momento della sua elezione non gli avesse votato contro preferendo astenersi, Giulio Carlo risponde: «Fu imposto da Andreotti… che disse: “Non si può mettere la Democrazia Cristiana contro l’ Università: Argan è professore universitario, non è comunista organico al partito; è comunista, ma non è obbligato a una obbedienza politica”. Allora i democristiani dichiararono che si sarebbero astenuti solo sul mio nome… in quel momento Berlinguer mi disse: “Se rifiuti… rifiuti la vittoria della sinistra… Accettai». Emerge, a tratti, quell’ ironia dal volto freddo che fu sempre compagna di Argan. Di questo studioso che, formatosi in un’ epoca segnata dal genio prepotente di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile, praticava il rigore del pensiero come una religione ferrea. Esigentissima. Guai a smarronare anche scherzando. Si spiega così perchè fin nelle battute più giocose di Giulio Carlo sembra essere la logica stessa a farsi sorriso. Un esempio? Alla domanda «Lei crede nell’ eternità di Roma?», il nostro risponde «Certo, poiché la sua decadenza non avrà mai fine!»

Antonio Debenedetti

Stefano Miliani, in “l’Unità“,  26 gennaio 2006:


Cari storici dell’arte, svegliatevi

C’erano una volta gli Argan, i Cesare Brandi, i Ragghianti, i Longhi, storici dell’arte che fondevano erudizione e impegno civile, che conoscevano il passato e si cimentavano col presente e facevano sentire la loro voce nelle città, nell’agone pubblico. Venivano da lontano, da territori arati da maestri come Adolfo Venturi, e hanno seminato molto. Se consideriamo unanimemente Caravaggio un grande, chi ha infranto il muro della sottovalutazione è stato Longhi poco meno di un secolo fa. E Giulio Carlo Argan nel ’75 divenne sindaco di Roma, da indipendente del Pci, perché la sua professione era avvertita come fondante e necessaria anche per regolare una metropoli, la convivenza, l’urbanistica, esperienza ricostruita dallo stesso intellettuale in un lungo colloquio del ’91 con due studiosi francesi, Perelman e Joubert, meritoriamente pubblicato adesso in italiano da Graffiti nella collana degli Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli con il titolo Intervista sul Novecento.

Questa lezione è finita sotto un cumulo di polvere? Il degrado devastante dei beni culturali l’ha sepolta? Gli storici dell’arte sentono di non aver più voce in capitolo, ma più d’uno inizia ad avvertire un formicolio, l’urgenza di interpretare il mestiere come strumento per salvaguardare la cultura della nostra malconcia penisola. Lo attesta un libro in uscita a febbraio, Gli storici dell’arte e la peste che pubblica Electa in uscita nella collana «Per le belle arti» (pagine 240, euro 18,00) a firma di una coppia insolita: la sempre battagliera ex soprintendente della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma Sandra Pinto e Matteo Lafranconi, studioso quarantenne. I due hanno conversato con 40 storici dell’arte per rivendicare da un lato la centralità della disciplina nel vivere civile mentre ne avvertono la marginalità, dall’altro per scuotere ben bene chi s’è rifugiato a coltivare il proprio orticello.

[l’articolo prosegue approfondendo il contenuto di questo secondo volume]

Segnalazione della Presentazione del volume (“Corriere della Sera”, 24 marzo, 2006 )

 

Omaggio a Giulio Carlo Argan con l’ intervista sul Novecento

MUSEI CAPITOLINI

Alcuni degli aspetti centrali della vita culturale e civile del secolo scorso in un’ unica opera «Giulio Carlo Argan. Intervista sul Novecento» (Graffiti). Una lunga e complesa intervista, datata 1991, che fu rilasciata da Giulio Carlo Argan agli studiosi francesi Marc Perelman e Alain Jaubert. Il volume costituisce la prima versione in lingua italiana di un «diaologo» a più voci, che in Francia fu pubblicato da Les Editions de la Passion, con il titolo «Giulio Carlo Argan, storico dell’ arte e sindaco di Roma». Ad arricchire l’ opera contribuiscono una conversazione inedita tra Argan e Claudio Gamba su «crisi dell’ arte e crisi della ragione», il saggio «L’ esperienza di Casabella» di Irene Bonazia e il testo dei «Discorsi parlamentari» di Argan, raccolti nella collana del Senato. Oggi alla presentazione del libro, organizzata dall’ associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, intervengono Gianni Borgna, Giuseppe Antonio Chiarante, Enrico Crispolti, Marisa Dalai Emiliani, Antonio Debenedetti, Adriano La Regina, Antonio Pinelli e Paola Argan. (Musei Capitolini, piazza del Campidoglio 1, alle 17.30. Info 06.70490514)

Il volume che contiene l’intervista originale in francese:

 

 

 

Marc PERELMANN – Irene BUONAZIA


Giulio Carlo Argan (1909-1992). Historien de l’art et maire de Rome,

Les éditions de la passion, Parigi 1999.

 

Sommario:
Marc PERELMANN, Giulio Carlo Argan (1909-1992). Un analyste de l’identité de l’art et de la ville, pp. 7-9.

Marc PERELMANN e Alain JAUBERT, Interview de Giulio Carlo Argan, [intervista in francese, 6 e 7 maggio 1991], pp. 10-47.

Irene BUONAZIA, La méthode critique de Giulio Carlo Argan, pp. 49-120.

Marc PERELMANN, Giulio Carlo Argan (1909-1972), (Conférence faite à l’École d’architecture Paris-Villemin le 10 juin 1997), pp. 121-134.

Irene BUONAZIA e Bruno CONTARDI, Écrits de Giulio Carlo Argan, pp. 135-190.

ANNALE n. 16 (2005): Lo storico dell’arte: formazione e professioni. Scuola, università, tutela e mondo del lavoro

 

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 16 – 2005

Lo storico dell’arte: formazione e professioni.

Scuola, università, tutela e mondo del lavoro

Atti del Convegno promosso da Associazione Bianchi Bandinelli
con il contributo di Anastar, Anisa, Assotecnici, Comitato per la bellezza, Italia Nostra (Roma, 15 novembre 2004)

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 16, Graffiti editore, Roma 2005.

scritti di: Chiara Acciarini, Franco Asciutti, Irene Berlingò, Rita Borioni, Giorgio Bonsanti, Lida Branchesi, Teresa Calvano, Giuseppe Chiarante, Angela Cipriani, Enrico Crispolti, Marisa Dalai Emiliani, Gianpaolo D’Andrea, Vittorio Emiliani, Domenico Fisichella, Roberto Grossi, Guido Guerzoni, Daniele Jalla, Mauro Matteini, Desideria Pasolini dall’Onda, Giovanna Perini, Antonio Pinelli, Giuseppe Proietti, Maria Giovanna Sarti, Franco Tumino, Anna Maria Visser

Pagina sulla Presentazione del volume (Roma, 9 giugno 2005)

Pagina con la documentazione del convegno (articoli, grafici, interventi, mozioni)

Sommario del volume

Nota editoriale, p. 5

Giuseppe Chiarante, Introduzione, p. 7

Antonio Pinelli, La storia dell’arte nella società contemporanea, p. 11

Mauro Matteini, Ricerca scientifica e storia dell’arte, p. 23

Prima parte

La Formazione: cosa si insegna e chi lo insegna

Teresa Calvano, L’insegnamento della Storia dell’arte nella scuola in Italia, p. 33

Allegati, p. 41

Lida Branchesi, L’insegnamento della Storia dell’arte nella scuola secondaria superiore in Europa, p. 45

Marisa Dalai Emiliani, I Corsi di Laurea e di Laurea Specialistica, p. 57

AllegatoDocenti di Storia dell’arte nell’Università italiana, a cura di Claudio Gamba, p. 63

Enrico Crispolti, Le Scuole di specializzazione e i Dottorati di ricerca, p. 73

AllegatoScuole di specializzazione dell’area storico-artistica attive nell’anno accademico 2003-2004, a cura di Romina Impera, p. 88

Guido Guerzoni, I Master, p. 89

AllegatoMaster universitari nel settore dei beni culturali e ambientali. Rilevamento dei dati relativi all’anno accademico 2004-2005, a cura di Claudio Stoppani, p. 94

TAVOLA ROTONDA

Quale futuro per la storia dell’arte in Italia?

Giorgio Bonsanti, Introduzione, p. 123

Interventi di

Domenico Fisichella, p. 125

Chiara Acciarini, p. 131

Angela Cipriani, p. 137

Giovanna Perini, p. 141

 

Seconda parte

Le Professioni dello storico dell’arte

Desideria Pasolini dall’Onda, Saluto della Presidenza di Italia Nostra, p. 149

Maria Giovanna Sarti  Il settore pubblico: lo Stato, p. 153

AllegatoOrganico del Ministero per i Beni e le Attività culturali, a cura di Maria Giovanna Sarti, p. 169

Anna Maria Visser, Il settore pubblico: le Autonomie locali, p. 171

Daniele Jalla, Le società di servizi: profili professionali e standard qualitativi, p. 177

TAVOLA ROTONDA

Lo storico dell’arte nel mercato del lavoro tra pubblico e privato

Vittorio Emiliani, Introduzione, p. 187

Interventi di

Irene Berlingò, p. 190 

Roberto Grossi, p. 196 

Franco Asciutti, p. 200 

Giuseppe Proietti, p. 203 

Rita Borioni, p. 211

Franco Tumino, p. 218 

Gianpaolo D’Andrea, p. 223

Vittorio Emiliani, p. 227

Mozione conclusiva, p. 229

 

 

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Nota editoriale

Questo volume raccoglie una serie di scritti che riprende, con integrazioni ed arricchimenti sia di analisi sia di documentazione, gli argomenti trattati nel Convegno “Lo storico dell’arte: formazione e professioni. Scuola, università, tutela e mondo del lavoro”, svoltosi a Roma, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, il 15 novembre 2004.
La giornata è stata organizzata da un gruppo di lavoro (Claudio Gamba, Romina Impera, Cettina Mangano, Maria Mignini, Paola Nicita Misiani, Giorgia Pollio, Sara Parca, Anna Maria Petrosino, Maria Giovanna Sarti, Claudio Stoppani) sotto la direzione e il coordinamento di Marisa Dalai Emiliani. La cura redazionale ed editoriale del libro è opera di Umberto D’Angelo e di Maria Giovanna Sarti.

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Introduzione
di Giuseppe Chiarante


L’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, sin dal momento della sua costituzione per iniziativa di Giulio Carlo Argan, ha sempre considerato come un tema fondamentale della sua elaborazione e del suo impegno quello del rapporto tra formazione e professionalità — e quindi tra Università e Scuole di specializzazione da un lato, strutture di tutela dall’altro — nell’ambito della politica per i Beni culturali e ambientali.
Per questo non è la prima volta che ci occupiamo della preparazione scientifica e professionale di coloro che sono orientati a operare in questo campo. Anzi, proprio al tema della formazione per la tutela dei Beni culturali abbiamo dedicato una delle principali iniziative promosse negli anni passati, ossia il Convegno internazionale di Studi che abbiamo organizzato su questo argomento con il patrocinio del Consiglio nazionale dei Beni culturali e ambientali, dell’Accademia dei Lincei, della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, e che si è svolto a Palazzo Corsini alla Lungara il 25-26 maggio 2000. In quel convegno, reagendo alla tendenza ad abbassare il livello di formazione universitaria richiesto per operare nelle Soprintendenze e nelle altre strutture di tutela, non solo sostenemmo che il punto di partenza per l’accesso ai concorsi in questo settore dovesse essere la laurea specialistica quinquennale (oggi laurea magistrale) e non la semplice laurea triennale; ma rivendicammo altresì che per l’ascesa ai ruoli direttivi dovesse continuare ad essere richiesto il diploma conclusivo delle Scuole di specializzazione in Storia dell’arte, Archeologia, Restauro dei monumenti, scuole che dovevano perciò essere riformate e potenziate, ma non certo abolite. Al riguardo ottenemmo, in quel convegno, un preciso impegno dal ministro dell’epoca, l’on. Giovanna Melandri: e infatti la legge per la conferma e il riordinamento di quelle scuole fu varata dal Parlamento, su sollecitazione del governo, nella primavera successiva, prima delle elezioni del 2001.
Ma anche in altre occasioni abbiamo approfondito il tema della formazione e dell’indispensabile elevata qualificazione degli addetti alla tutela; e abbiamo sottolineato la necessità di aprire gli organici degli specialisti operanti in questo ambito anche a un’adeguata presenza di studiosi di discipline diverse da quelle tradizionali, in particolare gli antropologi, i cultori del patrimonio musicale, gli studiosi dei beni scientifici. Mi limito a ricordare, nel richiamare le occasioni in cui abbiamo discusso di questi problemi, i convegni di cui abbiamo pubblicato gli atti nella collana degli Annali dell’Associazione: il convegno del 6 giugno 1997 sul patrimonio demoetnoantropologico; quello del 23 febbraio 1998 su “Gli archivi pubblici nella società dell’informazione”; quello del 10 dicembre 1998 su “L’Università nel sistema della tutela. I beni archeologici”; quello del 4 febbraio 1999 su “Il sistema bibliotecario italiano”; quello del 29 maggio 2001 su “Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali”. Ma non posso non ricordare, almeno con un accenno, l’attenzione dedicata in più occasioni al tema della formazione dei restauratori, in rapporto sia all’ordinamento delle scuole di alta formazione sia ai problemi di applicazione delle nuove leggi sui lavori pubblici. Rimane per noi indimenticabile il contributo dato, nell’affrontare questi temi, da Michele Cordaro.
Perché — ora — questo convegno su “Lo storico dell’arte, formazione e professioni”? Ritengo indispensabile sottolineare subito che il tema specifico che affrontiamo si inquadra in una situazione più generale che è per noi — e non solo per noi — fonte di viva preoccupazione: una situazione di confusione e di carenza legislativa per quel che riguarda la riforma del sistema formativo, di blocco delle assunzioni e crescente deperimento delle strutture tecniche e scientifiche preposte alla tutela, di perdurante assenza di norme che assicurino l’impiego di personale adeguatamente qualificato nello svolgimento delle funzioni che in materia di gestione e valorizzazione dei Beni culturali sono svolte in misura sempre più ampia da enti locali o da privati.
Abbiamo scelto come caso esemplare quello dello storico dell’arte: sulla base di un’iniziativa promossa dalla professoressa Marisa Dalai Emiliani e da un gruppo di giovani studiosi da lei coordinato. Un caso esemplare perché — come è noto — l’Italia è praticamente la patria della storia dell’arte, coltivata nel nostro paese sin dal Rinascimento, e perché nelle nostre Università, nelle Soprintendenze, in strutture come l’Istituto Centrale per il Restauro abbiamo raggiunto nel secolo scorso livelli di eccellenza che sono stati un punto di riferimento per tanti altri paesi. Accade invece ora — ma non si tratta di un caso, bensì delle conseguenze della tendenza a privilegiare, anche nell’impostazione della politica dei Beni culturali, un punto di vista economico e manageriale rispetto a quello culturale e scientifico — che si affermi di fatto un orientamento che sembra propenso a ridurre e persino mortificare il ruolo della storia dell’arte sia nel processo formativo sia nell’azione di tutela e valorizzazione dei beni culturali. Ciò si traduce anche nei limitati sbocchi professionali che si offrono ai laureati in questa disciplina, in contrasto coll’ampio sviluppo che hanno avuto in questi anni i corsi di laurea riguardanti il patrimonio culturale, che hanno richiamato l’interesse di tantissimi giovani.
Sono molti i fatti che confermano questa tendenza:

— la proposta, che si spera scongiurata, di abolire la Laurea specialistica in Storia dell’arte, assorbendola in quella più generica (e di impostazione praticistica) di Conservazione dei Beni culturali;
— il mancato varo (a quattro anni, ormai, dall’approvazione dell’apposita legge) del nuovo ordinamento delle Scuole di specializzazione, pur essendo stato predisposto un progetto dettagliato da una commissione mista del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
— il blocco dell’assunzione di nuovi storici dell’arte, che praticamente dura ormai da anni, nell’amministrazione statale dei Beni culturali, blocco che compromette quell’alta qualificazione delle nostre Soprintendenze che era ragione di vanto per il nostro Paese;
— una ristrutturazione del Ministero che ha moltiplicato i posti dirigenziali di carattere amministrativo, a danno di quelli tecnico- scientifici, e un processo interno detto di “qualificazione” e che in realtà apre l’accesso ai ruoli direttivi anche a persone prive di titolo di studio specifico;
— una progressiva estensione (anche attraverso le così dette “esternalizzazioni”) delle funzioni di gestione, valorizzazione, interventi sui beni culturali a Enti locali, Fondazioni, privati, senza che ci si preoccupi di stabilire che per lo svolgimento di compiti qualificati debba essere assunto personale scientificamente specializzato, secondo criteri analoghi a quelli già vigenti per l’Amministrazione dello Stato.

Su questa situazione (che vale, del resto, anche per altri settori dei Beni culturali: abbiamo assunto quello dello storico dell’arte come primo esempio da approfondire) ci siamo proposti di sviluppare l’analisi in questo convegno, al quale hanno dato il loro contributo Associazioni come Italia Nostra, Anatar, Anisa, Assotecnici, Comitato per la bellezza, e che è stato preparato soprattutto dal gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Dalai — che vivamente ringrazio
— e al quale si deve anche la raccolta di un’ampia documentazione. Come avete visto dal programma, i lavori del mattino saranno concentrati sui problemi della formazione; quelli del pomeriggio sui temi degli sbocchi professionali. Entrambe le sessioni saranno concluse da una Tavola rotonda.
Ringrazio vivamente, per aver accolto il nostro invito, tutti i relatori, a cominciare dal professor Antonio Pinelli, che svolgerà la relazione introduttiva. L’interesse del convegno è confermato dalla presenza sia di tanti autorevoli docenti sia di qualificati esponenti politici, come il Vice-presidente del Senato Domenico Fisichella, la senatrice Chiara Acciarini, i senatori Franco Asciutti e Giampaolo D’Andrea.
Esprimo solo un dispiacere: abbiamo sottovalutato il richiamo che il convegno avrebbe esercitato e purtroppo solo una parte dei molti che sono convenuti ha potuto trovare posto in questa pur ampia sala. Cercheremo di rimediare, almeno in piccola parte, pubblicando al più presto gli atti del convegno.

 

ANNALE n. 15 (2003): Giuseppe Chiarante, Sulla Patrimonio SPA e altri scritti sulle politiche culturali

 

 

 

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 15 – 2003

Giuseppe Chiarante 

Sulla Patrimonio S.P.A.

e altri scritti sulle politiche culturali

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 15, Graffiti editore, Roma 2003.

 

Sommario del volume:

Giuseppe Chiarante, Introduzione, p. 5

PRIMA PARTE

Sulla Patrimonio S.P.A.

Ma l’Italia è oggi più povera che a fine Ottocento?, p.  13

Il “modello Italia” e la cultura della conservazione, p.  20

Il Ministro delle “anime morte”, p.  26

Musei e Soprintendenze, le condizioni per un buongoverno, p.  35

Un patrimonio inalienabile, p.  43

L’impazienza di Urbani e Tremonti, p.  43

Beni culturali, il Tesoro apre i saldi, p.  48

SECONDA PARTE

Altri scritti sulle politiche culturali

Autonomia e rigore scientifico nella politica della tutela: il progetto di Giulio Carlo Argan, p.  33

Introduzione alla lettura del Testo Unico delle norme sui beni culturali e ambientali, p.  67

L’ordinamento centralista del nuovo Ministero per i Beni e le Attività culturali, p.  77

Alle radici del paradosso scolastico, p.  84

Cultura, economia e politica nel secolo breve, p.  91

DOCUMENTI

Un Ministero a rischio, p.  99

Poli museali e Soprintendenze territoriali, p.  101

I fini della tutela: cultura, non economia, p.  104

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Giuseppe Chiarante

Introduzione

 

Ho ritenuto opportuno raccogliere in un libro di rapida lettura una serie di scritti che nel corso degli ultimi mesi ho dedicato alla tanto discussa “Patrimonio S.p.A” e, più in generale alle disposizioni legislative che prevedono la possibilità di alienare, per fare cassa, beni appartenenti al patrimonio culturale dello Stato; o che, comunque, affacciano l’ipotesi di affidarli in concessione a una gestione di tipo privatistico che inevitabilmente comporterebbe limiti sia per un’efficace azione di tutela sia per la fruizione e il godimento pubblico. Ho integrato questa raccolta di scritti – quasi tutti già apparsi, anche se talvolta in forma ridotta, su giornali o riviste – con precisazioni e annotazioni che arricchiscono l’argomentazione o la rafforzano con dati o documenti. Nella seconda parte del volume mi e’ invece parso opportuno riunire altri interventi, anch’essi molto recenti o comunque elaborati negli ultimi anni, che si riferiscono a problemi diversi da quello delle alienazioni e delle concessioni, ma che hanno una connessione molto stretta con il ragionamento di fondo che sta all base degli scritti raccolti nella prima parte.

C’è un filo rosso che, in modo molto evidente, percorre e unifica il libro. Esso sta nella preoccupazione, in me e non solo in me molto forte, per la preminenza che negli ultimi tempi e’ venuta via via assumendo – in modo più palese nel campo dei beni culturali, ma con conseguenze molto negative anche in altri campi delle attività culturali, dalla scuola alle varie forme di comunicazione – una visione che tende a subordinare la cultura e la politica che la riguarda a un’impostazione di tipo economistico e alla pervasiva ideologia liberista. Tale subordinazione produce, infatti, conseguenze devastanti. Non solo perché apre pericolosamente la strada a distorsioni in senso aziendalistico e mercantilistico nell’elaborazione delle politiche culturali. Ma perché spinge a smarrire o comunque ad annebbiare il senso profondo del valore della cultura e del patrimonio culturale: quel senso profondo che sta nell’essere un elemento essenziale dell’identità di un popolo, nel costituire un fondamento da cui non si può prescindere per un avanzato sviluppo umano e civile, nel rappresentare un fattore qualificante per la formazione di una personalità libera e matura. Decisivo, perciò, è riaffermare, contro questa perversione economicistica, che il fine fondamentale delle politiche culturali deve essere nella valorizzazione della risposta che la cultura dà ai più alti e più ricchi bisogni dell’uomo: e quindi nell’avanzamento della ricerca e della conoscenza, nell’ampliamento della sfera delle libertà, nella fruizione da parte di un numero crescente di donne e di uomini di quanto di meglio la storia umana ha prodotto.

Proprio per questo mi è parso e mi pare giusto sottolineare due contraddizioni apparentemente paradossali che caratterizzano la situazione attuale. La prima è che – si tratta di un esempio, ma è un esempio molto significativo: ho perciò voluto dedicare ad esso il primo saggio raccolto nel volume – mentre la classe dirigente dello Stato italiano di fine ‘800 (uno stato davvero povero e con basi ancora molto fragili) dopo lunghe discussioni dovute appunto alle difficoltà economiche avvertì come dovere nazionale procedere all’acquisto di un autentico tesoro come la Galleria e la Villa Borghese, viceversa la classe dirigente dell’opulenta Italia di oggi, ottava potenza industriale al mondo, non esita a considerare la possibilità di vendere o dare in concessione anche parti importanti del patrimonio culturale pubblico per ridurre il deficit del bilancio statale. Senza per nulla sopravvalutare i governi di fine Ottocento, questo confronto è estremamente indicativo della miseria della cultura politica oggi dominante.

Il secondo apparente paradosso (e questo vale non solo per i beni culturali, ma per tutti i settori della cultura) è che proprio quando l’avanzamento scientifico e tecnologico e il dispiegamento delle forze produttive potrebbero ormai consentire – tanto più in un paese ad elevato reddito come l’Italia, e più in generale in tutto l’Occidente – di ridurre il tempo di lavoro e di dedicare una quota sempre più rilevante delle energie materiali e umane non a un’indefinita corsa alla crescita illimitata della produzione e del consumo di merci, ma alle più ricche e libere attività umane quali quelle dalla conoscenza e della cultura, proprio in questo momento prevale una concezione che tende a subordinare le attività formative e culturali a criteri economicistici o addirittura a una visione mercificante.

Ho parlato di contraddizioni “apparentemente paradossali” perché, in realtà, esse non si basano solo su errate valutazioni soggettive, ma affondano le radici in quel processo di “controriforma conservatrice” che a partire dagli anni ottanta si è sviluppato su scala mondiale. Un processo che certamente è stato favorito anche dalla crisi e dagli errori, spesso devastanti, delle ideologie e dei movimenti progressisti: ma che proprio per questo ha colpito al cuore le idee di preminenza dell’interesse pubblico, di regolazione del mercato, di impegno prioritario per la promozione dell’interesse sociale e delle attività formative e culturali, ossia quelle idee che erano state la base portante di una fase storica che, particolarmente in Europa, resta caratterizzata come la fase di realizzazione di un’esperienza di indubbio valore quale quella dello “Stato sociale”. Anche l’autonomia della cultura e delle politiche culturali è stata duramente violata dalla tendenza che questa controriforma conservatrice ha fatto emergere in modo sempre più marcato.

Per quel che in particolare riguarda l’Italia e, più specificamente, il settore dei beni culturali, non è certo un caso se già negli anni ottanta – cioè poco dopo che per tali beni era stato costituito in Ministero apposito, a proposito del quale si era assicurato (a mio avviso in termini illusori, come già allora ebbi a dire) che avrebbe avuto una struttura “atipica”, essenzialmente “scientifica e tecnica” – cominciò a manifestarsi la tendenza a spostare l’accento dai problemi specifici della tutela alla possibile redditività economica del patrimonio artistico e culturale. La prima iniziativa di questo tipo, di cui molto si discusse, fu quella dei famosi “giacimenti culturali”, promossa da De Michelis (che – va notato perché è significativo – era ministro dei Lavori Pubblici e non dei beni culturali). Quest’iniziativa si tradusse nella dispersione di molte centinaia di miliardi – molti per l’epoca e tanto più rispetto al poco che di solito si dedicava ai Beni culturali – senza alcun costrutto e non portò dunque ad alcun risultato positivo. Ma segnò una strada e contribuì a formare una mentalità. E infatti di lì a pochi anni seguì l’enfasi che si creò attorno alla proposta dei cosiddetti “servizi aggiuntivi”: cioè quei servizi (libreria, bar, ristorante guardaroba, ecc) che certamente sono necessari per agevolare i visitatori dei musei e che senza dubbio possono dare anche un certo reddito, ma che sono, appunto, un elemento di supporto e che in nessun modo possono diventare un fine. Poi vennero, via via, le leggi che in vario modo hanno, con crescente insistenza, spostato l’attenzione verso soluzioni di tipo privatistico e aziendalistico nella gestione dei beni culturali: sino a quel vero salto di qualità in negativo – la gestione del bene come merce, il fare cassa come fine – che caratterizza provvedimenti legislativi come quello che istituisce la “Patrimonio S.p.A”.

Su due punti voglio ancora richiamare l’attenzione, prima di concludere questa premessa: il primo è che , fortunatamente, una reazione così delle forze della cultura come delle associazioni impegnate in questo campo almeno in qualche misura c’è stata (in particolare contro i pericoli di una politica di privatizzazione e di alienazione) e ha costretto in più di un caso i governanti anche a passi indietro, rettifiche, correzioni, ricerca di soluzioni di compromesso: il peggio, che si temeva, non si è ancora del tutto verificato. E’ anche vero, però che si sono prodotte conseguenze negative che sarà assai difficile riassorbire. Mi riferisco, in particolare, al privilegio dato agli aspetti spettacolari di una politica di tutela (le mostre, i restauri di richiamo, gli eventi, ecc.) rispetto all’impegno quotidiano di studio e di conservazione; all’attenzione concentrata sul museo piuttosto che sul territorio ( sino a separare, proprio nelle maggiori città d’arte, il primo dal secondo); al crescente disinteresse per quelle strutture che non esercitano l’attrazione che ha il patrimonio artistico in senso stretto e che tuttavia svolgono – penso alle biblioteche, agli archivi ecc. – un ruolo decisivo per lo sviluppo culturale di un paese. Soprattutto, ha subito un colpo assai duro quello che era, e in parte è ancora, l’aspetto più qualificante del patrimonio culturale italiano: cioè quella sua diffusione e stratificazione sul territorio che per tanto tempo ha fatto dell’Italia un paese unico al mondo. Anni di lotta per reagire alla speculazione urbanistica e alla devastazione dell’ambiene, per richiamare l’attenzione sui centri storici sul paesaggio, sui valori ambientali, sul complesso legame fra il bene culturale e il contesto più generale in cui è inserito, rischiano di essere annullati dalle tendenze mercantilistiche ed economicistiche prevalse nell’ultimo periodo. Porre rimedio a questa situazione richiederà un impegno di ampio respiro e di lunga lena.

Il secondo punto è che non solo il settore dei beni culturali, ma il complesso della cultura e delle attività che lo qualificano è stato negativamente investito da questo processo. Nei giorni in cui scrivo questa introduzione, per esempio, è soprattutto l’organizzazione della ricerca scientifica che sta subendo duri colpi: non solo per il taglio dei finanziamenti che già da molti mesi era stato annunciato; ma col commissariamento del maggiore ente (il CNR) , coll’annullamento o la radicale riduzione delle forme di autonomia e di autogoverno democratico, colle decisioni dall’alto sul nuovo assetto di enti, centri, istituti, con la palese volontà di subordinare tutto il settore alle decisioni governative. Ma non è molto migliore la situazione di altri settori: dall’università – dove un’autonomia gestionale fortemente condizionata dalla contrazione dei finanziamenti pubblici e un’impostazione fortemente pofessionalizzante in senso praticistico stanno determinando un processo di americanizzazione in senso deteriore – al complesso dell’attività formativa e scolastica (rinvio, al riguardo all’analisi specifica sviluppata nel volume): per non parlare delle insidie sia per un reale pluralismo democratico sia per la qualità culturale dei prodotti che si presentano in modo sempre più marcato nel campo dell’informazione, delle attività di spettacolo, della comunicazione e soprattutto nel settore televisivo.

E’ doveroso dire, infine, che la sinistra – in particolare quella che ha avuto un ruolo di governo, ma non solo essa – non è certo immune da responsabilità per ciò che è accaduto negli ultimi due decenni. Se infatti si è realizzata un’autentica egemonia, nei diversi campi, delle ideologie della destra conservatrice – il mercato, l’impresa, il privato, in generale la prevalenza assegnata ai valori economici rispetto ad ogni altro criterio di valutazione – è anche perché debole è stata la resistenza opposta a queste ideologie. Anzi in molti casi esse hanno fatto presa – in Italia e fuori d’Italia – anche negli orientamenti di larghi settori della sinistra e nelle politiche da essa praticata.

Ciò si è verificato – si potrebbe osservare – in tutti i settori dall’organizzazione civile e sociale. Ma senza dubbio ha pesato particolarmente nel campo della cultura, dove la libertà della ricerca e della sperimentazione, l’autonomia dai vincoli di mercato, la preminenza dell’arte o delle scienze sull’economia sono condizioni essenziali per un più fecondo sviluppo. Si è così aggravato quel già difficile rapporto con la ricerca culturale più innovativa e più avanzata che durante tutto il Novecento ha rappresentato un handicap – accanto alla prevalente ideologia produttivistica – nello sforzo di affrancarsi compiutamente dall’egemonia del capitalismo e creare così le condizioni per cominciare davvero a costruire una propria egemonia.

Proprio per questo ho voluto inserire al termine del volume, un breve saggio – una riflessione appena accennata sul Novecento da Boccioni a Gehry – che non è la conclusione un po’ stravagante di una serie di scritti dedicati a questioni ben più attuali. Con questa riflessione ho invece voluto ricordare che il limite economicistico ha attraversato, durante il secolo che si è appena concluso, tutta la storia della sinistra anche nelle esperienze storicamente più rilevanti e ha inciso in particolare sul rapporto fra politica e cultura. Ciò ha significato, in sostanza, il permanere di una subalternità all’ideologia capitalistica: una subalternità che ancora non è risolta. Fare i conti con questi problemi non è dunque, per la sinistra, un tema secondario o collaterale: al contrario è uno dei temi di fondo che essa, proprio in un momento di grave crisi è chiamata ad affrontare.

 

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Il volume è stato recensito da Umberto D’Angelo, il 19 maggio 2003,

nel sito “PatrimonioSOS”.  Per leggere la recensione, clicca qui

 

ANNALE n. 14 (2003): Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali

 

 

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 14 – 2003

Il patrimonio culturale musicale e la politica dei beni culturali

 

Il volume raccoglie scritti che riprendono, con integrazioni e arricchimenti, gli argomenti trattati nel Convegno «Il patrimonio culturale musicale nella politica dei Beni culturali», svoltosi a Roma il 29 maggio 2001.

Chiarante, Ziino, Basile, Donati, Luisi, Zappalà, Mariotti, Santoli, Pasolini Dall’Onda, Adamo, Sotgiu, Meucci, Giuliani, Careri, De Gregorio, Federici, Marinelli, Mauri Vigevani, Emiliani, Gregory, Sicilia, Mandillo

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 14, Graffiti editore, Roma 2003.

 

Sommario del volume:

Giuseppe Chiarante, I Beni culturali musicali nella legislazione di tutela e nell’organizzazione del Ministero, p. 7

Agostino Ziino, Per i beni musicali, p. 13

Giuseppe Basile, Conservazione e restauro degli strumenti musicali, p. 19

Pier Paolo Donati, La formazione per la tutela dei Beni musicali, p. 26

Francesco Luisi, Esperienze e prospettive della formazione universitaria, p. 31

Pietro Zappalà, I fondi musicali in archivi e biblioteche, p. 35

Gianfranco Mariotti, Musica e Beni culturali musicali: l’esperienza di Pesaro, p. 32

Pasquale Santoli, Le teche della RAI, p. 60

Desideria Pasolini Dall’Onda, L’iniziativa di Italia Nostra per la conservazione dei Beni musicali, p. 69

Giorgio Adamo, La trasversalità dei Beni musicali, p. 73

Maria Carla Cavagnis Sotgiu, La Discoteca di Stato e il Museo dell’audiovisivo, p. 80

Renato Meucci, Gli strumenti musicali antichi e la loro tutela nelle collezioni pubbliche italiane, p. 83

Appendice www e bibliografica, p. 97

Indice topografico, p. 139

Roberto Giuliani, Beni musicali: formazione e ricerca tra università e conservatori riformati, p. 142

Enrico Careri, Tutela e consumo dei Beni culturali musicali, p. 155

Vincenzo De Gregorio, I lavori di riordino e di catalogazione della Biblioteca del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella in Napoli e del suo Archivio storico, p. 161

Carlo Federici, Problemi di restauro: l’esperienza dell’Istituto di Patologia del Libro, p. 164

Carlo Marinelli, Ricerca e teatro musicale, p. 168

Laura Mauri Vigevani, L’educazione alla cultura musicale, p. 173

 

Tavola rotonda

Giuseppe Chiarante – Vittorio Emiliani – Tullio Gregory – Francesco Sicilia – Agostino Ziino, p.  175

APPENDICE

Anna Maria Mandillo, La nuova legge sul deposito legale. Una riforma non solo per le biblioteche, p. 196

 

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Nota editoriale
Questo volume raccoglie una serie di scritti che riprendono, con integrazioni e arricchimenti sia di analisi che di documentazione, gli argomenti trattati nel Convegno «Il patrimonio culturale musicale nella politica dei Beni culturali», svoltosi a Roma, presso la Sala dello Stenditoio del Complesso monumentale del San Michele, il 29 maggio 2001. In appendice il volume è completato da uno scritto di Annamaria Mandillo sul tema della legge per il deposito legale delle pubblicazioni.
La cura redazionale ed editoriale del libro è opera di Roberto Scognamillo

ANNALE n. 12 (2002): Giulio Carlo Argan. Storia dell’arte e politica dei beni culturali

 

 

 Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 12 – 2002

 

Giulio Carlo Argan

Storia dell’arte e politica dei beni culturali

a cura di Giuseppe Chiarante

Seconda edizione rivista e ampliata con saggi e interventi di Aymonino, Bobbio, Calvesi, Chiarante, Contardi, Cordaro, Di Macco, Einaudi, Ferrari, Gamba, La Regina, Occhetto, Ronchey, Spadolini, Serio, Stoppani, Tusa.

Appendice con scritti e testi di Argan.

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 12, Graffiti, Roma 2002.

 

Sommario del volume:

Premessa della Presidenza dell’Associazione, p. 5

IL CONVEGNO DEL 1993, pp. 7-90

Saluto del Presidente del Senato Giovanni Spadolini, p. 9

Michela di Macco, La formazione torinese e i primi anni di attività, p. 11

Mario Serio, Al centro delle strutture di tutela: il rapporto con Bottai, p. 21

Oreste Ferrari, Dalle riforme del ‘39 agli anni del dopoguerra, p. 28

Michele Cordaro, La storia dell’arte nella concezione di Argan, p. 39

Bruno Contardi, Gli anni dell’insegnamento universitario, p. 51

Carlo Aymonino, Sindaco di Roma: i problemi del Centro Storico, p. 57

Adriano La Regina, Argan sindaco: il recupero delle antichità romane, p. 60

Giuseppe Chiarante, L’impegno in Parlamento: la tutela di un patrimonio di civiltà, p. 64

 

Testimonianze

Norberto Bobbio, p. 75

Maurizio Calvesi, p. 76

Giulio Einaudi, p. 79

Achille Occhetto, p. 82

Alberto Ronchey, p. 83

Vincenzo Tusa, p. 86

 

Tre interventi successivi, pp. 91-144

Claudio Gamba, Le radici del razionalismo di Argan: fasi e contesto della formazione preuniversitaria, p. 93

Claudio Stoppani, Giulio Carlo Argan ispettore alla Galleria Estense, p. 119

Giuseppe Chiarante, Argan politico: gli anni del Senato, p. 131

 

Appendice: scritti e testi di Argan, pp. 145-216

Il progetto di riordinamento della Galleria Estense di Modena, p. 147

La proposta di legge del 1989 per l’istituzione di un’Amministrazione autonoma dei beni culturali e ambientali, p. 147 (apri e scarica in Pdf)

Una battaglia per la cultura: gli ultimi articoli politici, p. 147

*  *  *

Elenco degli interventi al convengo Giulio Carlo Argan. Storia dell’arte e politica dei beni culturali, a cura di Giuseppe Chiarante (Roma, 11 novembre 1993), Sisifo, Siena 1994, ora riediti in questo volume, (in ordine alfabetico e con i titoli originali):

Carlo Aymonino, L’esperienza dell’Assessorato al Centro Storico

Norberto Bobbio, [Testimonianza]

Maurizio Calvesi, [Testimonianza]

Giuseppe Chiarante, La tutela di un patrimonio di civiltà

Bruno Contardi, Gli anni dell’insegnamento

Michele Cordaro, La concezione della storia dell’arte e gli strumenti della didattica

Michela Di Macco, Giulio Carlo Argan studente e giovane laureato a Torino

Giulio Einaudi, [Testimonianza]

Oreste Ferrari, Dalle Belle Arti ai Beni Culturali

Adriano La Regina, Argan sindaco di Roma e le antichità romane

Achille Occhetto, [Testimonianza]

Alberto Ronchey, [Testimonianza]

Giovanni Spadolini, Saluto del Presidente del Senato

Mario Serio, Giulio Carlo Argan nelle carte dell’Archivio Centrale dello Stato

Vincenzo Tusa, [Testimonianza]

 

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Per andare alla recensione del volume, di Irene Buonazia, apparsa su “Predella”, clicca qui

 

Per aprire e scaricare il “Disegno di legge” del 1989 per l’istituzione di un’Amministrazione autonoma dei beni culturali e ambientali, in formato Pdf 66kb (tratto dal sito archivi.beniculturali.it): 1989_chiaranteealtri

 

ANNALE n. 11 (2001): La storia e la privacy. Dal dibattito alla pubblicazione del codice deontologico

 

 

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 11 – 2001

La storia e la privacy.

 

Dal dibattito alla pubblicazione del codice deontologico

 

 

Atti del seminario di Roma,

30 novembre 1999,

e testi normativi

 

 

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 11, Graffiti, Roma 2001.

 

Sommario del volume:

Premessa, p. 5

I. LA STORIA E LA PRIVACY.

ARCHIVISTI E STORICI TRA LEGISLAZIONE E RESPONSABILITÀ

(ATTI DEL SEMINARIO, ROMA 30 NOVEMBRE 1999)

Apertura dei lavori

Giuseppe Chiarante, presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli, p. 11

 

Relazione introduttiva

Paola Carucci, sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato, p. 15

 

Interventi

Alberto La Volpe, sottosegretario di Stato, Ministero dell’interno, p. 23

Nicola Tranfaglia, Università degli studi di Torino, p. 29

Claudio Pavone, Commissione consultiva per le questioni inerenti alla consultabiità degli atti di archivio riservati, p. 33

Cesare Massimo Bianca, Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, p. 39

Valerio Castronovo, Università degli studi di Torino, p. 43

Stefano Rodotà, Garante per la protezione dei dati personali, p. 47

II. IL CODICE DEONTOLOGICO

Principi metodologici e deontologie professionali nel codice degli archivisti e degli storici

Marina Giannetto, Archivio centrale dello Stato, p. 55

 

Documenti

1. Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, “Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica”, p. 91

2. Raccomandazione del Consiglio di Europa No. R. (2000) 13, del 13 luglio 2000, p. 127

3. Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici, 28 febbraio 2001, p. 131


ANNALE n. 10 (2001): La formazione per la tutela dei beni culturali

 

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 10 – 2001

La formazione per la tutela dei beni culturali

a cura di Wanda Vaccaro 

Atti del Convegno internazionale di studi del 25-26 maggio 2000, promosso dal Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambientali e patrocinato dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Documentazione legislativa e regolamentare sulla riforma degli studi.

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 10, Graffiti, Roma 2001.

Interventi di Chiarante, Vesentini, Federici, Dalai Emiliani, Carbonara, Carucci, Santoro, Guerzoni, Sassatelli, Romano, Carandini, Giovagnoli, Marabelli, Martines, Matteini, Meroia, Pisauri, Balsamo, Frommel, Schießl, Acidini, Crispolti, Petraroia, TantilIo, Guercio, Borelli, Vaccaro, Melandri, Pecere

Sommario del volume:

Giuseppe Chiarante, Premessa, p. 3

PARTE PRIMA

Introduzione e relazioni

Edoardo Vesentini, Indirizzo di saluto, p. 13

Giuseppe Chiarante, Introduzione, p. 15

Carlo Federici, Le scuole di alta formazione per la conservazione e il restauro, p. 19

Marisa Dalai Emiliani, La preparazione dello storico dell’arte, p. 27

Giovanni Carbonara, La specializzazione in restauro dei monumenti, p. 39

Paola Carucci, Specializzazione e formazione professionale per gli archivisti, p. 53

Marco Santoro, Percorsi formativi per i bibliotecari, p. 63

Luciano Guerzoni, Scelte, obiettivi e presupposti della riforma universitaria, p. 73

Giuseppe Sassatelli, La formazione dell’archeologo, p. 81

 

PARTE SECONDA

Esperienze e proposte

Giovanni Romano, Confronto e collaborazione fra più discipline, p. 93

Andrea Carandini, Riflessioni e proposte sulla formazione dell’archeologo, p. 101

Annamaria Giovagnoli e Maurizio Marabelli, Il ruolo del conservatore scientifico, p. 105

Ruggero Martines, Competenze disciplinari e compiti tecnico-amministrativi, p. 111

Mauro Matteini, Università e istituti centrali: un’indispensabile convergenza, p. 117

Giovanna Merola, La formazione nel settore della catalogazione, p. 123

Nazzareno Pisauri, L’esperienza della Regione Emilia Romagna, p. 127

 

PARTE TERZA

Contesto internazionale e prospettive italiane

Giuseppe Chiarante, Apertura della seconda giornata, p. 135

Isabelle Balsamo, L’esperienza francese della Scuola del Patrimonio, p. 137

Christoph Luitpold Frommel, L’esperienza italiana in un’ottica internazionale, p. 141

Ulrich Schießl, La formazione del restauratore in Germania, p. 147

Cristina Acidini, Teoria e prassi nella formazione del restauratore, p. 161

Enrico Crispolti, L’attenzione per il contemporaneo nella formazione e nella tutela, p. 167

Pietro Petraroia, L’iniziativa della Regione Lombardia, p. 177

Alma Maria Tantillo, Il quadro organizzativo e didattico dell’Istituto Centrale del Restauro, p. 183

Mariella Guercio, Aspetti innovativi della riforma nel settore dei Beni culturali, p. 187

Maura Borelli, Sul profilo professionale del restauratore, p. 189

Wanda Vaccaro, La riforma universitaria e i beni culturali: aspetti giuridici, p. 193

Giovanna Melandri, Un obiettivo di alta qualificazione, p. 213

Oronzo Pecere, La cooperazione come principio per un sistema di qualità, p. 217

Giuseppe Chiarante, Conclusioni: un tavolo comune tra Ministero, Università e Regioni, p. 221

 

APPENDICE

Documentazione legislativa e regolamentare

p. 227 Legge 9 maggio 1989, n. 168 (Istituzione del Ministero per la ricerca scientifica e tecnologica)
Art. 6

p. 228 Legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari)
Artt. 6 (commi 1, 3 e 4), 8, 11

p. 231 Legge 13 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa)
Art. 17 (comma 95)

p. 232 Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali)
Artt. 149 (commi 1, 2 e 4), 132433

p. 235 Dichiarazione della Sorbona: armonizzazione dell’ordinamento dei sistemi di istruzione superiore in Europa

p. 238 Legge 3 luglio 1998, n. 210 (Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo)
Art. 4

p. 240 Decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali)
Artt. 2 (comma 2, lettera e), 9

p. 242 La formazione universitaria per i Beni culturali e ambientali, Mozione del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambiental4 2 marzo 1999

p. 244 Decreto ministeriale 30 aprile 1999, n. 224 (Regolamento recante norme in materia di dottorato di ricerca)
Art. 4

p. 245 Lo spazio europeo dell’istruzione superiore. Dichiarazione congiunta dei Ministri Europei dell’Istruzione Superiore, Bologna, 19 giugno 1999

p. 248 Proposta per le scuole di alta formazione. Documento della Commissione per le scuole di alta formazione istituita dal Consiglio Nazionale per i Beni Culturali e Ambientali, 22 luglio 1999

p. 252 Decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 (Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei)

p. 263 Legge 23 febbraio 2001, n. 29 (Nuove disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali)
Art. 6

p. 264 Decreto ministeriale 4 agosto 2000 (Determinazione delle classi delle lauree triennali)
Classe delle lauree in scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile
Classe delle lauree in urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
Classe delle lauree in ingegneria civile e ambientale
Classe delle lauree in scienze dei beni culturali
Classe delle lauree in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali

p. 280 Decreto ministeriale 28 novembre 2000 (Determinazione delle classi delle lauree specialistiche)
Classe delle lauree specialistiche in antropologia culturale ed etnologia
Classe delle lauree specialistiche in archeologia
Classe delle lauree specialistiche in architettura ed ingegneria edile
Classe delle lauree specialistiche in archivistica e biblioteconomia
Classe delle lauree specialistiche in conservazione dei beni architettonici e ambientali
Classe delle lauree specialistiche in conservazione dei beni scientifici e della civiltà industriale
Classe delle lauree specialistiche in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico
Classe delle lauree specialistiche in ingegneria per l’ambiente e il territorio
Classe delle lauree specialistiche in musicologia e beni musicali
Classe delle lauree specialistiche in pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
Classe delle lauree specialistiche in scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio
Classe delle lauree specialistiche in storia dell’arte
Classe delle lauree specialistiche in teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica



ANNALE n. 09 (2000): Testo unico, norme non abrogate e altre leggi sui beni culturali

 

 

 

 Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

 n.  9 – 2000 (due tomi)

Testo unico, norme non abrogate e altre leggi sui beni culturali

Introduzione di Giuseppe Chiarante

Note critiche di Wanda Vaccaro Giancotti

Due tomi, riediti in edizione rivista e ampliata nel primo dei “Quaderni Giuridici”

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 9, Roma 2000.

 

Sommario del volume:

Vedi il Sommario del primo dei “Quaderni Giuridici”