Dalla "PREMESSA" dei curatori
Gerardo de Simone ed Emanuele Pellegrini:
Il convegno Beni
culturali. Prospettive e incognite del Nuovo Codice, di cui si
presentano ora gli atti, tenutosi a Pisa il 6 novembre del 2003,
testimonia una precisa volontà ed una sentita esigenza di informazione e
chiarezza in merito ad un iter legislativo lungo e complesso, e allora
ancora in fieri, che andava a riscrivere, a soli quattro anni
dall’approvazione del cosiddetto Testo Unico del 1999, l’insieme delle
norme e dei provvedimenti che regolano la tutela e la gestione dei beni
culturali in Italia.
Non si può negare che i
reiterati allarmi che hanno seguito l’elaborazione del testo legislativo
in questione, nonché degli altri provvedimenti sia legislativi che
amministrativi influenti nell’ambito dei beni culturali (legge
istitutiva della Patrimonio S.p.A., riforma del Ministero dei Beni
Culturali, riforma dell’Università), abbiano favorito, in modo anche
proficuo, una maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori
nonché di larghe fasce dell’opinione pubblica. Incontri, dibattiti,
tavole rotonde, tutta una serie di iniziative hanno accompagnato
l’intero percorso della nuova legge, con forme discontinue di
comunicazione tra chi da un lato lavorava all’elaborazione del Codice e
chi dall’altro quello stesso Codice avrebbe dovuto applicarlo.
Iniziative di cui va sottolineata l’importanza, proprio per il loro
carattere di testimonianza di quella viva volontà di partecipazione
diretta, non solo in forma di protesta ma anche di contributo fattivo,
almeno nelle intenzioni, o semplicemente di più consapevole valutazione
dei mutamenti in atto. In questo quadro il convegno del 6 novembre da
noi promosso, con il fondamentale appoggio e l’assiduo, solidale
sostegno del Dipartimento di Storia delle arti dell’Università di Pisa e
dell’Università stessa, si è posto su una linea di continuità con altri
precedenti omologhi o similari, tra cui, fra i più significativi,
l’incontro tenutosi a Udine nel maggio dello stesso 2003 - non a caso
nell’imminenza della pubblicazione di una delle prime bozze del Nuovo
Codice - ugualmente organizzato in ambito universitario e per iniziativa
di alcuni specializzandi e dottorandi.
Per la sua stessa collocazione
temporale, a ridosso dell’approvazione definitiva della legge - poi
puntualmente avvenuta il 16 gennaio del 2004, il convegno pisano si è
caricato di una stringente attualità: al naturale accrescersi
dell’interessamento intorno ad un testo in via di completamento si è
saldata una evidente preoccupazione per talune prospettive (oggi non più
incognite), ad esempio in merito al contestatissimo principio del
silenzio-assenso, che richiedevano un adeguato spazio di discussione e
che avrebbero potuto trovare nelle relazioni proposte - e nel dibattito
conclusivo, appositamente pensato per un serrato confronto -, una
chiarificazione o almeno la sottolineatura di dubbi e perplessità in
modo da favorire lo scambio di idee ed anche eventuali possibili
risoluzioni. Così la discussione in merito al Codice, inteso quale testo
legislativo in sé, di cui i relatori possedevano bozze a volte incongrue
tra loro o documentanti uno stato di avanzamento dei lavori
diversificato, ha finito per ramificarsi andando ad accendere momenti di
dibattito e riflessione che hanno interessato il mondo dei beni
culturali in molte sue sfaccettature, dalle istituzioni museali alla
formazione dei quadri professionali, al futuro di questi stessi quadri
nella struttura ministeriale, all’insegnamento della storia dell’arte
nelle scuole, al diuturno e spesso improbo lavoro delle Soprintendenze.
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