Associazione Bianchi Bandinelli

Istituto di studi ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

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Gian Luigi Bravo

Roberta Tucci

 

I beni culturali demoetnoantropologici

Carocci, Roma 2006

 

[dalla IV di copertina]: I beni culturali demoetnoantropologici sono stati di recente riconosciuti come parte del patrimonio culturale italiano. La loro specificità sta nel riferirsi alle diversità culturali che caratterizzano le classi popolari dell’Occidente e le popolazioni senza scrittura degli altri continenti. Il volume ne dà una trattazione articolata: ricerca antropologica e schedatura, valorizzazione, contenuti specifici, dalle feste al canto ai musei, interventi delle istituzioni, ricerca scientifica e didattica universitaria .

 

 

Sommario del volume

 

1. Il patrimonio demoetnoantropologico

1.1. Beni culturali e cultura 1.2. La formazione dei beni demoetnoantropologici 1.3. La rivitalizzazione delle tradizioni popolari 1.4. Conclusioni Per riassumere...

2. Beni materiali e immateriali: territorio, rilevamento, documentazione

2.1. Rilevamento sul terreno dei beni materiali 2.2. Rilevamento sul terreno dei beni immateriali 2.3. Beni etnomusicali 2.4. Archivi sonori e audiovisivi Per riassumere...

3. Beni materiali e immateriali: feste, musei

3.1. Beni materiali e immateriali 3.2. Feste 3.3. Musei, ecomusei 3.4. Conclusioni Per riassumere...

4. Istituzioni e legislazioni

4.1. Lo Stato 4.2. Le Regioni e gli enti Locali 4.3. Le organizzazioni internazionali 4.4. Le organizzazioni italiane Per riassumere...

5. Catalogazione

5.1. Specificità demoetnoantropologiche 5.2. Le schede FK 5.3. Le schede BDM e BDI 5.4. Le schede FPF e AMRP 5.5. Altre esperienze catalografiche Per riassumere...

6. Ricerca scientifica e formazione

6.1. La ricerca scientifica 6.2. La formazione

Per riassumere...

Bibliografia