Associazione Bianchi Bandinelli

Istituto di studi ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

HOME PUBBLICAZIONI  NOVITA' EDITORIALI    FEDE E TRADIZIONE 2006

Ministero per i Beni e le Attività culturali
ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE

FEDE E TRADIZIONE
ALLA SANTISSIMA TRINITA' DI VALLEPIETRA
1881-2006

dal 20 dicembre 2006 al 18 febbraio 2007
Chiesa delle Zitelle, Via di San Michele a Ripa, 18
ROMA

A cura di
Angelo Palma
Paola Elisabetta Simeoni

Catalogo a cura di Paola Elisabetta Simeoni,
Artemide Editoriale, Roma 2006.

Ulteriori informazioni alla pagina:

www.iccd.beniculturali.it/fede/Index.htm

 

Sommario del catalogo

 

Prefazione
Maria Rita Sanzi Di Mino
 

Introduzione
Paola Elisabetta Simeoni
 

IL CULTO AL SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ DI VALLEPIETRA
“Facce la grazia Santissima Trenetà Madonna mèa”. Il segreto della Santissima

Paola Elisabetta Simeoni
 

Lo spazio degli altrove
Luigi M. Lombardi Satriani
 

Sfere del sacro. Tra Vallepietra e Harlan County, Kentucky
Alessandro Portelli
 

Nel “mare profondo” della Trinità: ritorno a Vallepietra
Emilia De Simoni
 

Gli affreschi del santuario della Santissima Trinità sul monte Autore presso Vallepietra
Anna Maria D’Achille
 

“La montagna risuona di canto . Il paesaggio sonoro del pellegrinaggio alla Santissima Trinità del Monte Autore
Emilio Di Fazio
- Emiliano Migliorini
 

La leggenda popolare di fondazione del santuario
Jean-Franois Genotte
 

LA DOCUMENTAZIONE DELL’ALTERITÀ
 

La fotografia nella ricerca demologica. L’Archivio Fotografico del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Stefania Massari
 

Ritorno a Vallepietra. Ricerca sulle foto e foto di ricerca: il duplice approccio alla festa dell’antropologia visuale
Lello Mazzacane
 

Un pellegrinaggio e le sue rappresentazioni
Francesco Faeta
 

La nascita della sezione romana del Club Alpino Italiano. Alpinisti e pellegrini a Vallepietra
Gerardina Rullo
 

Luciano Morpurgo, fotografo e pellegrino della Santissima Trinità sul monte Autore

Mariantonietta Lanzillotti

 

Il pellegrinaggio a Vallepietra nelle corrispondenze di Cesare Pascarella giornalista, viaggiatore e fotografo
Viviana Simonelli
 

Alfonso M. di Noia: percorsi della ricerca iconografica sulla Santissima Trinità

Andrea Mulas
 

Bibliografia tematica sulla Santissima Trinità di Vallepietra (1749-2006)

Emiliano Migliorini - Gerardina Rullo - Viviana Simonelli
 

 

CATALOGO
a cura di Angelo Palma e Paola Elisabetta Simeoni
Enrico Coleman (1881 e 1901) 136; Edoardo Martinori (1883-1885) 139; G. Martini (1895) 140; Enrico Abbate (1882 e 1890-1893) 141; Carlo Teneranì (fine XIX sec.) 143; Augusto Toccafondi (inizi XX sec.) 144; Francesco Vitalini (inizi XX sec.) 144; Vincenzo Howells (1900-1910) 145; Cesare Pascarella (1906-1909) 148; Ludovico Silenzi (1907) 156; Augusto Toccafondi (1907) 157; Thomas Ashby (1912) 158: C. Gallone (1910-1917) 162: E. Lozzia (1910-1917) 163; Luciano Morpurgo (1917-1923) 164; Thomas Ashby (1924) 194; Emilio Cecchi (1934) 196; Luciano Morpurgo (1937) 198; Giacomo Pozzi-Bellini (1939) 210; Carlo Riccardi (1952) 216; Guglielmo Coluzzi (1961) 220; Angelo Palma
- Gigi Scattolon (1964) 224; Carlo Landi Vittorj (1966) 230; Angelo Palma - Gigi Scattolon (1966) 232; Pepi Merisio (1967) 236; ICCD (1969) 240; Piero Ravagli (1969) 242; Vittorugo Contino (1970) 246; Sandro Becchetti (1971) 250; Annabella Rossi (1970 e 1972) 254; Marialba Russo (1972) 255; Lello Mazzacane (1973) 260; Sebastiano Porretta (1976) 262; Giuseppe Bonifazio (1969-1996) 264; Francesco Struffi (1997) 272; Marco Marcotulli (1985-2005) 274; ICCD (2003-2006) 278

 

COMUNICATO STAMPA

Fede e tradizione

alla Santissima Trinità di Vallepietra

1881 al 2006

 
Cura della mostra: Angelo Palma e Paola Elisabetta Simeoni

Cura del catalogo e della Guida alla mostra: Paola Elisabetta Simeoni

 

Il santuario della Santissima Trinità di Vallepietra è di grande interesse scientifico per la singolarissima icona venerata – l’affresco dipinto sulle pareti di una grotta risale al XII secolo – e per la particolare costellazione mitico-rituale, che induce al paragone con antichi culti ‘misterici’ del mondo mediterraneo pre-romano e al culto di una Grande Madre Terra. Da una continuità storica con questo antico culto potrebbe derivare la particolare percezione femminile della divinità, chiamata dai devoti, testimoni di un misterioso passato ancora da svelare, la Santissima.

Il luogo sacro, frequentato dall’antichità, è estremamente suggestivo e di straordinaria bellezza. Nei monti Simbruini, sul fianco meridionale dell’imponente massiccio dell’Autore (1.853 m s.l.m.) si apre il bacino del fiume Simbrivio; a oltre 1.337 m di quota vi è uno stretto ripiano (largo 30m e lungo circa 1.000 m di lunghezza) sovrastato da una parete di roccia di circa 300 m di altezza a formare una imponentissima abside naturale dove si trova il Santuario della Santissima Trinità.

 

Il luogo è frequentato da millenni; le speciali caratteristiche naturali hanno favorito la perpetuità sacrale del luogo di culto: sono stati rinvenuti reperti neolitici e resti di un luogo di culto romano.

Oggi, decine di migliaia di pellegrini provenienti principalmente dal Lazio, dall’Abruzzo e dalla Campania, compiono ancora  il ‘viaggio sacro’ a piedi. L’icona della Santissima Trinità è rappresentata secondo una iconografia di probabile influenza orientale: la Trinità è rappresentata da tre Cristi uguali seduti e benedicenti alla maniera greca. Il ‘Pianto delle zitelle’, rappresentazione sacra della Passione di Cristo, è cantato da giovani ragazze di Vallepietra all’alba della festa della Santissima Trinità  (la domenica dopo Pentecoste), la cui origine è posta intorno alla fine del ‘600.

La montagna sacra e il suo santuario hanno attirato sin dalla fine dell’Ottocento membri della sezione romana della Sezione di Roma del Club Alpino Italiano. Dei soci del CAI sono le prime fotografie risalenti alla fine del XIX secolo. Per oltre un secolo numerosi fotografi, amatori, studiosi hanno documentato il culto della Santissima. La gran parte delle fotografie sono inedite; di particolare rilevanza sono le immagini di Cesare Pascarella, rinvenute in un Fondo di migliaia di lastre custodite dall’Accademia dei Lincei e per la prima volta esposte al pubblico. Lo stesso dicasi per le foto di Emilio Cecchi pubblicate solo nel 1934. Di grande interesse scientifico sono le fotografie, anch’esse per lo più inedite, di Luciano Morpurgo già noto nell’ambito del ricerca etnografica: sue foto corredano il libro del 1980 “Memorie di una festa”, Edizioni Quasar di Alfonso M. Di Nola e Oreste Grossi. Di grande interesse storico e paesaggistico sono le foto della sezione romana del Club Alpino Romano, datate fine ‘800, e dell’Archivio Alinari, anch’esse inedite. 

Una sezione consistente è costituita dalle fotografie effettuate da Angelo Palma tra il 2003 e il 2006 per il progetto di ricerca dell’ICCD sul culto della Santissima Trinità, coordinato da Paola Elisabetta Simeoni. Il progetto ha portato alla costituzione del primo nucleo dell’ALDEA (Archivio e Laboratorio DemoEtnoAntropologico dell’ICCD) formato da più di cento ore di registrazione audio e video, dalle quali saranno estratti alcuni frammenti che potranno essere ascoltati e visti in postazioni allestite negli spazi della mostra. Il giorno dell’inaugurazione (il 20 dicembre) sarà presentato al pubblico, presso l’ICCD, Il Pianto delle Zitelle, interpretato da giovani ragazze di Vallepietra.

Saranno quindi esposte immagini di Enrico Coleman, Edoardo Martinori, Vincenzo Howells, Francesco Vitalini, Augusto Toccafondi, Enrico Abbate, Carlo Landi Vittorj, Thomas Ashby, Cesare Pascarella, Luciano Morpurgo, C. Gallone, E. Lozzia, Emilio Cecchi, Giacomo Pozzi Bellini, Guglielmo Coluzzi, Carlo Riccardi, Pepi Merisio, Angelo Palma, Gigi Scattolon, Annabella Rossi, Marialba Russo, Piero Ravagli, Vittorugo Contino, Lello Mazzacane, Giuseppe Bonifazio, Marco Marcotulli, le fotografie dell’ICCD di Angelo Palma (2003-2006).

 

Verrà proiettato in versione integrale, non nota in Italia, il documentario “Il Pianto delle Zitelle” (1939) di Giacomo Pozzi Bellini, con la sceneggiatura di Emilio Cecchi, presentato e premiato al Festival del Cinema di Venezia. Non riceve il visto di approvazione della Commissione di censura, che richiede numerosi tagli, a causa del forte impatto di alcune scene di massa, sgradite al regime fascista. Pozzi Bellini rifiuta i tagli e il documentario non è più stato diffuso in Italia, ma questa opera è stata considerata da Michelangelo Antonioni come precorritrice del neorealismo.

 

Saranno proiettati anche altri documentari realizzati da Istituzioni e singoli autori (RAI, Discoteca di Stato, ICCD, Francesco De Melis, Marco Marcotulli, ecc.)

 

La mostra rimane aperta fino al 18 febbraio 2007.

Saranno organizzate visite guidate, eventi, proiezioni.

 

Info: www.iccd.beniculturali.it o http://www.iccd.beniculturali.it/fede/Index.htm

 

Per visite guidate e altre informazioni rivolgersi a: 0658552264 – 0658552240,  fedetradizione@libero.it