Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan

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Il nuovo organigramma del MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali (2007)

 

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale  n. 291 del 15-12-2007, Supplemento Ordinario n. 270), il testo del nuovo Regolamento di riorganizzazione del MiBAC: Decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233: Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Purtroppo il testo definitivo non tiene in nessun conto le osservazioni presentate dalle Associazioni che pure erano state recepite dalle Commissioni parlamentari. L'Associazione Bianchi Bandinelli esprime la propria delusione per l'esito finale di un processo di riforma delle strutture di tutela del Ministero nel quale si erano riposte grandi speranze e aspettative di rinnovamento.

 

Con la pubblicazione del nuovo Regolamento di riorganizzazione del MiBAC è stato necessario rivedere la distribuzione delle cariche dei direttori generali. Gli spostamenti hanno generato un nuovo giro di valzer per gli incarichi di direttori centrali e regionali. Oltre a riportare il nuovo organigramma del Ministero, abbiamo selezionato alcuni articoli e comunicati sull'argomento.  La pagina verrà poi aggiornata con i nomi dei nuovi Soprintendenti che saranno nominati nei prossimi mesi.

 

Per scaricare il file con il testo del Regolamento apparso in GU, clicca qui (550 kb)

 

 

 

DIREZIONI GENERALI CENTRALI

 

 

Segretario Generale

Prof. Giuseppe Proietti

   

Direttore Generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali

Dr. Bruno De Santis

   

Direttore Generale per il bilancio e la Programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure

Dott.ssa Maddalena Ragni

   

Direttore Generale per i beni archeologici

Prof. Stefano De Caro

   

Direttore Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee

Arch. Carla Di Francesco

   

Direttore Generale per i beni architettonici, storico Artistici ed etnoantropologici

Arch. Roberto Cecchi

   

Direttore Generale per gli archivi

Arch. Antonia Pasqua Recchia

   

Direttore generale per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d’autore

Dott. Maurizio Fallace

   

Direttore generale per il cinema

Dott. Gaetano Blandini

   

Direttore generale per lo spettacolo dal vivo

Dott. Salvatore Nastasi

   

Direttore generale con incarico di studio

Arch. Pio Baldi

   

Direttore generale con incarico presso il Se. C. In.

Dott. Pietro Graziani

   

Direttore generale con incarico presso il Se. C. In.

Dott. Mario Guarany

 

DIREZIONI GENERALI REGIONALI

 

 

Direttore regionale Abruzzo

Dott.ssa Anna Maria Reggiani

   

Direttore regionale Basilicata

Dott. Alfredo Giacomazzi

   

Direttore regionale Calabria

Dott. Luciano Scarpellini

   

Direttore regionale Campania

Dott. Luciano Scala

   

Direttore regionale Emilia – Romagna

Ing. Luciano Marchetti

   

Direttore regionale Friuli Venezia Giulia

Arch. Roberto Di Paola

   

Direttore regionale Lazio

Arch. Francesco Prosperetti

   

Direttore regionale Liguria

Arch. Giuseppe Malara

   

Direttore regionale Lombardia

Dott. Gino Famiglietti

   

Direttore regionale Marche

Dott. Paolo Carini

   

Direttore regionale Molise

Arch. Ruggero Pentrella

   

Direttore regionale Piemonte

Arch. Liliana Pittarello

   

Direttore regionale Puglia

Arch. Ruggero Martines

   

Direttore regionale Sardegna

Arch. Elio Garzillo

   

Direttore regionale Toscana 

Arch. Mario Augusto Lolli Ghetti

   

Direttore regionale Umbria

Arch. Francesco Scoppola

   

Direttore regionale Veneto

Arch. Ugo Soragni

   
   
   
   
   
   

 

 

 

RASSEGNA STAMPA (tratta dal sito www.patrimoniosos.it )

 

DALLA CIRCOLARE UIL:

NOMINE QUESTA VOLTA RUTELLI LE HA AZZECCATE TUTTE- BEL SEGNALE ORA SI RIPARTE PER COSTRUIRE
2007-12-21
Uil beni culturali

SEGRETERIA GNERALE UIL: COORDINAMENTO NAZIONALE UIL BENI E ATTIVITA’ CULTURALI Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma Tel 06/6723361 – 6792933 fax 6782911 - E - Mail uilbac@tiscali.it sito internet http://www.uilbac.it

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA GENERALE UIL BENI E ATTIVITA' CULTURALI
NOMINE QUESTA VOLTA RUTELLI LE HA AZZECCATE TUTTE- BEL SEGNALE ORA SI RIPARTE PER COSTRUIRE.

Non c’è che dire, questa volta il Ministro Rutelli le ha azzeccate, con l’unica eccezione di Pio Baldi, tutte, le nomine che per almeno 1 mese aveva paralizzato il secondo piano del Ministero in via del Collegio Romano per la questua che si svolgeva quotidianamente tra Direttori Generali Centrali e Regionali che chiedevano di essere confermati nei propri posti. La notizia positiva è arrivata stamattina dal Consiglio dei Ministri che su proposta del Ministro Rutelli ha confermato nell’incarico di Segretario Generale il Prof Giuseppe Proietti , resistendo ad una potentissima lobbies politico sindacale che ne voleva la defenestrazione. Il Segretario Generale Proietti per storia, moralità e trasparenza , rappresenta il vero garante dell’azione tecnico scientifica e amministrativa di tutto il Ministero. Novità di rilievo vi sono anche per le Direzioni Generali Centrali e Regionali poiché il criterio seguito è stato quello di mantenere presso tali strutture i Dirigenti che erano stati nominati alla fine di luglio con l’unica eccezione di Vittoria Garibaldi che non ha ottenuto una seconda grazia dopo quelle concesse da Urbani e Buttiglione prima e dalla prima tornata di nomine di Rutelli dopo. Infatti tale Dirigente non è stata confermata nell’incarico di Direttore Regionale della Campania ma neanche in altro posto da Direttore Generale. Analoga sorte è toccata all’ex Segretario Particolare di Urbani Mario Turetta che dopo le esperienze negative fatte in Piemonte ed in questi 5 mesi a Roma, non viene confermato in nessun incarico e quindi ritorna alla Regione Piemonte. Queste due posizioni erano state chieste fortemente dalla Uil. Perde molto del suo peso , gravato dal fattaccio del Vittoriano Luciano Marchetti che viene mandato via dalla Direzione Regionale del Lazio per approdare , sotto osservazione, in Emilia Romagna. Anche la Lombardia vede un avvicendamento poiché Carla Di Francesco viene trasferita a Roma visti i notevoli contenziosi che si erano creati sul territorio. La Uil questa volta esprime soddisfazione per le scelte fatte poiché rispondono a due criteri fondamentali che sono: Valutazione delle capacità ed incapacità dei Direttori Generali centrali e regionali; Una buona rotazione degli incarichi che vuol dire evitare contaminazioni ambientali; Inoltre a tutto ciò si aggiunge anche il fatto che nei contratti che andranno a firmare tali Direttori Generali c’è una clausola che li obbliga alla presenza sui propri posti di lavoro dati i casi di assenteismo che si sono registrati nel corso del tempo. Ecco tutte le nomine e le conferme: In grassetto sono riportati i nuovi Direttori Generali Centrali e periferici nominati.
[...]
Non è stata confermata nell’incarico di Dirigente Generale presso il SECIN , ANNA MARIA BUZZI. Per le nomine dei Soprintendenti , Direttori di Archivio e Biblioteche verrà diramato un decreto a firma del Ministro che proroga gli attuali contratti per un periodo di tre mesi poiché è necessario andare a ridefinire attraverso il confronto con il Sindacato le nuove articolazioni territoriali e centrali degli uffici di seconda fascia del Ministero. Poi verranno presi in considerazione i contratti da confermare o da non confermare tra i Soprintendenti , Direttori di Archivio e Biblioteche.

Roma, 21 DICEMBRE ’07
L’Ufficio Stampa

 

 

Giri di nomine ai vertici del ministero
L’Unità 22/12/2007

Con il Consiglio dei ministri di ieri il ministro per i Beni culturali Rutelli ha messo in atto una girandola di cambi di vertici tra direttori generali e direttori regionali. Con qualche defezione sorprendente: Baldi non guiderà più la direzione dell'architettura e delle arti contemporanea, settore che ha guidato per anni con competenza e dal quale ha avviato la nascita del museo Maxxi a Roma. Viene sostituito dalla dottoressa Di Francesco. Dalla direzione generale della Campania viene invece scalzata Vittoria Garibaldi: già direttrice della Galleria nazionale di Perugia, la sua è la nomina che a suo tempo aveva sollevato polemiche perché scelta nonostante non avesse superato una prova di concorso per soprintendenti. Non è stato confermato tra i direttori generali Marco Turetta, che era prima diventato segretario dell'ex ministro Urbani e da lì era passato dal settore amministrativo alla guida dei beni culturali in Piemonte. Lascia la direzione regionale del Lazio l'ingegner Luciano Marchetti (aveva fatto il commissario per i lavori di recupero del terremoto in Umbria) destinato all'Emilia Romagna. Diventa direttore regionale della Sardegna Garzillo (che era nella direzione dello staff) dove sostituisce Scarpellini, inviato in Calabria. Confermato come segretario generale, e quindi come figura chiave per il funzionamento del dicastero, Giuseppe Proietti, archeologo.

 

Napoli. Beni culturali, arriva Luciano Scala
Corriere del Mezzogiorno – Napoli e Campania 22/12/2007

Cambio della guardia alla direzione regionale della Campania per i beni Culturali. Vittoria Garibaldi, arrivata in città sei mesi fa, torna a Roma alla direzione del personale. Al suo posto è stato nominato Luciano Scala, archivista, direttore generale del ministero per i Beni e le Attività Culturali per i Beni librari e gli Istituti culturali italiani all'estero. Fra gli altri incarichi fino alla nomina in Campania è stato direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.

 

CAMPANIA - Beni culturali, Scala nuovo direttore
Carlo Avvisati
23/12/2007 il mattino

Prorogata sino a fine marzo l’autonomia della Soprintendenza archeologica di Pompei che vedrà, dunque, ritardato di tre mesi il suo accorpamento alla Soprintendenza «madre» di Napoli. Il provvedimento - che è valido anche per le altre direzioni di secondo livello - è stato varato con apposito decreto del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, durante il Consiglio dei ministri di ieri l’altro. Vale a dire che in questo frattempo i due soprintendenti Maria Luisa Nava (Napoli) e Pietro Giovanni Guzzo (Pompei), e il direttore amministrativo Antonio De Simone, resteranno al loro posto ma dovranno lavorare al fine di adottare tutte le misure opportune e significativa per arrivare alla riunificazione delle due importanti realtà archeologiche campane. Ma ad interessare la Campania c’è ancora un altro dato: Vittoria Garibaldi, direttore generale dei Beni Culturali regionali, nominata solo nel luglio scorso al posto di Stefano De Caro (che era stato a sua volta designato direttore generale del settore Archeologia) viene trasferita a Roma, dove assumerà l’incarico della direzione del personale. Insomma, la direttrice Garibaldi è stata davvero una meteora che non ha potuto lasciare alcun segno del suo passaggio, considerato il periodo assolutamente troppo breve per poter impostare un progetto benché minimo su protezione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Il suo posto, a Castel Dell’Ovo, sarà occupato da Luciano Scala, una vita trascorsa ai Beni culturali, nel cui ambito sino a ieri ha ricoperto il ruolo di direttore generale per i Beni librari e per gli Istituti culturali. Ovviamente, i tempi per l’impianto del nuovo dicastero voluto dai vertici di via del Collegio Romano potrebbero subire repentine accelerate e i responsabili non aspettare necessariamente la fine di marzo per varare le nuove nomine o disporre gli avvicendamenti alla guida delle soprintendenze. Novanta giorni sarebbero il tempo ritenuto giusto sia dai politici che dalle organizzazioni sindacali per poter fare le cose con oculatezza. Tra le altre, i provvedimenti verrebbero presi anche tenendo conto dei suggerimenti che arriveranno al ministro Rutelli dai direttori regionali, nuovi insediati. Insomma nessuno, eccetto il ministro, può dire oggi chi e quali direzioni cambieranno in Campania. In regione prima di due mesi non dovrebbe difatti muoversi foglia, anche se le ipotesi che stanno fioccando su avvicendamenti e sostituzioni hanno tutte una certa base logica. Per Salerno, che include anche i territori di Avellino e Benevento, potrebbero non esserci grandi novità e l’area dovrebbe continuare a ricadere sotto la responsabilità di Angelo Maria Ardovino, inviato a sostituire Giuliana Tocco, perché in quiescenza. Tra l’altro, a Salerno, pende ancora il ricorso presentato da Mario Pagano, soprintendente archeologo del Molise, per l’incarico affidato a Ardovino dalla direzione centrale del Ministero che - a dire di Pagano - non avrebbe valutato alcune sue esigenze. Una nomina, poi, dovrà essere predisposta di sicuro per la Soprintendenza ai Beni storici, artistici e architettonici di Caserta, che è retta, a tutt’oggi, ad interim da Enrico Guglielmo, responsabile anche dell’Ufficio di Napoli. Che cosa dicono i sindacati? Commenti cauti e attendisti. «A mio avviso - risponde ad esempio Claudio Calcara della Uil Beni culturali - due mesi sono il tempo necessario per avere chiarezza sulla la situazione politica. E quindi aspettiamo ancora per capire quale sarà in concreto il futuro dei Beni culturali a Sud».

 

LOMBARDIA - Beni Culturali, giro di valzer
CRONACAQUI 27-12-2007

Il Giro di valzer ai Beni Culturali. Con le valigie già pronte, Carla Di Francesco trasloca da Milano a Roma. Da anni direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia passa alla direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee (Darc). Al suo posto arriva, fresco di nomina, Gino Famiglietti. Un cambio ai vertici che per molti, sindacati in primis, suona come una «promozione-rimozione». «La Di Francesco viene trasferita
a Roma visti i notevoli contenziosi che si erano creati sul territorio -spiega Gianfranco Cerasoli, segretario nazionale Uil Beni culturali - Non c'è che dire, questa volta il ministro Rutelli le ha azzeccate tutte le nomine che per almeno un mese avevano paralizzato il Ministero dove i direttori chiedevano di essere confermati nei propri posti. La Uil esprime soddisfazione per le scelte fatte poiché rispondono a due criteri fondamentali che sono valutazione delle capacità ed incapacità dei direttori generali centrali e regionali».
Un ruolo delicato quella della direzione regionale dei Beni culturali, che aveva più volte messo al centro di polemiche proprio l'architetto Di Francesco. Come quando la trasmissione Report si occupò dell'affaire parcheggi a Milano e attaccò duramente il direttore regionale che diede il suo ok per costruire box sotterranei anche dove erano previsti vincoli architettonici: da Sant'Ambrogio alla Darsena. «Non dobbiamo pensare che per questo noi siamo dalla parte degli speculatori. Se la città decide, la città, il governo della città, decide che è lì che va il parcheggio, noi facciamo la nostra parte di lavoro», si giustificò la Di Francesco. Ma, forse, il ministro non ha gradito.

 

PIEMONTE - Dopo 5 mesi Rutelli rimanda in Piemonte il direttore Turetta
MARINA PAGLIERI
28 dicembre 2007, LA REPUBBLICA, TORINO

Ritorna in Piemonte Mario Turetta, non più in forze al Ministero dei beni culturali e di nuovo in Regione, dove il suo incarico alla direzione dell´Agenzia per il lavoro era congelato da alcuni anni. La notizia, relativa al nuovo regolamento del ministero e alle nomine dei direttori in vigore dal 31 dicembre, è apparsa sul sito della Uil www.patrimoniosos.it. [IL NOSTRO SITO NON APPARTIENE ALLA UIL. ABBIAMO SEMPLICEMENTE PUBBLICATO SUL NOSTRO SITO IL COMUNICATO DELLA UIL: per leggere direttamente il comunicato, cliccare qui ]
Dove si legge che "l´ex segretario particolare di Urbani Mario Turetta, dopo le esperienze negative fatte in Piemonte e in questi 5 mesi a Roma, non viene confermato in nessun incarico e quindi ritorna alla Regione Piemonte" (non è certo morbida la Uil con Turetta: pare che tra l´ex direttore regionale per i beni culturali piemontesi e il sindacato fosse nato un contenzioso a proposito della Fondazione Antichità Egizie).
Dunque una notizia inaspettata, di cui nessuno è al corrente in piazza Castello: non ne sanno nulla l´assessore alla Cultura Gianni Oliva e il direttore del Patrimonio Maria Grazia Ferreri.
Una conferma arriva però dal diretto interessato, che dopo il periodo torinese a Palazzo Chiablese (la nomina alla Direzione regionale è del maggio 2004) è stato trasferito lo scorso agosto a Roma a occuparsi non più di beni culturali, ma di bilancio e personale: «La direzione che mi hanno assegnato nel nuovo ordinamento verrà divisa in due, a me sarebbe toccato il personale, ipotesi questa che non mi entusiasmava, l´ho fatto anche trapelare - dice Turetta. - La conferma delle nuove nomine avverrà entro due giorni, se come è probabile non sarà più previsto un mio incarico a Roma tornerò a Torino, a occuparmi magari di nuovo di beni culturali».
Torinese, 49 anni, una laurea in sociologia, un passato come segretario della Fondazione Rosselli e quindi come direttore dell´Agenzia regionale per il lavoro, Turetta ha intrapreso la carriera romana durante il governo Berlusconi, come segretario del ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani. Di lì la prestigiosa nomina a Torino, dove si è trovato da affrontare questioni importanti, dal varo della Fondazione Museo Egizio al completamento dei restauri della Reggia di Venaria, in vista oltre tutto delle Olimpiadi. Poi, la scorsa estate, il cambio della guardia con l´arrivo a Torino di Liliana Pittarello.

 

ROMA - Beni culturali, valzer delle poltrone Terremoto a Roma, saltano Marchetti e Baldi
CARLO ALBERTO BUCCI
29 dicembre 2007, LA REPUBBLICA - Roma

Il direttore regionale del Lazio spostato in Emilia Romagna. E per l´architetto della Darc un incarico al centro studi
Saranno sostituiti dagli architetti Francesco Prosperetti e Carla Di Francesco

Luciano Marchetti e Pio Baldi sotto l´albero hanno trovato le valige. E un biglietto di sola andata. Il valzer che il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha imposto alle poltrone di "direttore" nominate dai suoi predecessori, a Roma si è trasformato in un terremoto. Ed è solo l´inizio. Perché tra due mesi si aprirà la partita dei ruoli da soprintendente.
Il direttore regionale dei Beni culturali del Lazio, l´ingegnere Marchetti - che ha coordinato le numerose soprintendenze attive nella Capitale e che è commissario straordinario per la rinascita della Domus Aurea, chiusa ormai da due anni - è stato trasferito e trascorrerà gli ultimi anni prima della pensione in Emilia Romagna, nonostante solo sei mesi fa il ministro l´avesse riconfermato nel Lazio. Mentre Baldi - l´architetto romano protagonista della nascita sin dal 2001 della Direzione per l´architettura e l´arte contemporanea (la Darc), l´uomo che stava traghettando il Maxxi di via Guido Reni verso l´agognato taglio del nastro del mega museo firmato Zaha Hadid - ha avuto un "incarico di studio": un ruolo non operativo per il dirigente del ministero con più anni di servizio alle spalle.
I due dirigenti furono destinati ai ruoli "romani", che da venerdì 21 dicembre, mentre stavano facendo gli auguri di Buon Natale ai loro collaboratori, hanno scoperto con sorpresa di non ricoprire più, dai predecessori di Rutelli. Marchetti è arrivato in riva ala Tevere nel 2004, chiamato nell´importante piazza romana dal ministro dei Beni culturali del secondo governo Berlusconi, Giuliano Urbani, ma dopo essere stato assegnato alla guida dell´Umbria (regione dove ha a lungo lavorato, anche come vice commissario al terremoto) dal precedente inquilino del dicastero di piazza del Collegio Romano, Giovanna Melandri. Ed è stata la stessa attuale ministra delle Politiche giovanili a fare di Pio Baldi, nel 2001, il direttore della neonata e rampante Darc.
I due dirigenti saranno sostituiti l´uno, da Francesco Prosperetti, che sale dalla Calabria (dove arriva Paolo Scarpellini, proveniente dalla Sardegna via Basilicata) per andare a occupare l´ufficio al San Michele di direttore regionale del Lazio occupato per tre anni dall´ingegner Marchetti (in precedenza l´architetto Prosperetti era stato soprintendente di Salerno). Mentre alla direzione "tematica" che promuove l´arte e l´architettura del futuro, a Roma e in tutto il Paese, arriva Carla Di Francesco, l´architetto che ha guidato l´importante direzione regionale della Lombardia sin dall´istituzione di questo ruolo ministeriale.

 

LOMBARDIA - Cambio alla direzione regionale. «Darsena.e Sant'Ambrogio, progetti sbagliati»
intervista a Carla Di Francesco - Armando Stella
29 dicembre 2007, il Corriere della Sera, Milano

L'intervista Di Francesco: una città snaturata Più traffico e smog con i nuovi box

La soprintendente: manca la giusta collaborazione con il Comune
Alla direzione regionale è stato nominato Gino Famiglietti, vicecapo dell'Ufficio legislativo del Ministero ai Beni Culturali
Dopo sette anni e mezzo Carla Di Francesco, 56 anni, il 1 " gennaio lascia la direzione regionale ai Beni culturali. È stata promossa direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea. Al suo posto arriva Gino Famiglietti.
Facciamo un bilancio?
«Se dobbiamo (ride, ndr)».
Le polemiche sono iniziate con il restauro del Teatro alla Scala e continuano oggi con box interrati e nuovi quartieri.
«Guardi, il progetto Scala è stato estremamente gratificante».
Ma sollevò molte critiche.
«Qui sono di casa. In quel caso, poi, si toccava il cuore della cultura, c'era da aspettarselo».
E oggi? Celentano contro gli ecomostri, comitati contro i box.
Pure il suo ruolo di controllo e garanzia è stato messo sotto accusa.
«Il mio era un ruolo di coordinamento, sono le Soprintendenze ad autorizzare i progetti...».
Ma ora può dare un giudizio.
«Allora dirò che Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale».
Non si salva così. Un esempio?
«Questa è una città che vuole crescere in altezza, che non vuole restaurare ma sostituire. Non ha un concetto di conservazione di sé e soprattutto è rivolta verso un futuro di forme non italiane».
Si riferisce alle cime curve e torte di CityLife?
«Quelle sì. Ma ci sono anche Isola, Garibaldi-Repubblica...».
L'analisi vale anche per i parcheggi sulle rovine romane?
«Uguale. Si sta regolamentando la sosta secondo un piano non certo da centro storico».
Un piano sbagliato?
«Io non ho mai fatto il sindaco né l'assessore, ma se avessi potuto
non li avrei fatti certi parcheggi in aree sensibili. Ci sono fortissimi limiti in questa scelta».
Limiti, dice.
«Ho il dubbio che il sistema non funzioni, che invece di scoraggiare il traffico, lo attiri».
Perché non l'ha detto prima?
«Non spetta a un soprintendente fare affermazioni di principio».
Un'autorizzazione che le ha provocato rammarico?
«C'è, ma non l'ho data io: quella per costruire l'autosilo in Darsena».
I lavori in piazza Sant'Ambrogio, però, li ha seguiti lei.
«E anche qui ho dei dubbi che i box siano utili e indispensabili».
Anche i cittadini hanno dubbi.
«S'interrogano giustamente sul futuro della città. Ma ho l'impressione che comitati e gruppi reagiscano solo quando i progetti toccano il giardino di casa loro».
La cultura a Milano.
«Stimolante. Ma nel settore del restauro non è il massimo».
Un giudizio sul lavoro dell'assessore Vittorio Sgarbi.
«Non me la faccia dire».
Insisto.
«Fa incursioni su molti argomenti che non sono di sua competenza. Esterna molto, sì. Ma fa poco. Eppure c'è una nota positiva..»
La dica subito, allora.
«Ho avviato vincoli monumentali segnalati da lui, è stato d'aiuto. Sul garage Traversi, ad esempio».
Nessun rimpianto?
«Non aver concluso la proposta di tutela paesistica del Qt8».
Un punto d'orgoglio?
«Avere avviato il recupero e il rilancio di Palazzo Litta».
E che diciamo di Palazzo Reale?
«Il ministero si è fatto carico del restauro'conservativo della Sala delle Cariatidi, ma noto una certa diffidenza del Comune e questo mi dispiace. Con altre amministrazioni lombarde, penso a Mantova e Cre-mona, abbiamo lavorato meglio».
Qui si lavora male?
«Diciamo che manca la "giusta collaborazione". Chi guida la città considera il ministero non un interlocutore, ma un impaccio».

 

Milano. La sovrintendente che non amava la città del futuro
Matteo Legnani
Libero Milano 31/12/2007

Per sette anni e mezzo ha considerato Milano come un gigantesco parco archeologico. Ora Carla Di Francesco, direttrice regionale ai Beni culturali, lascia l'incarico. Andrà a Roma, promossa direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea.
L'intervista che ha rilasciato qualche giorno fa a un quotidiano è una sorta di outing: la sovrintendente se la prende con i grattacieli di Citylife in Fiera, con il progetto di Garibaldi-Repubblica, coi parcheggi, in particolare quelli progettati (e ancora fermi) in Darsena e a Sant'Ambrogio. Insomma, se la prende con tutto ciò che di nuovo verrà in questa città.
Per forza, direte voi, è un'archeologa... Già, un'archeologa che in questo ultimo anno e mezzo ha "sguazzato" coi suoi uomini nei cantieri di mezza città, approfittando proprio dei tanti progetti messi in pista dall'amministrazione comunale e dagli investitori privati. Bastava un muro di mattoni, qualche sasso e la frittata era fatta; cantiere bloccato per mesi e buonanotte al rispetto dei tempi di realizzazione. Un esempio? Quello proprio della Darsena, dove in mesi di indagini sono saltati fuori un muretto preso persino di mira da un graffitaro e un pezzo di piattaforma lignea del Quattrocento. Un altro? Quello di piazza Meda, in pieno centro, dove le lungaggini delle ispezioni archeologiche suscitarono polemiche e anche un'indagine da parte di Palazzo Marino.
«Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale» dice la Di Francesco. La verità è che a Milano ci sono troppe persone che, come lei, non vogliono che questa diventi una città più moderna, funzionale e meno stressante per chi ci vive e lavora.