RASSEGNA
STAMPA (tratta dal sito
www.patrimoniosos.it )
DALLA CIRCOLARE UIL:
NOMINE QUESTA VOLTA RUTELLI LE HA AZZECCATE TUTTE- BEL SEGNALE ORA
SI RIPARTE PER COSTRUIRE
2007-12-21
Uil beni culturali
SEGRETERIA GNERALE UIL: COORDINAMENTO NAZIONALE UIL BENI E ATTIVITA’
CULTURALI Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma Tel 06/6723361 –
6792933 fax 6782911 - E - Mail uilbac@tiscali.it sito internet
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COMUNICATO DELLA SEGRETERIA GENERALE UIL BENI E ATTIVITA' CULTURALI
NOMINE QUESTA VOLTA RUTELLI LE HA AZZECCATE TUTTE- BEL SEGNALE ORA SI
RIPARTE PER COSTRUIRE.
Non c’è che dire, questa volta il Ministro Rutelli le ha azzeccate, con
l’unica eccezione di Pio Baldi, tutte, le nomine che per almeno 1 mese
aveva paralizzato il secondo piano del Ministero in via del Collegio
Romano per la questua che si svolgeva quotidianamente tra Direttori
Generali Centrali e Regionali che chiedevano di essere confermati nei
propri posti. La notizia positiva è arrivata stamattina dal Consiglio
dei Ministri che su proposta del Ministro Rutelli ha confermato
nell’incarico di Segretario Generale il Prof Giuseppe Proietti ,
resistendo ad una potentissima lobbies politico sindacale che ne voleva
la defenestrazione. Il Segretario Generale Proietti per storia, moralità
e trasparenza , rappresenta il vero garante dell’azione tecnico
scientifica e amministrativa di tutto il Ministero. Novità di rilievo vi
sono anche per le Direzioni Generali Centrali e Regionali poiché il
criterio seguito è stato quello di mantenere presso tali strutture i
Dirigenti che erano stati nominati alla fine di luglio con l’unica
eccezione di Vittoria Garibaldi che non ha ottenuto una seconda grazia
dopo quelle concesse da Urbani e Buttiglione prima e dalla prima tornata
di nomine di Rutelli dopo. Infatti tale Dirigente non è stata confermata
nell’incarico di Direttore Regionale della Campania ma neanche in altro
posto da Direttore Generale. Analoga sorte è toccata all’ex Segretario
Particolare di Urbani Mario Turetta che dopo le esperienze negative
fatte in Piemonte ed in questi 5 mesi a Roma, non viene confermato in
nessun incarico e quindi ritorna alla Regione Piemonte. Queste due
posizioni erano state chieste fortemente dalla Uil. Perde molto del suo
peso , gravato dal fattaccio del Vittoriano Luciano Marchetti che viene
mandato via dalla Direzione Regionale del Lazio per approdare , sotto
osservazione, in Emilia Romagna. Anche la Lombardia vede un
avvicendamento poiché Carla Di Francesco viene trasferita a Roma visti i
notevoli contenziosi che si erano creati sul territorio. La Uil questa
volta esprime soddisfazione per le scelte fatte poiché rispondono a due
criteri fondamentali che sono: Valutazione delle capacità ed incapacità
dei Direttori Generali centrali e regionali; Una buona rotazione degli
incarichi che vuol dire evitare contaminazioni ambientali; Inoltre a
tutto ciò si aggiunge anche il fatto che nei contratti che andranno a
firmare tali Direttori Generali c’è una clausola che li obbliga alla
presenza sui propri posti di lavoro dati i casi di assenteismo che si
sono registrati nel corso del tempo. Ecco tutte le nomine e le conferme:
In grassetto sono riportati i nuovi Direttori Generali Centrali e
periferici nominati.
[...]
Non è stata confermata nell’incarico di Dirigente Generale presso il
SECIN , ANNA MARIA BUZZI. Per le nomine dei Soprintendenti , Direttori
di Archivio e Biblioteche verrà diramato un decreto a firma del Ministro
che proroga gli attuali contratti per un periodo di tre mesi poiché è
necessario andare a ridefinire attraverso il confronto con il Sindacato
le nuove articolazioni territoriali e centrali degli uffici di seconda
fascia del Ministero. Poi verranno presi in considerazione i contratti
da confermare o da non confermare tra i Soprintendenti , Direttori di
Archivio e Biblioteche.
Roma, 21 DICEMBRE ’07
L’Ufficio Stampa
Giri di nomine ai vertici del ministero
L’Unità 22/12/2007
Con il
Consiglio dei ministri di ieri il ministro per i Beni culturali Rutelli
ha messo in atto una girandola di cambi di vertici tra direttori
generali e direttori regionali. Con qualche defezione sorprendente:
Baldi non guiderà più la direzione dell'architettura e delle arti
contemporanea, settore che ha guidato per anni con competenza e dal
quale ha avviato la nascita del museo Maxxi a Roma. Viene sostituito
dalla dottoressa Di Francesco. Dalla direzione generale della Campania
viene invece scalzata Vittoria Garibaldi: già direttrice della Galleria
nazionale di Perugia, la sua è la nomina che a suo tempo aveva sollevato
polemiche perché scelta nonostante non avesse superato una prova di
concorso per soprintendenti. Non è stato confermato tra i direttori
generali Marco Turetta, che era prima diventato segretario dell'ex
ministro Urbani e da lì era passato dal settore amministrativo alla
guida dei beni culturali in Piemonte. Lascia la direzione regionale del
Lazio l'ingegner Luciano Marchetti (aveva fatto il commissario per i
lavori di recupero del terremoto in Umbria) destinato all'Emilia
Romagna. Diventa direttore regionale della Sardegna Garzillo (che era
nella direzione dello staff) dove sostituisce Scarpellini, inviato in
Calabria. Confermato come segretario generale, e quindi come figura
chiave per il funzionamento del dicastero, Giuseppe Proietti,
archeologo.
Napoli. Beni culturali, arriva Luciano Scala
Corriere del Mezzogiorno – Napoli e Campania 22/12/2007
Cambio
della guardia alla direzione regionale della Campania per i beni
Culturali. Vittoria Garibaldi, arrivata in città sei mesi fa, torna a
Roma alla direzione del personale. Al suo posto è stato nominato Luciano
Scala, archivista, direttore generale del ministero per i Beni e le
Attività Culturali per i Beni librari e gli Istituti culturali italiani
all'estero. Fra gli altri incarichi fino alla nomina in Campania è stato
direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche
italiane e per le informazioni bibliografiche.
CAMPANIA - Beni culturali, Scala nuovo direttore
Carlo Avvisati
23/12/2007 il mattino
Prorogata sino a fine marzo l’autonomia della Soprintendenza
archeologica di Pompei che vedrà, dunque, ritardato di tre mesi il suo
accorpamento alla Soprintendenza «madre» di Napoli. Il provvedimento -
che è valido anche per le altre direzioni di secondo livello - è stato
varato con apposito decreto del ministro dei Beni Culturali Francesco
Rutelli, durante il Consiglio dei ministri di ieri l’altro. Vale a dire
che in questo frattempo i due soprintendenti Maria Luisa Nava (Napoli) e
Pietro Giovanni Guzzo (Pompei), e il direttore amministrativo Antonio De
Simone, resteranno al loro posto ma dovranno lavorare al fine di
adottare tutte le misure opportune e significativa per arrivare alla
riunificazione delle due importanti realtà archeologiche campane. Ma ad
interessare la Campania c’è ancora un altro dato: Vittoria Garibaldi,
direttore generale dei Beni Culturali regionali, nominata solo nel
luglio scorso al posto di Stefano De Caro (che era stato a sua volta
designato direttore generale del settore Archeologia) viene trasferita a
Roma, dove assumerà l’incarico della direzione del personale. Insomma,
la direttrice Garibaldi è stata davvero una meteora che non ha potuto
lasciare alcun segno del suo passaggio, considerato il periodo
assolutamente troppo breve per poter impostare un progetto benché minimo
su protezione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale
regionale. Il suo posto, a Castel Dell’Ovo, sarà occupato da Luciano
Scala, una vita trascorsa ai Beni culturali, nel cui ambito sino a ieri
ha ricoperto il ruolo di direttore generale per i Beni librari e per gli
Istituti culturali. Ovviamente, i tempi per l’impianto del nuovo
dicastero voluto dai vertici di via del Collegio Romano potrebbero
subire repentine accelerate e i responsabili non aspettare
necessariamente la fine di marzo per varare le nuove nomine o disporre
gli avvicendamenti alla guida delle soprintendenze. Novanta giorni
sarebbero il tempo ritenuto giusto sia dai politici che dalle
organizzazioni sindacali per poter fare le cose con oculatezza. Tra le
altre, i provvedimenti verrebbero presi anche tenendo conto dei
suggerimenti che arriveranno al ministro Rutelli dai direttori
regionali, nuovi insediati. Insomma nessuno, eccetto il ministro, può
dire oggi chi e quali direzioni cambieranno in Campania. In regione
prima di due mesi non dovrebbe difatti muoversi foglia, anche se le
ipotesi che stanno fioccando su avvicendamenti e sostituzioni hanno
tutte una certa base logica. Per Salerno, che include anche i territori
di Avellino e Benevento, potrebbero non esserci grandi novità e l’area
dovrebbe continuare a ricadere sotto la responsabilità di Angelo Maria
Ardovino, inviato a sostituire Giuliana Tocco, perché in quiescenza. Tra
l’altro, a Salerno, pende ancora il ricorso presentato da Mario Pagano,
soprintendente archeologo del Molise, per l’incarico affidato a Ardovino
dalla direzione centrale del Ministero che - a dire di Pagano - non
avrebbe valutato alcune sue esigenze. Una nomina, poi, dovrà essere
predisposta di sicuro per la Soprintendenza ai Beni storici, artistici e
architettonici di Caserta, che è retta, a tutt’oggi, ad interim da
Enrico Guglielmo, responsabile anche dell’Ufficio di Napoli. Che cosa
dicono i sindacati? Commenti cauti e attendisti. «A mio avviso -
risponde ad esempio Claudio Calcara della Uil Beni culturali - due mesi
sono il tempo necessario per avere chiarezza sulla la situazione
politica. E quindi aspettiamo ancora per capire quale sarà in concreto
il futuro dei Beni culturali a Sud».
LOMBARDIA - Beni Culturali, giro di valzer
CRONACAQUI 27-12-2007
Il
Giro di valzer ai Beni Culturali. Con le valigie già pronte, Carla Di
Francesco trasloca da Milano a Roma. Da anni direttore regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia passa alla direzione
generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e
l'arte contemporanee (Darc). Al suo posto arriva, fresco di nomina, Gino
Famiglietti. Un cambio ai vertici che per molti, sindacati in primis,
suona come una «promozione-rimozione». «La Di Francesco viene trasferita
a Roma visti i notevoli contenziosi che si erano creati sul territorio
-spiega Gianfranco Cerasoli, segretario nazionale Uil Beni culturali -
Non c'è che dire, questa volta il ministro Rutelli le ha azzeccate tutte
le nomine che per almeno un mese avevano paralizzato il Ministero dove i
direttori chiedevano di essere confermati nei propri posti. La Uil
esprime soddisfazione per le scelte fatte poiché rispondono a due
criteri fondamentali che sono valutazione delle capacità ed incapacità
dei direttori generali centrali e regionali».
Un ruolo delicato quella della direzione regionale dei Beni culturali,
che aveva più volte messo al centro di polemiche proprio l'architetto Di
Francesco. Come quando la trasmissione Report si occupò dell'affaire
parcheggi a Milano e attaccò duramente il direttore regionale che diede
il suo ok per costruire box sotterranei anche dove erano previsti
vincoli architettonici: da Sant'Ambrogio alla Darsena. «Non dobbiamo
pensare che per questo noi siamo dalla parte degli speculatori. Se la
città decide, la città, il governo della città, decide che è lì che va
il parcheggio, noi facciamo la nostra parte di lavoro», si giustificò la
Di Francesco. Ma, forse, il ministro non ha gradito.
PIEMONTE - Dopo 5 mesi Rutelli rimanda in Piemonte il direttore
Turetta
MARINA PAGLIERI
28 dicembre 2007, LA REPUBBLICA, TORINO
Ritorna in Piemonte Mario Turetta, non più in forze al Ministero dei
beni culturali e di nuovo in Regione, dove il suo incarico alla
direzione dell´Agenzia per il lavoro era congelato da alcuni anni. La
notizia, relativa al nuovo regolamento del ministero e alle nomine dei
direttori in vigore dal 31 dicembre, è apparsa sul sito della Uil
www.patrimoniosos.it.
[IL NOSTRO
SITO NON APPARTIENE ALLA UIL. ABBIAMO SEMPLICEMENTE PUBBLICATO SUL
NOSTRO SITO IL COMUNICATO DELLA UIL:
per leggere
direttamente il comunicato, cliccare qui ]
Dove si legge che "l´ex segretario particolare di Urbani Mario Turetta,
dopo le esperienze negative fatte in Piemonte e in questi 5 mesi a Roma,
non viene confermato in nessun incarico e quindi ritorna alla Regione
Piemonte" (non è certo morbida la Uil con Turetta: pare che tra l´ex
direttore regionale per i beni culturali piemontesi e il sindacato fosse
nato un contenzioso a proposito della Fondazione Antichità Egizie).
Dunque una notizia inaspettata, di cui nessuno è al corrente in piazza
Castello: non ne sanno nulla l´assessore alla Cultura Gianni Oliva e il
direttore del Patrimonio Maria Grazia Ferreri.
Una conferma arriva però dal diretto interessato, che dopo il periodo
torinese a Palazzo Chiablese (la nomina alla Direzione regionale è del
maggio 2004) è stato trasferito lo scorso agosto a Roma a occuparsi non
più di beni culturali, ma di bilancio e personale: «La direzione che mi
hanno assegnato nel nuovo ordinamento verrà divisa in due, a me sarebbe
toccato il personale, ipotesi questa che non mi entusiasmava, l´ho fatto
anche trapelare - dice Turetta. - La conferma delle nuove nomine avverrà
entro due giorni, se come è probabile non sarà più previsto un mio
incarico a Roma tornerò a Torino, a occuparmi magari di nuovo di beni
culturali».
Torinese, 49 anni, una laurea in sociologia, un passato come segretario
della Fondazione Rosselli e quindi come direttore dell´Agenzia regionale
per il lavoro, Turetta ha intrapreso la carriera romana durante il
governo Berlusconi, come segretario del ministro per i Beni culturali
Giuliano Urbani. Di lì la prestigiosa nomina a Torino, dove si è trovato
da affrontare questioni importanti, dal varo della Fondazione Museo
Egizio al completamento dei restauri della Reggia di Venaria, in vista
oltre tutto delle Olimpiadi. Poi, la scorsa estate, il cambio della
guardia con l´arrivo a Torino di Liliana Pittarello.
ROMA - Beni culturali, valzer delle poltrone Terremoto a Roma,
saltano Marchetti e Baldi
CARLO ALBERTO BUCCI
29 dicembre 2007, LA REPUBBLICA - Roma
Il
direttore regionale del Lazio spostato in Emilia Romagna. E per
l´architetto della Darc un incarico al centro studi
Saranno sostituiti dagli architetti Francesco Prosperetti e Carla Di
Francesco
Luciano Marchetti e Pio Baldi sotto l´albero hanno trovato le valige. E
un biglietto di sola andata. Il valzer che il ministro dei Beni
culturali Francesco Rutelli ha imposto alle poltrone di "direttore"
nominate dai suoi predecessori, a Roma si è trasformato in un terremoto.
Ed è solo l´inizio. Perché tra due mesi si aprirà la partita dei ruoli
da soprintendente.
Il direttore regionale dei Beni culturali del Lazio, l´ingegnere
Marchetti - che ha coordinato le numerose soprintendenze attive nella
Capitale e che è commissario straordinario per la rinascita della Domus
Aurea, chiusa ormai da due anni - è stato trasferito e trascorrerà gli
ultimi anni prima della pensione in Emilia Romagna, nonostante solo sei
mesi fa il ministro l´avesse riconfermato nel Lazio. Mentre Baldi -
l´architetto romano protagonista della nascita sin dal 2001 della
Direzione per l´architettura e l´arte contemporanea (la Darc), l´uomo
che stava traghettando il Maxxi di via Guido Reni verso l´agognato
taglio del nastro del mega museo firmato Zaha Hadid - ha avuto un
"incarico di studio": un ruolo non operativo per il dirigente del
ministero con più anni di servizio alle spalle.
I due dirigenti furono destinati ai ruoli "romani", che da venerdì 21
dicembre, mentre stavano facendo gli auguri di Buon Natale ai loro
collaboratori, hanno scoperto con sorpresa di non ricoprire più, dai
predecessori di Rutelli. Marchetti è arrivato in riva ala Tevere nel
2004, chiamato nell´importante piazza romana dal ministro dei Beni
culturali del secondo governo Berlusconi, Giuliano Urbani, ma dopo
essere stato assegnato alla guida dell´Umbria (regione dove ha a lungo
lavorato, anche come vice commissario al terremoto) dal precedente
inquilino del dicastero di piazza del Collegio Romano, Giovanna Melandri.
Ed è stata la stessa attuale ministra delle Politiche giovanili a fare
di Pio Baldi, nel 2001, il direttore della neonata e rampante Darc.
I due dirigenti saranno sostituiti l´uno, da Francesco Prosperetti, che
sale dalla Calabria (dove arriva Paolo Scarpellini, proveniente dalla
Sardegna via Basilicata) per andare a occupare l´ufficio al San Michele
di direttore regionale del Lazio occupato per tre anni dall´ingegner
Marchetti (in precedenza l´architetto Prosperetti era stato
soprintendente di Salerno). Mentre alla direzione "tematica" che
promuove l´arte e l´architettura del futuro, a Roma e in tutto il Paese,
arriva Carla Di Francesco, l´architetto che ha guidato l´importante
direzione regionale della Lombardia sin dall´istituzione di questo ruolo
ministeriale.
LOMBARDIA - Cambio alla direzione regionale. «Darsena.e Sant'Ambrogio,
progetti sbagliati»
intervista a Carla Di Francesco - Armando Stella
29 dicembre 2007, il Corriere della Sera, Milano
L'intervista Di Francesco: una città snaturata Più traffico e smog con i
nuovi box
La soprintendente: manca la giusta collaborazione con il Comune
Alla direzione regionale è stato nominato Gino Famiglietti, vicecapo
dell'Ufficio legislativo del Ministero ai Beni Culturali
Dopo sette anni e mezzo Carla Di Francesco, 56 anni, il 1 " gennaio
lascia la direzione regionale ai Beni culturali. È stata promossa
direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per
l'architettura e l'arte contemporanea. Al suo posto arriva Gino
Famiglietti.
Facciamo un bilancio?
«Se dobbiamo (ride, ndr)».
Le polemiche sono iniziate con il restauro del Teatro alla Scala e
continuano oggi con box interrati e nuovi quartieri.
«Guardi, il progetto Scala è stato estremamente gratificante».
Ma sollevò molte critiche.
«Qui sono di casa. In quel caso, poi, si toccava il cuore della cultura,
c'era da aspettarselo».
E oggi? Celentano contro gli ecomostri, comitati contro i box.
Pure il suo ruolo di controllo e garanzia è stato messo sotto accusa.
«Il mio era un ruolo di coordinamento, sono le Soprintendenze ad
autorizzare i progetti...».
Ma ora può dare un giudizio.
«Allora dirò che Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno
coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale».
Non si salva così. Un esempio?
«Questa è una città che vuole crescere in altezza, che non vuole
restaurare ma sostituire. Non ha un concetto di conservazione di sé e
soprattutto è rivolta verso un futuro di forme non italiane».
Si riferisce alle cime curve e torte di CityLife?
«Quelle sì. Ma ci sono anche Isola, Garibaldi-Repubblica...».
L'analisi vale anche per i parcheggi sulle rovine romane?
«Uguale. Si sta regolamentando la sosta secondo un piano non certo da
centro storico».
Un piano sbagliato?
«Io non ho mai fatto il sindaco né l'assessore, ma se avessi potuto
non li avrei fatti certi parcheggi in aree sensibili. Ci sono fortissimi
limiti in questa scelta».
Limiti, dice.
«Ho il dubbio che il sistema non funzioni, che invece di scoraggiare il
traffico, lo attiri».
Perché non l'ha detto prima?
«Non spetta a un soprintendente fare affermazioni di principio».
Un'autorizzazione che le ha provocato rammarico?
«C'è, ma non l'ho data io: quella per costruire l'autosilo in Darsena».
I lavori in piazza Sant'Ambrogio, però, li ha seguiti lei.
«E anche qui ho dei dubbi che i box siano utili e indispensabili».
Anche i cittadini hanno dubbi.
«S'interrogano giustamente sul futuro della città. Ma ho l'impressione
che comitati e gruppi reagiscano solo quando i progetti toccano il
giardino di casa loro».
La cultura a Milano.
«Stimolante. Ma nel settore del restauro non è il massimo».
Un giudizio sul lavoro dell'assessore Vittorio Sgarbi.
«Non me la faccia dire».
Insisto.
«Fa incursioni su molti argomenti che non sono di sua competenza.
Esterna molto, sì. Ma fa poco. Eppure c'è una nota positiva..»
La dica subito, allora.
«Ho avviato vincoli monumentali segnalati da lui, è stato d'aiuto. Sul
garage Traversi, ad esempio».
Nessun rimpianto?
«Non aver concluso la proposta di tutela paesistica del Qt8».
Un punto d'orgoglio?
«Avere avviato il recupero e il rilancio di Palazzo Litta».
E che diciamo di Palazzo Reale?
«Il ministero si è fatto carico del restauro'conservativo della Sala
delle Cariatidi, ma noto una certa diffidenza del Comune e questo mi
dispiace. Con altre amministrazioni lombarde, penso a Mantova e Cre-mona,
abbiamo lavorato meglio».
Qui si lavora male?
«Diciamo che manca la "giusta collaborazione". Chi guida la città
considera il ministero non un interlocutore, ma un impaccio».
Milano. La sovrintendente che non amava la città del futuro
Matteo Legnani
Libero Milano 31/12/2007
Per
sette anni e mezzo ha considerato Milano come un gigantesco parco
archeologico. Ora Carla Di Francesco, direttrice regionale ai Beni
culturali, lascia l'incarico. Andrà a Roma, promossa direttore generale
del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e
l'arte contemporanea.
L'intervista che ha rilasciato qualche giorno fa a un quotidiano è una
sorta di outing: la sovrintendente se la prende con i grattacieli di
Citylife in Fiera, con il progetto di Garibaldi-Repubblica, coi
parcheggi, in particolare quelli progettati (e ancora fermi) in Darsena
e a Sant'Ambrogio. Insomma, se la prende con tutto ciò che di nuovo
verrà in questa città.
Per forza, direte voi, è un'archeologa... Già, un'archeologa che in
questo ultimo anno e mezzo ha "sguazzato" coi suoi uomini nei cantieri
di mezza città, approfittando proprio dei tanti progetti messi in pista
dall'amministrazione comunale e dagli investitori privati. Bastava un
muro di mattoni, qualche sasso e la frittata era fatta; cantiere
bloccato per mesi e buonanotte al rispetto dei tempi di realizzazione.
Un esempio? Quello proprio della Darsena, dove in mesi di indagini sono
saltati fuori un muretto preso persino di mira da un graffitaro e un
pezzo di piattaforma lignea del Quattrocento. Un altro? Quello di piazza
Meda, in pieno centro, dove le lungaggini delle ispezioni archeologiche
suscitarono polemiche e anche un'indagine da parte di Palazzo Marino.
«Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e
rispetto del suo grande passato urbano e monumentale» dice la Di
Francesco. La verità è che a Milano ci sono troppe persone che, come
lei, non vogliono che questa diventi una città più moderna, funzionale e
meno stressante per chi ci vive e lavora.