ANNALE n. 23 (2014): L’Italia dei beni culturali. Formazione senza lavoro, lavoro senza formazione

30 novembre, 2014

Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli n. 23 – 2014

Annale 23 copertina

 

L’Italia dei beni culturali: formazione senza lavoro, lavoro senza formazione

Atti del convegno tenuto a Roma il 27 settembre 2012 con un’appendice di Documenti e Materiali (2010-2014)

a cura di Federico De Martino, Claudio Gamba, Sara Parca

coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani

 

Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli fondata da Giulio Carlo Argan, n. 23/2014, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2014

 

 

Atti del convegno promosso da Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli.                 Hanno aderito all’iniziativa:

Associazione delle Biblioteche Ecclesiastiche Italiane (ABEI)

Associazione Italiana Biblioteche (AIB)

Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (AICI)

Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata (AIDA)

Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI)

Amici di Città della Scienza

Associazione Nazionale Archeologi (ANA)

Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI)

Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte (ANISA)

Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali (ANMLI)

Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS)

Archivio internazionale per la storia e l’attualità del restauro – Per Cesare Brandi

Associazione Restauratori d’Italia (ARI)

Associazione amici di Cesare Brandi

Associazione culturale Silvia dell’Orso

Associazione per l’economia della cultura

Associazione Nazionale dei Tecnici per la Tutela dei Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici (ASSOTECNICI)

Associazione nazionale urbanisti e pianificatori territoriali e ambientali (ASSURBANISTI)

Comitato per la bellezza

Confederazione Nazionale Artigianato (CNA) – Unione Artistico e Tradizionale

Centro europeo per l’organizzazione e il management culturale (ECCOM)

Eddyburg

Federazione Servizi Pubblici Cultura Turismo Sport Tempo Libero (FEDERCULTURE)

Forum PA

Associazione Italiana delle Biblioteche, Archivi e Centri di documentazione musicale (IAML-Italia)

International Council of Museums-Italia (ICOM-Italia)

PatrimonioSOS

Associazione Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA)

 

Sommario del volume

 

PREMESSA

Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia

PARTE PRIMA

FORMAZIONE COME DIRITTO NON COME CONDANNA I DIRITTI NEGATI DELLE PROFESSIONI PER IL PATRIMONIO

Marisa Dalai Emiliani (Associazione Bianchi Bandinelli), Dal tuttologo all’iper-specialista: le false prospettive della formazione universitaria negli ultimi trent’anni

Federico De Martino (Associazione Bianchi Bandinelli), L’offerta formativa del settore nell’Università italiana: un’indagine quantitativa 

Sergio Vasarri (FORMEZ, Associazione Bianchi Bandinelli), L’istruzione professionale di competenza regionale. Il caso dell’IFTS e degli ITS: una programmazione senza ratio

Claudio Gamba (Associazione Bianchi Bandinelli), Lavorare per i beni culturali: sbocchi professionali, modalità di accesso e paradossi del precariato

Tsao Cevoli, Salvo Barrano (Associazione Nazionale Archeologi – ANA), Un’inchiesta sulla professione di archeologo

Alberto Avio (Università degli Studi di Ferrara – Facoltà di Giurisprudenza), Le forme contrattuali del settore prima e dopo la “riforma Fornero”

PARTE SECONDA

STORIE E TESTIMONIANZE DI LAVORO PRECARIO NEL MONDO DEI BENI CULTURALI

Presentazione a cura di Claudio Gamba, Cettina Mangano, Sara Parca

Raccolta di testimonianze

PARTE TERZA

PER UN DIVERSO RAPPORTO FORMAZIONE/LAVORO UNA STRATEGIA PER IL CAMBIAMENTO È POSSIBILE?

Luca Bellingeri (Direttore della Biblioteca Estense di Modena), Riflessioni di un bibliotecario

Rosanna Cappelli (Direttore area Musei e mostre ELECTA Mondadori), Qualche considerazione e proposta per le professioni nel settore dell’Editoria. Solo il vecchio è buono?

Giovanni Carbonara (Direttore della Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti – Sapienza Università di Roma), Il restauro architettonico: formazione e lavoro

Paola Carucci (Sovrintendente Archivio Storico della Presidenza della Repubblica – Vicepresidente ANAI), Proposte per la formazione scientifica degli archivisti

Annalisa Cicerchia (ISTAT-DCSA/UO e Associazione per l’Economia della Cultura), Le proposte per le professioni del turismo

Rosanna Cioffi (Presidente della Consulta Universitaria Nazionale degli Storici dell’Arte – CUNSTA), Il ruolo dello storico dell’arte

Enzo Feliciani (Segretario nazionale UILPA – Beni e attività culturali), Le professionalità dei beni culturali

Giovanna Martellotti (Conservazione Beni Culturali – CBC), Le prospettive per la professione di restauratore

Claudio Meloni (Coordinatore nazionale FPCGIL MiBACT), Una nuova politica per il MiBACT: analisi e proposte sui cambiamenti organizzativi

Stefano Parise (Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche – AIB), Il riconoscimento della professione bibliotecaria: un percorso in salita

Clara Rech, Irene Baldriga (ANISA Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte), Le proposte per la professione di insegnante di Storia dell’arte nella Scuola italiana

Alessandro Simonicca (Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici – Sapienza Università di Roma), Lo iato tra formazione e professioni del demoetnoantropologo

Anna Maria Visser Travagli (ICOM-Italia/ANMLI e Università degli Studi di Ferrara – MuSeC), Prospettive per la professione di museologo

Giuliano Volpe (Rettore dell’Università degli Studi di Foggia), Le proposte per la professione di archeologo

PARTE QUARTA

DOCUMENTI E MATERIALI (2010-2014)

Profili professionali nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, determinati nel 2010 in occasione del rinnovo del contratto nazionale di lavoro con validità triennale (ma tuttora vigenti)

S.O.S. Patrimonio culturale. Un mondo a parte: i Beni Culturali in Sicilia (2013)

Relazione sul precariato MiBACT, Roma 4 ottobre 2013

Avviso pubblico per la selezione di cinquecento giovani laureati da formare, per la durata di dodici mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali Testo del decreto direttoriale 6 dicembre 2013 coordinato con le modifiche apportate dal decreto direttoriale 16 dicembre 2013

Associazione Bianchi Bandinelli (Sara Parca, Stefania Ventra) Intervento letto alla manifestazione “500 NO al MiBACT” dell’11 gennaio 2014

Autocensimento online dei precari del MiBACT e delle istituzioni culturali degli Enti locali

Legge 22 luglio 2014, n. 110 (G.U. Serie Generale, n. 183 dell’8 agosto 2014) “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professionisti dei beni culturali, e istituzione di elenchi nazionali dei suddetti professionisti”

Decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, cosiddetto Art Bonus, convertito in legge, con modificazioni, il 29 luglio 2014, n. 106 (G.U. Serie Generale,175, 30 luglio 2014), “Disposizioni urgenti per la tutela del Patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, Art. 8

 

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Premessa

Marisa Dalai Emiliani e Vezio De Lucia*

L’Associazione “Ranuccio Bianchi Bandinelli” dedica questo volume alla memoria di Giuseppe Chiarante, scomparso nel 2012. Aveva fondato l’associazione insieme allo storico dell’arte Giulio Carlo Argan nel 1991 e aveva voluto e saputo farne uno strumento di intervento nel dibattito politico sul patrimonio, sulla cultura e le sue istituzioni, ma soprattutto uno strumento critico, di denuncia tempestiva quando era necessario, ma anche di riflessione e costruzione di consapevolezze attraverso la ricerca, i convegni, i seminari e la pubblicazione delle due collane dei Quaderni giuridici e degli Annali. È stato Presidente dell’associazione fino al 2006, continuando però fino all’ultimo a orientarne le scelte e l’azione. L’Associazione gli ha dedicato recentemente una giornata di studio e di rilancio delle sue idee nell’Italia contemporanea, i cui atti verranno pubblicati quanto prima in questa stessa collana.

Il convegno che dà il nome a questo volume è stato tra le prime iniziative realizzate senza di lui, il primo non introdotto da una sua lettura insieme culturalmente densa e politicamente illuminante delle questioni da affrontare. Eppure si può dire che l’architettura di quella giornata “di confronto, protesta e proposta”, riflessa qui nel sommario, è in certo modo lo specchio dei grandi temi su cui Chiarante si è impegnato durante tutta lasua vita di intellettuale e politico, come esponente di primo piano della sinistra, ma di una sinistra critica. Quali i temi? La formazione dei cittadini, per cui ha seguito da vicino e ha dato un contributo importante ai processi di riforma della Scuola italiana fin dagli anni Sessanta del Novecento; quindi, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, diventato senatore, si è dedicato alle politiche per il Patrimonio culturale, fino all’esperienza particolarmente incisiva nel ruolo di vice-presidente del Consiglio Nazionale dei Beni culturali, esperienza conclusa con le amare e sacrosante dimissioni rassegnate al ministro Giuliano Urbani e al suo sottosegretario Vittorio Sgarbi, che stavano per varare la sciagurata operazione Patrimonio S.P.A., cioè la svendita del patrimonio culturale pubblico.

Su un aspetto del sistema della tutela in Italia ha costantemente insistito Giuseppe Chiarante nei suoi progetti e disegni di legge, pensati per ridargli efficacia e slancio: l’alta qualificazione, attraverso una formazione e specializzazione adeguate, per chi assume la responsabilità diretta del destino dei Beni culturali, cioè il personale tecnico-scientifico delle soprintendenze come dei musei, delle biblioteche, degli archivi, sia statali che locali. E vogliamo ricordare a questo proposito almeno il convegno internazionale che organizzammo in collaborazione con l’Accademia dei Lincei nel 2000, dedicato alla formazione degli addetti al Patrimonio culturale in Europa e in Italia, con l’intento di orientare per questo specifico ambito la riforma universitaria allora in corso. Ma oltre ai contenuti, vorremmo sottolineare quanto questa iniziativa deve alla lezione di Chiarante anche sul piano del metodo e della strategia: costruire ponti tra il mondo dell’Università, cioè della ricerca e della formazione, da un lato e, dall’altro, il mondo della tutela attiva, abbattendo steccati e pregiudizi, è stata la missione dell’Associazione “Ranuccio Bianchi Bandinelli” fin dall’origine, ma ancor più lo è stato il dialogo cercato sempre, un dialogo diretto e senza compromessi, con chi aveva e ha responsabilità di governo in ordine alle politiche per l’istruzione, la ricerca e la salvaguardia del Patrimonio. È questo il modello che ci ha guidati nel disegnare il progetto per il convegno di cui si presentano ora gli atti, riprendendo una delle idee guida di Chiarante negli ultimi anni: quella di unire le forze delle Associazioni che si ispirano all’articolo 9 della Costituzione.

L’adesione delle Associazioni di tutela e professionali a questa nostra iniziativa è stata davvero imponente, a riprova della gravità del problema del precariato intellettuale e dell’urgenza di studiare e adottare misure di contrasto. Desideriamo ringraziarle tutte. Ma vogliamo sottolineare con forza che i problemi di cui qui si discute sono trasversali, comuni pur nella peculiarità di ogni settore. Siamo convinti che la prospettiva in cui affrontarli non può essere settoriale, meno che mai corporativa, ma deve essere espressione di una visione davvero unitaria.

* Presidente Onoraria e Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

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Collegamento alla pagina dedicata al convegno “L’Italia dei beni culturali. Formazione senza lavoro, lavoro senza formazione”