Riproduzioni libere? Maneggiamo con cura

di Lucinia Speciale

La rete e i social network ci hanno riportato indietro agli anni Settanta, quando ogni questione culturale era propiziata da un appello. Quotidianamente le caselle di posta elettronica sono raggiunte da sollecitazioni di tutti i tipi, che vanno dall’invito a sostenere una legge per la sicurezza alimentare alla difesa di un sito archeologico. Si è creata anche una piccola gara ad accaparrarsi le firme più in vista. Verrebbe da pensare che gli intellettuali italiani trascorrano buona parte del loro tempo a schierarsi. Dopo qualche decennio di bonaccia e disimpegno è comunque un dato consolante. L’impegno civile è un segno di vitalità.

A volte però si ha l’impressione che dietro un buon principio, come quello della libertà di ricerca, possano crearsi equivoci. Uno di questi è quello ingenerato dalla proposta “Fotografie libere per i Beni culturali”, che ha raccolto diverse migliaia di firme e molti autorevoli interventi a sostegno, tra questi un’interrogazione parlamentare e numerose prese di posizione pubbliche da parte di studiosi e addetti ai lavori. Sebbene abbia una certa attitudine a sottoscrivere gli appelli, dopo un’attenta lettura della premessa che introduce il testo non vi ho aggiunto la mia firma. Condivido invece senza riserve i contenuti della posizione che l’associazione Bianchi Bandinelli ha assunto, in apparente contrasto con la sua vocazione a sostenere l’esigenza di rendere la cultura accessibile a tutti. Continue reading