Una riforma tira l’altra e si smantella la tutela

Sull’ennesima riorganizzazione del Mibact, l’Associazione Bianchi Bandinelli ha approvato il seguente comunicato

 

L’ultimo intervento di “riorganizzazione” aggrava gli effetti della prima riforma Franceschini, isolando e paralizzando le soprintendenze, sottraendo loro mezzi e strumenti di intervento, rendendole sempre più deboli nel confronto con altre istituzioni e interessi particolari; si separano sempre più i musei dal loro ambiente storico e li si grava di nuove incombenze senza fornire nuovo personale; i futuri neodirettori, che usciranno da una pseudo-selezione uguale a quella già assai discutibile dell’estate scorsa, avranno la funzione primaria di questuare le risorse indispensabili. La soppressione della soprintendenza di Taranto e in prospettiva di quella dell’Aquila nega poi alle rispettive città la possibilità di riscattare il loro difficile presente. Continue reading

Mibact, una riforma chiamata caos

Ha avuto un ottimo esito l’incontro organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli presso l’Archivio di Stato, a Sant’Ivo alla Sapienza, sulla situazione e le prospettive dei beni culturali dopo un anno di riforme. Pubblichiamo la relazione introduttiva di Vittorio Emiliani.

Prima che il governo Renzi mettesse mano, col ministro Dario France-schini, a tutta una serie di “riforme” che investono in pieno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si pensava che quel corpo stremato e indebolito dai ripetuti tagli di risorse andasse rivitalizzato con un piano graduale che prevedesse:

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Uno spiraglio per le biblioteche?

di Giovanna Merola

Qualcosa si muove per i beni culturali? Il recente annuncio del ministro Dario Franceschini, che con la legge di stabilità lancia due iniziative da tempo sollecitate, cioè l’assunzione di nuovo personale e l’aumento dei fondi, suona per le biblioteche statali come un tentativo di rianimazione di un corpo da tempo abbandonato a se stesso, che sopravvive con fatica, di fatto in gran parte musealizzato per l’impossibilità di tenere aggiornate le raccolte, ampliare l’accesso ai documenti, gestire i servizi senza affanno. Continue reading

Interventi – La politica dell’impegno. Anna Maria Mandillo e le biblioteche (di Luca Bellingeri)*

 

Inizio 1986. Negli uffici dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico si svolge un incontro sindacale dedicato all’analisi ed alla valutazione dei profili professionali del personale dei ministeri, individuati dal d.P.R. n.1219/1984, ma entrati in vigore solo il 30 ottobre dell’anno successivo. Fresco vincitore di concorso presso la Scuola Superiore per la Pubblica Amministrazione, assegnato da pochi mesi alla Biblioteca Nazionale di Roma come bibliotecario, decido di parteciparvi per cercare di capire il mondo di cui ormai sono entrato a far parte. A condurre l’incontro, oltre ad alcuni esponenti di spicco della CGIL, una signora piccola e minuta, ancora giovane ma con i capelli già grigi, della quale al momento non conosco né il nome né l’esatto ruolo, ma della quale mi colpisce subito, oltre all’indubbio carisma, la precisione, competenza e padronanza con cui, al di fuori da ogni logica sindacale, affronta la questione da un punto di vista “professionale”, traducendo l’arida declaratoria dei profili in uno strumento utile per giungere finalmente all’esatta individuazione e quindi riconoscimento anche giuridico dell’attività del bibliotecario.

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Interventi – Caro Ministro, grazie, ma le sue risposte non convincono (di ABB)

Anzitutto un ringraziamento al Ministro per la pronta risposta alle dieci domande che l’Associazione Bianchi Bandinelli gli ha inoltrato, fatto che denota quanto meno attenzione al dibattito che si sta sviluppando nel nostro Paese.

Restano però aperte le questioni di fondo. Il Ministro parla di una riforma che il Paese aspettava da decenni, senza sapere però che l’unica grande vera riforma sarebbe stata quella dell’aumento delle risorse economiche e del personale per il Ministero: la rivoluzione (questa sì) che il Paese aspettava da decenni. Si può obiettare che in un periodo di crisi si doveva operare necessariamente una revisione della spesa, ma proprio nei periodi di crisi – la storia dovrebbe insegnare – gli investimenti pubblici hanno sostenuto la ripresa, e il nostro patrimonio culturale aveva e ha tuttora solo bisogno di risorse per generare altre risorse, come studi economici autorevoli e condivisi affermano da tempo.

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13 dicembre 2014 – il Ministro Franceschini risponde alle dieci domande sulla riforma del MiBACT

Riceviamo e pubblichiamo, ringraziandolo per l’attenzione, la risposta del Ministro Dario Franceschini alle dieci domande sulla riforma del MiBACT dell’Associazione Bianchi Bandinelli.

Accolgo con piacere la opportunità di rispondere alle 10 domande indirizzatemi dall’Associazione Bianchi Bandinelli. Alcune non riguardano la Riforma del Ministero attuata con il dPCM n. 171 del 2014, ma sono ben lieto di fornire comunque elementi di risposta.

1.Sa il ministro Dario Franceschini come sono state ridotte le strutture che gestiscono i musei e i luoghi della cultura del nostro paese? Sa il ministro che il personale scarseggia drammaticamente e che un’organizzazione burocratica rende la gestione quotidiana e la programmazione di ogni attività una corsa a ostacoli?

Sì, lo so bene. E proprio per questo abbiamo operato una riforma che il Paese attendeva da decenni. Lo strumento a disposizione non consentiva di intervenire sulle dotazioni organiche, anzi, ne presupponeva la riduzione. Il prossimo passo sarà proprio quello di investire in formazione in nuove assunzioni. Proprio per questo la riforma ha previsto una apposita Direzione Educazione e Ricerca. Ho trovato un Ministero che investiva 36.000 euro l’anno in formazione. Tutto questo, con la riforma, cambierà.

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8 dicembre 2014 – “Caro signor Ministro…” Dieci domande a Dario Franceschini sulla riforma del MiBACT

Dario_Franceschini_daticamera1. Sa il ministro Dario Franceschini come sono state ridotte le strutture che gestiscono i musei e i luoghi della cultura del nostro paese? Sa il ministro che il personale scarseggia drammaticamente e che un’organizzazione burocratica rende la gestione quotidiana e la programmazione di ogni attività una corsa a ostacoli?

2. Non sarebbe più sensato, signor ministro, riformare le strutture museali e metterle in condizioni di lavorare al meglio invece di sganciarle dalle soprintendenze pensando che un grande direttore venuto dall’estero possa governare una macchina che funziona così male? Lei sa che all’estero i direttori sono affiancati da strutture amministrative e finanziarie forti e che tali strutture da noi non esistono?

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24 novembre 2014 – Il destino di archivi e biblioteche con la riforma del MiBACT

L’Associazione Bianchi Bandinelli torna a riflettere sugli effetti negativi della riforma del MiBACT attualmente in corso, denunciando la grave situazione che si va delineando per alcuni settori del Ministero, che rischia di  portare ad un significativo ridimensionamento dell’intero sistema degli istituti archivistici e ad un sostanziale smantellamento delle biblioteche pubbliche statali, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di istituti che rappresentano l’identità e la memoria della nostra storia e della nostra comunità civile.

Scarica il documento su Il destino di archivi e biblioteche con la riforma del MiBACT ABB_ArchiviBiblioteche_24nov2014

12 giugno 2014 – Tavola rotonda sull’agenda europea per archivi e biblioteche

12 giugno ARCHIML’Associazione Bianchi Bandinelli promuove la tavola rotonda, organizzata da Archi.I.M. – Archivisti In Movimento, dal titolo La cultura come risorsa e Agenda Europea 2014-2020: quali opportunità per archivi e biblioteche?

Roma, Salone Monumentale della Biblioteca Vallicelliana, 12 giugno 2014, ore 15.30

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20 giugno 2013 – Seminario su SBN: come rilanciare il Servizio Bibliotecario Nazionale

logo_aibOrganizzato dall’Associazione Italiana Biblioteche – AIB –, si è tenuto a Roma con grande successo e partecipazione di un pubblico numeroso, proveniente da tutta Italia, alla presenza di Rossana Rummo,  Direttore Generale per le Biblioteche, gli Archivi, gli Istituti culturali e il Diritto d’Autore del MiBAC, un Seminario che ha proposto in chiave attuale le criticità, ma anche le ipotesi di riforma di SBN, la  principale infrastruttura di servizio bibliografico e bibliotecario del Paese, gravemente carente di risorse e di una progettualità consona alle sfide tecnologiche, alle esigenze di una comunicazione sempre più aperta alla rete e all’indispensabile coinvolgimento in programmi europei e internazionali. Giovanna Merola, già direttrice di SBN e membro del nostro Direttivo, ha tenuto una delle relazioni introduttive sul tema: “Alle origini di SBN. L’azione di Angela Vinay e di Michel Boisset”.

 

Testo della relazione di Giovanna Merola: G.Merola-Alle origini di SBN