24 maggio 2014 – Appello al Presidente della Repubblica per la tutela del paesaggio italiano

casemobiliIl presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli, Vezio De Lucia, è tra i primi firmatari dell’appello inviato dal Forum nazionale Salviamo il Paesaggio al Presidente della Repubblica per richiedere un suo intervento a tutela del paesaggio italiano contro l’emendamento approvato dalla Camera dei Deputati in sede di approvazione del cosiddetto “Piano Casa”, che liberalizza la realizzazione di “case mobili” all’interno di campeggi e villaggi turistici.

Leggi il testo dell’appello 24maggio2014_appello case mobili

Collegamento esterno a Salviamo il Paesaggio

12 novembre 2010 – Appello al Presidente Napolitano per Pompei e la cultura

logo_assotecniciL’Associazione Bianchi Bandinelli ha aderito all’Appello lanciato da Assotecnici su Pompei. Nella Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si afferma, contro “i ripetuti attacchi alla professionalità dei tecnici del MIBAC da parte del Ministro Bondi”, che “in nome di un managerialismo di facciata, condito da commissari che tanti episodi giudiziari stanno provocando, sono state calpestate e si vogliono calpestare competenze di altissimo livello, anche internazionale, imbrigliate prima dall’omologazione con i Lavori Pubblici, quando c’era precedentemente una legislazione specifica, poi dai tagli mortificanti di finanziamenti e mezzi, che hanno reso il settore asfittico”.

Vi invitiamo a leggere il testo dell’Appello e a sottoscriverlo alla pagina:

http://www.activism.com/it_IT/petizione/per-pompei-e-la-cultura/3342

4 maggio 2010 – LETTERA A NAPOLITANO SUI RISCHI DEL FEDERALISMO DEMANIALE

logoABB_capitelloLogoComitatoperlabellezzaL’Associazione Bianchi Bandinelli e il Comitato per la Bellezza hanno scritto un’allarmata lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché vigili sui rischi del Federalismo demaniale. Nella lettera si  sottolinea che seppure l’attuale formulazione del  decreto prevede che i beni demaniali (spiagge, coste, foci di fiumi, rade, caserme, ecc.), una volta trasferiti vengano “valorizzati”, tuttavia – poiché gli Enti locali sono fortemente indebitati – la valorizzazione può voler dire soltanto “dismissione, vendita, o svendita”, con le immaginabili speculazioni private a cascata su beni fino a ieri intoccabili perché demaniali. “Speculazioni – continua la lettera – che potrebbero investire anche edifici pubblici importanti. Il decreto esclude infatti quelli di ‘alto valore culturale’, ma tale definizione è decisamente ambigua tanto più che ad oggi non è chiaro quale organismo debba classificarli così”.

Testo integrale della lettera