2007 – Archivio delle news

Archivio degli appuntamenti e delle novità

dell’Associazione Bianchi Bandinelli (2007)

 

 

1 gennaio 2007 – Aperta la campagna adesioni 2007

Con l’inizio del nuovo anno si è aperta la campagna adesioni (iscrizioni e rinnovi) dell’Associazione Bianchi Bandinelli. Ricordiamo che tutti i nuovi iscritti e i soci in regola riceveranno in omaggio le pubblicazioni promosse dall’Associazione e il nuovo volume della collana “Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli” (in corso di stampa) che raccoglie gli scritti di Oreste Ferrari, nonché nuovi saggi di eminenti studiosi, in tema di catalogazione e documentazione dei beni culturali. Nella collana dei “Quaderni Giuridici” è prevista l’uscita del volume sul “Nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, curato da Wanda Vaccaro (secondo il decreto di modifica, G.U. 27/04/2006, con testo e commento, e le proposte di modifica formulate dall’Associazione).

Pagina con le modalità di iscrizione e il modulo di adesione | scarica il modulo

 
17 gennaio 2007 – Ancora sul caso Monticchiello: lettera ai giornali

In difesa di Monticchiello e della libertà di critica (lettera indirizzata ai direttori dei quotidiani locali e nazionali, Roma, 10/1/07): “Caro Direttore, desideriamo esprimere pubblicamente la nostra più viva indignazione contro gli ignoti autori dei ripetuti atti intimidatori e vandalici posti in essere nella civile Monticchiello (Siena) contro Alberto Asor Rosa. “Reo” di aver denunciato negli anni gli scempi o i tentativi di scempio ai danni del mirabile paesaggio toscano, in particolare di quello della Val d’Orcia. Ultimi casi, la deturpante lottizzazione sotto le mura di Monticchiello e la cava in Comune di San Quirico d’Orcia. Ad Alberto Asor Rosa va tutta la nostra più sincera e operante solidarietà contro comportamenti indegni e minacciosi. Dai quali auspichiamo vivamente che anche le istituzioni di governo locale e regionale sappiano prendere nettamente le distanze concorrendo così a dissipare un clima irrespirabile di aggressioni incivili e di violenze verbali contro quanti non risultino consenzienti con la speculazione immobiliare e fondiaria.

Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del FAI, Marisa Dalai, presidente dell’Ass. “R. Bianchi Bandinelli”, Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, Fulco Pratesi, presidente WWF Italia, Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra”.

Precedente Lettera all’Unità (4-11-2006) (link alla pagina del sito PatrimonioSOS)

Precedenti dichiarazioni delle Associazioni a “Il Tirreno” (5-11-2006) (link alla pagina del sito PatrimonioSOS)

 
18 gennaio 2007 – Segnalazioni editoriali

La pagina con le segnalazioni di novità editoriali (volumi sulla tutela e la valorizzazione dei beni culturali non promossi direttamente dall’Associazione) è stata aggiornata con l’inserimento di nuovi titoli e schede di approfondimento.

Pagina con la segnalazione di novità editoriali

 

26 gennaio 2007 – Lettera a Napolitano sul Consiglio Superiore

L’Associazione Bianchi Bandinelli ha scritto, insieme con altre associazioni, una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale si esprime viva costernazione per la notizia dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2006 delle modifiche agli articoli 17 e 18 del DPR 10 giugno 2004, n. 173 (Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali), agli articoli cioè relativi alla composizione e alle funzioni del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici e dei Comitati tecnico-scientifici per i vari settori del Patrimonio culturale, che verrebbero trasformati con tale atto in organi di prevalente natura politica piuttosto che tecnico-scientifica, come dovrebbe essere.

Pagina con il testo completo della Lettera a Napolitano | Pagina con la precedente lettera a Rutelli

 
1 febbraio 2007 – Incontro dei Direttori delle Scuole di Specializzazione

L’Associazione Bianchi Bandinelli ha organizzato un incontro ristretto dei Direttori delle Scuole di Specializzazione del settore dei beni culturali esistenti (in Archeologia, Restauro dei monumenti, Storia dell’Arte) per discutere insieme e definire gli indirizzi e i principi guida comuni a cui ispirare i nuovi Statuti e le nuove strutture organizzative delle Scuole da ricostituire nelle diverse sedi nazionali in base al D.M. 31 gennaio 2006 (G.U. 15 giugno 2006, n. 137). L’incontro è promosso dalla prof. Marisa Dalai (presidente dell’Associazione) con la collaborazione del prof. Giovanni Carbonara e del prof. Giuseppe Sassatelli.

Pagina sull’iniziativa (aggiornata il 7 febbraio con la possibilità di scaricare il testo e gli allegati del decreto)

 

22 febbraio 2007 – Assemblea annuale dei soci dell’Associazione

Per giovedì 22 febbraio 2007 è convocata l’Assemblea dei soci dell’Associazione “Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli” (alle ore 7.30 in prima convocazione e alle ore 17.30 in seconda convocazione) con il seguente O.d.G.: 1) esame e approvazione del bilancio consuntivo 2006 e del bilancio preventivo 2007; 2) valutazione delle iniziative svolte e di quelle programmate per il 2007; 3) varie, eventuali e sopraggiunte.

La riunione avrà luogo a Roma presso la sala, gentilmente concessa, dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, in piazza San Marco n. 49. (Per i soli membri del Consiglio Direttivo la riunione è convocata alle ore 16).

In occasione dell’Assemblea è possibile rinnovare l’adesione all’Associazione per il 2007.

 

1 marzo 2007 – Insediato il Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici

Giovedì 1 marzo 2007 si è insediato il Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici. Dopo essere intervenuti con una Lettera al Ministro Rutelli e una al Presidente Napolitano, nelle quali l’Associazione protestava contro i disegni di riorganizzazione del CS, abbiamo ora predisposto una pagina che riporta l’elenco dei componenti del Consiglio Superiore e dei comitati tecnico-scientifici, il DPR 12.1.2007 n. 2, e la Rassegna stampa sull’argomento.

Pagina con i materiali sul Consiglio Superiore | Lettera a Napolitano | Lettera a Rutelli

 

23 marzo 2007 – Lettera-Verbale dell’Incontro dei Direttori delle Scuole di Specializzazione

Rendiamo nota la Lettera-Verbale che contiene il resoconto dell’incontro ristretto, promosso dall’Associazione Bianchi Bandinelli, tra i Direttori delle Scuole di Specializzazione del settore dei beni culturali per discutere e definire gli indirizzi e i principi guida comuni a cui ispirare i nuovi Statuti e le nuove strutture organizzative delle Scuole da ricostituire nelle diverse sedi nazionali in base al D.M. 31 gennaio 2006 (G.U. 15 giugno 2006, n. 137). In occasione dell’incontro si è costituito un Coordinamento Nazionale Permanente delle Scuole di Specializzazione del Patrimonio culturale.

Pagina con la Lettera-Verbale | Lettera scaricabile in formato word (50 kb) |

Pagina sull’iniziativa del 1 febbraio (dove è possibile scaricare il testo e gli allegati del decreto)

 

26 marzo 2007 – Una nuova pagina con il “GUESTBOOK – LIBRO DEGLI OSPITI”

Per chi lo desidera è possibile lasciare commenti sul sito, sull’attività dell’Associazione e su questioni riguardanti la tutela e la valorizzazione dei beni culturali (anche segnalando eventi e notizie), andando alla pagina del nostro Guestbook e inserendo il proprio messaggio.

GUESTBOOK – LIBRO DEGLI OSPITI

 

28 marzo 2007 – Documento delle Associazioni sulla riorganizzazione del MiBAC

L’Associazione Bianchi Bandinelli, in collaborazione con numerose Associazioni per la tutela del Patrimonio culturale e Associazioni professionali del settore, ha coordinato la redazione di un documento unitario, intitolato “MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI: QUALE FUTURO?”, che affronta le ragioni e i criteri irrinunciabili di una nuova riforma del MiBAC, raccogliendo principi e proposte per la sua riorganizzazione. Alla preparazione del documento hanno partecipato: l’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, l’Associazione Italiana Biblioteche, l’Assotecnici, l’Associazione Italiana per le Scienze Etnoantropologiche, il Comitato per la Bellezza, la Consulta Nazionale Universitaria per l’Archeologia del Mondo Classico, la Consulta Nazionale Universitaria per la Storia dell’Arte, la Società Italiana per i Musei e i Beni Demoetnoantropologici. Il documento chiede che la riforma del Ministero avvenga all’interno di un progetto organico complessivo che riguardi l’intera struttura, restituendogli una fisionomia di carattere tecnico-scientifico e limitandone la dimensione burocratica e centralistica; il testo è articolato nei seguenti 10 punti: 1. L’Amministrazione Centrale; 2. Gli Istituti Centrali; 3. Le Direzioni Regionali; 4. Le Soprintendenze di Settore; 5. Per un Sistema Archivistico Nazionale; 6. Per un Sistema Bibliotecario Nazionale; 7. Appunto per il governo del Paesaggio; 8. Per i beni Demoetnoantropologici; 9. Reclutamento e qualificazione degli addetti alla tutela e valorizzazione; 10. Il rapporto con il MIUR e con le Università per la formazione e per la ricerca.

Pagina con il Documento | Per scaricare direttamente il Documento in formato word (100 kb), clicca qui

 

2 aprile 2007 – Documento finale “Archivi, biblioteche e innovazione”

A conclusione del Seminario sul tema “Archivi, biblioteche e innovazione”, tenutosi a Roma il 28-11-2006, è stato elaborato un documento finale che affronta tutti i punti emersi durante il convegno, rispondendo così agli obiettivi dell’iniziativa, cioè individuare da una parte i nodi fondamentali dell’attuale crisi e dall’altra di fare emergere proposte di possibili interventi, organizzativi e normativi, indirizzati a rilanciare biblioteche ed archivi in una società diversificata che cambia negli assetti gestionali e nell’approccio alla conoscenza.

Pagina con il Documento finale – Documento scaricabile in Word (60 kb) – Pagina sul Seminario

 

22 maggio 2007 – VII Rapporto Civita: La Formazione vale un Patrimonio

Il 22 maggio, a partire dalle 9.30, verrà presentato a Roma il nuovo Rapporto Civita, dal titolo “La Formazione vale un Patrimonio. Beni culturali, saperi, occupazione” (Firenze, Gruppo Giunti, aprile 2007), nel quale viene indagata, attraverso una ricerca condotta dall’Associazione Civita, la vasta offerta formativa universitaria e post-universitaria e il mercato del lavoro per le figure professionali destinate alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio culturale. Il Rapporto, al quale hanno collaborato firme autorevoli del mondo dell’amministrazione dei beni culturali italiano, e che si completa con alcune panoramiche internazionali, è stato curato da Pietro A. Valentino e da Adriano La Regina. La presentazione si terrà presso il Complesso Basilicale di Santa Croce in Gerusalemme (Sala San Bernardo; Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 12; Dalle ore 9.30 alle 12.30). Presiede: Antonio Maccanico (Presidente dell’Associazione Civita), Introduce: Gianfranco Imperatori (Segretario Generale dell’Associazione Civita), Modera: Antonello Cherchi (Il Sole 24 Ore), Intervengono: Marisa Dalai Emiliani (Presidente dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli), Antonia Pasqua Recchia (Direttore Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Ricerca, Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Salvatore Settis (Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa), Pietro A. Valentino (Dipartimento di Economia Pubblica, Università di Roma “La Sapienza”), Conclude: Fabio Mussi (Ministro dell’Università e della Ricerca).

Per scaricare l’invito (link esterno): www.civita.it/Portale/eventi/evento.asp?cod=A0687

 

31 maggio – 2 giugno 2007 – Convegno di Studi “Il museo verso una nuova identità”

Dal 31 maggio al 2 giugno si terrà il convegno internazionale di studi “Il museo verso una nuova identità. Esperienze museali di nuova concezione in Italia e nel mondo”, organizzato dalla Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte medievale e moderna con il Dottorato di ricerca in Storia dell’arte dell’Università di Roma “La Sapienza” e promosso dall’ Assessorato alla Cultura della Regione Lazio. Progetto scientifico: Marisa Dalai Emiliani. Sedi: Roma – Auditorium dell’Ara Pacis (31 maggio, ore 14,30), Odèion del Museo dell’Arte Classica – Facoltà di Scienze Umanistiche (1 giugno), Museo dell’Olio della Sabina di Castelnuovo di Farfa; Museo del Silenzio di Fara Sabina (2 giugno)

Programma (Pdf 200 kb)

 

19 giugno 2007 – Presentazione volume “Il potere degli archivi”

Bruno Mondadori ha il piacere di invitarla alla presentazione del volume: “Il potere degli archivi. Usi del passato e difesa dei diritti nella società contemporanea”, di Linda Giuva, Stefano Vitali, Isabella Zanni Rosiello. Roma, Martedì 19 giugno 2007 ore 17.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4. Con gli autori discuteranno: Luciano Canfora, Giovanni De Luna, Mariella Guercio. Interverrà il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli. Info Mondadori 02/74823449

Invito (Pdf 30 kb)

 

27 giugno 2007 – Lettera sui bandi di concorso per dirigenti del MiBAC

L’Associazione Bianchi Bandinelli, insieme con Aib, Anai, Anastar e Assotecnici ha scritto al Ministro Rutelli una lettera di protesta in merito ai due bandi di concorso emanati dal MiBAC per il reclutamento della dirigenza tecnica di seconda fascia, cioè di archeologi, architetti, storici dell’arte, archivisti e bibliotecari con future alte responsabilità nella salvaguardia del Patrimonio culturale. Tali bandi, oltre a modificare sostanzialmente i parametri di valutazione dei titoli professionali, culturali e scientifici dei candidati, nonché il rapporto fra i punteggi conseguibili con le prove di esame e il punteggio relativo ai titoli – questi ultimi ora nettamente privilegiati e con un elevato punteggio riservato agli incarichi di reggenza -, prevedono infatti nuovi e diversi requisiti di ammissione per la partecipazione al concorso (come la semplice laurea triennale), assolutamente incongrui e inadeguati rispetto all’elevata professionalità tecnico-scientifica che da un secolo si richiede a tali figure.

Pagina con il testo integrale della Lettera – (aggiornata con la Rassegna stampa il 15-07-2007)

Per scaricare direttamente la Lettera in Word clicca qui (30 kb)

 

20 luglio 2007 – Interventi di Salvatore Settis

Abbiamo aggiornato la pagina che raccoglie i collegamenti ad articoli e a interviste rilasciati da Salvatore Settis su tematiche di tutela e valorizzazione dei beni culturali a partire dal 2002; l’elenco è stato aggiornato con gli articoli apparsi nell’ultimo anno (i links portano alle rispettive pagine del sito www.patrimoniosos.it).

Pagina con i collegamenti

 

30 settembre 2007 – Chiusura del vecchio conto bancario e modalità di iscrizione

Dal 1 ottobre 2007 sarà possibile versare le quote associative nei confronti dell’Associazione Bianchi Bandinelli esclusivamente attraverso c/c postale n. 45691151, intestato a “Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli”. Non sarà pertanto più attivo il vecchio conto bancario presso la BNL–agenzia del Senato. Rimane invariata la possibilità di associazione tramite invio del modulo di adesione alla Segreteria dell’Associazione Bianchi Bandinelli, via Matera n. 9/b – 00182 Roma (fax 1782240160), accompagnato dalla somma in moneta o assegno, oppure in occasione delle iniziative pubbliche dell’Associazione.

Pagina con le modalità di iscrizione | Modulo di adesione / iscrizione 2008 (in formato Word)

 

2 ottobre 2007 – Osservazioni e proposte di modifica allo schema di Regolamento di organizzazione del MiBAC

L’Associazione Bianchi Bandinelli, insieme con AIB, ASSOTECNICI, AISEA, SIMBDEA, in occasione della audizionepresso la VII Commissione Cultura e Istruzione del Senato (2 ottobre), ha predisposto un pro-memoria con “Osservazioni e proposte di modifica allo schema di Regolamento di organizzazione del MiBAC” (secondo il testo del 12-06-2007). Nel documento vengono richiamate e integrate le osservazioni già segnalate nel documento del 28 marzo 2007 (Ministero per i beni e le attività culturali: quale futuro?), inviato allora agli organi politici ed amministrativi del MiBAC ed ai Presidenti delle Commissioni parlamentari Cultura e Istruzione della Camera e del Senato.

Pagina con le Osservazioni del 2 ottobre | Per scaricare direttamente le Osservazioni in Word clicca qui (80 kb)

Pagina con il precedente Documento del 28 marzo

 

13 ottobre 2007 – Regolamento di organizzazione del MiBAC: pareri definitivi delle Commissioni del Senato e della Camera

In relazione ai lavori delle due Commissioni di Camera (VII Commissione cultura) e Senato (VII Commissione istruzione e cultura) sul Regolamento di organizzazione del MiBAC, abbiamo raccolto i pareri definitivi del 4 e 10 ottobre. I pareri (soprattutto quello della Commissione della Camera dei Deputati) tengono in considerazione le Osservazioni espresse dai rappresentanti dell’Associazione Bianchi Bandinelli e di altre Associazioni nelle audizioni informali del 2 ottobre (Senato) e 10 ottobre (Camera).

Pagina con i pareri delle Commissioni parlamentari | Pagina con le Osservazioni delle Associazioni del 2 ottobre

 

25 ottobre 2007 – Un convegno sul paesaggio italiano

Giovedì 25 ottobre dalle 9,30 (Sala della Provincia di Roma, via IV Novembre 119 A) si terrà un convegno sul tema: “PAESAGGIO ITALIANO AGGREDITO, CHE FARE?”, promosso dal Consiglio Provinciale di Roma e dal Comitato per la Bellezza. Tra gli interventi programmati è previsto anche la partecipazione della presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli.

Per scaricare il Programma del convegno, in formato Word clicca qui (20 kb)

 

28 novembre 2007 – Documenti programmatici dell’Associazione

Nella sezione delle Pubblicazioni dell’Associazione Bianchi Bandinelli stiamo provvedendo a rendere disponibili in rete alcuni dei documenti pubblicati nella serie editoriale degli “Annali”. Cominciamo con la serie di documenti raccolti alla fine del primo volume, pubblicato nel 1994, testi che non hanno affatto perso di attualità. Sono ora consultabili integralmente i seguenti documenti (oltre la Presentazione di Giuseppe Chiarante): Disegno di legge d’iniziativa dei senatori Chiarante, Nocchi, Alberici, Bucciarelli e Pagano; Contro la dequalificazione dei concorsi e delle carriere; Perché siamo contro il condono edilizio; Sì all’autonomia, no alla privatizzazione dei musei e beni culturali; Ripensare la politica dei beni culturali. Le proposte dell’Associazione Bianchi Bandinelli.

Per leggere i documenti basta aprire la scheda sull’Annale n. 1 (1994)

 

10 dicembre 2007 – E’ uscito il nuovo libro di Giuseppe Chiarante

E’ uscito il nuovo libro di Giuseppe Chiarante intitolato “Con Togliatti e con Berlinguer. Dal tramonto del centrismo al compromesso storico”, edito da Carocci. Il libro, che è sostanzialmente una prosecuzione del volume “Tra De Gasperi e Togliatti. Memorie degli anni Cinquanta”, anch’esso edito da Carocci nell’aprile 2006, offre una ricostruzione storico-critica di uno dei periodi più tormentati della storia italiana del secondo Novecento, con particolare attenzione alle vicende del Pci e per la sua iniziativa politica così in Italia come sul piano internazionale. Nell’appendice è raccolta una ricca documentazione del dibattito che negli anni sessanta si svolse nel Pci attorno ai temi della famiglia e del divorzio; sulla vita a Cuba e sui colloqui con Fidel Castro della prima delegazione ufficiale del Pci nell’isola; sulle origini della proposta del compromesso storico. L’interesse del volume è accresciuto dall’approfondita prefazione di Aldo Tortorella.

 

20 dicembre 2007 – In Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento MiBAC

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 291 del 15-12-2007, Supplemento Ordinario n. 270), il testo del nuovo Regolamento di riorganizzazione del MiBAC: Decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233: Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Purtroppo il testo definitivo non tiene in nessun conto le osservazioni presentate dalle Associazioni che pure erano state recepite dalle Commissioni parlamentari. L’Associazione Bianchi Bandinelli esprime la propria delusione per l’esito finale di un processo di riforma delle strutture di tutela del Ministero nel quale si erano riposte grandi speranze e aspettative di rinnovamento.

Per scaricare il file con il testo del Regolamento apparso in GU, clicca qui (550 kb)

ANNALE n. 18 (2007): Oreste Ferrari, Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali

Annali_18_ferrari

 Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli 

n. 18 – 2007

Oreste Ferrari

CATALOGO, DOCUMENTAZIONE

E TUTELA DEI BENI CULTURALI

Scritti scelti (1966-1992)

a cura di Claudio Gamba

con un Forum sul presente e futuro della catalogazione

 

Scritti di Andrea Carandini, Marisa Dalai Emiliani, Andrea Emiliani, Simonetta Isgrò, Marco Lattanzi, Cettina Mangano, Francesco Negri Arnoldi, Paola Nicita Misiani, Matteo Panzeri, Serenita Papaldo, Pietro Petraroia, Anna Maria Petrosino, Sara Parca, Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci, Valentina Valerio

 

«Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan», n. 18, Iacobelli editore, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2007.

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Comunicato stampa

 

È uscito il volume n. 18 della collana «Annali dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, fondata da Giulio Carlo Argan». Il libro, edito da Iacobelli, è costituito da una raccolta di scritti di Oreste Ferrari (Roma, 5 aprile 1927 – 16 novembre 2005) sul tema “Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali” usciti tra il 1966 e il 1992, cioè negli anni che coincidono con l’incarico di direttore dell’Ufficio Centrale del Catalogo (1969-1975) e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (1975-1990); la scelta dei testi segue un ordine cronologico, a partire dal testo programmatico uscito sul «Bollettino d’arte» nel 1972 e dall’intervento presentato nello stesso anno al Convegno d’Arte Sacra di Pisa (pubblicato nel 1974); seguono le relazioni sui temi dell’automazione del Catalogo e dei Lessici (il convegno di Roma promosso dall’Inforav del 1975 e quelli di Pisa e di Cortona del 1978-79) e gli interventi che riguardano il rapporto con il territorio, le Regioni, la creazione dei centri di documentazione, il museo, il restauro (usciti tra il 1977 e il 1987). Il successivo gruppo di testi è legato alle vicende del 1986-87 (i cosiddetti “giacimenti culturali” e la risposta ministeriale di Memorabilia) e del 1989-90 (le iniziative avviate in vista dell’apertura delle frontiere dei paesi della CEE nel 1993). Accanto a questi testi se ne pongono altri che esemplificano tematiche specifiche dell’opera di catalogazione (la cultura popolare, le armi antiche, il patrimonio storico fotografico, i beni archeologici, i beni architettonici ed ambientali). Di seguito, in una sezione a parte, sono state raccolte una lettera del 1976 apparsa sulla rivista «Prospettiva» (in risposta a un Editoriale dei direttori Cristofani e Previtali) e quattro interviste che permettono di seguire gli eventi e le polemiche dell’ultimo periodo della direzione di Ferrari (tra il 1984 e il 1990, anno delle dimissioni, con un bilancio finale rilasciato nel 1992). I testi sono corredati da note esplicative e sono seguiti da due profili di Oreste Ferrari scritti da Francesco Negri Arnoldi e Serenita Papaldo, e da un’ampia Appendice curata da Claudio Gamba con materiali bio-bibliografici sull’opera di Ferrari e con materiali documentari e legislativi utili alla ricostruzione della storia della catalogazione dei beni culturali in Italia.

La raccolta degli scritti di Ferrari è preceduta da una introduzione di Marisa Dalai Emiliani e da un Forum sul presente e futuro della catalogazione (con interventi e saggi di eminenti studiosi e di giovani ricercatori: Andrea Carandini, Andrea Emiliani, Simonetta Isgrò, Marco Lattanzi, Cettina Mangano, Francesco Negri Arnoldi, Paola Nicita Misiani, Matteo Panzeri, Pietro Petraroia, Anna Maria Petrosino, Sara Parca, Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci, Valentina Valerio).

Complessivamente il volume è di 320 pagine.

 

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Sommario del volume

 

Marisa Dalai Emiliani

Introduzione

 

 

FORUM:

Punti di vista sul presente e futuro della catalogazione dei beni culturali in Italia

 

Andrea Emiliani

Le campagne di censimento e la conoscenza per la catalogazione del patrimonio culturale (Bologna, Valle del Reno, del Setta e del Santerno, 1968-1971)

 

Francesco Negri Arnoldi

Catalogo, documentazione e ricerca

 

Andrea Carandini

“Catalogo” e tradizione; “sistema informativo” e innovazione

 

Pietro Petraroia

Tutela / valorizzazione del patrimonio culturale e governo del territorio: ritornando all’idea di catalogo di Oreste Ferrari

 

Marco Lattanzi

Catalogo e innovazione tecnologica: le prospettive

 

Matteo Panzeri

Modelli dei dati e specificità dei sistemi: note dall’esperienza del censimento dei beni culturali mobili della Chiesa italiana

 

Concetta Mangano, Paola Nicita Misiani, Sara Parca, Anna Maria Petrosino

Alcune riflessioni sull’esperienza di collaboratore esterno al Catalogo

 

Paola Elisabetta Simeoni, Roberta Tucci

La catalogazione dei beni demoetnoantropologici: radici e attualità

 

Simonetta Isgrò, Valentina Valerio

La catalogazione dei beni culturali nelle aree a rischio sismico

 

 

Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali

Scritti scelti di Oreste Ferrari

 

Nota ai testi

 

Introduzione alla tutela dei monumenti e delle opere d’arte (1966)

La catalogazione dei beni culturali (1972)

L’inventario delle opere d’arte per l’Archivio diocesano e la catalogazione statale (1974)

Esperienze e prospettive dell’automazione in rapporto all’attuale situazione del catalogo dei beni culturali (1975)

Due interventi sui progetti di automazione del catalogo (1978):

O. Ferrari, S. Papaldo, A. P. Cuscito, D. R. Matteucci

Progetto di automazione del catalogo dei beni culturali in Italia

O.Ferrari, A. Cicinelli, S. Vasco Rocca

KWIC Index delle fotografie del Gabinetto Fotografico Nazionale

Lessici come strumento della catalogazione (1979)

Ricerca e catalogazione della cultura popolare (1978)

Temi problematici per la catalogazione delle armi antiche (1982)

Catalogo e centro di documentazione come servizio pubblico (1977)

L’Istituto Centrale per il Catalogo e le Regioni (1978)

I centri di documentazione come forma di cogestione del Catalogo dei beni culturali (1979)

Cataloghi e inventari (1980)

Il museo come polo della documentazione del territorio (1982)

Considerazioni sulla catalogazione dei beni architettonici ed ambientali (1983)

Catalogazione e ricerca storica (1985)

Informatica, programmazione e giacimenti culturali (1986)

Conoscere meglio per conservare meglio: i problemi della documentazione nel campo del restauro (1986)

Il restauro immateriale: la catalogazione (1987)

La catalogazione. Innovazione di un processo permanente (1987)

Qualche riflessione su questioni di censimento e conservazione del patrimonio storico fotografico (1988)

Quale professione per gli addetti alla catalogazione? (1989)

1993 e oltre: qualche proposta per la catalogazione (1990)

La catalogazione dei beni archeologici e le tecnologie informatiche (1991)

 

Chiarimenti e polemiche: dalla nascita del Ministero ai “giacimenti culturali”. Un confronto e quattro interviste

Un confronto sulla rivista «Prospettiva» (1976):

Editoriale, di Mauro Cristofani e Giovanni Previtali

Una lettera di Oreste Ferrari

Quattro interviste:

Ma importa ancora a qualcuno la catalogazione dei nostri beni artistici?

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Giordano Viroli (1984)

Bastano 200 miliardi in 10 anni per catalogare tutto il patrimonio. I “giacimenti” da soli ne hanno già spesi 600

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte (1988)

Catalogo: il piano di Oreste Ferrari, che lascia la direzione

Intervista a Oreste Ferrari, a cura di Luigi Conte (1990)

Catalogo o conta delle pecore?

Articolo-intervista di Marco Carminati (1992)

 

 

Su Oreste Ferrari

Francesco Negri Arnoldi

Oreste Ferrari, un servitore dello Stato

 

Serenita Papaldo

Oreste Ferrari

 

 

Appendice bibliografica e documentaria, a cura di Claudio Gamba

Per un profilo bio-bibliografico di Oreste Ferrari

Bibliografia degli scritti di Oreste Ferrari in tema di tutela, catalogo e documentazione dei beni culturali

Materiali:

1) Relazione della Commissione incaricata dalla Direzione generale delle Antichità e Belle Arti e dal CNR dello studio di nuove metodologie per l’attività di catalogo (1967)

2) Documentazione legislativa: Istituzione dell’Ufficio Centrale del Catalogo (O.M. 19 maggio 1969); Nuovo ordinamento delle Soprintendenze alle opere di Antichità e d’Arte (D. 31 dicembre 1972, n. 3164, art. 31); Organizzazione del ministero per i Beni Culturali e Ambientali (D.P.R. 3 dicembre 1975; articoli sugli Istituti centrali); Ordinamento interno dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (D.M. 20 luglio 1977)

3) Elenco delle circolari in materia di Catalogo e Documentazione 1969-1990

4) Elenco delle missioni effettuate da Oreste Ferrari tra il 1977 e il 1983 come direttore dell’ICCD

5) Cronologia: le principali tappe della catalogazione in Italia 1902-2007

 

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Introduzione

 

Marisa Dalai Emiliani

Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli

Oreste Ferrari (1927-2005), noto storico dell’arte, è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli nel 1991 e tra i più attivi membri del Direttivo nei suoi primi anni di lavoro, che ne hanno segnato la vocazione di spazio aperto alla ricerca e alla riflessione critica sui problemi via via più urgenti della tutela del patrimonio culturale. Basterebbe questo a dare ragione di un numero degli Annali (18/2007) dedicato ai suoi contributi più incisivi sulle questioni della catalogazione e documentazione dei beni culturali, come si era fatto per gli Scritti scelti (1969-1999) su Restauro e tutela di Michele Cordaro (Annale 8/2000), volume tra i più apprezzati e richiesti della collana.

Restauro e Catalogo, le due funzioni istituzionali primarie dell’Amministrazione della tutela: della seconda, si può ben dire che Oreste Ferrari sia stato protagonista di primo piano per almeno vent’anni, direttore dapprima del rifondato Ufficio Centrale per il Catalogo del Ministero della Pubblica Istruzione, tra 1969 e 1974, quindi a capo del prestigioso ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, dall’istituzione del Ministero per i Beni culturali e ambientali nel 1975 fino alle amare dimissioni dall’incarico, alla fine del 1990. Rileggere in sequenza i suoi interventi, fortemente connotati in senso teorico-metodologico ma sempre consapevoli dell’importanza istituzionale e quindi civile di ogni scelta, è ripercorrere da un osservatorio privilegiato speranze, vittorie e sconfitte dell’azione di salvaguardia del patrimonio in Italia: un’azione tecnico-scientifica raffinata e aggiornata, in inevitabile dialettico rapporto con decisioni politiche troppo spesso inadeguate, quando non attente all’interesse privato ben più che all’utile pubblico. Dopo i primi scritti che hanno il respiro di veri e propri manifesti programmatici — da segnalare per lucidità e lungimiranza Catalogo e centro di documentazione come servizio pubblico (1977), ma anche, a distanza di un decennio, La catalogazione. Innovazione di un processo permanente, contributo essenziale al valore della ricerca —, i nodi cruciali affrontati sono quelli tuttora in parte irrisolti dell’informatizzazione (o automazione, come si preferiva dire allora), con la questione collegata dei lessici tecnici e storici e, d’altro lato, della cooperazione con le Regioni. Ma non mancano contributi peculiari e tuttora pregnanti sul piano del metodo, in riferimento alla catalogazione delle armi antiche piuttosto che delle testimonianze di cultura popolare, dei beni architettonici e ambientali come del patrimonio storico fotografico o dei beni archeologici, o ancora correlati al restauro, o al ruolo del museo come archivio di documentazione del territorio. La voce si fa più diretta e risentita nelle interviste rilasciate a periodici, che ci è sembrato giusto non tralasciare: e il tema scottante è qui quello dei “giacimenti culturali”, dello spreco di danaro pubblico per un’iniziativa di stampo prettamente politico, condotta nell’assenza di qualsiasi garanzia scientifico-istituzionale e affidata all’improvvisazione di ditte private del settore informatico.

Si deve a Claudio Gamba, autore del progetto e responsabile delle ricerche per questo volume, la sua ricchezza di apparati: non soltanto l’ampia bibliografia specifica e l’apporto di elementi significativi al profilo biografico, disegnato dalle testimonianze dei due studiosi che a Oreste Ferrari furono più vicini nell’impegno istituzionale e che hanno generosamente acconsentito a pubblicarle anche in questa sede, Serenita Papaldo e Francesco Negri Arnoldi; i rari materiali documentari proposti in appendice, dagli stralci di decreti istitutivi alle relazioni di Commissioni di studio fino all’ampia cronologia degli avvenimenti, tessono d’altra parte un contesto intorno alla figura del protagonista e ci restituiscono, anche attraverso il linguaggio asciutto delle circolari a sua firma, la complessità e la densità di un lavoro di alta responsabilità, che si è sviluppato nell’arco di due decenni, sempre in prima linea.

L’importanza nodale e in più casi l’attualità dei problemi messi a fuoco, che si situano alle radici delle scelte, e anche delle non scelte, per la tutela del patrimonio culturale di oggi, ci hanno suggerito di provare a riaprire un dibattito, qui e ora, sul presente e sul futuro della catalogazione in Italia. La speranza è che altre voci si uniscano a quelle generose e molto consapevoli che hanno dato vita a questo FORUM, altri temi assenti s’impongano all’attenzione, per riaffermare la centralità di una delle funzioni cardine dell’opera di salvaguardia — basti pensare ai primi programmi dell’Italia unita —, perché fondata sulla ricerca e sulla conoscenza.

 

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Dall’Appendice bibliografica e documentaria del volume, riproduciamo – senza l’apparato di note – il breve profilo di Oreste Ferrari.

 

Per un profilo bio-bibliografico di Oreste Ferrari

di Claudio Gamba

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La morte di Oreste Ferrari, avvenuta a Roma il 16 novembre 2005, è passata un po’ in sordina, discreta come fu la sua vita; solo qualche stringato necrologio, pochi ricordi commossi e il tacito rimpianto degli amici, dei colleghi, degli allievi. Eppure con Ferrari scompare uno degli ultimi rappresentanti di quella generazione irripetibile che si era affacciata al mondo degli studi subito dopo la seconda guerra mondiale, di quella scuola di storici dell’arte dagli interessi multiformi, che andavano dalla riscoperta di settori inesplorati della storia dell’arte fino alla militanza nella creazione artistica contemporanea, e in cui ancora potevano conciliarsi l’intelligenza critica con l’attivismo nella tutela.

Nato a Roma il 5 aprile 1927, Oreste Ferrari si era infatti formato alla scuola di Lionello Venturi (appena reintegrato alla cattedra romana), dal quale discendevano la centralità assegnata alla storia della critica d’arte e l’attenzione verso gli artisti contemporanei, cui Ferrari dedicò alcuni interventi dalla fine degli anni Cinquanta a tutti i Sessanta (partecipando al fertile clima del napoletano “Gruppo 58” fino all’esperienza della neoavanguardia del “Gruppo 63” e del “Marcatrè”): la storia dell’arte era qualcosa che continuava nel presente e si poteva fare storia anche per le correnti più recenti come si poteva essere militanti studiando i fenomeni del passato; c’era in arte una linea di modernità che non si era affatto esaurita: non si trattava solo di affermare che per capire il presente era necessaria una piena coscienza del passato, ma soprattutto che non si dava piena coscienza critica alla propria condizione intellettuale senza una presa di posizione sui fenomeni che continuavano nella flagranza dell’oggi.

Accanto all’insegnamento venturiano vi era stata la lezione di Mario Salmi, che l’aveva illuminato sulla non marginalità degli studi dedicati alle arti decorative: «Ho ancora ben vivo — ha scritto Ferrari — il ricordo dello sgomento che colse, con me, altri allievi della Scuola di perfezionamento in Storia dell’arte dell’Università di Roma quando […] Mario Salmi ci assegnò le tesine annuali, tutte su argomenti relativi alle arti cosiddette decorative. […] Quella di Salmi era, comunque, una indicazione essenzialmente di metodo di ricerca e di metodo operativo, stimolante anche per la pratica della catalogazione, nell’intendimento che questa fosse quanto più possibilmente esaustiva, completa e non selettiva, non limitata alle “cose di rilevante interesse”». Da questi insegnamenti derivarono le molte pubblicazioni che Ferrari dedicò allo studio delle arti applicate e alle classi tipologiche di oggetti. Come non esisteva una superiorità del passato rispetto al presente così non esisteva una superiorità delle arti “maggiori” rispetto alle cosiddette “minori”: il giudizio critico andava verificato di volta in volta nella dinamica tra intenzionalità e risultati artistici, nel confronto tra le poetiche e la coerenza del fare. Ma soprattutto andava recuperata l’interezza del contesto, la complessità dell’interrelazione dei fenomeni, che non possono essere intesi isolatamente ma solo in un sistema stratificato di relazioni che finisce col coinvolgere l’intera storia della città. A questo approccio arrivava anche grazie alla lezione di Giulio Carlo Argan, che conobbe «sullo scorcio degli anni Quaranta grazie a Lionello Venturi»; di Argan seguì «uno dei primi corsi che egli tenne come libero docente, quando cominciava ad attendere al libro su Walter Gropius che sarebbe uscito nel 1951». E Argan coinvolse poi Ferrari nella Enciclopedia Universale dell’Arte, affidandogli tra l’altro il coordinamento di una delle voci più vaste e complesse, quella su “Strutture, elementi e tipi edilizi”.

Da subito, all’impegno critico si era affiancato quello pratico nel Ministero, grazie proprio all’incontro con Argan: «fu così che Argan mi fece assumere nel 1949, ben prima che io conseguissi la laurea, nella amministrazione delle Antichità e Belle Arti, con la qualifica di operaio temporaneo e destinazione alle Soprintendenze alle Gallerie di Venezia prima e di Napoli poi: affinché, proseguendo gli studi, subito cominciassi a far pratica negli organismi di tutela; affinché insomma lo studio, la ricerca, l’indagine storica subito si temprassero sul concreto, a volte oscuro e faticoso ma sempre appagante, esercizio dei compiti della cura del patrimonio».

A Napoli si legò al Soprintendente Bruno Molajoli, a Ferdinando Bologna e Raffaello Causa; con loro collaborò alla preparazione di alcune mostre, curandone i repertori bibliografici, che sono tra i suoi primissimi titoli, insieme ad alcuni articoli che pure sono frutto dell’esperienza napoletana. Da quella esperienza sarebbe scaturita la fondamentale monografia su Luca Giordano, condotta insieme con Giuseppe Scavizzi e uscita nel 1966; alla ricostruzione della produzione giordanesca avrebbe continuato a lavorare tutta la vita. Da quel vasto lavoro sarebbero poi venuti fuori i molti contributi alla ricostruzione dell’arte “barocca”, fino al volume sui bozzetti e al corpus delle sculture del ’600 a Roma, firmato con Serenita Papaldo e pubblicato nel 1999. Molti dei saggi apparvero sulla rivista «Storia dell’arte», fondata da Argan nel 1969 e della quale Ferrari fu infaticabile redattore.

Fu sempre Argan che lo coinvolse nella commissione di studio sui problemi della catalogazione costituita dal CNR d’intesa col Ministero della P.I. (1964-67), da cui sarebbe nato nel 1969 l’Ufficio Centrale del Catalogo (diventato nel 1975, con la nascita del Ministero dei Beni Culturali, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), che Ferrari diresse alacremente per oltre vent’anni, fino al 1990.

oreste_ferrari_1984,intGdATutta l’opera di Oreste Ferrari è stata tesa a dimostrare, non solo teoricamente ma nei fatti, cioè attraverso l’indagine conoscitiva, che non esiste una gerarchia tra filologia analitica e catalogo sistematico, che l’una non viene prima dell’altro, che studiare e tutelare sono parte di un unico e inscindibile processo: non si salva ciò che non si conosce, non si conosce ciò che non si individua, non si individua ciò che non si sottrae alla distruzione, alla dispersione e all’oblio. L’Istituto Centrale del Catalogo non era un concorrente, né una premessa o una conseguenza, dell’Istituto Centrale del Restauro, come non lo era della ricerca scientifica condotta nelle Università. Anche il catalogo, come il restauro, è prima di tutto un atto critico, cioè un’indagine scientifica, che deve essere affidata a personale altamente qualificato: «la catalogazione — ha scritto — non è un fatto meramente strumentale, non è meramente finalizzata solo ai compiti di tutela, ma è un’attività d’indagine e di ricerca […] Attraverso la catalogazione si stabilisce quel patrimonio di conoscenze tecniche e storiche che possono essere, insieme a quel patrimonio di esperienza e di previsionalità, la sola garanzia dell’autonomia scientifica degli organi tecnici. Un’autonomia che non vuole essere astrattezza o separatezza dai problemi, ma possibilità di relativa indipendenza e opportunità di incidere sopra gli altri poteri o interessi che pure esistono».

La dimestichezza con l’indagine capillare sui contesti e su quei materiali anche apparentemente minori non gli faceva comunque mai perdere di vista il problema dell’individuazione del valore dell’opera d’arte, così importante per tutta la generazione che si era formata, attraverso Venturi e lo storicismo crociano fino all’approdo fenomenologico, sul rigetto di un miope e asfittico positivismo. Catalogare non era, non è, un’operazione burocratica e meccanica, sebbene Ferrari abbia sempre insistito sulla necessità di criteri omogenei e sull’applicazione dei sistemi informatici che man mano si rendevano disponibili agli studiosi; non si può infatti catalogare senza una piena padronanza della storia e della cultura. Non a caso uno dei temi a lui più congeniali è stato quello del rapporto tra arte e letteratura: sebbene non possa stabilirsi una semplice equivalenza, come fossero frutto di un unico “spirito del tempo” che informa e condiziona ogni cosa, tuttavia la comprensione dell’opera d’arte, sia dei manufatti che dei testi letterari, non è possibile senza far interagire ogni informazione che la riguarda, dalle tecniche al contesto culturale.

Alieno da vane e astratte disquisizioni metodologiche, Oreste Ferrari non è stato comunque un empirico ricercatore di dati e notizie ma propriamente uno storico, che ha restituito al catalogo lo statuto di una piena dignità scientifica. Oggi che viviamo una parcellizzazione degli studi sempre più accentuata e che quegli Istituti centrali — che dovrebbero costituire la punta più avanzata, insieme della conoscenza e della tutela — stanno vivendo un periodo di continui attacchi alla loro autonomia tecnico-scientifica, la lezione di Oreste Ferrari mirante a coniugare il rigore filologico, l’acribia del catalogatore e l’intuizione del critico, non dovrebbe essere dimenticata.