L’Associazione Bianchi Bandinelli

16 aprile, 2017

PRESENTAZIONE E BREVE STORIA

L’Associazione “Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli”, fondata da Giulio Carlo Argan e Giuseppe Chiarante alla fine del 1991 (iniziando le attività nella primavera del 1992), è nata con lo scopo di offrire un terreno comune di confronto, scambio di esperienze, iniziativa a studiosi, esperti, operatori che da diversi punti di vista e in differenti ambiti disciplinari sono impegnati nel campo della conoscenza, della tutela, della valorizzazione dei beni culturali. Le finalità dell’Associazione, come precisate nell’atto istitutivo, sono:

  1. promuovere studi, ricerche, dibattiti e iniziative di analisi attorno ai problemi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale;
  2. svolgere attività di formazione, attraverso corsi e seminari, nel campo dei beni culturali e ambientali, con particolare attenzione per i problemi legislativi, economici, amministrativi e per la concreta esperienza di programmazione e di intervento;
  3. promuovere ricerche e pubblicazioni sui nuovi temi che in tali ambiti si pongono alla ricerca.

L’Associazione, diretta da Vezio De Lucia, vuole dunque diffondere una cultura della tutela capace di reagire ai processi di degrado, favorendo lo sviluppo della sensibilità civile, di qualificate competenze multidisciplinari e la collaborazione fra Università, Istituzioni pubbliche e Istituti di ricerca privati.

Le pubblicazioni dell’Associazione si articolano in due collane: “Annali” e “Quaderni giuridici”. Negli “Annali” sono stati pubblicati: 25 anni dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli 1991-2016: le iniziative, i documenti, le pubblicazioni, gli autori (Roma, 31 gennaio 2017), a cura di Marisa Dalai, Claudio Gamba, Giovanna Merola,Iacobelli editori, 2017; Una vita per il restauro: l’impegno di Giuseppe Basile (Roma, 14dicembre 2014), a cura di Cettina Mangano, Sara Parca, Iacobelli editore, 2016; Biblioteche, servizi, democrazia (Roma, 16 giugno 2015), a cura di Giovanna Merola, Luca Bellingeri, e-book, 2015; L’Italia dei Beni Culturali: i nodi del cambiamento. Ricordando l’impegno e le proposte di Giuseppe Chiarante (Roma, 3 dicembre 2013), a cura di Umberto D’Angelo, Roberto Scognamillo, Iacobelli Editore, Roma 2014; L’Italia dei Beni culturali. Formazione senza lavoro, lavoro senza formazione, Atti del Convegno di Studi (Roma, 27 settembre 2012), a cura di Claudio Gamba, Federico De Martino e Sara Parca, Iacobelli Editore, Roma 2014. Tra gli altri titoli editi ricordiamo: Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali con scritti di Oreste Ferrari (2007); Archivi, biblioteche e innovazione (2008); Allarme beni culturali (2009); L’Aquila: questioni aperte (2010); Legislazione dei Beni culturali: quale insegnamento nell’Università italiana?, Atti del Seminario di studi (Roma, 19 giugno 2009), a cura di Maria Giovanna Sarti, coordinamento scientifico di Marisa Dalai, Iacobelli, Pavona di Albano Laziale (Roma) 2010.

Nei “Quaderni”, dopo aver completato l’opera in tre volumi Il nuovo sistema giuridico dei beni culturali (2001-2002), si ricorda Beni Culturali. Nuovo Codice e riforma del Ministero (2004); a cura di Giuseppe Chiarante e Umberto D’Angelo e il volume Beni culturali e paesaggio. La nuova versione del Codice: la legislazione in vigore dopo le ultime modifiche del 2008 (2009); è stato infine pubblicato Guida di Legislazione dei Beni culturali per le Facoltà umanistiche, a cura di Maria Emanuela Vesci, Rita Borioni, Iacobelli Editore, Roma 2013.

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Giuseppe Chiarante

Già Presidente Onorario dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

Presentazione (1994)*

*dal 1° volume degli Annali dell’Associazione Bianchi Bandinelli

L’Associazione «Istituto di studi, ricerche, formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli» è sorta, per iniziativa di Giulio Carlo Argan e Giuseppe Chiarante, alla fine del 1991, con lo scopo di offrire un terreno comune di analisi, di confronto, di scambio di esperienze, di iniziativa culturale e programmatica a studiosi, esperti, operatori che da diversi punti di vista e in differenti ambiti disciplinari sono impegnati nel campo della conoscenza, della tutela, della valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

 

Ad Argan, che al momento della nascita dell’Associazione era anche senatore, stava particolarmente a cuore l’esigenza, da lui fortemente avvertita, di fornire alla politica dei beni culturali un retroterra di documentazione, di competenze amministrative e scientifiche, di rapporti diretti col mondo degli studiosi e dei tecnici più ampio di quello che finora c’è stato. Ma egli considerava non meno importante promuovere una più intensa comunicazione e un più fecondo interscambio di conoscenze e esperienze fra coloro che operano nell’Università e coloro che lavorano nell’Amministrazione della tutela; e considerava di estremo rilievo tutto ciò che può contribuire a una più ricca e qualificata formazione dei giovani, sia di quelli che si avviano all’insegnamento e alla ricerca sia di quelli che intendono operare per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

 

Per questo, nell’atto costitutivo dell’Associazione, le finalità fondamentali che essa intendeva perseguire erano così precisate:

— promuovere studi, ricerche, dibattiti, convegni, iniziative di analisi e documentazione attorno ai problemi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale;

— svolgere attività di formazione – attraverso corsi, cicli di lezione, seminari, altre consimili attività – nel campo dei beni culturali e ambientali, con particolare attenzione per i problemi legislativi, economici, amministrativi e per l’esperienza concreta di programmazione e di intervento;

— valorizzare, attraverso studi, ricerche, pubblicazioni, l’opera di studioso, di organizzatore della cultura, di riformatore nel campo della politica della tutela, svolta da Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Anche dopo la scomparsa di Argan, avvenuta nel novembre 1992, l’Associazione ha continuato a operare secondo le linee qui sommariamente indicate. Ci siamo particolarmente impegnati – come era ovvio – su alcuni temi più strettamente legati all’attualità legislativa e politica: come la tutela dei beni culturali nel mercato europeo aperto; un più proficuo rapporto – tra pubblico e privato -, per il restauro, il recupero, il riuso del patrimonio storico, attraverso una nuova e più organica disciplina legislativa delle politiche di agevolazioni fiscali, di mutui a tasso ridotto, di interventi di orientamento e programmazione; l’ordinamento del Ministero, l’autonomia e il decentramento, il ruolo degli Enti locali e delle Regioni, la qualificazione e le carriere del personale; il rapporto tra investimenti, redditività, occupazione; l’applicazione di una nuova legge sui Lavori Pubblici al campo specifico dei beni culturali e ambientali.