24 novembre 2014 – Il destino di archivi e biblioteche con la riforma del MiBACT

24 novembre, 2014

L’Associazione Bianchi Bandinelli torna a riflettere sugli effetti negativi della riforma del MiBACT attualmente in corso, denunciando la grave situazione che si va delineando per alcuni settori del Ministero, che rischia di  portare ad un significativo ridimensionamento dell’intero sistema degli istituti archivistici e ad un sostanziale smantellamento delle biblioteche pubbliche statali, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di istituti che rappresentano l’identità e la memoria della nostra storia e della nostra comunità civile.

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5 Risposte a “24 novembre 2014 – Il destino di archivi e biblioteche con la riforma del MiBACT”

  1. duccio pasqui scrive:

    Fermo restando che, da bibliotecario di ente locale, condivido pienamente l’articolo che “smaschera” le pretese della riforma del MiBACT,sarei curioso di capire a quale “periodo orgiastico” si riferiva Riccardo Rossi, dato che non sono riuscito mai a vedere in Italia “orgie” di biblioteche…. a meno che non ci riferisca al vecchio slogan “una biblioteca per ogni comune”, assolutamente utopistico ma non per questo assurdo in linea teorica, a mio parere

    • RICCARDO ROSSI scrive:

      Riferendomi strettissimamente al MiBACT che conosco bene (e non ad altri ambiti, su cui non ho la presunzione di pronunciarmi), ribadisco e chiarisco per tutti, ma in particolare per il gentile Bibliotecario Duccio Pasqui che il lungo “periodo orgiastico”, disgraziatamente, nel mio Ministero è stato realmente vissuto, con consapevole vantaggio, da parte di un gran numero di Funzionari e Dirigenti che colpevolmente da anni lo Stato non sostituisce (uno Stato con una doppia colpevolezza: facendo invecchiare drasticamente il sistema e mantenendolo dolorosamente inerte), questo è maledettamente vero… . Ma non mi voglio disperdere in troppe considerazioni, torniamo a molti dei nostri Funzionari e Dirigenti (non tutti naturalmente!): quante colpe, quante inerzie morali, quanta mancanza di decisionalità migliorativa, decisionalità di cui pure godevano e che molto spesso nascondevano ed occultavano dietro rituali lamentazioni. Quindi almeno per me: ben venga la riforma voluta e firmata dal Ministro Franceschini, avanti così! E senza particolari timori, perché questa riforma non è da vivere come un limite od una vessazione, ma come un tardivo ma necessario ed al punto in cui eravamo arrivati, indispensabile cambiamento.

  2. RICCARDO ROSSI scrive:

    Pur comprendendo direi quasi la purezza o l’anelito di purezza della razionale critica svolta nel’articolo sul destino di Archivi e Biblioteche, ricordiamoci che dopo ogni lungo periodo orgiastico, per porre limite, rimedio o fine a tale periodo, qualsiasi atto viene vissuto come limitante e vessatorio.,. .

  3. isabella ceccopieri scrive:

    “Purtroppo” l’articolo è perfetto. Ne condivido ogni sillaba. Vorrei che fosse inteso da chi di dovere, ma non ho grande fiducia in ciò. Ma non siamo un popolo che conosce e ama la propria storia, nel bene e nel male. Pertanto non potremo mai capiere appieno il senso delle notre radici e, tanto meno, difenderle.

  4. Rita scrive:

    Come non condividere un articolo cosi veritiero e, secondo me intriso di “amore” per le Biblioteche pubbliche statali, patrimonio che tanti italiani non sanno nemmeno che esista. Complimenti.