Lo storico Osservatorio Meteorologico del Collegio Romano a rischio chiusura

3 agosto, 2015

Il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CRA), Ente vigilato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stato commissariato in seguito alla Legge di stabilità 2015. Il conseguente piano di riorganizzazione prevede la chiusura della storica sede dell’Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura che si trova a Roma, in via del Caravita 7/A nel complesso del Collegio Romano, mettendo a rischio il patrimonio documentale, bibliografico e strumentale in esso custodito e determinando, di fatto, lo smantellamento di un unicum, luogo simbolo per la storia scientifica del nostro Paese, quale è unanimemente riconosciuto da tutti gli Enti nazionali e regionali che si occupano di meteorologia in Italia.

Il CRA-CMA è infatti l’erede diretto del Regio Ufficio Centrale di Meteorologia che, istituito nel 1876, rappresentò il primo Servizio meteorologico centrale in Italia e ha costruito nel tempo un Archivio meteoclimatico storico che attualmente raccoglie oltre quaranta milioni di dati meteorologici, uno dei pochissimi al mondo con serie storiche plurisecolari. Si tratta di un archivio di circa 500 metri lineari che custodisce documenti cartacei mai spostati dalla loro sede di archiviazione.

Nella sede è situato anche l’Osservatorio meteorologico del Collegio Romano dove dal 1782 continua ininterrottamente la raccolta di dati meteorologici giornalieri e notoriamente un Osservatorio meteorologico non si può spostare; se si dovessero interrompere le osservazioni tradizionali o adottare sistemi di misura alternativi, si interromperebbe infatti una delle poche serie storiche al mondo di così lunga durata tuttora in aggiornamento, di fondamentale importanza per lo studio dei cambiamenti climatici della città di Roma.

La sede ospita inoltre una raccolta bibliografica unica, la “Biblioteca Centrale della Meteorologia Italiana”, con 40.000 tra volumi, monografie e opuscoli scientifici e tecnici, che trattano anche di geofisica e astronomia, di grande interesse storico-scientifico, una ricca collezione di cartografia d’epoca attinente a meteorologia, climatologia, geologia, nautica, sismologia e una sezione museale, con circa 450 strumenti sismici e meteorologici, di cui i più antichi risalgono ai primi dell’ ’800.

Alla decisione di chiudere la sede, finora non sembra aver fatto seguito alcun piano che garantisca la continuità dell’Osservatorio del Collegio Romano, né la piena accessibilità, da parte dell’intera comunità scientifica, al patrimonio archivistico, bibliografico e museale ivi custodito.

Per questo motivo l’Associazione Bianchi Bandinelli chiede pertanto di riconsiderare la decisione di chiudere la sede e di garantire la continuità della serie storica dell’Osservatorio del Collegio Romano e la conservazione ottimale e la piena fruibilità della documentazione e del materiale ivi conservato.



2 Risposte a “Lo storico Osservatorio Meteorologico del Collegio Romano a rischio chiusura”

  1. Il patrimonio archivistico del CRA-CMA (cioè del Collegio Romano) è sicuramente il più importante d’Italia e uno dei più importanti al mondo.
    Contiene l’intera raccolta delle osservazioni meteo d’Italia dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra.
    Chiuderlo sarebbe un disastro!

  2. Carlo Boldrighini scrive:

    Lo smantellamento dell’osservatorio meteorologico del Collegio Romano, con il rischio che sia disperso lo storico archivio, che è tra i più antichi del mondo ed è un importante strumento per lo studio dei cambiamenti climatici, apre gli occhi sul nuovo modo di “governare”. Se si vuole ridurre la spesa, come mai non ci si cura dei costi per “grandi opere” di dubbia utilità? Come la “vela” di Calatrava, il cui costo è lievitato da 60 a 600 milioni (finora), e che non si sa bene se destinare a serra per le farfalle, a impianti sportivi, o a sede universitaria.